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Un nuovo vincolo.

manifesto cogollo webSul sito del Comune di Cogollo del Cengio leggiamo

E’ pervenuto in data 07.05.2014 il progetto di apposizione dei vincoli urbanistici dove è previsto il passaggio del prolungamento dell’autostrada Valdastico Nord – A31. Si allegano le tavole 1 e 2.

L’autostrada passa anche per Piovene Rocchette. Cerchiamo sul sito del Comune di Piovene Rocchette e troviamo la promozione di un incontro con l’autore in birreria vecchia, lo speciale elezioni amministrative, tutte le informazioni per pagare le prossime tasse, ma su questi nuovi vincoli non troviamo nulla.

Ricontrolliamo sul sito del comune vicino e leggiamo che le tavole con i vincoli sono state trasmesse il 7 maggio due settimane fa.

Sentiamo l’ufficio tecnico: le tavole sono arrivate, ma non sono ancora state pubblicate sul sito del comune. Per vederle bisogna recarsi in ufficio.

Possiamo comunque scaricare le tavole che ci interessano dal sito del comune di Cogollo del Cengio, basta cercare qui.

Ecco qua lo stralcio relativo a Piovene Rocchette..

estrattoCosa vogliono dire queste tavole?

In attesa che il Comune di Piovene Rocchette pubblichi le tavole, renda pubblica la lettera della Società autostrade che ha trasmesso le tavole e spieghi ai cittadini cosa ne deriva, possiamo trovare una spiegazione sul giornale LA DIFESA DEL POPOLO, in vendita nelle parrocchie (1).

Dopo un mare di parole, spesso dai toni forti, e una valanga di carta (il progetto preliminare riempie svariati scatoloni), la Valdastico nord piomba con tutto il suo peso sul territorio e inizia a far sentire i suoi effetti.

L’autostrada è più vicina?

NO

L’arrivo in valle delle ruspe è tutt’altro che imminente, beninteso. Tanto più che ancora non esiste un progetto definitivo. Tuttavia il “blocco” delle aree interessate è in vigore da subito, per cui ogni intervento previsto da comuni o privati dovrà passare al vaglio della concessionaria. Risultato? Se non proprio di blocco totale, si può parlare quanto meno di appesantimento burocratico”.

Insomma il progetto non c’è, l’approvazione è di là da venire, ma un’approvazione parziale, anche se poi decaduta, è sufficiente per porre vincoli. Strano meccanismo questo che permette alle GRANDI OPERE di procedere a discapito di tutto. Per legge la società autostrade è investita di un interesse pubblico e procede come fosse un ente pubblico, da oggi (anzi da ieri) sui terreni vincolati decide la Società Autostrade Brescia Padova e non il Comune.

Infatti le tavole della Società autostrade costituiscono immediata variazione degli strumenti urbanistici per i terreni indicati dalle tavole.

Quali sono i terreni interessati?

Si tratta dei terreni in via Levà e via Belvedere.

I terreni segnati in verde nella mappa soprastante sono vincolati: ogni progetto deve ottenere il nulla osta della società autostrade. Di fatto i terreni sono inedificabili. (2)

I terreni indicati in rosso sempre nella mappa soprastante sono soggetti a esproprio.

Per maggiore chiarezza abbiamo approntato la tavola seguente dove si vedono i terreni soggetti a vincolo e quelli da espropriare.

Vincoli

.

Attendiamo comunicazioni ufficiali dal Comune. Non è simpatico dover consultare il sito del Comune di Cogollo del Cengio per sapere cosa accade sui terreni di Piovene Rocchette


(1) L’articolo della Difesa del Popolo disponibile on line riporta quanto segue. Si fa presente che, nelle parrocchie della Diocesi è disponibile l’edizione cartacea che riporta l’articolo integrale.

Con una lettera ai sei comuni vicentini coinvolti, l’Autostrada Brescia-Padova ha di fatto messo sotto controllo l’area su cui dovrebbe sorgere la Valdastico nord. Ogni intervento all’interno della fascia di rispetto dovrà essere preso in considerazione dalla concessionaria. Risultato? Se non un vero e proprio blocco, quanto meno un appesantimento della burocrazia che potrebbe durare quanto la concessione (probabilmente fino al 2026).

Dopo un mare di parole, spesso dai toni forti, e una valanga di carta (il progetto preliminare riempie svariati scatoloni), la Valdastico nord piomba con tutto il suo peso sul territorio e inizia a far sentire i suoi effetti. Molto concreti.

