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Premessa

Cosa sta succedendo a Rocchette?

Davanti all’Asilo è spuntato un piazzale che si è “mangiato” lo spazio verde tra l’Asilo e il quartiere operaio.

planimetria

E’ un piazzale da 1000 mq più l’ingombro delle scarpate. E’ più alto del piazzale dell’asilo e sovrasta le ottocentesche case operaie dato che è alto ben 8,6 m dal piano del quartiere.

Dal piazzale davanti alla chiesa le case più a ovest non si vedono più e il colmo fatica a spuntare. Lo spettacolo che si vede dal piazzale davanti a chiesa e scuola materna è abbastanza sconcertante (vedi foto) e difficilmente potrà migliorare dato che su quei muri di ferro e sassi non crescono alberi, tutt’al più cespugli o un’erbetta rada.

I tetti delle case del Centro Storico spuntano appena

I tetti delle case del Centro Storico spuntano appena

Vista dal piazzale davanti la chiesa

Vista dal piazzale davanti la chiesa

Cosa si vede dalle case operaie

Cosa si vede dalle case operaie

Cosa si vede dall'area verde

Cosa si vede dall’area verde

E’ un intervento inopportuno:

  • toglie luce e spazio alle case appena restaurate
  • penalizza il quartiere operaio che è considerato CENTRO STORICO
  • rovina il contesto di uno dei quartieri operai più famosi d’Italia
  • porta un’attività inquinante (carico scarico camion) vicino ai bambini dell’asilo

Occorre domandarsi:

  • Chi l’ha costruito e perché?
  • Chi ha autorizzato quell’intervento?
  • E’ un intervento legittimo?
  • Cosa fa l’amministrazione?

Mettiamo ordine alle domande

A cosa serve quel piazzale spuntato dal nulla?

Quel piazzale è destinato a “ampliare i piani di carico esistenti al fine di migliorare la logistica” della ditta Marzotto. L’ampliamento dei piani di carico porta l’attuale piazzale da una profondità di 16 m a una profondità di 41 m. che costituisce una misura di tutta comodità per qualunque ditta di trasporti.

sezione

Peccato che questo ampliamento si trovi 3 piani abitabili sopra gli edifici di un centro storico, qual è il quartiere operaio di Alessandro Rossi.

Chi ha autorizzato quell’intervento?

Perimetro SICQuell’intervento non ha avuto bisogno di nessuna autorizzazione. La continua semplificazione delle procedure permette che si inizino i lavori senza attendere l’autorizzazione, basta mandare uno stampato il giorno prima, corredato da un dichiarazione che sono rispettate le norme edilizie e  dalla documentazione tecnica che spieghi in che cosa consiste l’intervento.

Lo stampato, che Marzotto ha presentato, si chiama SCIA, ovvero Segnalazione Certificata di Inizio Attività e comprendeva una Valutazione di Incidenza Ambientale con la quale si dimostrava che gli effetti sul Sito di Interesse Comunitario (arriva fino alla cima del monte Summano) sono minimi.

L’Amministrazione (tramite l’Ufficio Tecnico) ha tempo 30 giorni per fermare i lavori o chiedere integrazioni.

Semplice, vero?

Così molte scelte importanti passano senza discussione.

L’intervento è legittimo?


Vediamo cosa prevede il Piano Regolatore (oggi si chiama “Piano degli Interventi”).

L’area dove è stato costruito il terrapieno è fascia di rispetto degli insediamenti industriali e artigianali.

PI con legenda

Quali interventi sono ammessi?

Lo leggiamo nelle Norme Tecniche (art. 56 pag. 83):

Questa fascia di rispetto viene prevista allo scopo di ridurre l’impatto ambientale provocato dagli insediamenti produttivi;  al suo interno è prevista la piantumazione di alberi ad alto fusto e siepi compatte appartenenti alla flora locale; piazzali ed accessi già esistenti possono essere mantenuti prevedendo un’adeguata piantumazione; per gli edifici ricadenti al suo interno sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia”.

In quell’area non è prevista la costruzione di piazzali, solo la conservazione di quelli esistenti e solo prevedendo una “adeguata piantumazione”.

Allegato al Piano degli Interventi c’è anche un Prontuario definito “Prontuario per la qualità architettonica e ambientale

Esso tratta della “Qualità dell’ambiente urbano e degli elementi costitutivi la città pubblica”, proprio quello che ci interessa.

Infatti all’art. 8 si dice:

Nella progettazione delle aree a verde devono essere attentamente considerati i seguenti elementi:

  • i rapporti visuali tra la morfologia del terreno, le alberature, l’architettura degli edifici, il contesto ambientale, ecc;
  • la funzione delle alberature (delimitazione degli spazi aperti, schermi visuali, zone /d’ombra, effetti prospettici, ecc);

Riassumiamo:

Norma PI

La conclusione è una:

QUEL PIAZZALE NON POTEVA ESSERE COSTRUITO

è realizzato in una fascia di rispetto del Centro Storico, ma non lo rispetta. Di fatto in una zona destinata al verde si sono costruiti muri e asfaltato il terreno.

La Scuola Materna

Natale 2011C’è inoltre un’altra perplessità. Il piazzale serve per la movimentazione di camion. In una fabbrica lunga 300 m. il luogo di stazionamento dei camion avrebbe potuto essere realizzato in qualunque punto. Aver realizzato il centro logistico presso la Scuola Materna può costituire il presupposto per peggioramento dell’ambiente e della qualità dell’aria, crea una situazione di potenziale conflitto tra le esigenze della Scuola e quelle dell’industria.

Purtroppo non c’è nessuna norma che potesse impedirlo. Si poteva impedire la realizzazione del piazzale, ma non la movimentazione dei camion all’interno dell’area industriale.

Se i camion saranno pochi, il problema non ci sarà, se il movimento dei camion diverrà intenso il conflitto esploderà.

Cosa fa l’Amministrazione? 

L’amministrazione ha incontrato i rappresentanti della Marzotto e i rappresentanti della Parrocchia per decidere a chi cedere la stradina che si trova fra la Marzotto e la Scuola Materna in quanto entrambi ne hanno fatto richiesta, ma la soluzione ancora non si è trovata. E’ rinviata a un accordo tra Parrocchia e Marzotto.

Non si è discusso invece del piazzale, che rimane un problema rilevante e che deve essere affrontato con un importante interlocutore: gli abitanti di Rocchette e in particolare quelli del quartiere operaio.

Per rispondere alla domanda dovremo quindi attendere le decisioni che prenderà l’Amministrazione.

Nel frattempo poniamoci un’altra domanda.

Perché il Quartiere Operaio riveste un così grande interesse?

Ne parliamo in un prossimo articolo

5 thoughts on “Rocchette: un brutto intervento

  1. Pingback: Rocchette: un incontro pubblico | Accogliamo le Idee

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  5. A ben guardare ritengo che quell’intervento, da quello che scrivete nell’articolo, era quanto meno carente della documentazione previsionale di impatto acustico (posso dirlo in qualità di tecnico competente in acustica ambientale). Sarebbe stato un obbligo dell’ufficio tecnico richiedere tale integrazione e poi valutarla in modo critico. Tra l’altro il piano di zonizzazione acustica di Piovene è datato e pieno di lacune. Le scuole dovrebbero essere inserite in classe I, e non a diretto contatto con aree di tipo V (industriali)…
    Perchè non parlarne?

    Mi piace

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