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Grande Guerra: guerra lampo o di posizione?

TrinceaDoveva essere una guerra lampo, la Grande Guerra, così l’avevano teorizzata Alfred von Schlieffen e Hans von Seeckt. Invece si è subito impantanata fronte contro fronte, divenne guerra di posizione, un confronto statico tra trincee che da noi furono scavate nella roccia. Una guerra logorante, sporca, durata anni, dove era già una conquista spostare il fronte di qualche centinaio di metri, conquistando una vetta o un posto da cui osservare il nemico. Una guerra dove il nemico era lì a due passi, oltre il filo spinato, potevi sentirlo parlare urlare piangere (1).

Eppure anche una guerra di posizione ha bisogno di un supporto: bisogna trasportare cibo, acqua potabile, sigarette, munizioni e medicinali alle truppe in prima linea e questo ha bisogno di un apparato formidabile in grado di garantire movimento. Alla stasi della linea di combattimento fa da contraltare un grande movimento di persone, merci e mezzi nelle retrovie.

Ferrovie e guerra

Nelle retrovie la frenesia si manifesta nella costruzione di strade, ponti, teleferiche, acquedotti e, naturalmente, ferrovie. Dal 4 maggio al 16 giugno del 1915 in corrispondenza con l’inizio della guerra (24 maggio) ben 7.000 treni si mossero per spostare da una parte all’altra dell’Italia soldati, animali, armi, vettovagliamenti. Durante l’offensiva austriaca del maggio 2016 (Strafexpedition)

le ferrovie del compartimento di Venezia furono messe a dura prova: in 17 giorni vennero trasportati 500.000 uomini, 75.000 quadrupedi, 15.000 veicoli e pezzi d’artiglieria, impiegando 563 treni militari con una media di 28 al giorno ed un massimo di 43 il 24 maggio 1916. Le linee ferroviarie del Veneto realizzarono quel giorno ben 395 treni … battendo il primo record di efficienza ferroviaria dell’intero conflitto” (2).

Le ferrovie servirono anche da ospedaletreno ospedale, tra il ’15 e il ’18 ben 24  treni furono attrezzati allo scopo e affidati alla Croce Rossa, alla Sanità Militare, al Sovrano Ordine di Malta. Fornivano soccorso immediato e trasportavano feriti dal fronte agli ospedali delle retrovie.

Infine i treni blindati. “Inizialmente attrezzati dalla Marina Militare per difendere la costa adriatica dagli attacchi di motovedette e cacciatorpediniere austriache; si trattava di treni armati con bocche da fuoco di vario calibro … che potessero accorrere in poco tempo nella zona dove si profilava un attacco e creare uno sbarramento di fuoco” (3).

Nel 1916 la Francia cedette all’esercito italiano alcuni treni armati di pezzi da 340/45. Questi pezzi arrivarono a Chiuppano in occasione della battaglia dell’Ortigara. I cannoni erano fissi e potevano sparare solo avanti. Per ovviare a questo problema furono attrezzate delle particolari linee ferroviarie chiamate “spighe di tiro“.

i binari a "spighe di tiro" costruiti nella campagna tra Piovene e Chiuppano

i binari a “spighe di tiro” costruiti nella campagna tra Piovene e Chiuppano

Nella campagna tra Chiuppano e Piovene Rocchette dove oggi c’è il Cimitero nuovo fu costruito un ventaglio di binari curvi lunghi 100 m e con un raggio di 150;  per aggiustare il tiro a destra/sinistra bastava spostare con accuratezza il treno lungo la curva.

La linea Marostica-Thiene-Calvene

Prima e dopo la Strafexpedition il fronte rimaneva fermo per mesi e anni. La guerra sull’altipiano dei Sette comuni aveva bisogno di rifornimenti continui che passassero lungo percorsi sicuri e protetti. Così in soli 3 mesi, dal marzo al giugno 1917, fu attrezzata e resa operativa una linea ferroviaria decauville da Marostica a Calvene. La linea, a scartamento ridotto, era collegata a Marostica alla linea tranviaria Vicenza-Bassano, a Thiene con la ferrovia Vicenza-Schio. Le stazioni erano a

  • Marostica
  • Pianezze
  • Mason
  • San Gaetano
  • Breganze
  • Case d’Astico (Fara V.)
  • Lugo di Vicenza
  • Calvene

Vi lavorarono 800 operai per assicurare velocità d’esecuzione. La linea correva per lo più in sede propria passando per i campi.

Ferrovia a Thiene

La ferrovia nella campagna thienese

Militari e donna sulla ferroviaEra sempre in funzione per portare merci da un luogo all’altro delle retrovie.

I mezzi ferroviari erano abbastanza piccoli da poterci salire come su un carro di fienoNon era raro che contadini e donne chiedessero un passaggio come si vede dalla foto a fianco.

Calvene era diventato uno snodo importante durante la guerra. Si trovava in posizione ideale per il rifornimento del fronte italiano sull’altopiano, protetta com’era dal monte. Le merci che arrivavano a Calvene venivano poi portate in quota mediante una teleferica. L’acqua prelevata dal torrente Astico veniva pompata sull’altopiano. Era una ferrovia decauville, cioè a scartamento ridotto.