La lettera. Lo sanno bene i sindaci di Piovene Rocchette, Caltrano, Cogollo del Cengio, Valdastico, Rotzo e Pedemonte, comuni in gran parte in piena campagna elettorale, ai quali nei giorni scorsi la concessionaria per l’A31 nord, l’Autostrada Brescia-Padova spa presieduta dal sindaco di Verona Flavio Tosi, ha inviato una lettera. La missiva, datata lunedì 5 maggio, fa riferimento all’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe (il comitato interministeriale per la programmazione economica) che risale al marzo 2013, ma soprattutto comunica ai primi cittadini quali sono le aree del territorio comunale su cui, con effetto immediato, la giurisdizione appartiene completamente alla concessionaria stessa. Motivazione? L’apertura dei cantieri per costruire l’arteria, chiaramente. L’arrivo in valle delle ruspe è tutt’altro che imminente, beninteso. Tanto più che ancora non esiste un progetto definitivo (a cui dovrà comunque seguire l’esecutivo) che la Brescia-Padova spa avrebbe dovuto presentare entro lo scorso giugno per rendere valida l’approvazione del Cipe. Tuttavia il “blocco” delle aree interessate è in vigore da subito, per cui ogni intervento previsto da comuni o privati dovrà passare al vaglio della concessionaria. Risultato? Se non proprio di blocco totale, si può parlare quanto meno di appesantimento burocratico.

intestazione(2) La tavola dei vincoli trasmessa dalla Società Autostrade Brescia Padova fa riferimento al D. Lgs 163 art 165 comma 7 che recita:

 7. L’approvazione determina, ove necessario ai sensi delle  vigenti norme, l’accertamento della compatibilita’  ambientale  dell’opera  e perfeziona, ad ogni fine urbanistico ed edilizio,  l’intesa  Stato – regione sulla sua localizzazione, comportando l’automatica variazione degli strumenti urbanistici vigenti e adottati; gli immobili  su  cui e’ localizzata  l’opera  sono  assoggettati  al  vincolo  preordinato all’esproprio  ai  sensi  dell’articolo  10  del  testo  unico  delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica  utilita’,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327; il vincolo si intende apposto anche in mancanza di espressa menzione; gli  enti  locali  provvedono  alle occorrenti misure  di  salvaguardia  delle  aree  impegnate  e  delle relative eventuali fasce di rispetto e  non  possono  rilasciare,  in assenza dell’attestazione di  compatibilita’  tecnica  da  parte  del soggetto aggiudicatore,  permessi  di  costruire,  ne’  altri  titoli abilitativi nell’ambito del corridoio individuato con  l’approvazione del progetto ai fini urbanistici e delle aree comunque impegnate  dal progetto  stesso.  A  tale   scopo, l’approvazione del progetto preliminare e’ resa pubblica mediante  pubblicazione  nel  Bollettino Ufficiale della regione (o nella Gazzetta Ufficiale) ed e’ comunicata agli enti locali interessati a cura del  soggetto  aggiudicatore.  Ai fini ambientali, si applica l’articolo 183, comma 6.

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4 thoughts on “Un nuovo vincolo: l’autostrada

  1. La pacatezza è dovuta al fatto che noi vogliamo fare informazione. Se ha notato il 90% del blog è dedicato a notizie su Piovene Rocchette il 10% a notizie sulla lista.
    Il Comune dovrebbe sempre informare i cittadini. La lettera della Società Autostrade comporta l’automatica modifica degli strumenti urbanistici: vengono variati il PAT e il PI. Se il comune informa di ogni più piccolo lavoro sulle strade comunali, del divieto di sosta in una certa zona, perché non dovrebbe informare i cittadini della variazione dello strumento urbanistico?
    A questo si aggiunge un altro aspetto. L’autostrada Valdastico nord ha un forte impatto sul territorio dell’alto vicentino e della valle dell’Astico.
    L’amministrazione attuale di Piovene ha sempre fortemente avvallato il proseguimento dell’autostrada, ha fatto interviste, proclami bellicosi o indignati, ma non ha mai promosso una riunione informativa sul tema, non ha pubblicato i documenti relativi.
    (Così per sapere cosa succede a Piovene Rocchette dobbiamo andare sul sito di Cogollo del Cengio).
    Così il cittadino si trova frastornato: sa che si spenderanno 2.000 milioni di euro per costruire questa autostrada, non gli mostrano i documenti, non gli spiegano dove passa, non gli chiedono un parere.
    Cosa penserà il cittadino medio? Vuole che proviamo a immaginarlo con metafore tipo “magna magna” “spartizione” ecc.?
    L’opacità è la peggior nemica di un’amministrazione: scoraggia la partecipazione democratica e alimenta la sfiducia verso la cosa pubblica.
    Sarebbe buon segno invertire la tendenza e dare un po’ di acqua pulita ai cittadini, anche partendo dalla pubblicizzazione di documenti ufficiali di rilevante interesse pubblico.

