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Una letterabusta

Una lettera indirizzata ai consiglieri di minoranza e scritta dal Sindaco ci permette di tornare ancora su un problema già enunciato.

Natale 2011Com’è noto (vedi gli articoli già pubblicati QUI  e QUI) a Rocchette è spuntato dal nulla un piazzale di 1000 mq che porta un’attività logistica (carico-scarico camion) a ridosso di una scuola materna. Per costruire questo piazzale si è dovuta asfaltare quella che era un’area verde e costruire un muro alto 9 m davanti alle finestre del quartiere operaio appena restaurato (un restauro costato complessivamente 17 milioni di euro). Si tratta di un intervento inopportuno, illegittimo e peggiorativo delle condizioni di vita del quartiere e degli alunni.

Una speculazione?

Diciamolo subito non si tratta di una speculazione, quel piazzale non reca grandi vantaggi a chi l’ha costruito. Ciò non toglie che l’intervento sia sbagliato.

In questa faccenda non ci sono buoni o cattivi, pochi speculatori affamati di soldi e poveri cittadini beffati, ci sono solo scelte sbagliate, magari in buona fede, ma fatte senza tener conto dell’impatto sugli abitanti e sulla città.

Scelte sbagliate. Uno

Perché il piazzale è stato costruito proprio vicino alla Scuola Materna? Andiamo a vedere. La fabbrica Rocchette 1 ex Lanerossi è una delle fabbriche più grandi dell’Alto Vicentino. Ha una superficie coperta di circa 58.000 mq in un terreno industriale grande 160.000 mq.

La fabbrica di Rocchette 1 è grande come Schio 1 (avete presente quei giganteschi capannoni della ex Lanerossi nella zona industriale di Schio? E’ grande altrettanto, ma attorno non c’è la campagna di Schio, a Rocchette lo stabilimento è stretto tra la strada statale, l’Astico, la chiesa e il quartiere). Nonostante questo gigantismo occupa pochissime persone. Insomma la fabbrica è strettissima e attorno non ha spazio libero.

Perché piazzare i camion proprio lì?

Guardiamo la planimetria Rocchette 1 Da un lato c’è un parcheggio gigantesco e ormai vuoto dall’altra uno spazio verde. Il parcheggio è vuoto (delle migliaia di dipendenti di un tempo ne sono rimasti una ventina, a quanto ci risulta), lo spazio verde è trascurato e abbandonato.

Non conosciamo i problemi della fabbrica e le ragioni delle proprie scelte, tuttavia per l’ampliamento è stato scelto di occupare lo spazio verde e non lo spazio già destinato alla movimentazione automezzi..

Scelte sbagliate. Due

Sulla facciata che guarda il quartiere operaio vengono aperti 4 portoni e lì i camion devono arrivare perpendicolari alla facciata. Il piazzale è stato ampliato portandolo da un profondità di m 16 a m 41 (quasi il triplo). Perché? Perché occorre fare uno scivolo per i camion, così i muletti entrano direttamente dentro il cassone e le operazioni diventano più veloci.

Il piazzale com'è stato realizzato

Il piazzale com’è stato realizzato

Anche ammettendo che lì andassero aperte le 4 porte, c’erano alternative a un ampliamento che distrugge quasi tutto lo spazio verde?

Noi abbiamo individuato due soluzioni alternative.

Soluzione alternativa 1: il piazzale viene quasi dimezzato

Soluzione alternativa 1: il piazzale viene quasi dimezzato

Soluzione alternativa 2: l'ingombro del piazzale viene quasi dimezzato e la sommità del piazzale viene abbassata di 1,5 m

Soluzione alternativa 2: l’ingombro del piazzale viene quasi dimezzato e la sommità del piazzale viene abbassata di 1,5 m

Non sembri una cosa da poco. Con le alternative da noi ipotizzate i portoni sono posizionati nella stessa posizione attuale, i camion entrano lo stesso ma la profondità del piazzale passa da 41 a 29 m con un risparmio di circa 500 mq di verde. Con l’alternativa 2 il piazzale viene abbassato di circa m 1,50 riducendo (in parte) l’impatto.

