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Il labirinto

labirintoPartiamo dal labirinto, quello che c’è sulla copertina del libro (l’originale è inciso sulle porte della città di Lucca) e quello nel quale ti trovi quando cerchi notizie su Riccardo Dal Ferro.

Il labirinto della copertina è unidirezionale e, attraverso infinite e inattese svolte, ti porta inevitabilmente al centro (1).

Il labirinto nel quale respira Riccardo è la rete infinita dei collegamenti che Internet rende possibile.

Provate infatti a cercare QUI o QUI o QUI o QUI.

Riccardo

Cosa fa un laureato in filosofia nella rete e nella realtà?

fermento_head_home_0x0Fa il docente di scrittura creativa a Vicenza, Schio, Padova.

La sua passione è la lettura da quando giovane entrò nella biblioteca di Piovene Rocchette e prese in prestito il libro “Le testine” dalla collana Piccoli Brividi. Il contagio fu immediato e passò in rassegna l’intera collana.

La sua passione è la scrittura perché ha sempre scritto racconti.

La sua passione è la rete perché nella rete ha scritto fin da quando aveva 12 anni e aprì il suo primo blog (Diluvio.Il_cannocchiale.it ormai estinto).

E’ spinto non solo dal bisogno di raccontare storie ma dalla voglia di cambiare la società perché la gente ha bisogno di cultura.

“Occuparsi di cultura significa dare alla gente la possibilità di credere nelle proprie forze. Dalla cultura dobbiamo ripartire. Da quarant’anni non riusciamo più a immaginare qualcosa di nuovo”.

Cosa intendi?

“Già Pasolini aveva visto che la televisione aveva espropriato le persone di ogni possibilità creative, della capacità di immaginare qualcosa di nuovo”.

Per questo la sua attività di docente di scrittura creativa non è un lavoro, ma un impegno per aiutare le persone a immaginare un futuro diverso.

macchina scrivere“Oggi scrivere non significa confrontarsi solo con il libro e la stampa, ma con la rete o con qualunque altro mezzo che ti consenta di elaborare narrazioni. Internet ha cambiato il modo di scrivere altrettanto profondamente di quanto ha fatto Gutenberg con l’invenzione della stampa”.
“Twitter è il più grande mezzo narrativo, è un grande romanzo collettivo fatto da un numero di persone potenzialmente infinito. Questo mezzo cambia la storia che racconti e il linguaggio che devi usare. Twitter mostra il bisogno patologico di esprimersi. Quello che dobbiamo dare alla gente è la possibilità di esprimersi”.
“La narrazione non è solo testo scritto, può essere un film o perfino un videogioco, l’importante è che le persone prendano coscienza della possibilità di immaginare un futuro senza accontentarsi quello che trovi già preconfezionato. Le narrazioni convenzionali ci hanno impedito di immaginare il futuro”

Ha fatto corsi di scrittura creativa per ragazzi delle scuole medie perché è in quella età che si può imparare a immaginare.

Racconti

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Molti sono i racconti che Riccardo ha pubblicato. Si trovano sparsi ovunque nella rete, molti si trovano sul blog SOTTERFUGI, altri nel suo blog personale RICCARDODALFERRO.

Ha pubblicato dei racconti in ebook attraverso un editore statunitense, ma ora la licenza è scaduta e verranno ripubblicati dall’editore veneziano Tragopano editore.

I titoli si rifanno alla letteratura fantastica e hanno nomi come MONTECRISTO MISSISSIPPI, IL FALO’ DEGLI ALIBI, GENNARO SENZA TESTA.

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Lavora con Marco Pasin che si occupa di illustrazioni, ironiche, spesso allucinate.

Il libro

L’occasione che ci ha fatto incontrare è la pubblicazione su carta del suo libro I PIANETI IMPOSSIBILI.

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“L’ho scritto in due mesi con furia. Scrivere è stata una terapia che mi ha permesso di superare un momento difficile. Pensa che alcuni capitoli del libro sono stati scritti in treno sulla minuscola tastiera del mio telefono cellulare. L’ho mandato a più di cento editori per poi ricevere solo tre proposte che prevedevano che pagassi io le spese di stampa. Naturalmente ho rifiutato”. 

E’ stato un tweet, una richiesta di amicizia di Alberto Spinazzi poi una email che l’hanno messo in contatto con l’editore, poi gli incontri, le correzioni quasi tutte al telefono e infine la pubblicazione.

Il libro parla di un astronauta perso nello spazio e ignaro della possibilità di tornare. Diretto verso l’infinito comincia a raccontare per sé, non sapendo se mai nessuno riuscirà ad ascoltare le sue parole. Racconta del suo viaggio e dei pianeti impossibili che ha visitato: Gargantula pieno di insetti e di colori; Ly che puoi visitare solo se lo desideri, un pianeta che ti ammalia come Circe; Hertel pianeta bellissimo e immondo, prigione senza gabbie sbarre o celle.

I pianeti visitati sono 37 (numero primo), il racconto ha a che fare con Calvino (Le città invisibili), con Borges, LEM. Le parole chiave sono otto: desiderio, forze, luce, memoria, processi, sensi, supplizio, trapasso.

La sua scrittura ama i paradossi e le contraddizioni, afferma una cosa e subito ne evidenzia il contrario affinché il lettore non si riposi sul deja vu. Solo Riccardo sa se la sua narrazione sia una fuga senza fine dal passato o un’anticipazione del futuro.

Incontrare Riccardo

Riccardo Dal Ferro

Se la rete è un grande romanzo collettivo nella quale siamo immersi, possiamo contattare Riccardo

E’ possibile incontrarlo di persona

DOMENICA 9 NOVEMBRE ore 20,30 presso la sala della Biblioteca in p.le degli Alpini a Piovene Rocchette

dove presenterà il suo libro

Riccardo Dal ferro, I PIANETI IMPOSSIBILI, Tragopano edizioni, Venezia 2014 € 14,00.


(1) Per gli antichi il labirinto è anche metafora della vita, è legato alla danza e conduce al proprio termine, il centro, che è metafora della morte. Il labirinto può essere percorso al contrario e diventa così salvifica uscita dalla morte. A Delo  è danza simbolica dove un “danzatore- gru” trascinava dietro di sé una lunga serie di danzatori. Vedi M. Critina Fanelli, Labirinti, Il Cerchio iniziative culturali, Rimini 1997

5 thoughts on “Labirinti e racconti

  1. Pingback: Trentasei013 | Accogliamo le Idee

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  4. Pingback: Un’interessante intervista di Riccardo del Ferro autore dei “Pianeti Impossibili” | Tragopano Edizioni -

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