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CHI SARA’ MAI QUESTO PERSONAGGIO?

Cherubini

TUTTI CONOSCERANNO L’EVENTO STORICO DELLA SPEDIZIONE DEI MILLE, AVVENUTO NEL 1860 E PRECISAMENTE INIZIATO NELLA NOTTE TRA IL 5 E 6 MAGGIO CON PARTENZA DA QUARTO (quartiere del Levante genovese e denominata poi Quarto dei Mille) FACENTE PARTE DEL TERRITORIO DEL REGNO DI SARDEGNA.

i mille a Quarto

POCHI LO SAPRANNO: SI TRATTA DI CHERUBINI PASQUALE detto Luigi, di Giovanni, UNO DEI 157 VENETI E DEI 33 VICENTINI PARTECIPANTI ALL’EPICA SPEDIZIONE.

I GIOVANISSIMI, A SENTIRE QUESTO COGNOME, SAREBBERO PROPENSI AD IDENTIFICARLO E A CONFONDERLO CON LORENZO CHERUBINI, IN ARTE JOVANOTTI… PERO’, PER PIACERE!!!, NON ESAGERIAMO E SUGGERIAMO A QUESTI GIOVANISSIMI DI APPROFONDIRE IL CAMPO DELLA PIU’ NOBILE CULTURA STORICA CHE NON QUELLA MUSICALE DI MASSA, TUTT’ALTRO PERO’ CHE DA DISPREZZARE.

E ALLORA??? , VI CHIEDERETE…  QUESTI, IL CHERUBINI, SAREBBE UN NOSTRO COMPAESANO, PERCHE’ NATO – COME CERTIFICATO – IN SANTO STEFANO DI PIOVENE, IN PROVINCIA DI VICENZA, L’11 APRILE 1827.

Ulisse Dellai.Francesco Bernardi

COME MAI, NEL NOSTRO COMUNE, NON C’E’ UNA LAPIDE CHE LO RICORDI, A DIFFERENZA DI ULISSE DELLAI, PATRIOTA PIOVENESE CHE NEL 1848 HA COMBATTUTO E MORI’ AL PIAN DELLA FOGAZZA (odierno Pian delle Fugazze), E DI FRANCESCO BERNARDI, CAPORALE DEL 6° ALPINI, CADUTO AD ABBA GARIMA (presso ADUA) IL 1° Marzo 1896, COME TESTIMONIANO LE LAPIDI IMMURATE SUL FRONTESPIZIO DELLA CASA COMUNALE ?

DOVREMMO INDAGARE SU CIO’. PROBABILMENTE IL CHERUBINI SI TRASFERI’ A VICENZA DA GIOVANE ED E’ LI’ CHE GRAVITERA’ LA SUA ESISTENZA, DOVE MORI’ IL 13 OTTOBRE 1870.

PER ONORE DI TUTTI I CITTADINI DI PIOVENE ROCCHETTE DEGNI DI NOTA, SAREBBE GIUSTO RENDERE TRIBUTO DI NOTORIETA’ ANCHE A QESTA PERSONA CHE, PER MANCANZA DI CONOSCENZA SPECIFICA E DI CAMPANILISMO, RESTA ANCORA NELL’OBLIO DEI RESIDENTI DEL NOSTRO PAESE.
ALLO STESSO MODO, LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DOVREBBE CON PIU’ CURA ED INTERESSE FARE MANUTENZIONE A TUTTE QUELLE LAPIDI IN CUI SI MENZIONANO PERSONE DEGNE DI NOTA CHE IN QUALCHE MODO HANNO DATO LUSTRO, CON IL LORO MODUS OPERANDI, A CONCORRERE PER IL BENEFICIO DEL NOSTRO PAESE.

targa in piazza papiria

targa a sinistra in piazza Papiria (illeggibile)

targa in piazza Papiria

targa a destra in piazza Papiria (illeggibile)