La nostra opinione

In questo intervento tutte le scelte sono state sbagliate, nessuno si è accorto che un intervento ammissibile in altre zone lì era sbagliato. Ripetiamo l’opinione che abbiamo già espresso. Questo brutto intervento:

  • è successo perché le procedure semplificate impongono di vedere un problema per volta senza guardare alle conseguenze nelle aree circostanti.
  • è successo perché non è radicata la coscienza che quel quartiere è storia di Rocchette, storia di Piovene, storia dell’alto vicentino e patrimonio culturale di cui tutti dovremmo essere fieri.
  • è successo perché, abolita la Commissione Edilizia, non c’è più lo spazio per valutare gli interventi edilizi.

Cosa proponiamo

Il Sindaco ha già detto che il parere tecnico da lui richiesto non rileva nessuna difformità.Lo esamineremo nel seguito di questo articolo.

Noi consiglieri di minoranza abbiamo fatto una scelta di apertura.

Vogliamo parlarne apertamente con la popolazione per metterla in condizione di giudicare da sé.

Vogliamo ricordare l’importanza del quartiere operaio e della vecchia Rocchette.

Vogliamo organizzare una riunione pubblica invitando l’Amministrazione e le associazioni che tutelano il paesaggio, il verde e i beni storici.

civiltà del verdeCiviltà del Verde

Italia_Nostra_LogoItalia Nostra

Legambiente miniLegambiente

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Ci troviamo

Mercoledì 3 dicembre alle ore 20,30

presso la sala della biblioteca di Piazzale degli Alpini a Piovene Rocchette

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Rocchette e Grumello

Cosa c’entra Rocchette col Grumello? Hanno molti temi in comune. Ambedue i quartieri sono quartieri mancati. Mancano di un centro vivibile.

GrumelloRocchette è un posto tranquillo, ma il suo centro è schiacciato da una fabbrica troppo importante, manca una piazza, mancano i negozi, uno spazio dove trovarsi che non sia lungo una strada troppo trafficata. Non è possibile che il centro del quartiere, la Chiesa, sia schiacciata tra un parcheggio e una stazione dei bus. Serve una piazza, un posto piacevole dove sostare.
Il Grumello ha il centro occupato da un orribile rudere, il fabbricato ex Imper che giace in stato di abbandono da qualche lustro, così nel quartiere mancano negozi per le necessità primarie. Nella riunione del 3 dicembre 2014 vogliamo parlare di Rocchette e di come migliorare il quartiere per renderlo più vivibile. Non ci dimentichiamo del Grumello e a questo dedicheremo una riunione apposita. .


Per chi vuole approfondire

“Perché avete aspettato così tanto a parlarne?” ci ha chiesto qualcuno. E’ stato un lavoro lungo che ci sta impegnando parecchio. Chi fosse interessato può leggere di seguito come si sono svolti i fatti. In appendice pubblichiamo i documenti in formato integrale.

Alcune date

Primi di luglio. Veniamo a sapere che si sta costruendo un muro molto alto presso l’Asilo di Rocchette. Facciamo un sopralluogo. Effettivamente si tratta di un brutto muro che sostiene un piazzale, sulla facciata della fabbrica, sono state aperte 4 nuove porte per il carico-scarico dei camion.

Primi di luglio. Andiamo all’ufficio tecnico e ci facciamo mostrare la pratica edilizia con gli allegati. L’intervento appare in contrasto con il Piano degli interventi

18 luglio. Colloquio con il Sindaco, facciamo presente che l’intervento appare illegittimo anche se sembra che nessuno se ne sia reso conto. Il Sindaco è perplesso. Decidiamo di approfondire. calendario

Seconda metà di luglio. Facciamo sopralluogo con altri tecnici. Tutti concordano sul fatto che l’intervento è veramente brutto. Leggendo la normativa quell’intervento non dovrebbe essere legittimo.

