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Altre tombe romane sono state trovate durante la costruzione dell’autostrada, tombe a Cappuccina.
Il corpo veniva appoggiato su un piano di tegole e ricoperto da altre tegole per simulare il tetto di una casa.

planimetriatomba
Anche Piovene centro ci ha restituito resti romani. La lapide di Papiria, forse i resti di una tomba, fa bella mostra di se stessa nell’omonima piazza, per ricordarci che Papiria Massima lascia una dedica a sua madre Letilia.

Tutto il territorio piovenese ebbe una continuità abitativa nel tempo e dove in età protostorica sorgevano villaggi e fortificazioni in età storica il territorio venne adibito agli stessi scopi. Così il castel Pelucca e Manduca e le rocchette vennero fortificate.
Piovene venne a far parte del comune di Vicenza nel 1224, venne conquistata da Ezzelino da Romano, poi dagli Scaligeri e dal 1404 passò sotto la Repubblica di Venezia. I castelli vennero distrutti contestualmente a quelli di Santorso, Schio, Magrè e Pievebelvicino nel corso delle alterne vicende della guerra della Lega di Cambrai.
Anche reperti medievali non mancano nei musei di tutto il vicentino, provenienti dai siti di Piovene Rocchette. Uno fra tutti il tesoro di 3.000 monete trovate durante la costruzione della Lanerossi, il più cospicuo ritrovamento del Veneto.

Tondelli in lega provenienti dal castello della Rocchetta, Forse una zecca clandestina

Tondelli in lega provenienti dal castello della Rocchetta, Forse una zecca clandestina

Punte di lancia in ferro provenienti dal castel Manduca

Punte di lancia in ferro provenienti dal castel Manduca

moneta proveniente da Castel Peluca

moneta proveniente da Castel Peluca

Scorci di Piovene Rocchette. Il borgo medievale

chiesa ospizioarco 1 portico

villa scalette

Altra interessante scoperta è stata fatta da un nostro socio del Gruppo Archeologico dell’Altovicentino, quando un giorno camminando lungo il pendio scheletrodella val dell’Oca sul castel Manduca, scorse degli ossi che uscivano dal terreno in seguito ad uno smottamento. Allertata la Soprintendenza si organizzò uno scavo. Lo scavo diede alla luce una sepoltura di un inumato in posizione supina, rivolto a est e in buono stato di conservazione. L’inumato era alto all’incirca un metro e settanta ed era mancante in parte del piede dx. Attorno al morto non c’era nessun corredo funebre ma tutt’intorno il materiale fittile abbondava. Tutto il materiale fittile (cocci di vaso, resti ossei probabilmente residui di libagioni) non era in giacitura primaria ma di dilavamento. Questo non ci fece desistere nel pensare che fosse una sepoltura dell’età del bronzo ma una successiva analisi al radio carbonio non confermò le nostre speranze. La sepoltura era datata intorno al 1550 d.c.
Una vecchia leggenda racconta di un pastore che è stato ucciso perché rubava il bestiame agli altri pastori e sembra che la scomparsa di questo pastore sia databile intorno al 1500. Che sia questo lo scheletro di quel pastore?

Le vicende si susseguono per decenni e decenni fino ad arrivare alla Grande Guerra, quella del 1915-18 e ancora una volta tutta la nostra zona è interessata da fortificazioni difensive delle retrovie, come ultimo baluardo per fermare l’avanzata austro ungarica.  Così il Sogno e il castel Manduca vennero interessati da poderosi sbancamenti per costruire piazzole, trincee e baraccamenti.
In particolare il Sogno è sottoposto a colossali lavori difensivi con chilometri di trincee scavare nella nuda roccia e ripari in caverna dove i soldati potevano dormire, rifocillarsi e ripararsi in caso di bombardamento o di attacco.
In conclusione, come avete letto e visto il nostro territorio è una miniera di storia e anche se in sintesi questo racconto ve lo fa capire.

Perché vi ho scritto queste quattro righe?
Perché nel lontano 1992 io, Michele Busato, Nicoletta Panozzo e altre due o tre compagni di avventura, avevamo deciso di costituire un gruppo che si interessasse di divulgare l’interesse storico del nostro territorio e avevamo deciso che una delle sedi per il nostro nascente gruppo potesse essere Piovene Rocchette, appunto per la rilevanza storica che ha questo territorio.
Alla nostra richiesta per una sede e al riconoscimento del nostro gruppo non abbiamo mai ricevuto risposta, perciò ci spostammo a Santorso dove venimmo accolti con entusiasmo e dove tuttora risediamo.
Questo errore non deve più ripetersi. L’amministrazione che si sta formando per governare questa città, dovrà essere sensibile alle problematiche giovanili ed incentivare l’aggregazione della popolazione. Incentivare la formazione di gruppi con scopi culturali in modo che i giovani abbiano la possibilità di crescere in un ambiente frizzante e pieno di vitalità.
Ho scritto queste righe perché Piovene ha bisogno di riqualificare il territorio con percorsi didattici per la riscoperta delle nostre radici storiche, di sentieri che faccia crescere la curiosità delle nuove generazioni. La voglia di conoscenza è il motore per non far vivere nell’anonimato i nostri figli.
Gruppo Archeologico dell’Alto Vicentino

http://www.santorsoarcheologica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=87&Itemid=89
https://www.facebook.com/GruppoArcheologicoAltoVicentino
http://www.faav.it/gruppi-archeologici-vicenza/64-gruppo-archeologico-dellalto-vicentino-santorso.html

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One thought on “Percorsi culturali: archeologia 2

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