AVVERTENZA – Un primo Ruolo nominativo (in data 19 aprile, 1862) di coloro che sbarcarono a Marsala l’11 maggio 1860, fu compilato da una Commissione istituita nel dicembre 1861 e composta dai signori Orsini Vincenzo e Stocco Francesco, maggiori generali; Acerbi Giovanni, intendente generale; Dezza Giuseppe, Cenni Guglielmo e Cairoli Benedetto, colonnelli; Manin Giorgio, tenente colonnello; Miceli Luigi e Della Palù Antonio, maggiori; Curzio Francesco e Uziel Davide, capitani; Calvino Salvatore e Argentino Achille, deputati al Parlamento, e De Cretckmann Giulio Emanuele, maggiore. In seguito pel rilascio delle autorizzazioni a fregiarsi della medaglia decretata dal Consiglio civico di Palermo il 21 giugno 1860 per gli sbarcati a Marsala, un Giurì d’onore riesaminò i titoli dei componenti la spedizione e il Ministero della Guerra pubblicò un nuovo Elenco dei Mille di Marsala, nel Bollettino n. 21 (Anno 1864) delle nomine e promozioni, in base al quale furono concedute le pensioni. Riconosciuta, in appresso, la necessità di completare quell’Elenco, con un ruolo definitivo, fu proceduto, ad una generale inchiesta informativa durante l’anno 1877 e il corrente, e tale lavoro, portato al maggior possibile compimento, viene ora pubblicato nel seguente Elenco alfabetico.

Garibaldini vicentini sbarcati a Marsala

Della lista con 1089 nomi (vedere link), proveniente dall’allora Ministero della Guerra e pubblicata anche sul “Giornale Militare” nel 1864 come risultato di un’inchiesta ufficiale, risultano presenti anche 34 vicentini sotto riportati. Tale inchiesta appurò, attraverso prove e testimonianze, i nomi dei garibaldini che sbarcarono a Marsala l’11 maggio 1860.

Gli individui aventi pensione ai sensi della legge 22 gennaio 1885, n. 2119, sono segnati con asterisco (*)

Ordine elenco, Cognome Nome,   Patronimico (o Paternità), Luogo di nascita, Provincia

  1. 47.       BAICE Giuseppe,   Sebastiano, Magrè, Vicenza
  2. 103.     BERTI Enrico,   Giuseppe, Vicenza
  3. 178.     BRUNIALDI Giovanni Battista,   Antonio, Pojana, Vicenza
  4. 246.     CARIOLATO Domenico,   Nicolò, Vicenza
  5. 279.     *CAVALLI Luigi,   Francesco, San Nazario, Vicenza
  6. 292.     CHERUBINI Pasquale detto Luigi,   Giovanni, S. Stefano di Piovene, Vicenza
  7. 351.     DALLA PALU’ Antonio,   fu Nicola, Vicenza
  8. 382.     *DE MARCHI Domenico Bonaventura,   fu Francesco, Malo, Vicenza
  9. 388.     *DE PAOLI Cesare,   Francesco, Pozzoleone, Vicenza
  10. 400.     *DIONESE Eugenio,   Giovanni, Vicenza
  11. 437.     FERRIGHI Felice Giacinto, fu Giovanni, S. Clemente di Valdagno, Vicenza
  12. 445.     FOGLIATI Luigi,   Bartolo, Molvena/Villaraspa di Mason, Vicenza
  13. 456.     *FRIGO Antonio Bartolomeo,   fu Bartolomeo, Montebello, Vicenza
  14. 479.     GARBINATI Guido,   Domenico, Vicenza
  15. 486.     *GASPARINI Giovanni Andrea,   fu Bernardo, Carrè, Vicenza
  16. 487.     *GASPARINI Gio. Battista,   fu Antonio, Sandrigo, Vicenza
  17. 494.     GERA Domenico,   Bernardo, Longare, Vicenza
  18. 502.     *GIACOMELLI Pietro,   fu Antonio, Noventa Vicentina, Vicenza
  19. 512.     *GIURIOLO Giovanni,   Pietro, Arzignano, Vicenza
  20. 556.     LIGHEZZOLO Giovanni,   fu Francesco, Posina, Vicenza
  21. 590.     MARABELLO Luigi,   Antonio, Vicenza
  22. 598.     MARCHESINI Luciano, ignoto, Vicenza
  23. 623.     *MELCHIORAZZO Marco,   Francesco, Bassano, Vicenza
  24. 723.     *PANCIERA Antonio,   Carlo, Castelgomberto, Vicenza
  25. 748.     *PEDRAZZA Giacomo,   fu Andrea, Zanè, Vicenza
  26. 824.     RASIA Matteo Riccardo,   fu Domenico, Cornedo, Vicenza
  27. 847.     *RIGHETTO Raffaele,   fu Marco, Chiampo, Vicenza
  28. 848      *RIGONI Luigi,  di Lorenzo, Vicenza
  29. 849.     RIGOTTI Raffaele,   Francesco, Malo, Vicenza
  30. 960.     STELLA Innocenzo,   fu Gio. Battista, Arsiero, Vicenza
  31. 973.     *TAMISARI Gio. Battista,   Antonio, Lonigo, Vicenza
  32. 1029.   *UNGAR-CURTI Luigi,   Giuseppe, Lonigo, Vicenza
  33. 1053.   *VENZO Venanzio,   Domenico, Lugo, Vicenza
  34. 1081.   *ZIGGIOTTO Giuseppe Giovanni,   fu Decio, Sossano, Vicenza

