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Pasqua

Perché la Pasqua cade in una data diversa ogni anno con una variabilità che arriva a un mese?

Perché la Pasqua assomma in sé 3 cicli tra loro indipendenti:

  • il ciclo settimanale
  • il mese lunare
  • l’anno solare

La Pasqua cade infatti la prima domenica (ciclo settimanale) dopo la luna nuova (ciclo  lunare) dopo l’equinozio di primavera (ciclo solare).

Per gli ebrei la pasqua cade solitamente in un giorno diverso perché è svincolata dal ciclo settimanale (non è legata alla domenica ma al giorno 14 del mese di Nisan). Anche per i cristiani ortodossi la data è diversa (si basano sul calendario giuliano e non su quello gregoriano).

Il tempo e il potere

Chi controlla il computo del tempo esercita un potere, un potere che spesso è stato contestato e contrastato. Stabilire la cadenza delle giornate (ore) o delle settimane e dei mesi significa imporre un ordine e quindi una visione del mondo e della vita. campaneSolo 20 anni fa la nostra giornata era ritmata dalle campane. Il campanile di Santo Stefano segnava le ore con rintocchi pari al numero, il tocco delle dodici era il più lungo; una breve pausa poi suonavano i quarti d’ora, da uno a tre, e così il record di lunghezza passava alle 12 e tre quarti. Dove sono finite le campane nelle nostre notti silenziose?

lanerossiPoi c’era la sirena della Lanerossi che ogni giorno scandiva il tempo della fabbrica. Suonava alle 5 alle 13 e alle 21 (questo a Rocchette, mentre a Schio la stessa scansione era posticipata di un’ora). La sirena era così forte da potersi sentire per tutta Piovene fin quasi sulla strada del Grumello, era preceduta da una folla di biciclette, corriere, poi automobili che intasavano le strade e ne seguiva una folla eguale che usciva per tornare a casa. Il suono della sirena imponeva un ritmo alla comunità, la sirena modificava l’orario dei negozi, faceva aprire le osterie, metteva in allarme chi era a casa: fra poco sarebbe tornato chi aveva finito il turno, avrebbe avuto fame,..

Oggi anche questo ritmo è cessato, la fabbrica non determina più la cadenza delle nostre giornate. Quel ritmo è sostituito da scansioni come il notiziario radio o il telegiornale/telegiornali anche questi espressione di un potere.

Il conto delle ore

Secondo gli antichi scrittori cristiani Gesù si recò nell’Orto degli Ulivi a Mezzanotte; fu fatto prigioniero verso le tre ore; fu condotto dinanzi a Pilato circa all’ora Prima; fu condannato all’ora Terza; alla Sesta fu crocifisso, alla Nona spirò; all’ora del Vespro fu deposto dalla Croce e all’ora di Compieta fu sepolto.

Il computo non comprende tutta la giornata, ma solo i momenti significativi. All’ultimo giorno del Cristo terreno si rifaceva il computo delle ore nell’Europa medievale. Le campane davano il ritmo al lento trascinarsi dei giorni. La giornata aveva sette ore (1)

  • monacol’ora prima quando ci si levava dal letto, corrisponde circa alle 6 del mattino
  • l’ora terza che corrisponde a un tempo generico tra le sei e le nove del mattino
  • l’ora sesta che corrisponde circa al nostro mezzogiorno e all’ora del pranzo
  • l’ora nona che corrisponde alle nostre ore 15
  • i Vespri che corrispondono al tramonto
  • Compieta ovvero il crepuscolo

Septies in die laudem dixi tibi”  Sette volte ho detto le tue lodi. Si tratta di una scansione tutt’altro che regolare che corrisponde al ritmo delle preghiere e assume significati simbolici. meridianaOsserviamo che l’ora del tramonto varia sensibilmente tra l’inverno e l’estate e i periodi intermedi dovevano ben essere computati: per passare dall’ora sesta alla nona bisognava che qualcuno contasse le ore intermedie anche se non erano nominate.

