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Natale 2011In un’intervista il giornalista deve sintetizzare tra le tante parole dette. E’ un compito difficile e talvolta la sintesi può risultare poco chiara.

Ne approfitto per specificare alcuni punti poco chiari dell’intervista apparta su Thiene on Line

“Ridurrò il mio stipendio e metterò Piovene Rocchette al centro delle relazioni sovracomunali”. Dopo aver battagliato con tutte le sue forze con il Comitato ‘No Valdastico Nord’, Renzo Priante, 63 anni, architetto, sposato e padre di 2 figlie, ha deciso di presentarsi come candidato Sindaco alle prossime amministrative di Piovene Rocchette. Per puro caso, perché dopo essere stato interpellato per analizzare e risolvere vari problemi si è reso conto di una cosa: “Un Sindaco può fare qualcosa di concreto per la sua città”.

 Priante, perché ha deciso di candidarsi sindaco?

E’ stato un caso. Sono stato chiamato per discutere su svariati temi e ogni volta mi chiedevano di approfondire. A un certo punto ci ho preso la mano e mi sono appassionato al ruolo. Ho capito che i problemi da risolvere sono tanti e solo chi ha un ruolo attivo può risolverli. Ad esempio, ho iniziato la mia battaglia contro la Valdastico Nord solo perché ero interessato a capire che fine avrebbe fatto la chiesa di Sant’Agata che adoro. Seguendo il filo nel bosco mi sono ritrovato in politica.

Segue un partito o ha fondato una lista civica di orientamento di centrosinistra?

Niente partiti, la politica di casta è finita. Siamo una lista civica che si chiama ‘Ali per Piovene Rocchette’. Nell’ottobre dello scorso anno si è formato un piccolo nucleo di discussione attorno ai problemi della città. A questa discussione ho partecipato anch’io, ormai libero dagli impegni della Valdastico. L’intenzione era quella di offrire un’alternativa all’attuale amministrazione, arrogante (1) nei confronti dei cittadini e inadeguata a cogliere i segni di mutamento che vi sono nella comunità di Piovene. Questo è il punto di partenza. Partendo dai cittadini abbiamo aggregato persone di varia provenienza, senza accordi tra partiti e segreterie.

Quali sono i punti principali del suo programma politico?

Voglio far ritrovare a Piovene la sua centralità, rafforzare il centro storico e la zona commerciale. L’Auditorium deve diventare un punto di attrazione anche per gli altri comuni e dobbiamo recuperare un ruolo di primo piano rispetto ai comuni limitrofi. Piovene ha 8.200 abitanti ma in questo momento è più un comune di passaggio che di riferimento. Un comune che conta oltre 8.000 persone deve dare di più ai suoi cittadini. Vorrei fare un teatro nella birreria vecchia (2) e lavorare per la mobilità sostenibile: per muoverci in città non dobbiamo essere sempre obbligati a prendere l’auto.

Piovene è tagliata da una strada importante, per caso quello può essere un problema?

La viabilità attuale è sicuramente un punto di debolezza. A Piovene passano ogni giorno 16mila veicoli su strade provinciali. Dobbiamo vivere vicino al traffico, costruendo marciapiedi e attraversamenti sicuri. La statale non deve essere vista come una barriera, ma come una semplice strada che si può attraversare. In questo momento le nostre strade sono fatte solo per le auto e non per i pedoni, è arrivato il momento di renderle fruibili a tutti.    

Lei ha iniziato la sua attività concreta schierandosi contro la Valdastico Nord. Sarà sempre una delle sue battaglie?

La Valdastico Nord non serve. La prima persona a cui l’ho detto è stato il Sindaco Colman (3). Ora per quell’argomento ho fatto tutto ciò che potevo, ho liberato la testa e spostato l’attenzione su tutta Piovene.

Che cosa non le piace dell’amministrazione di Maurizio Colman?

Ha un approccio insensibile ai problemi della gente. Quando si discute con lui prende tutto come un’offesa personale. Non ha focalizzato l’attenzione sui bisogni dei cittadini. Per esempio, ha mandato 54 studenti (4) che chiedevano un’aula studio dal parroco. Io non l’avrei mai fatto. Ci sono 411 ragazzi dai 15 ai 20 anni. Bisogna dare loro le opportunità di vivere la loro città e creare luoghi di aggregazione.

E dei cittadini stranieri cosa ne pensa?