Fine luglio. Causa ferie solo ora è possibile parlare con l’ufficio tecnico comunale.

Primi di agosto. Telefoniamo in Comune per prendere appuntamento con il Sindaco: il Sindaco non prende appuntamenti per tutto il mese di agosto, richiamare in settembre.

Agosto. Il tempo passa, continuano le opere di finitura del piazzale, chiamiamo anche il referente della lista di maggioranza per Rocchette, ma non è possibile incontrarsi. Qualcuno dice che lì, in quel piazzale arriveranno centinaia di camion. La situazione è poco chiara, sarebbe meglio affrontare il problema prima dell’inizio dell’attività scolastica.

28 agosto. Come consiglieri di minoranza scriviamo una lettera al Sindaco, facciamo presente i dubbi, segnaliamo l’irregolarità dell’intervento, sollecitiamo il Sindaco a prendere posizione (la lettera è pubblicata integralmente in fondo a questo articolo).

Primi di settembre. Telefoniamo in Comune per prendere appuntamento con il Sindaco. Risposta: Il primo appuntamento libero è il 22 settembre (3 settimane dopo). Domanda: Guardi che non siamo qui per chiedere di cambiare una lampadina, abbiamo problemi seri da discutere. Risposta: mi spiace, ma questi sono gli ordini.

Primi di settembre. Incontro Sindaco, Parroco, rappresentanti di Marzotto, rappresentanti della Scuola Materna. Non si discute del piazzale, ma dello spazio che c’è tra la Scuola materna e la proprietà comunale. E’ una stradina abbandonata di proprietà pubblica, a Marzotto servirebbe un pezzetto per il passaggio dei propri camion, la Scuola materna avrebbe bisogno di allargarsi. L’amministrazione dice: mettetevi d’accordo. Alla riunione è presente il consigliere Tribbia non in quanto consigliere, ma perché fiduciario del parroco. Tribbia fa presente che l’intervento di costruzione del piazzale appare illegittimo. Tutti si stupiscono come se fosse la prima volta che sentono dire questo.

22 settembre. L’appuntamento coincide con la riunione dei capigruppo. Masero dice che ha chiesto il parere di un legale per sapere se abbiamo ragione noi a dichiarare illegittimo l’intervento. Poi convocherà Marzotto e inviterà anche noi perché ci possa essere un contraddittorio. Noi sottolineiamo l’urgenza di intervenire. Passa ancora un mese senza risposta. Che fare? E’ da luglio che abbiamo pronto un articolo per questo blog. E’ da luglio che aspettiamo a pubblicarlo per cercare di coinvolgere il Sindaco e l’amministrazione, ma finora i risultati sono stati pochi. Per noi il problema è serio.

18 ottobre. Decidiamo di pubblicare l’articolo sul blog. La nostra posizione è chiara: l’intervento è sbagliato. Ci scrivono delle persone, altre commentano l’articolo sul blog

25 ottobre. Secondo articolo sulla questione. Questo articolo fa una larga panoramica storica sul quartiere di Rocchette. E’ molto apprezzato. Un giornalista vorrebbe riprendere il problema dedicando un articolo alla questione. Vedremo.

7 novembre. Il Sindaco risponde alla nostra lettera di agosto.

La risposta del Sindaco.

Nessun accenno al parere legale che avrebbe richiesto (vedi incontro dl 22 settembre). Alla lettera del Sindaco viene allegato il parere di un ingegnere, lo stesso che ha redatto il Piano degli Interventi. Secondo questo parere, la costruzione del piazzale è legittima. Il Sindaco ne deduce che quel piazzale non si può più toccare, Casomai ci facciamo cedere il terreno verde che c’è sotto il muro del piazzale. E’ un minuscolo spazio verde. Il sindaco si impegna a intraprendere …

tutte le azioni atte a tutelare la scuola dell’infanzia di Rocchette ed i residenti del Quartiere Operaio, in particolare per la tutela dal rumore derivante dall’attività produttiva e per la salvaguardia dell’area verde alla base del terrapieno

Nella lettera non spiega come.

