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Convegno sulla sanità pubblica

Piovene Rocchette 18 giugno 2014

Un importante convegno è stato promosso dai sindacati CGIL, CISL, UIL sul tema della sanità pubblica. Presenti il Direttore Generale dell’ULSS4 avv. Daniela Carraro, il Sindaco di Piovene Erminio Masero e il rappresentante dei medici di base di Piovene Rocchette dr. Massimo Grotto.

L’occasione del Convegno è data dall’approvazione del Piano Socio Sanitario della Regione Veneto (atteso da anni) (1).

I relatori, Vittorino Deganello Grazia Chisin e Giancarlo Puggioni, hanno ben illustrato le problematiche del Piano Socio Sanitario regionale.

Le colonne del Piano Socio Sanitario sono:

  • l’ospedale per acuti
  • l’ospedale di comunità
  • i servizi domiciliari
  • il servizio di medicina di base integrata

Nella realtà dell’Alto Vicentino il primo punto è rappresentato dal nuovo Ospedale unico di Santorso già realizzato e funzionante, bisognoso di alcune piccole messe a punto. Anche la Medicina di base integrata è presente a Piovene Rocchette con il nuovo servizio aperto nel febbraio 2014 presso il distretto dove è possibile avere assistenza medica, infermieristica, ambulatoriale e specialistica.

Quello che appare carente, secondo i relatori, è l’assistenza post ospedaliera ovvero i due pilastri intermedi.
Hanno molto insistito sul fatto che, costruendo l’ospedale di Santorso si sono investite risorse per attività specialistiche, ora occorre investire sui servizi territoriali.

All’iper specializzazione dell’Ospedale deve corrispondere un potenziamento dei servizi territoriali e l’attenzione per i soggetti deboli

daniela-carraroHa fatto seguito l’intervento del Direttore Generale dell’ULSS avv. Daniela Carraro.
Ha molto lodato l’ospedale di Santorso definendolo un’eccellenza che nessun’altra ULSS del Veneto possiede. Essendo però un ospedale nuovo la gente si sente spaesata, ma questo passerà presto. Anche il centro di medicina di base integrata di Piovene funziona bene perché ora i medici lavorano in rete e hanno collegamento diretto con l’Ospedale.
Nel futuro occorre investire risorse per liberare i medici dalla burocrazia.

Il dr. Massimo Grotto ha detto che se i medici lavorano bene assieme è perché erano già abituati a collaborare prima e la vicinanza fisica in un’unica sede porterà altri vantaggi. Ora i medici di base puntano sulla prevenzione.

Il sindaco Erminio Masero ha affermato che il centro polifunzionale in costruzione in zona stadio va nella direzione indicata dai sindacati, offrirà un centro diurno per 50 persone delle quali 15 disabili gravi e 15 disabili lievi.

Il dibattito

Sala quasi piena e numerosi cittadini hanno posto domande. Tra i tanti argomenti emersi nel dibattito andiamo ad approfondire i più importanti.

Ospedale unico di Santorso

Com’è noto il nuovo ospedale è stato costruito tra il 2008 e il 2012.
Negli anni ’80 l’alto vicentino aveva 3 ospedali: Malo, Schio, Thiene. Rispetto all’idea di ospedali diffusi sul territorio, in quegli anni stava maturando l’idea che l’ospedale dovesse essere specializzato e, dato che i mezzi di trasporto individuale si stavano diffondendo, era possibile concentrare l’assistenza ospedaliera anziché diffonderla. Meno ospedali ma più specializzati fu la parola d’ordine. Questo ha comportato la chiusura dell’ospedale di Malo, trasformato in una struttura per lungo degenza.
Unificare gli ospedali di Thiene e Schio è risultato molto problematico, anni di dibattiti su dove dovesse essere situato l’ospedale dell’Alto Vicentino (Thiene o Schio?) hanno portato a un impasse e a una divisione di reparti tra le due sedi di Schio e Thiene finché non è nata la proposta di costruire un ospedale nuovo non a Schio né a Thiene, a Santorso per l’appunto.
Scelta costosa, ma che ha troncato le discussioni.

H SantorsoDopo di allora il dibattito si è spostato sul tema della partecipazione dei privati all’opera.
Infatti l’Ospedale è stato costruito col metodo della finanza di progetto (project financing).
L’espressione “finanza di progetto” identifica un sistema di realizzazione di lavori pubblici attraverso l’opera ed il finanziamento privato. Si tratta di un sistema che consente l’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione di un’opera pubblica mediante il concorso di un investitore privato, il cui capitale sarà remunerato da entrate derivanti, in linea di principio, dalla gestione dell’opera per un arco temporale contrattualmente determinato” (2).