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CURIOSITA’. Chi volesse vedere le foto dei mille (non tutte) può guardarle qui

http://www.comune.fidenza.pr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2872:album-dei-mille&catid=94:of-museo-del-risorgimento-luigi-musini&Itemid=236

Romano Borriero, 2015


 Una breve storia dei “mille”

Fu una spedizione garibaldina che, abbattendo il Regno delle Due Sicilie, diede la spinta decisiva alla formazione dell’unità d’Italia. Il primo ideatore dell’impresa, F. Crispi, propose la spedizione a G. Garibaldi, che accettò di capitanarla a condizione che il terreno fosse preparato da una rivolta in Sicilia. Il 4 aprile 1860 insorse a Palermo F. Riso e la rivolta, domata in città, continuò a serpeggiare nelle campagne. I Mille (esattamente 1084) partirono da Quarto, presso Genova, il 5 maggio 1860, su due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, appartenenti alla compagnia Rubattino. Prelevarono munizioni da Talamone e, sbarcati a Marsala (11 maggio), giunsero a Salemi dove Garibaldi assunse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II e decretò la coscrizione obbligatoria. Sconfitte le truppe borboniche a Calatafimi, i garibaldini raggiunsero e occuparono Palermo (27-29 maggio). Frattanto Cavour, dopo i primi successi di Garibaldi, da una parte tenne a bada la diplomazia europea, dall’altra accelerò l’invio di soccorsi in Sicilia, premendo però per una sollecita proclamazione dell’annessione al regno di Vittorio Emanuele. Caduta Palermo, re Francesco II promise una Costituzione a Napoli e l’autonomia alla Sicilia, e inviò una missione a Torino per un’alleanza con il Piemonte. Ma Garibaldi vinse ancora a Milazzo (20 luglio) e cacciò i borbonici da quasi tutta l’isola; varcato quindi lo stretto, mentre l’esercito borbonico si dissolveva e la Basilicata e la Calabria insorgevano, avanzò verso Napoli dove entrò il 7 settembre. Cavour, che vedeva scosso il prestigio della monarchia dal compimento dell’unità per opera delle sole forze garibaldine, decise l’intervento regio: l’esercito piemontese invase le Marche e l’Umbria ed entrò nel Regno di Napoli dagli Abruzzi. La battaglia decisiva avvenne sul Volturno. Il 26 ottobre Garibaldi incontrò il re a Teano, entrò quindi con lui a Napoli e depose nelle sue mani la dittatura. (Enciclopedia Treccani)

itinerario dei mille

Dumas e Garibaldi

Dumas, l’autore de I tre moschettieri, del Conte di Montecristo e di altri celebri romanzi era amico di Garibaldi e ammirò l’avventura di quest’ultimo.