Il parere dell’ingegnere

Il piazzale è stato costruito in

una zona di transizione e mitigazione … il senso di tale fascia è quello di creare una zona filtro tra l’insediamento produttivo e l’area residenziale … e per mitigare eventuali effetti di disturbo legati alle attività produttive esercitate nelle specifiche zone.

L’intervento non comporta significative trasformazioni o cambi di destinazione d’uso nella zona industriale-artigianale D1/6 in quanto … prevede nell’area esterna di pertinenza il miglioramento funzionale della zona di carico-scarico

Con riferimento all’art. 56 delle NT del PI, …, per accessi e piazzali esistenti non pare sussista un esplicito divieto di modifiche, una volta verificata l’assenza di impatti ambientali (rumori, polveri, odori) nell’area circostante e la presenza di una zona-filtro dotata di “adeguata piantumazione”.

Quindi il piazzale si poteva costruire “una volta verificata l’assenza di impatti ambientali (rumori, polveri, odori) nell’area circostante e la presenza di una zona-filtro dotata di adeguata piantumazione. Peccato che la zona filtro sia stata mangiata dalla costruzione del piazzale e che l'”adeguata piantumazione” sia stata tagliata per lasciar posto all’asfalto.

Le domande che poniamo sono:

  • l’impatto delle attività produttive (rumori, polveri, odori)  risulta mitigato dal fatto di aver portato la movimentazione dei camion più vicino alle case e all’asilo?
  • gli “effetti di disturbo legati alle attività produttive esercitate nelle specifiche zone” risultano ridotti avendo eliminato buona parte del verde?
  • è la stessa cosa ampliare un piazzale in zona pianeggiante o ampliarlo costruendo un muro alto come una casa a 3 piani che toglie luce alle case?

Il nostro parere resta quello già detto in precedenza. Norma PI


Documenti


Lettera dei consiglieri di minoranza al Sindaco

26 agosto 2014 Al sindaco di Piovene Rocchette

OGGETTO: costruzione di un piazzale a Rocchette in difformità alla destinazione di zona.

Caro Erminio,

Vorremmo riprendere riprendere il discorso iniziato nell’incontro del 18 luglio scorso. Riassumiamo i fatti. 18 aprile 2014. La ditta Marzotto presenta una SCIA per l’ampliamento di un piazzale. Il progettista auto dichiara che l’intervento è compatibile con le norme di zona. In assenza di osservazioni da parte del Comune i lavori iniziano e oggi appaiono quasi completati. È stato allargato il corridoio attorno alla fabbrica per permettere la realizzazione di uno scivolo in modo che il piano di carico si trovi all’altezza del pavimento interno. Ciononostante ad una semplice verifica emerge che i lavori sono illegittimi, infatti vengono svolti in una zona dove si prescrive “Questa fascia di rispetto viene prevista allo scopo di ridurre l’impatto ambientale provocato dagli insediamenti produttivi; al suo interno è prevista la piantumazione di alberi ad alto fusto e siepi compatte appartenenti alla flora locale; piazzali ed accessi già esistenti possono essere mantenuti prevedendo un’adeguata piantumazione; per gli edifici ricadenti al suo interno sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia” art. 56 NTA del PI. Ora il piazzale è costruito, è alto circa 9 m. dal piano campagna, il piano asfaltato si trova ad un’altezza corrispondente al colmo degli edifici del centro storico a pochi metri dal piazzale, va a occupare quella che era un’area verde. Nessuna opera di mitigazione è stata realizzata, nessun albero è stato piantumato, i piazzali esistenti non sono stati mantenuti, ma ampliati da 16 a 41 m. Facciamo notare che l’intervento danneggia il quartiere di Rocchette per una serie di motivi.