La scelta del partner privato ha scatenato polemiche, perché non c’è stata una vera e propria gara, si è trattata di una procedura ristretta su invito, ma di fatto la concorrenza non c’è stata e l’unica proposta fu quella di Summano Sanità (Mantovani, Palladio finanziaria, Gemmo, …).

Costi 1Per la verità i privati hanno finanziato solo una parte dell’opera quel 41% che manca alle finanze pubbliche.
Stranamente, pur avendo 2 le attrezzature di due ospedali, si decide di acquistare attrezzature mediche nuove.
Non sarebbe stato meglio, coi soldi pubblici, mantenere le attrezzature mediche esistenti e rinnovare quelle obsolete? Sarebbe bastato farsi finanziare solo la parte “edilizia” e nulla sarebbe mancato nei conti.
Impossibile darsi una risposta senza in controllo puntuale di quanto è stato riutilizzato, quanto è stato acquistato e quanto è stato pagato.
Fatto sta che oltre all’edificio i privati (Summano Sanità) forniscono attrezzature sanitarie, arredi e hardware per un totale di altri 25 milioni di euro circa.
In totale il contributo dei privati ammonta al 50% dell’investimento.
Il rimanente 50% è a carico della parte pubblica.

costi 2L’ospedale è stato aperto nel febbraio 2012.

I dubbi dei cittadini

  • parchimetroI dubbi nascono quando, aperto l’ospedale, si scopre che andare in ospedale costa di più, occorre infatti pagare il parcheggio al prezzo di un parcheggio privato in zona semi centrale (1,20 €/ora) (3). Summano Sanità si dimostra estremamente rigida davanti alle proteste: quei soldi sono garantiti dal contratto di project financing e spettano a chi ha costruito l’Ospedale. Il costo dei parcheggi si “risolve” solo facendo pagare una tariffa “politica” agli utenti (1,20 €/giorno), ma ai privati di Summano Sanità i soldi si devono dare (“si tratta di 300.000 €/anno”) e li pagherà l’ULSS, cioè tutti i cittadini, anche chi non va mai all’Ospedale (4).
  • Altri dubbi nascono quando scoppiano scandali legati a corruzione e a reati legati a rapporti con la pubblica amministrazione come i recenti casi del Mose che vedono coinvolti politici veneti che si sono interessati anche all’ospedale di Santorso. Però si tratta di illazioni perché finora la magistratura non ha promosso inchieste sulla costruzione/gestione dell’Ospedale.
  • Altri dubbi infine nascono controllando i conti dell’ULSS. La rata di restituzione a Summano Sanità costa tantissimo ha detto una signora del pubblico al convegno, con quello che paghiamo come noleggio in 5 anni Summano Sanità sarà rientrata dall’investimento e poi per altri 19 anni godrà di una rendita invidiabile. L’altissimo costo di questo project financing sottrarrà risorse agli altri comparti della sanità, cioè al territorio ed è questo il tema del convegno.

La risposta del Direttore Generale dell’ULSS

L’avv. Daniela Carraro ha detto

  • i centri di medicina integrata nell’ULSS 4 sono più numerosi che nelle altre ULSS del vicentino
  • l’ospedale è una struttura di eccellenza che molti ci invidiano, “è un ospedale del futuro”
  • la rata che l’ULSS paga a Summano Sanità costa 5 milioni di euro all’anno e con quella cifra in 5 anni non viene ripagato il debito contratto con i privati
  • le attrezzature ospedaliere hanno una obsolescenza che si aggira attorno ad 8 anni, con il contratto firmato ci garantiamo attrezzature sempre all’avanguardia.

Una verifica

communitasUna verifica di quanto si spende per l’ospedale è stata fatta da COMMUNITAS  di Schio. E’ vero che il canone per la quota investita (definito “canone di disponibilità”) ammonta a circa 5,5 milioni di euro, ma occorre aggiungere:

  • il noleggio attrezzature sanitarie
  • il noleggio mobili e arredi
  • il noleggio hardware
  • il canone per servizi appaltati (ristorazione, pulizie, manutenzioni, ecc.) che rappresenta la quota più grossa
  • i ricavi per le tariffe del parcheggio e l’affitto dei locali commerciali (perché vanno solo alla società privata e non anche all’ULSS dato che hanno investito gli stessi soldi?)

canoni 1A questo occorre aggiungere l’aggiornamento prezzi e quello che viene fuori è riassunto nella tabella successiva.
In totale si tratta di oltre 37 milioni euro/anno sborsati dall’ULSS.

