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Una sala studio

Giovanni.

Verso fine aprile dello scorso anno era sorto il desiderio di trovare un posto dove poter studiare in pace.

aula studioIn biblioteca non c’è abbastanza spazio (eravamo già qualche decina di studenti) e il salone aperto a tutti non favorisce lo studio: c’è confusione dovuta a ragazzini (che giustamente la usano, ma facendo un po’ troppo rumore) e anziani talvolta rumorosi anche loro.

Avevamo in mente il modello di un’aula studio come quella di Thiene o di tante città universitarie, dove si può studiare in spazi non troppo grandi ma dove, soprattutto, la sala viene usata in silenzio per rispettare tutti.

FBAbbiamo creato un gruppo su Facebook per vedere se questo problema poteva riguardare altra gente, e siamo arrivati a 54 iscritti al gruppo. Una struttura del genere, sicuramente, sarebbe usata anche dai cittadini “della valle”. Numeri alla mano, siamo andati con una “delegazione” di 4 persone dal sindaco Colman Maurizio.

manoNella risposta il sindaco è stato netto: ha detto che capiva il nostro problema ma che non poteva fare nulla, perché il comune non ha spazi come quelli richiesti. Ha suggerito di rivolgerci alla Parrocchia.

Così abbiamo fatto: con la stessa “delegazione” siamo andati dal cappellano. Ne abbiamo parlato con un responsabile che ha suggerito di adattare l’ex appartamento, inutilizzato, del cappellano in patronato. Con buona volontà, abbiamo iniziato a risistemarlo, mettendoci tavoli e sedie, il tutto con materiale di proprietà della parrocchia.

Secondo gli accordi, il posto sarebbe stato auto gestito ma con “controllori” a ore scelti tra le persone più fidate che hanno fatto partire questo “movimento”, tra l’altro persone quasi tutte conosciute in parrocchia. Successivamente il progetto si è arenato, prima per il sopravvenire dell’estate e poi per il bisogno dell’approvazione del Consiglio Pastorale (la sala prevede l’utilizzo di beni della parrocchia).

Il Consiglio Pastorale, riunitosi solo il 28/9/2013 ci ha comunicato: “Nel momento in cui ieri si sono presentate le varie discussioni riguardanti la gestione delle attività in patronato (e quindi anche dell’aula studio), il Consiglio Pastorale ha così deciso che tutto ciò che riguarda la gestione delle aule e degli spazi all’interno del patronato devono essere proposti e gestiti (scusate le ripetizioni) dal consiglio di gestione delle attività parrocchiali in patronato! Indi per cui dovremmo aspettare che questo consiglio si riunisca per affrontare tale questione con le problematiche che potrebbero emergere. Logicamente all’interno di questo consiglio è presente un rappresentante del consiglio della gestione economica parrocchiale, del quale consiglio ieri sono stati eletti i membri, e ora bisogna aspettare che esso si riunisca per impostare tutto un lavoro che durerà 5 anni (se non erro) e quindi trovare anche un responsabile che possa essere disponibile ad entrare all’interno del consiglio della gestione delle attività all’interno del patronato!

In definitiva dobbiamo aspettare ancora, ma la speranza non è vana.. anzi! Il consiglio pastorale, anche se a tal riguardo non ha potere decisionale, non ha mostrato contrarietà sull’argomento!

Purtroppo oggi il progetto è ancora fermo.

Stefano.

Uno studente delle scuole medie a Piovene trova gli spazi che servono. Appena però si iscrive alle superiori si accorge che mancano spazi per agevolare gli studi.  Si va a Schio o Thiene ma, se devi fare un lavoro in gruppo o studiare, a Piovene mancano gli spazi. Ti tocca fermarti in un bar, fare pranzo con un panino per poter passare il pomeriggio in un’aula studio.

WiFiSe ci fosse anche a Piovene sarebbe una reale agevolazione per gli studenti, sarebbe bello che il posto avesse una connessione WiFi, avesse la possibilità di fare fotocopie (a pagamento) e magari un distributore automatico di bibite e merendine che si pagherebbe da sé.

______________

clessidraAd oggi il problema non è ancora risolto.

E’ un problema che andava affrontato o, pur comportando una piccola cifra, ha fatto bene il sindaco a rifiutarsi di discutere la proposta?

Una sala studio è un’esigenza reale?

La realizzazione di un’aula studio in stretto collegamento con la biblioteca ha senso e merita un approfondimento.

1_ A Piovene abitano 411 ragazzi tra i 15 e i 20 anni. Molti studiano. Se aggiungiamo i comuni più vicini (Cogollo, Carré, Chiuppano, Caltrano) vi sono altri 598 giovani nella stessa fascia d’età. In totale fanno più di 1000 giovani (1). Ipotizziamo che non tutti questi giovani siano studenti, che qualcuno abbia abbandonato gli studi a 16 anni, che alcuni frequentino scuole che non richiedano particolare impegno quotidiano, che alcuni preferiscano studiare a casa e che altri abbiano i pomeriggi impegnati da qualche altra attività. Anche tenendo conto di questo, la domanda supera ampiamente i 54 iscritti al gruppo Facebook.

Ci sono dei locali della vicina scuola media che potrebbero probabilmente essere dedicati a questo senza grandi sacrifici. La biblioteca potrebbe fornire supporto per fotocopie, uso di internet e ricerche bibliografiche.

2_ Ci sarebbe anche un altro vantaggio: la stessa sala potrebbe essere utilizzata per riunioni di piccoli gruppi o associazioni in alternativa alla sala della biblioteca (molto grande) e a quella di via Rezzardini (grande e periferica) (2).

riunione

Un paese cresce meglio se trova spazi di aggregazione, se supera la mentalità che l’unico posto per trovarsi sia il bar.

In questo Piovene potrebbe riacquistare centralità e non rimanere sempre periferia.

(1) Se aggiungiamo gli studenti di Arsiero, Velo e gli studenti universitari piovenesi il potenziale bacino di utenza diventa ancora più grande.

(2) Nei colloqui con i giovani, emerge sempre la lamentela: a Piovene mancano spazi per noi.

 

Ascoltiamo Piovene: altri articoli.

 Per contattarci scrivete nello spazio sottostante o scrivete all’indirizzo

accogliamoleidee@gmail.com

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5 thoughts on “Ascoltiamo Piovene: gli studenti

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  3. Sono d’accordo con Giovanni, e vorrei aggiungere che la mancanza di spazi (di svago, di socialità, di condivisione e costruzione di progettualità, di produzione di cultura) costituisce una cronica carenza del nostro Comune.
    Mancano spazi di aggregazione; il teatro, ad esempio, come sottolineato in un altro post, non è a disposizione delle iniziative/esigenze dei cittadini e delle cittadine come potrebbe e dovrebbe.
    Non ho capito come si apre un nuovo topic, perciò posterò qui una proposta, l’adesione al progetto Nati Per Leggere, http://www.natiperleggere.it/index.php?id=5
    cui possono aderire biblioteche comunali, plessi scolastici, associazioni, pediatri, gruppi di genitori, e permette di realizzare facilmente e senza spesa un momento di grande importanza e bellezza per i nostri piccoli.

    Mi piace

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