Calcolare in quale ora Italica le campane dovevano suonare le corrispondenti ore canoniche, era una pratica tutt’altro che facile alla quale il significator horarum, cioè il monaco addetto a suonare le campane nelle Ore Canoniche, certamente riusciva ad abituarsi con l’esercizio, ma era pur sempre costretto a consultare le tavole astronomiche (2). Il regolare scorrere delle stelle (e del sole) nel cielo aiutavano a dare regolarità al tempo. Oltre che ricorrere alle tavole astronomiche i monaci si aiutavano anche con:

  • meridiane,
  • clessidre a sabbia o clessidre ad acqua.

 aC – dC

lupaAi tempi di Roma le date si calcolavano “ab urbe condita” (dalla fondazione di Roma). La data convenzionale della fondazione di Roma era fissata al 21 aprile del 753 a.C. (3) Gli anni della Repubblica e poi dell’impero erano denominati con un numero successivo a quella data.

Fu 1275 anni dopo, nel 523 d.C., che il monaco Dionigi il Piccolo calcolò che la nascita di Cristo avvenne 753 anni dalla fondazione di Roma. Dati i tempi e l’incertezza delle fonti, probabilmente fece un errore dato che Erode dovrebbe essere morto nel 4 a.C. e quindi il suo censimento, che tradizionalmente provocò il viaggio di Giuseppe e Maria, doveva essersi svolto prima. Quindi la vera data della nascita di Cristo andrebbe spostata all’indietro di almeno 4 anni.

Poco importa se la data era sbagliata, fatto sta che poneva un termine esatto basato su un fatto nuovo e rilevante dal punto di vista storico: divideva gli avvenimenti della storia secondo uno spartiacque segnato dalla data (convenzionale) della nascita di Cristo. Dionigi piccoloCosì tra il 700 e il 900 d.C. quando fu adottata dalla Chiesa di Roma (4), questo metodo si è imposto. Fu l’autorità della Chiesa a decretarne la diffusione ma ottenne il successo universale anche perché la chiesa aveva un’influenza culturale essendo quella che deteneva, conservava, riproduceva la cultura antica.

Questo sistema per il computo degli anni ha resistito fino ad oggi, passando attraverso infinite vicissitudini. Resiste anche quando la locuzione adottata è nell’anno 1500 dell’era volgare oppure dell’era comune, mentre un tempo la locuzione preferita era AD (Anno Domini ovvero Anno del Signore).

Gregorio XIII

calendario gregorianoNel millecinquecento l’origine del computo degli anni è quella fissata da Dionigi il Piccolo ma il metodo per il calcolo dell’anno è quello fissato da Giulio Cesare, che era il più preciso, allora: durava 365 giorni e prevedeva un anno bisestile ogni 4. Tuttavia aveva un errore: era più lungo e aggiungeva in media 11 minuti e 14 secondi ogni anno.

Questa piccola differenza, accumulandosi nei secoli provocava un errore sempre più evidente. Il tempo Giuliano slittava di circa un giorno ogni 128 anni. I problemi sorsero quando la pasqua cominciò a non rispettare l’equinozio di primavera (5).

Così nel 1582, per disposizione del papa Gregorio XIII, vennero d’un colpo saltati 11 giorni e, dopo il 4 ottobre, venne il 15 ottobre. Per rendere più preciso il computo dell’anno venne modificato il computo degli anni bisestili. Sono bisestili gli anni multipli di 4, però gli anni che finiscono per 00 sono bisestili solo se multipli di 400. Quindi sarà bisestile il 2400, ma non il 2100, 2200, 2300. Questo è il Calendario Gregoriano. La piccola correzione assicura una precisione ancora maggiore, però anche questa produce un errore, un errore che provocherà la differenza di un giorno nell’anno 4905. Fino allora siamo tranquilli.

Calendario contestato

luteroC’è da ricordare che il ‘500 fu un secolo di forti contestazioni all’autorità del papa. Nel 1517 Martin Lutero contesta l’autorità papale, nasce la riforma protestante. Nel 1536 il parlamento inglese vota la «Legge contro l’autorità del papa», nasce la riforma anglicana. In questo contesto qualunque decisione del papa costringeva a schierarsi anche se riguardava cose lontanissime dalle dispute religiose come la durata della rivoluzione (nel senso geometrico del termine) della terra attorno al sole.

Così alcuni paesi adottarono subito il calendario gregoriano: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia–Lituania, Belgio–Olanda–Lussemburgo, Austria, Boemia-Moravia. Fu solo nel ‘700 che i paesi protestanti e anglicani adottarono il nuovo calendario. La Russia conteggiava gli anni ancora col vecchio calendario giuliano quando scoppiò la rivoluzione del 1917 e così quella che in Russia fu chiamata rivoluzione d’ottobre, da noi fu conteggiata in novembre. Ma in alcuni casi l’opposizione fu ancora più radicale: ancora oggi le Chiese Ortodosse russa, serba e di Gerusalemme adottano il calendario giuliano (6).