Ce lo racconta il Corriere della sera del 5 maggio 2010

Dumas «cronista» della spedizione «Garibaldi, una leggenda vivente»

Entusiasmo L’ impresa dei Mille entusiasmava Dumas anche perché odiava i Borbone, ritenendoli responsabili della morte di suo padre

 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI – «Quando i due battelli furono vicini, fin quasi a toccarsi, Garibaldi domandò a Bixio quanti fucili avesse a bordo. Mille, rispose Bixio. E quante pistole? Nessuna! Il mare era grosso, il cielo sempre minaccioso…» È un inviato davvero speciale colui che racconta e fa conoscere in tutta Europa la spedizione dei Mille, contribuendo così alla fama di Garibaldi e alla simpatia per la causa italiana. Un inviato che si precipitò a Genova, si unì ai garibaldini e ne descrisse le battaglie e gli eroismi fino al trionfale ingresso a Napoli. Alexandre Dumas s’imbarcò su una goletta di sua proprietà, la «Emma». Era vestito di bianco, con un cappello ornato da piume blu, bianche e rosse. A bordo c’ era una giovanissima amante, vestita da marinaio, così che i garibaldini la chiamavano l’ «Ammiraglio». Durante il lungo viaggio la pancia dell’ Ammiraglio cominciò a ingrossarsi e «venne al mondo una garibaldina»… e Dumas divenne padre a quasi sessant’ anni.

La folle impresa di Garibaldi entusiasmava Dumas, sia perché gli sembrava di veder tradotte nella realtà le avventure dei suoi romanzi, sia perché odiava i Borbone, ritenendoli responsabili della morte di suo padre.

Lo scrittore spese un po’ dei suoi risparmi per procurare armi e camicie rosse a colui che considerava «una leggenda vivente, il condottiero della libertà, il soldato dell’ indipendenza», come ebbe poi a scrivere in numerosi articoli e libri, fra cui le celebri Mèmoires de Garibaldi. In pratica, gli scritti di Dumas furono un primo grande esempio di evento mediatico e del peso della stampa nelle vicende politiche. Lo scrittore aveva conosciuto a Parigi il fratello maggiore di Nino Bixio, Alexandre, un personaggio rimasto stranamente in ombra nella nostra storiografia, ma decisivo in alcuni passaggi cruciali del Risorgimento.

Immigrato giovanissimo, giornalista, medico, deputato, uomo d’ affari e amico personale di Dumas – incontrato sulle barricate della Rivoluzione del Trenta – aveva fatto da tramite fra Cavour e Napoleone III. Fu lui, fra l’ altro, a combinare il matrimonio fra il cugino dell’ imperatore e la figlia del re Vittorio Emanuele. E fu attraverso i fratelli Bixio che Dumas entrò in contatto con Garibaldi e si mise in testa di seguire la spedizione.

Dumas arrivò il 9 maggio, quando i Mille avevano già preso il largo, ma non si perse d’ animo e recuperò il tempo perduto.

Raggiunse i garibaldini a Palermo e cominciò a scrivere la cronaca degli avvenimenti. In verità, al direttore de Le Siécle inviò un primo dispaccio in cui traduceva gli appunti di un «compagnon de Garibaldi», ma la penna e gli occhi traboccanti di passione erano i suoi. Descrisse Garibaldi, avvolto in un mantello scuro, e Bixio, in un’ uniforme militare con i risvolti rossi. Il «compagnon» era probabilmente Giuseppe Cesare Abba, il quale, la sera della partenza da Quarto, annotò: «Chi, fra quanti siamo qui, non ripensa che oggi è l’ anniversario della morte di Napoleone?». Garibaldi aveva perfettamente capito quanto Dumas potesse contribuire al suo mito e di conseguenza alla causa italiana. Da parte sua, lo scrittore, sensibile ai diritti d’autore e spesso oberato da debiti, trovò nelle vicende garibaldine una straordinaria fonte di successo e pubblicistica. Dal loro sodalizio, oltre che da una sincera amicizia, nacque anche un giornale, l’Indipendente, pubblicato a Napoli grazie a un finanziamento di Garibaldi. Qualche mese dopo, Dumas cominciò a raccontare sulle prime pagine alcuni episodi della spedizione dei Mille, fra i quali l’ emozionante momento della partenza e il drammatico dialogo fra Bixio e Garibaldi. 

One thought on “La storia in incognito

  1. Pingback: Le peripezie di un garibaldino | Accogliamo le Idee

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