La ferrovia Decauville

La ferrovia Decauville è una ferrovia a scartamento ridotto, definita addirittura “portatile” nel materiale pubblicitario della ditta costruttrice. Si tratta di binari facili da posare, con rotaie molto vicine tra loro: 40, 50, 60 cm adatte per vagoncini e mezzi anche di dimensioni ridotte. Erano utilizzate  nelle miniere, nei piazzali delle fabbriche di legname o siderurgiche. L’idea nasce nel 1872, ma è nel 1873 che l’ing. Paul Decauville mise a punto il sistema di ferrovie che prese il suo nome ed ebbe un grande sviluppo. Fu l’ideale per la sua praticità e per la velocità di posa.

Decauville

Il libro di Brazzale e Sperotto

Tutte le notizie e molte delle immagini di questo articolo sono tratte dal libro di Francesco Brazzale e Roberto Sperotto da poco pubblicato. Ferrovie di guerra copertinaLibro imperdibile per la sua completezza e per l’abbondanza di materiale relativo alle linee ferroviarie progettate e costruite nel vicentino e al loro uso durante la grande guerra.

Per trovare le tracce della vecchia ferrovia ormai dimenticata i due autori hanno setacciato la campagna tra Marostica Breganze e Thiene cercando le tracce dell’antica ferrovia, cercando ponticelli, rive, muri orientandosi con le mappe, interrogando i residenti, compulsando foto ritrovate fortunosamente nei mercatini dell’usato. Come ci ha detto Roberto Sperotto:

“Questo libro è frutto di un’intensa passione e di anni di ricerche. Abbiamo scandagliato tutte le fonti disponibili: archivi pubblici e privati, ma anche mercatini di fotografie e libri usati, intense ricerche su internet che per gli appassionati è un grande mercato delle pulci”

Eppure il lavoro non è ancora finito, sono ancora alla ricerca del faldone della linea da Marostica a Breganze; proprio mentre il libro era in stampa hanno reperito altro materiale che ormai non poteva più essere pubblicato.

Una Conferenza

Per vedere il materiale inedito e per parlare con gli autori, l’appuntamento è a Piovene Rocchette sala biblioteca giovedì 5 febbraio alle 20,30 locandina ferrovie

Verrà presentato del materiale inedito che non ha trovato posto nel libro.


NOTE (1) Le linee nemiche erano così vicine che si sentivano le parole pronunciate dal “nemico”. La vigilia di Natale del 1914 una straordinaria e spontanea tregua fu attuata senza che nessuno la ordinasse.

“E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi.” “Tra noi c’è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci. Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni. Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti. … Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. … Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d’occhio. Che cos’è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: ‘alberi di Natale!”.

(2) F. Brazzale R. Sperotto, 1915-1918 Ferrovie di Guerra nel vicentino, Edizioni grafiche Leoni, Fara V. 2014; pag.8.

(3) F. Brazzale R. Sperotto, 1915-1918 Ferrovie di Guerra nel vicentino, Edizioni grafiche Leoni, Fara V. 2014; pag.8-10.


APPENDICE

Che fine hanno fatto tutte quelle ferrovie?

Sono state smantellate dopo la guerra. E pensare che potevano essere facilmente mantenute e utilizzate a scopi civili.

Non sono state le sole, anche linee più importanti subirono la stessa fine: la linea Schio-Rocchette smantellata nel 1949, Rocchette-Asiago nel 1958, la linea Rocchette-Arsiero nel 1964.

Per un attimo possiamo fermarci e immaginare cosa sarebbe successo se tutte le linee ferroviarie fossero state mantenute. Ad esempio, vale la pena di notare che la parte più a nord delle ferrovie progettate agli inizi del XX secolo aveva individuato i nodi principali da collegare. Confrontate le due mappe Pedemontana ferroviaria Pedemontana VenetaLa prima mappa è del 1909, la seconda è del 2012

Collegano le stesse località, ma tra i due progetti notiamo almeno tre differenze: la Pedemontana è un progetto di 100 anni dopo; la strada non passa per le città ma per le campagne, la strada consuma una quantità di suolo infinitamente superiore della ferrovia.

Viene da pensare che se la rete ferroviaria del 1908 fosse stata realizzata in toto il formidabile sviluppo del nord est avrebbe percorso una strada diversa. Minore inquinamento, minore traffico sulle strade, spostamenti più ordinati.

Ma questo è solo un sogno: la ferrovia non c’è e la superstrada pedemontana fra poco aprirà i caselli di riscossione.

5 thoughts on “Ferrovie di Guerra nel Vicentino

  1. Pingback: Trentasei013 | Accogliamo le Idee

  2. quest’opera manca di un reperto importatissimo e visibile ed intatto che si trova a s’eulalia di borso del grappa,tv,in via savi.sono 8 pilastri in cemento perfettamente conservati e sono stati puliti dalle erbacce vecchie di 100 anni dal sottoscritto.manca ovviamente la sopra struttura in legno che si può vedere dalle foto del’epoca in mio possesso tanto dovevo per arricchire il libro degli autori Sperotto e Brazzale Saluti Serena Giuseppe

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