  1. L’intervento permette l’insediamento di un’attività logistica che prevede la movimentazione di un numero considerevole di camion (qualcuno dice 400 al giorno, speriamo che si sbagli).
  2. Questa attività si va a svolgere a pochi metri dall’asilo di Rocchette peggiorando la qualità dell’aria e aumentando l’inquinamento da rumore.
  3. Questa attività si svolge a pochi metri dalle finestre delle abitazioni del centro storico costituendo un peggioramento delle condizioni di vita dei residenti.
  4. Il piazzale costituisce un obbiettivo degrado dal punto di vista sanitario e urbanistico del quartiere operaio che è definito come Centro Storico.
  5. Ha ridotto il verde del quartiere aumentando l’asfalto.
  6. Il piazzale impedisce la valorizzazione del Quartiere Operaio, esempio di archeologia industriale tra i più belli in Italia; merita la massima tutela e può diventare punto di attrazione per Piovene Rocchette.

Facciamo inoltre notare che il piazzale è inutilmente ingombrante, si poteva ottenere un risultato altrettanto funzionale realizzando un piazzale profondo 24-30 metri di profondità (invece che 41 m come eseguito). Inoltre poteva essere eseguito un terrapieno più basso, bastava tenere la stessa altezza del piazzale che si trova davanti ai portoni. Di tutte le soluzioni tecnicamente possibili è stata scelta quella più comoda per l’attività e più impattante per il quartiere. A nostro parere è necessario intervenire, seppur in ritardo. Occorre chiamare progettista e committente e metterli di fronte al problema: L’INTERVENTO NON È CONFORME ALLA NORMATIVA DI ZONA. Il fatto che l’intervento non sia stato bloccato entro 30 giorni non sposta il problema. Occorre quindi intervenire per fare quelle opere di mitigazione previste dal piano degli interventi. Vanno valutate varie opzioni:

  • A_ Riduzione di profondità del piazzale
  • B_ Riduzione dell’altezza del piazzale e del terrapieno
  • C_ Realizzazione di un’area di verde attrezzato al sevizio del quartiere al piano campagna
  • D_ Posizionamento di una schermatura verde e di barriere anti rumore

Queste soluzioni non sono alternative tra loro, ma devono essere attuate in un mix che porti ad un’effettiva mitigazione dell’impatto dell’attività produttiva rispetto al quartiere. Inutile dire che agevolare il ventilato ingresso di automezzi dal piazzale facendo passare gli automezzi a ridosso della Scuola Materna costituisce un ulteriore drastico peggioramento delle condizioni di vivibilità del quartiere. Fino ad oggi non abbiamo preso una posizione pubblica nella speranza di avere l’amministrazione al nostro fianco per la difesa delle condizioni di vivibilità dell’Asilo e del quartiere. Come vedi, preferiamo parlarne con te prima di prendere una posizione pubblica. Abbiamo intenzione di sollevare il problema di fronte all’opinione pubblica: intendiamo coinvolgere Italia Nostra, Legambiente, Salviamo il Paesaggio, la Soprintendenza. Intendiamo parlare all’opinione pubblica tramite giornali e telegiornali. Vogliamo sapere se tu sarai con noi e con i cittadini oppure se sarai soggetto passivo. Saremmo contenti di dire che l’amministrazione sta dalla parte dei cittadini e che noi la appoggiamo. Per questo sollecitiamo un incontro con te.

Cordiali saluti,

Gianluca di Luccio

Renzo Priante

Graziano Tribbia


 La risposta del Sindaco

Piovene Rocchette, 7 novembre 2014

Consiglieri comunali Gianluca Di Luccio Renzo Priante Graziano Tribbia

OGGETTO: costruzione di un piazzale a Rocchette.

