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Le voci della Lanerossi

La Lanerossi ha fatto parte della storia di Piovene Rocchette: migliaia di  operai, impiegati, dirigenti hanno lavorato nelle tre fabbriche e un mondo le ruotava attorno, un mondo che si chiamava mutua, asilo, spaccio, stazione ferroviaria, …

Oggi è rimasto un grande “scatolone” dove non si lavora quasi più: un immenso magazzino, pannelli solari sul tetto che catturano silenziosi i fotoni della nostra stella più vicina. Dove allora c’era un vocìo di chiacchiere e il rumore infernale dei macchinari, oggi c’è silenzio.

Ridiamo voce, per un attimo, a quel tempo, perché capire il passato ci permette di progettare meglio il nostro futuro.

Francesco Masetto

Natale 2011Classe 1943. Francesco Masetto ha lavorato alla Lanerossi dal lontano 8 ottobre 1962 quando, neo ragioniere, è stato chiamato alla Lanerossi. Fu subito mandato in giro per i reparti per compilare le tabelle utili a calcolare i costi di produzione. Ha così conosciuto tutto il ciclo produttivo, le macchine, i reparti, gli uomini. Franco parla volentieri e ne viene fuori una conoscenza approfondita della Lanerossi e del suo ruolo nel contesto industriale europeo. Meno di 20 giorni dopo la sua assunzione, il direttore generale dell’ENI, Enrico Mattei, morì (o fu assassinato come sostengono in molti). Franco parla di Mattei e della sua visione, delle modifiche interne della fabbrica, quando venne introdotto uno strumento prima sconosciuto: il “budget” di ispirazione inglese. Parla di come grandi economisti proponessero una programmazione industriale fatta di “piani quinquennali” (prof Napoleoni).

Ma a noi interessano cose più spicciole che riguardano la sua vita a Piovene e alla Lanerossi.

L’assunzione.

Era facile allora trovare un lavoro, ti venivano a cercare a scuola, ti istruivano e ti inserivano nell’azienda dove potevi restare a lavorare fino alla pensione

Quattro mesi di tirocinio

Mi hanno mandato in giro per tutti i reparti per conoscere tutto il ciclo tessile e per compilare le tabelle dei costi

Le tabelle dei costi standard

Quano costava produrre la lana? Si andava dai costi standard all’analisi differenziata.

Avevo altre offerte di lavoro …

… ma la Lanerossi offriva una professionalità superiore alle altre industrie.

Il ristorante “Alle Vasche”

Durante la settimana a mezzogiorno si riusciva a tornare a casa a a pranzo e c’era anche il tempo per un caffé, ma quando dovevamo finire i consuntivi tutto il reparto andava al ristorante.

La filatura più grande d’Europa

Gli anni dal 1971 al 1973 sono stati anni cruciali per la Lanerossi e per Piovene Rocchette. A Schio avevano appena costruito due stabilimenti immensi nell’area detta Campagnola, i reparti produttivi furono spostati dal centro di Schio in quell’area che era allora aperta campagna. A Piovene Rocchette hanno voluto costruire la “filatura più grande d’Europa” (e forse del mondo) con 14 linee. Qui prevalse l’idea di ampliare lo stabilimento esistente. Per mancanza di spazio la nuova fabbrica andava a occupare quello che era il “centro” del quartiere di Rocchette. Furono distrutte due ville ottocentesche coi loro giardini (villa Scotti e villa Allais), le case degli impiegati, l’edificio delle poste, lo spaccio…

Di fatto Rocchette non fu più quella che era prima. Tolto il centro, rimaneva un quartiere di case popolari in basso, minacciate dall’alto muro in cemento armato che sosteneva il piazzale della nuova fabbrica. Contemporaneamente il quartiere di Rocchette si spopolò, dimezzò gli abitanti, la vita sociale venne sconvolta dalla mancanza di 800 persone che se ne andarono verso il Grumello e quell’area che si andava sviluppando oltre la strada statale (ora provinciale) di via Pascoli, via Braggi, ecc.

La costruzione del nuovo stabilimento comportò un’immediata frenesia di lavoro, servivano lavoratori nell’edilizia per costruire il quartiere del Grumello che stava velocemente crescendo e per adattare lo stabilimento costruito in fretta e furia al ciclo produttivo e alle nuove macchine che si rendevano necessarie. Servivano meccanici per smontare e rimontare le macchine. Per cercare operai si passava per le strade con gli altoparlanti promettendo lavoro. Durante i lavori di costruzione del nuovo stabilimento, ha raccontato Franco si sono spostati filatoi perfino nell’ex garage (era così chiamato l’edificio -ora demolito- delle ex officine Sgambaro, poi destinato a garage che si trovava a Rocchette presso il quartiere operaio).

Franco racconta tutto questo in una serie di flash che danno l’idea dell’impatto profondo del nuovo stabilimento nella vita della città.

Trecento famiglie hanno dovuto andare via da Rocchette. Non bastavano i muratori per costruire le nuove case che sorgevano al Grumello e oltre la strada statale.

Mancavano anche operai tessili. Fu così che molti operai edili sono entrati nella Lanerossi

Venivano da tutta la valle dell’Astico. La nuova fabbrica aveva bisogno di molti operai che lavorassero per sistemare lo stabilimento: 40 meccanici, 15 muratori, … Fu così che dalla valle dell’Astico vennero molte famiglie

  … segue …

Ascolta le VOCI DELLA LANEROSSI

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3 thoughts on “Voci della Lanerossi: Franco Masetto 1

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