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Inauguriamo una nuova rubrica: VOCI DELLA LANEROSSI.

E’ una rubrica diversa dal solito: si basa su testimonianze sonore. Dalla viva voce degli intervistati raccogliamo frammenti del passato.

Quando muore un vecchio muore una biblioteca. E’ un detto talmente ripetuto che non si ricorda più il primo che l’ha detto. Il mondo cambia in modo impercettibile ma ci sembra sempre uguale a ieri e ogni modifica è impercettibile: domani è uguale a ieri tranne una sfumatura.

Il succedersi di infinite sfumature cambia il mondo tanto che alla fine non lo riconosciamo più come non riconosciamo più un amico lontano da tempo. Eppure ricordare ci fa bene, ci permette di ascoltarci e di giudicarci, di capire se il tempo passato è stato positivo nei nostri confronti, quali cambiamenti le scelte fatte hanno provocato.

Soprattutto ci permette di capire che il domani lo stiamo costruendo oggi sugli errori di ieri.

Vittorino DeganelloNatale 2011

Ha cominciato a lavorare alla Lanerossi nel 1962 e terminato nel 1979. E’ stato sindacalista della CISL.

L’assunzione. Andavamo a lavorare a Schio in quattro in una Bianchina.

I turni. Le donne non lavoravano di notte

C’era un condotto tra gli stabilimenti di Rocchette 1 e Rocchette 3

lanificio RossiIl pacco ENI. Un regalo di Natale a tutti i dipendenti e i commercianti si indispettivano.

Dopo 25 anni di lavoro la Lanerossi ti regalava un premio fedeltà. La cassetta delle idee.

C’era la mutua della Lanerossi dove Cesare faceva le punture

I regali di matrimonio della Lanerossi: se eri maschio ti regalavano la radio, se eri femmina una coperta

Ho cominciato a lavorare il 2 novembre 1962, era un sabato perché allora si lavoravano otto ore per sei giorni la settimana.

casa tipo impiegati di rocchetteLo spaccio della Lanerossi era prezioso quando ancora i vestiti si facevano dal sarto.

La domenica, unico giorno di riposo, si andava a messa, alle funzioni e poi al calcio, qualche volta al cinema

Alla casa del fascio c’era la scuola dell’avviamento.

La paga si aggirava sulle 57.000 lire ed era legata al cottimo. Ti mettevano le “marchette”, in un anno ne facevi 52.

Si arrivava un po’ prima della sirena, ci si fermava a fumare l’ultima sigaretta e c’era un sempre un vecchio che veniva a riparare le biciclette

 

Ascolta le VOCI DELLA LANEROSSI

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4 thoughts on “Voci della Lanerossi: Vittorino Deganello

  1. Pingback: Rocchette: un incontro pubblico | Accogliamo le Idee

  2. salve. mi affascina la storia della vecchia lanerossi sull’astico,dove si puo’ entrare per visitare la galleria che collegava rocchette 1 a rocchette 3. grazie

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    • La galleria non credo che sia praticabile. Credo ci fosse un cancello presso l’ingresso di Rocchette 1, una lunga scalinata portava su verso lo stabilimento più alto. Mi hanno riferito che il passaggio è pieno di rovi e comunque è sbarrato all’inizio e più sopra. Dovrebbe comunque essere tutto in proprietà Marzotto.
      La galleria con i binari erano interni allo stabilimento serviva da trasporto interno tra gli stabilimenti. Dalle interviste mi sembra di aver capito che la galleria sia stata successivamente chiusa.
      Ormai sono testimonianze archeologiche di un mondo che non c’è più.

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  3. Pingback: Superate le 10.000 visite | Accogliamo le Idee

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