E’ pervenuta in data 28.08.2004 la Vostra nota prot. n. 12289, che contesta l’intervento di ampliamento del piazzale di Rocchette, richiesto dalla ditta Marzotto Spa tramite una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presentata in in data 18.04.2014, e che solleva dubbi di legittimità dell’intervento causa la presunta errata applicazione da parte dell’ufficio dell’art. 56 delle Norme di attuazione del PI. In base a tale presupposto, nella stessa nota proponete all’Amministrazione di agire nei confronti della ditta Marzotto chiedendo una serie di interventi di mitigazione, fra i quali alcuni di considerevole entità come la riduzione di profondità del piazzale (opzione A) ed il suo abbassamento in altezza (opzione B). Relativamente all’applicazione dell’art. 56 delle Norme di attuazione del PI, in particolare dell’ultimo paragrafo “Fascia di rispetto insediamenti artigianali e industriali” è stata interpellata l’lng. Silvia Dall’lgna, in qualità di tecnico redattore del Piano degli Interventi, la quale ha reso il parere che allego. Da detto parere non emergono elementi per individuare profili di illegittimità nella SCIA presentata; né tantomeno è ravvisabile nel caso in questione la violazione delle norme di tutela paesaggistica o storico-monumentale, in quanto l’area dove sono state realizzate le opere oggetto della SCIA non è vincolata ai sensi del D.Lgs 42/2004. Non risultando la Vostra lettura delle norme condivisa, oltre che dall’ufficio preposto, dal tecnico redattore del PI, non ritengo possibile procedere nei confronti della ditta Marzotto per imporre le modifiche sostanziali di quanto già realizzato, opzioni A e B della Vostra richiesta; queste due azioni da Voi suggerite hanno infatti come presupposto un procedimento di annullamento in autotutela della SCIA che, se effettuato decorsi i 30 gg previsti dalla normativa per 1‘inibizione dell’attività segnalata ed a lavori di ampliamento del piazzale quasi conclusi, quali erano al momento della Vostra segnalazione, esporrebbe quasi certamente l’Amministrazione comunale ad una richiesta di risarcimento danni da parte della ditta Marzotto Spa. Per le altre opere suggerite (opzioni C e D), come Amministrazione vogliamo garantire che effettueremo tutte le azioni atte a tutelare la scuola dell’infanzia di Rocchette ed i residenti del Quartiere Operaio, in particolare per la tutela dal rumore derivante dall’attività produttiva e per la salvaguardia dell’area verde alla base del terrapieno, che ci impegniamo a richiedere in cessione/comodato alla ditta Marzotto, unitamente alla scalinata di collegamento al piazzale della scuola dell’infanzia.

