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Una riunione pubblica

riunione 2014-12 bMercoledì 3 dicembre si è tenuta la riunione pubblica che avevamo annunciato.

La sala ha cominciato a riempirsi, la gente ha continuato ad arrivare, riempiendo via via i i posti liberi finché non c’erano più sedie e qualcuno è rimasto in piedi. Abbiamo stimato circa 120 persone presenti.

Perché in una brutta sera d’inverno con la pioggia battente tante persone sono venute a sentirci parlare?

Probabilmente per più motivi.

  1. Volevano sentire parlare della storia di Rocchette, storia emblematica e appassionante che parla dell’industrializzazione dell’Alto Vicentino
  2. Volevano sentire parlare della storia del loro paese storia che suscita ricordi vividi nelle persone più anziane
  3. Sono seriamente preoccupati per cosa sta succedendo dentro l’ex Lanerossi quella fabbrica silenziosa, ma non rassicurante che ancora oggi incute timore negli abitanti del quartiere.

La relazione

La relazione ha sviluppato 3 punti:

  • l’improvvisa comparsa di un piazzale che ha letteralmente asfaltato il verde
  • la nascita dal nulla del quartiere industriale e operaio di Rocchette nella seconda metà dell’ottocento
  • la distruzione (parziale) del quartiere nel 1972

Ne abbiamo già parlato e rinviamo agli articoli già pubblicati per i contenuti. In fondo a questo articolo ci sono tutti i riferimenti.

Rispetto agli articoli, è stato possibile mostrare una gran quantità di fotografie d’epoca reperite in una ricerca sui libri dedicati e altri cortesemente forniti da Lucio Bragiola che ha dimostrato di avere un archivio fotografico di grande interesse.

Gli interventi del Pubblico

Nelle nostre riunioni siamo abituati a fare delle relazioni molto dense e concentrate per lasciar grande spazio agli interventi del pubblico. Così è stato anche questa volta.

riunione 2014-12 carch. Toniolo.

Nel suo intervento ha colmato una lacuna nella nostra ricostruzione storica. E’ stato giovane assessore all’edilizia nel periodo 1970-75 il periodo cruciale in cui Rocchette ha cambiato faccia.

Nella nostra relazione non eravamo ancora riusciti comprendere tutti i passaggi che hanno portato a costruire la nuova grande fabbrica dov’è oggi.

1° opzione. L’arch. Toniolo ci ha detto che la prima proposta è stata quella di costruire altri due grandi stabilimenti in zona industriale a Schio raddoppiando quelli costruiti. Lì avrebbero dovuto trasferirsi le lavorazioni di Rocchette e di Torrebelvicino.

La proposta venne rifiutata perché questa scelta avrebbe portato la fabbrica fuori del paese anche solo a distanza di pochi chilometri (Schio).

Può sembrare strana questo rifiuto, soprattutto se visto con gli occhi di oggi, abituati come siamo a lavorare a distanza di decine di chilometri da casa. Però ci parla di ieri, di come appariva il mondo agli occhi di un operaio, un impiegato alla fine degli anni sessanta. Abituato a sentire la giornata scandita dalla sirena della fabbrica, abituato a modellare la propria vita attorno al lavoro di fabbrica, abituato infine a vedere il lavoro di fabbrica nel futuro dei propri figli. Non ne sappiamo molto, occorrerà approfondire consultando documenti e giornali d’epoca.

2° opzione. All’epoca (fine anni sessanta primi anni settanta) si valutò di costruire il nuovo stabilimento nella campagna di Piovene Rocchette e precisamente presso il Cimitero nuovo sulla strada per Chiuppano. Questo avrebbe salvato il centro di Rocchette e generato un rudere industriale. Tuttavia la scelta si arenò di fronte alla difficoltà di espropriare il terreno.

Infine rimase l’ultima scelta: quella di costruire lo stabilimento esattamente dove è stato costruito. Scelta che ha cambiato la storia urbana di Piovene Rocchette.

Vittorino Deganello

riunione 2014-12 dE’ stato dipendente della Lanerossi e poi sindacalista. Ci ha già parlato della Lanerossi in un’intervista che abbiamo pubblicato QUI.

Ha ricordato una tradizione operaia e industriale con antiche origini, ha parlato di fabbrica.

