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pennaDa Antonio

Comment: Prendo spunto dal commento di Tiziano (“Nel ns comune al contrario la priorita’ e’ : far scorrere il traffico veicolare nel piu’ veloce modo possibile”).
Condivido in pieno perché ricorda che l’attuale condizione di totale anarchia nelle strade del Comune rispecchia quelle che sono le priorità dell’Amministrazione Piovenese relativamente alla circolazione stradale.
Mi piace che l’articolo riporti qualche confronto con realtà di altri Comuni, non perché gli altri siano sempre migliori, ma perché dimostra che c’è un altro modo di avere attenzione della parte “debole” del traffico.
La regolamentazione è possibile, non ci sono scuse del tipo “è vietato dal codice della strada” oppure “la polizia locale fa sabotaggio” oppure “sono solo interventi per fare cassa”.

Un esempio concreto (chi mi conosce, anche dai commenti su questo blog, sa che mi piace sempre parlare portando qualche dato).
La strada Piovene – Carrè (denominata via Dante a Piovene e via Balestri a Carrè, delimitata circa a metà dal viadotto autostradale) è un esempio interessante, perché non ha strade di derivazione, quindi tutti i veicoli che ne percorrono il tratto Piovenese percorrono anche il tratto in comune di Carrè.
L’attenzione ai residenti dell’amministrazione di Carrè ha portato all’adozione di apparecchiatura Velo OK e due rallentatori, con i risultati di seguito riportati (ci sono ovviamente tutti i dati per ogni veicolo, riporto solo un riassunto):

Mercoledì 22/1/2014 ore 6.30-8.00 tratto in Comune di Piovene verso Carrè all’altezza del civico 40
veicoli transitati 264
velocità media 82,0 km/h
velocità massima 118,3 km/h
percentuale di veicoli a velocità >50km/h 88,8%

Giovedì 23/1/2014 ore 6.30-8.00 tratto in comune di Carrè verso Carrè all’altezza del civico 34
veicoli transitati 282
velocità media 38,6 km/h
velocità massima 57,2 km/h
percentuale di veicoli a velocità >50km/h 4,6%

Non c’è tanto da commentare, si tratta degli stessi veicoli che percorrono un tratto di strada senza (Piovene) oppure con (Carrè) regolamentazione.

Ora:  29/01/2014 amercoledìWednesdayUTCoWed, 29 Jan 2014 17:15:08 +0000UTC 17:15
URL modulo di contatto:  https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/01/27/vivere-lungo-una-strada-trafficata/

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Vedendo le cose da un altro punto di vista, molta gente dice: perché mettono un limite di soli 50 km/ora su una strada larga e tutta dritta? Se mettono limiti e cominciano a dare multe io a Vicenza non ci arrivo più.

E qui bisogna approfondire la discussione. Il grosso problema che ci si trova a gestire è il fatto che noi usiamo indifferentemente le stesse strade per i percorsi a media distanza (camion e auto) e per il traffico di prossimità (madri con passeggini, scolari, …).

E’ un errore grossolano. Stiamo pagando le scelte fatte 30-40 anni fa. Le Strade Statali (ora provinciali) erano gestite dall’ANAS, erano in numero limitato e servivano a connettere l’Italia.

Nell’ottocento, e anche prima della guerra, quando si volevano costruire nuove case, si costruiva anche un nuovo pezzo di città: strade, marciapiedi, piazze, giardini, per ultime si costruivano le case.

Nel dopoguerra è iniziato il boom edilizio, si sono costruite sempre più case (negozi e fabbriche), ma per risparmiare si sono detti: perché buttar via soldi per le strade? Costruiamo lungo le strade che ci sono già. Così quelle che erano strade di grande comunicazione (si pensi alla SS46 Schio-Vicenza o la SS 11 Vicenza-Verona in località come Alte Montecchio, Altavilla, ecc.) hanno cominciato a condividere anche il traffico urbano e il traffico di quartiere, la mamma col passeggino si è trovata il camion che le sfrecciava accanto.

quartiere verdeDa questa urbanizzazione selvaggia, che ha aumentato i profitti dei costruttori edilizi, nasce il caos del traffico in Italia, ma in particolare del Veneto (che ha un’infinità di comuni piccoli e tutti si sono appropriati delle strade che c’erano e che servivano per le lunghe percorrenze).

Se sulla strada Piovene Carré, invece di costruire a nastro lungo le strade, si fosse fatto un accesso e si fosse costruito un quartiere organizzato con il suo verde, le sue strade, i suoi marciapiedi, la strada sarebbe rimasta libera e, applicando lo stesso criterio alle altre strade, si potrebbe arrivare a Thiene senza incontrare una casa e senza affumicare i pedoni.

percorso cilabileOrmai la frittata è fatta e occorre gestire una situazione conflittuale: quelli che attraversano le strade e coloro che vivono lungo le strade.

L’unica cosa possibile è far convivere i diversi utenti della strada, cercando di proteggere le utenze più deboli (anziani, scolari, ecc.). Se possibile, è opportuno separare fisicamente i due tipi di traffico realizzando percorsi ciclopedonali protetti.

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