Distinti saluti

iI SINDACO Erminio Masero

Allegato: Parere Ing. Silvia Dall’lgna


Il parere del tecnico che ha redatto il Piano degli Interventi

Piovene Rocchette 20 ottobre 2014

Al S|g. Sindaco di Piovene Rocchette

Oggetto: richiesta parere in merito all’applicazione dell’art 56 delle Norme del Piano degli Interventi per la zona D1l6 (area ex Lanerossi ora Marzotto spa). A seguito della Vs richiesta di parere, vi espongo di seguito alcune considerazioni per meglio chiarire la destinazione e potenzialità del|’area in oggetto. La fascia di rispetto “insediamenti artigianali e industriali” prevista a cavallo tra la zona D116 e l’ex quartiere operaio, ora zona residenziale, è una zona di transizione e mitigazione che deriva dal previgente strumento urbanistico generale denominato PRG. Entrambe le aree sono rimaste inalterate nella rappresentazione grafica, sia come estensione che come tipologia di destinazione d’uso, rispetto ai precedenti strumenti urbanistici. Stessa grafia e stessa fascia di rispetto sono indicate in altre zone (vedi ad esempio tra zone Dli4 e zone D1.2/n e zone residenziali e agricole). Come si può desumere dalle norme di Attuazione del Piano degli lnterventi, all’art. 56 “vincoli, fasce di rispetto ed elementi di tutela”, tale fascia non rappresenta un vincolo derivante da piani di livello sovraordinato (non è infatti nemmeno presente nella specifica tavola dei vincoli di Piano) in quanto non è riportata in quella specifica sezione dell’articolo, ma “Questa fascia di rispetto viene prevista allo scopo di ridurre l’impatto ambientale provocato dagli insediamenti produttivi”, è infatti una fascia di rispetto dagli edifici industriali, così come indicata dalla LR 61/85 all’art 27 e non una fascia a tutela di un’area di interesse paesaggistico o ambientale (elencate all’art 28 della LR 61/85). Nello specifico quindi, il senso di tale fascia è quello di creare una zona filtro tra l’insediamento produttivo e l’area residenziale; è una striscia prevista quale “cuscinetto” per impedire la fusione dell’edificato produttivo con quello residenziale e per mitigare eventuali effetti di disturbo legati alle attività produttive esercitate nelle specifiche zone. Il senso di tale fascia è quello dunque di creare una zona filtro tra l’insediamento produttivo e l’area residenziale e tale filtro non deve a mio giudizio intendersi esclusivamente quale filtro “visivo” per mascherare l’edificato artigianale esistente con piantumazioni. La piantumazione con alberature ad alto fusto e siepi compatte appartenenti alla flora locale consente infatti sicuramente la riduzione dell’impatto ambientale, ma esclusivamente dal punto di vista “visivo”; nel caso di accostamenti tra zone residenziali e zone artigianali, una mitigazione più apprezzabile e di maggior efficacia dal punto di vista ambientale e di vivibilità del territorio è sicuramente quella che riduca le emissioni rumorose (che possono creare il maggior disagio ai vicini residenti) o gli scarichi in atmosfera. Considerando lo specifico caso, ritengo che tale fascia, essendo collocata su un’area a destinazione artigianale, sia computabile ai fini dell’edificabilità dell’area, secondo i parametri della stessa, ma non sia deputata all’ampliamento degli edifici, anche se preesistenti. L’intervento non comporta significative trasformazioni o cambi di destinazione d’uso nella zona industriale-artigianale D1/6 in quanto, oltre alle limitate modifiche interne e forometriche dell’edificio produttivo, prevede nell’area esterna di pertinenza il miglioramento funzionale della zona di carico-scarico, peraltro già esistente presso lo stabilimento. L’ampIiamento di 1000 mq del piazzale esistente, senza nuove edificazioni e con la contestuale rimozione di una vasca di circa 300 mq utilizzata un tempo per la tintura dei tessuti, si configura infatti come intervento puntuale considerando l’estensione dell’area artigianale che è di oltre 160.000 mq e non contrasta a mio giudizio con Io spirito e finalità delle norme sopra citate. Con riferimento all’art. 56 delle NT del PI, mentre per gli edifici ricadenti all’interno della fascia di rispetto sono consentiti interventi fino alla ristrutturazione edilizia, per accessi e piazzali esistenti non pare sussista un esplicito divieto di modifiche, una volta verificata l’assenza di impatti ambientali (rumori, polveri, odori) nell’area circostante e la presenza di una zona-filtro dotata di “adeguata piantumazione”. Come previsto dall’art. 57 delle NT del PI, l’intervento è stato corredato della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) – fase di screening, che ha escluso il verificarsi di effetti significativi negativi sul sito d’interesse comunitario protetto. Da tale documento risulta che è stata tenuta in debita considerazione la presenza delle alberature di alto fusto (filare di tigli), presenti nel limite inferiore dell’area verde di proprietà verso l’ex-quartiere operaio, che infatti sono state mantenute ad eccezione di alcuni elementi di cui è previsto nel progetto il ripristino con nuovi impianti. Tanto dovevo ad evasione della richiesta di parere ricevuta.

ing. Silvia Dall’Igna


Articolo scritto dai Consiglieri di minoranza di Piovene Rocchette

2 thoughts on “Parliamo ancora di Rocchette

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