Prima di finire nel gruppo ENI la Lanerossi, già abbandonata dalla famiglia Rossi è stata gestita da una serie di manager in modo poco efficace dove l’innovazione tecnologica è stata trascurata e l’assunzione di manodopera è stata fatta senza criteri di efficienza. Il risultato è stato un momento di crisi profonda e di incertezza per il collocamento dei prodotti Lanerossi sul mercato globale. L’intervento dell’ENI, sicuramente agevolato per via politica (Rumor), ha permesso l’introduzione di innovazioni nel campo della gestione (1)

Il forte investimento dell’ENI è stato in grado di rinforzare la Lanerossi nel mercato mondiale. Ha anche comportato sacrifici nella massa della manodopera perché l’impegno sull’innovazione ha comportato una riduzione del numero di addetti. I nuovi investimenti hanno garantito la continuità dell’occupazione, tuttavia questa è diventata decrescente nel tempo e ha dato risultati favorevoli per alcuni decenni. Poi il commercio mondiale e quello che abbiamo chiamato “globalizzazione” ha comportato il trasferimento del “cuore” del settore tessile verso est. I risultati di questo impegno sono durati alcuni decenni e si sono definitivamente conclusi con gli ultimi licenziamenti di massa del 2012.

riunione 2014-12 eCiviltà del verde

Vi erano alcune rappresentanti di questa associazione con sede a Vicenza che si propone di

  • sviluppare la conoscenza, la conservazione, la valorizzazione e il corretto uso dei parchi, giardini storici ed aree verdi
  • sensibilizzare alla tutela del verde, dell’ambiente e del paesaggio con interventi di riqualificazione di aree verdi
  • promuovere l’incremento del verde urbano e del verde accessibile

il muro di RocchetteHanno sentito parlare della costruzione del piazzale perché chiamati da alcuni abitanti allarmati. Hanno trovato piante tagliate aventi tronchi dal diametro ragguardevole. In effetti gli alberi tagliati erano l’ultimo residuo dell’antico parco che, da villa Scotti scendeva versa il quartiere. Si trattava di piante di grande pregio anche abbandonate all’incuria, veri e propri monumenti vegetali.

Si sono poi fermate a parlare della scelta di eliminare il verde tra le case del quartiere operaio appena restaurato. Il verde è stato eliminato per costruire un’autorimessa condominiale, ora sopra il solaio dell’autorimessa non crescono più piante e la superficie è stata necessariamente cementificata, aggiungendo cemento a quello che già incombe sul quartiere per la costruzione del muro.

Abitanti del quartiere

IMG_2838riunione 2014-12 gNumerosi gli interventi che hanno parlato del quartiere e dei suoi problemi: della recinzione di quello che un tempo era il campo da calcio, della mancanza di reti nel piccolo campetto da calcio ricavato presso le case, della nuova strada realizzata e di un’infinità di problemi piccoli e grandi.

Quello che è emersa principalmente è la preoccupazione per quello che sta succedendo dentro il recinto della fabbrica.

Non sono per nulla rassicurati dalle parole di Marzotto che avrebbe rassicurato l’amministrazione garantendo che la movimentazione dei camion si sarebbe limitata a poche unità al giorno.

.

  • Di tutta l’immensa area industriale (160.000 mq con una superficie coperta di 58.000 mq circa) proprio davanti alle case bisognava portare la zona carico scarico? 

.

  • In una fabbrica che ormai non lavora più ed è un immenso magazzino, perché portare l’attività più inquinante davanti alla Scuola Materna?

.

  • Sarà vero che il movimento dei camion si limiterà a poche decine al giorno? E se invece cambi di proprietà, locazione di locali o cambi nella logistica imponessero un aumento significativo del traffico, cosa dovrà fare la Scuola Materna: trasferirsi?

riunione 2014-12 g

Tutte domande che bisognerebbe porsi e porre a Marzotto se solo l’Amministrazione comunale volesse farlo.


APPENDICE

Con l’occasione abbiamo reperito e fatto sentire una canzone d’epoca. Si tratta del brano “Le caséte” una canzone scritta e cantata da Stefano Maria Ricatti pubblicata in quegli anni nell’album “La corriera”.

La FNP CISL ci ha gentilmente fornito un DVD nel quale ha raccolto una serie di filmati presi da documentari dell’ISTITUTO LUCE relativi agli anni ’30 del novecento.

Li pubblichiamo di seguito per la curiosità dei lettori


NOTE

(1) Franco Masetto ci ha parlato del nuovo metodo di analisi dei costi e di un nuovo strumento di pianificazione economica di origine anglosassone: il budget. Vedi QUI.


Altri articoli sul tema

https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/10/18/rocchette-un-brutto-intervento/

https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/10/25/rocchette-citta-e-fabbrica/

https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/11/30/un-secolo-e-mezzo-di-storia-industriale-e-operaia/

https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/11/22/parliamo-ancora-di-rocchette/

One thought on “Rocchette: un incontro pubblico

  1. Pingback: Un anno dopo | Accogliamo le Idee

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