canoni 2Naturalmente non tutto è un costo aggiuntivo. Ad esempio se non ci fosse il noleggio delle attrezzature mediche comunque l’ULSS dovrebbe fare manutenzione e rinnovo delle attrezzature mediche (ma probabilmente la cifra sarebbe minore perché avrebbe riutilizzato attrezzature seminuove già presenti a Schio o Thiene). Il servizio mensa o pulizia dovrebbe comunque essere appaltato invece che pagato a Summano Sanità (ma chi vorrebbe vincolarsi con un catering per 24 anni senza la possibilità di disdire il servizio o di rimetterlo in gara per ottenere condizioni più vantaggiose?).
Insomma l’appalto a Summano Sanità è un appalto chiavi in mano, ma non sembra particolarmente vantaggioso per le finanze pubbliche.
Communitas è chiara:

“Questo contratto che di fatto assegna ai privati una remunerazione complessiva equiparabile ad un tasso superiore al 19 % rischia di strozzare la sanità pubblica nella nostra ULSS: circa 17 ml di € in meno nel 2012 (a causa del project financing) per i nostri servizi socio-sanitari”.

I conteggi di Communitas si basano sui bilanci ULSS, ma alcune affermazioni derivano da ipotesi semplificative. Se i conti di Communitas fossero errati sarebbe semplice confutarli, basterebbe pubblicare il contratto.
Il contratto di finanza di progetto è secretato per molte parti, soprattutto quelle relative ai conteggi e questo non può che aumentare i dubbi dei cittadini e non solo. COMMUNITAS ha promosso un esposto alla corte dei conti firmato anche da numerosi consiglieri comunali e da amministratori.

Sole 24 oreNon è un caso che anche il giornale “Il Sole – 24 Ore” avanzi molti dubbi sui costi della sanità veneta e dell’Ospedale di Santorso
La sanità in Veneto è una ragnatela inestricabile di favori, affidamenti diretti, project gonfiati a dismisura, tassi d’interesse sui mutui da usura”; a Santorsocol project il tassametro non smette mai di girare. Con la mensa, i bar e punti di ristoro gestiti dal solito Putìn” (“Serenissima Ristorazione” unica ditta fornitrice del catering all’Ospedale per 24 anni) .

Il centro per anziani di via Stadio

Tra le strutture post ospedalieri e assistenziali sul territorio non si poteva non parlare del progetto di Centro Polivalente di via Stadio.

Il sindaco

Masero ha lodato il Centro polivalente come struttura di eccellenza: ospiterà 20 anziani autosufficienti, 15 parzialmente autosufficienti e 15 non autosufficienti. La struttura avrà una superficie di 1500 mq e sarà una “beauty farm” per anziani, una struttura bellissima e all’avanguardia.
Riallacciandosi al tema del convegno ha detto che si potrebbe prevedere, in aggiunta, anche 15 posti letto come ospedale di comunità.
Metà dei soldi ci sono già, basta reperire i fondi mancanti.
Circa la possibilità di ampliare l’attuale struttura in centro (ex casa Galiotto) è una struttura in più piani ed è assolutamente insufficiente “basta pensare che il soggiorno è di 32 mq per 30 anziani” (5).

Il pubblico

Sul tema è intervenuto soprattutto Gianluca Di Luccio, consigliere del M5S.

Alla luce delle affermazioni fatte Di Luccio afferma che il centro diurno (2° stralcio dell’area di via Stadio) avrà un costo presunto di 2,64 milioni di euro, ma si tratta di uno spreco perché occorre prima prendere in considerazione la possibilità di ampliare il centro esistente.
Il 3° stralcio dovrebbe costare circa 1,6 mlm euro e sarebbe un centro di medicina integrata simile all’esistente o almeno così appare dai documenti.

Ha chiesto al Direttore Generale dell’ULSS se sia previsto un nuovo centro di medicina integrata in via stadio, ma l’avv. Carraro ha affermato che non può rispondere alla domanda perché non c’è nessuna convenzione.

In sintesi

Dei quattro pilastri della sanità previsti dal Piano Socio Sanitario della Regione Veneto (l’ospedale per acuti, l’ospedale di comunità, i servizi domiciliari, il servizio di medicina di base integrata) il primo e l’ultimo punto si possono dire soddisfatti a Piovene Rocchette.
Quelli che appaiono ancora carenti sono i punti intermedi.
Non esiste una struttura in loco che ospiti coloro che sono dimessi dall’ospedale (esiste a Malo, ma i posti non sono sufficienti al bisogno). A Piovene Rocchette non è previsto nessun posto per Ospedale di Comunità
Va potenziato il servizio domiciliare, ma al convegno nessuno ha detto come.
La presenza di un centro diurno è un modo per potenziare l’assistenza domiciliare e un sostegno concreto alle famiglie, ma per ora c’è solo il centro presso l’ex casa Galiotto

.