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  2. Buongiorno a tutti
    Intanto un plauso per la pacatezza con cui è stato affrontato l’argomento, senza indulgere a facili strumentalizzazioni “forti” di quanto rappresentato.
    Non intendo qui stigmatizzare il comportamento dell’Amministrazione, non avendo alcun elemento per valutare il perché di quello che sembra un ritardo di pubblicazione di un atto (competenza che, peraltro, spetta al dirigente e non all’amministratore); può anche darsi che la pubblicazione dovesse conseguire ad una pubblicazione concomitante sulla stampa…non so e non ho avuto il tempo di informarmi…
    Questo clima elettorale rovina un po’ tutto ed il fatto che io scriva ora non è certo per guadagnare consensi ma è solo per sfruttare il momento ai fini di una maggiore pubblicità dei fatti… passata domenica non so se questo bel sito continuerà e se la popolazione continuerà a leggerlo.
    Anzi, vi chiedo di pubblicarlo lunedì, a giochi fatti, così siamo sicuri che non intendo strumentalizzare nessuno.
    Ritengo però doveroso limitare un po’ la portata della notizia, che mi sembra poter provocare un’ingiusta preoccupazione da parte dei residenti nella zona.
    Intendo solo evidenziare che le nuove tavole pervenute dalla società autostradale non mi sembra abbiano imposto un nuovo vincolo di inedificabilità nelle aree interessate dalla costruzione della nuova arteria, ma hanno riproposto, con maggior dettaglio in quanto riferito ad una progettazione tecnica pur se preliminare, il vincolo già contenuto nel Piano degli Interventi approvato il 23/12/2013, ampliandolo solo nella parte relativa a quell’area denominata “impianto di trattamento” la cui previsione consegue senz’altro ad un necessario adeguamento del progetto alla nuova regolamentazione di gestione delle acque reflue dettata dal Piano di Tutela delle Acque.
    La nuova superficie vincolata, peraltro, nella parte ad Est è pressoché assorbita dal vincolo cimiteriale mentre nella parte ad Ovest copre tutto territorio agricolo inedificabile.
    Del resto le normative di salvaguardia sono già state introdotte nelle programmazioni urbanistiche fin dal 1967 (o addirittura dal 1942) ed hanno l’ovvio obiettivo di impedire che interventi edilizi rendano più onerosa o addirittura irrealizzabile le opere pubbliche programmate.
    Il fatto che su quelle aree possa decidere solo chi realizza (e chi approva) l’opera è coerente e funzionale a ciò e non ci trovo nulla di strano.
    Se, comunque, l’autostrada non dovesse realizzarsi, il vincolo preordinato all’esproprio andrebbe a decadere trascorsi sette anni dall’efficacia della deliberazione di approvazione del progetto preliminare da parte del CIPE, in verità fatta salva la possibilità di reiterazione qualora il soggetto aggiudicatore ne faccia istanza.
    Al di là, quindi, del comportamento del Comune, ritengo che le nuove tavole non abbia mutato più di tanto la situazione urbanistica attuale della zona interessata.
    A qualcuno verrà espropriata dell’area in più ma per esperienza so che non sempre questo aspetto è negativo per il proprietario.
    Una testimonianza: un paio di mesi fa ho partecipato alla redazione delle immissioni in possesso dei terreni agricoli interessati al passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta. La maggior parte dei proprietari era più che contenta di cedere i terreni in quanto il prezzo di esproprio praticato è molto vantaggioso e sicuramente superiore a quello che si ricaverebbe in una normale compravendita.
    Tempo di crisi, abbandono dell’agricoltura, valori perduti, non so… non giudico…ma la situazione reale è questa.
    Buona giornata!
    Graziano Tribbia

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