E’ un fenomeno epocale, l’Italia è piena di stranieri. Negli ultimi anni a Piovene sono aumentati da 757 a 1.262, con un incremento del 67% in 8 anni. Un’amministrazione deve trattare i cittadini come prevedono le leggi, non può modificare le leggi né comportarsi in modo da aggirarle, quindi ogni cittadino è uguale davanti alla legge. Si devono fare politiche di integrazione utili e non ideologiche. Non dobbiamo ‘lavare i piedi’ (5) ai cittadini extracomunitari, dobbiamo piuttosto cercare di integrarli nel pieno rispetto delle nostre regole comuni. Vanno promossi corsi di italiano per stranieri e ci deve essere dialogo tra cittadini nel rispetto della legge.

Quale sarà la sua prima azione concreta nel caso fosse eletto Sindaco?

 Mi farò ridurre lo stipendio e ne restituirò una parte al Comune e alle Associazioni (6)

Anna Bianchini

(1) Mi riferivo al modo di condurre il consiglio comunale da parte del sindaco Colman. Appena percepisce un accenno di critica il Sindaco cambia atteggiamento: si comporta come la “maestra dalla penna rossa“, interrompe l’interlocutore sottolineando ogni più piccola inesattezza o errore grammaticale, di sintassi o di pronuncia, usa paragoni da scuola elementare (es. “non si possono sommare mele e pere, consigliere”) cercando di indurre nell’assemblea l’idea che l’interlocutore non merita risposta perché non avrebbe una preparazione nemmeno elementare.

E’ un metodo retorico noto con il quale ottiene i seguenti risultati:

  1. Costruisce un avversario (non tutti quelli che presentano critiche sono avversari, molte critiche sono costruttive, tutte sono legittime)
  2. Ridicolizza l’avversario davanti all’assemblea cercando di sottolinearne i difetti o la limitatezza (presunti)
  3. Devia il discorso dal suo naturale oggetto verso elementi di contorno ininfluenti

Questo metodo ha l’effetto di non entrare nel merito dei problemi e di creare una democrazia muta e autoritaria dove chi critica il capo deve essere messo a tacere. Un esempio è la risposta all’interrogazione del consigliere Nardello nel Consiglio Comunale del 23/12/2013 punto 3 reperibile qui.

Al contrario noi di ALI per Piovene riteniamo che occorra ascoltare chi ci critica perché anche lì potrebbe esserci una scintilla di verità. Per noi la verità non è posseduta dal capo, ma va cercata tutti assieme.

Non ho pronunciato la parola “arrogante”, ma evidentemente è questo che ha capito la giornalista.

(2) Così letta sembra suggerire che si voglia costruire nell’area della birreria vecchia. Nulla di tutto questo. L’idea suggeritami da un cittadino è quella di utilizzare il prato a fianco della birreria vecchia per spettacoli all’aperto senza costruzioni di sorta.

(3) Il 30 gennaio 2013 assieme agli amici dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) della valle dell’Astico, abbiamo organizzato una riunione pubblica sul problema “Autostrada Valdastico nord“. Era un anno che si parlava di questa autostrada così importante e nessuna amministrazione aveva organizzato una discussione pubblica. Sono stato io che ho invitato il Sindaco Colman (favorevole all’autostrada), il sindaco di Besenello (contrario all’autostrada), il presidente della Comunità Montana Riccardo Calgaro. Hanno parlato anche due cittadini: io e il dott. Zuccollo.

La serata è stato un successo insperato: la sala della biblioteca era stipata al punto che, in pieno inverno, abbiamo dovuto aprire le finestre, un centinaio di persone stazionavano fuori e abbiamo dovuto portare un amplificatore all’esterno per far partecipare la gente che non riusciva a entrare (Thiene on Line scrisse “… se continua così non basteranno gli stadi”)

E’ stata l’unica discussione aperta sulla Valdastico nord dove si potessero confrontare opinioni diverse su un progetto con un impatto così importante sulla valle. Avrebbero dovuto essere i sindaci a convocare noi cittadini, invece siamo stati noi cittadini a convocare i sindaci.

(4) Ne abbiamo parlato QUI

(5) Infelice espressione che sta a indicare parità: non avere particolare condiscendenza davanti a persone che provengono da posti lontani, ma neppure umiliarli.

(6) In un momento così difficile per la comunità è giusto che anche i rappresentanti dei cittadini facciano la loro parte. Una parte dello stipendio verrà restituito alle casse comunali, una parte verrà versata alle associazioni culturali, sportive, di solidarietà ecc. che operano nel comune. Verrà stilata una lista delle associazioni e, a turno, esse riceveranno una parte dello stipendio di Sindaco e assessori.

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2 thoughts on “Intervista a Renzo Priante. Approfondiamo

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