Altri articoli sullo stesso tema

https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/04/19/famiglia-e-anziani-centro-polivalente/

https://accogliamoleidee.wordpress.com/tag/anziani/


NOTE

(1) http://www.realtaveneta.it/contenuti/119a-Seduta-DLCR-019-PDL190-piano-socio-sanitario-2012-2016.pdf

(2) http://territorieinnovazione.mit.gov.it/tipologie-di-ppp/project-finance.html.

(3) http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&ved=0CE0QFjAE&url=http%3A%2F%2Fwww.vicenzatoday.it%2Fcronaca%2Fparcheggio-ospedale-santorso-pagamento.html&ei=59WjU9q2AbH07Aa5w4H4DA&usg=AFQjCNGF-cwoImsnrrcSadYwxbKHkXBe1Q&bvm=bv.69411363,d.bGQ&cad=rja

(4) http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/13336-ospedale-santorso-carraro-li-soldi-del-parcheggio-dallefficienzar

(5) Facciamo notare che il sindaco deve aver sbagliato qualche cifra perché un affollamento di 30 persone in 32 mq è possibile solo se tutti stanno in piedi e piuttosto stretti, come in una discoteca, non certo in una struttura per anziani con tavolini, poltrone, ecc.

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8 thoughts on “Ospedale, centro polivalente e assistenza

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  4. Pingback: Consiglio Comunale e soldi dei cittadini 2 | Accogliamo le Idee

  5. Riceviamo e pubblichiamo

    Buongiorno,
    ho letto attentamente la relazione sul convegno promosso dai sindacati e mi sto facendo delle domande in relazione al quarto punto: “la medicina integrata” mi chiedo quali siano le attività che adesso il medico svolge.
    Intendo attività diverse da prima e che possono migliorare l’assistenza alle persone in particolare l’aspetto sulla cronicità. Sicuramente la prenotazione delle visite e delle ricette possono facilitare il flusso delle persone presenti nell’ambulatorio ma non credo che influiscano sulla cronicità.
    E’ auspicabile che la presenza dei medici di medicina generale in un unico ambiente possa facilitare lo sviluppo di una medicina diversa. Sicuramente ci saranno dei progetti sulla cronicità che già potrebbero essere messi in atto in quanto pianificati ed in atto in altre Medicine integrate. Inoltre sottolineo che l’ambulatorio infermieristico e la specialistica sono presenti a Piovene e Rocchette da molti e molti anni e quindi non posso essere considerate novità.
    E’ auspicabile che la presenza dei medici di medicina generale in un unico ambiente possa facilitare lo sviluppo di una medicina non più di attesa ma di iniziativa.
    Maria Grazia

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  6. Riceviamo e pubblichiamo.

    Grazie per la relazione relativa al convegno sui problemi della sanità a Piovene.
    Oltre agli aspetti emersi, (ottima l’idea di riunire i medici in un unico luogo, ma al terzo piano…) io noto che a Piovene R.( ma forse è mancanza di conoscenza mia) servirebbe un “centro di aiuto o di riferimento” per gli anziani, anche per i problemi spiccioli.
    Molti anziani hanno bisogno di ogni tipo di aiuto per i più svariati motivi; per esempio:
    1- andare dal medico o all’ospedale,o in farmacia o a fare la spesa o recarsi in comune o in banca…
    2- trovare una persona che esegua lavoretti vari all’esterno o all’interno dell’abitazione propria:cambiare la corda a un avvolgibile,sostituire una lampadina collocata troppo in alto,staccare e rimettere a posto le tende,lavare i vetri a una certa altezza,portare materiale al centro ecologico ecc..ecc..ecc
    3- trovare un taxi (non potendosi servire delle corriere) per andare anche solo a Thiene, Schio o Vicenza (per esempio a Inps, Agenzia Entrate, studi medici….
    Parecchi anziani, inoltre, non hanno familiarità con i centri di prenotazione, (i nostri operatori sono tutti occupati, resti in linea, prepari la tessera sanitaria…oppure prenoti http://WWW...) N° verdi, e tanto meno con i cellulari e con i http://WWW…. A Piovene manca un centro di aiuto simile che possa dare una mano concreta, naturalmente dietro compenso adeguato. Che sia possibile arrivare a costituire un centro con tali caratteristiche?
    Ho letto che un comune veneto (ma non ricordo più quale!) ha cercato di seguire questa strada sia con i volontari sia con accordi con persone in “mobilità”.
    Solo sogni?
    Buona giornata
    Adriano

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  7. Appunto, “…finora la magistratura non ha promosso inchieste sulla costruzione/gestione dell’Ospedale…” .
    Speriamo che, una volta finito con il Mose e l’inchiesta Mantovani, magistratura ordinaria e contabile aprano gli occhi anche sul nostro ospedale, visto che i protagonisti (Galan, Gemmo, Mantovani, Altieri, etc.) sono gli stessi degli ultimi scandali veneti.

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