Rivoluzioniamo il calendario

La rivoluzione francese portò un vento di novità nel campo dei diritti e portò anche all’adozione del sistema metrico decimale.

Non più palmi, braccia, pollici, piedi, tese, … Non più multipli complicati da ricordare: 12 pollici fanno un piede, per fare una iarda bastano 3 piedi e due sole iarde per un braccio. (Provate a fare a mente la somma tra 2 iarde e 8 pollici con 2 piedi 3 iarde e 5 pollici).

Con la rivoluzione francese le unità di misura sono multipli di 10: centimetro, decimetro, metro,…

prairialCosì nel campo del calendario la rivoluzione importava il sistema metrico:

  • dodici mesi tutti di 30 giorni + 5 o 6 aggiunti a fine anno. I mesi avevano nomi poetici: Vendemmiaio, Brumaio, Frimaio, Nevoso, Piovoso, Ventoso, Germinale, Fiorile, Pratile, Messidoro, Termidoro, Fruttidoro.
  • La settimana subisce una riforma ancora più profonda. Non più 4-5 settimane ma esattamente 3 decadi al mese. Non più 6 giorni di lavoro e uno di riposo, ma 8,5 giorni di lavoro e 1,5 giorni di riposo.
  • I giorni avevano 10 ore di 100 minuti ciascuna.
  • Il capodanno sarebbe stato il giorno dell’equinozio d’autunno (22 settembre).
  • Si azzera il conto degli anni che ora vengono conteggiati dalla rivoluzione francese (1792). Il 3 Frimaio dell’anno 2 (1793) la Francia rivoluzionaria inaugura il nuovo calendario (7).

L’esattezza si era impadronita del tempo, ai nomi di antichi imperatori (es. Luglio da Julius, Agosto da Augusto) si sostituivano le regole della natura. L’esperimento non ebbe fortuna e, dopo il 10 nevoso dell’anno 14, venne il 1° gennaio 1806. Dopo tredici anni si tornava al calendario gregoriano.

Ancora un tentativo

XIIAnche Mussolini venne preso dal vizietto di piegare le date alle necessità di propaganda. Una circolare del 25 dicembre 1926 impose che, a partire dal 29 ottobre 1927, a tutte le date utilizzate per atti pubblici occorreva aggiungere “anno … dell’era fascista“.

L’anno veniva computato dal 29 ottobre 1922 (il giorno dopo della marcia su Roma). Fu un inutile allegato burocratico che aggiungeva (obbligatoriamente) il richiamo ad una nuova “era” storica. Decadde col fascismo e non sentiamo la mancanza di un’inutile propaganda.

Ci resta il vecchio e consolidato calendario gregoriano che ha il vantaggio di conteggiare con ottima precisione il ciclo annuale (8).

Eppure in giro per il mondo culture e popoli distanti hanno una visione del tempo diversa dalla nostra.

Altri articoli sul tema:

IL CALENDARIO


NOTE

(1) “E’ impossibile stabilire l’uso del tempo di un religioso, innanzitutto a causa dell’imprecisione dei dati forniti dal Medio Evo, assai meno sensibile di noi al significato del tempo e a un suo calcolo preciso” (Lèo Mulin, La vita quotidiana dei monaci nel medioevo, Mondadori, 1988, pag. 43)

(2) Un’ampia disquisizione sulle ore canoniche e sugli strumenti di misura del tempo si trova qui: http://www.nicolaseverino.it/le_meridiane_canoniche.htm#_ftn6

(3) Ancora oggi a Roma il 21 aprile viene festeggiato come “natale di Roma”

(4) Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Anno_0

(5) Come detto all’inizio la data della Pasqua è legata al ciclo lunare e a quello solare contemporaneamente. Fu stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea. Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Calcolo_della_Pasqua

(6) Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_gregoriano

(7) Per la verità all’inizio fu utilizzato solo per la burocrazia dello stato, solo dal 14 Germinale dell’anno 6 fu esteso a tutta la vita civile. (http://www.robespierre.it/dizionario_dett.asp?ID=4)

(8) Per chi volesse divertirsi a computare il tempo o conoscere la propria data di nascita computata con calendari diversi http://www.dossier.net/utilities/calendar-converter/index.html

One thought on “Campane e sirene

  1. Pingback: Il calendario | Accogliamo le Idee

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