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Uno scorcio nel tempo


Un tempo via Forziana era una via curva con edifici e case, poste sul retro di Villa Benetti, che davano direttamente sulla strada. Sulla destra Villa Sega e il suo brolo.

Al termine della corta strada, una piazza triangolare bianca di polvere, piena di sassi spezzati e di selciato consunto, luogo di carico dei grossi massi di pietra di Piovene, di colonne, pilastri, capitelli, basamenti già lavorati a scozia e toro. In un angolo, vicino ad una fontana, un cavallo legato a un palo e un carretto con le stanghe per aria. Dietro, il monte era senza alberi, con profondi squarci che mostravano l’intensa attività di cava che si svolgeva in zona.

Poco più in là il leone rampante sotto la finestra decorata dell’antica casa Piovene- Borriero.

piazza Forziana 1850

Piazza Forziana è una delle più antiche del borgo di Piovene, ma oggi la curiosità si fissa sul suo nome. Perchè si chiama così?

Via Forziana

Ne parliamo con Romano Borriero appassionato di storia locale e ricercatore pieno di curiosità.

Ci parla di un beato che non è “beato”, proveniente d’Argentina di Alemania, di un errore cronologico sulla data della sua morte di più di 500 anni e di reliquie sepolte sotto l’altare dedicato ad un altro santo.

Insomma, l’oblio delle tradizioni ha confuso un po’ le carte e ha fornito materiale contraddittorio per cui un appassionato, anche se non investito della funzione dello storico, prima o poi dovrà dipanarne i dubbi.

Romano sta cercando di farlo, con i limiti propri, come da lui ammesso, senza la pretesa di considerarsi “acculturato” e quindi partiamo da quanto ha relazionato.

Don Leone Barattoni

don Leone Barattoni

Nativo della parrocchia di Santo Stefano in Piovene, in cui vide la luce il 21 dicembre 1911 e morì il 31 luglio del 1976. Le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia del cimitero vecchio di Piovene.

Appassionato di storia e con buona dimestichezza col latino (che un tempo era la lingua rituale per la messa) il non ancora don Leone fece una relazione, mentre frequentava il penultimo anno del Seminario Diocesano di Padova seguendo il suo desiderio di conoscere con più precisione la storia del Beato Forziano, in tempi antichi molto venerato dai parrocchiani di S. Stefano in Piovene.

Romano Borriero, cercando negli archivi parrocchiali, ha reperito un vecchio quadernetto scritto a penna da don Leone, lo ha trascritto e ha cominciato a sua volta delle ricerche. Lo scritto di don Leone porta la data del 13 settembre 1932.

Facciamoci raccontare da Romano lo scritto che sta studiando da un po’ di anni.

Tutto parte da una tavola di piombo

E’ incisa con caratteri gotici, tuttavia abbreviazioni, parti poco chiare, degli a capo interpretabili trasformano un documento storico in un enigma.

Iscrizione Beato Forziano

Vediamo una foto della tavoletta e la sua trascrizione/interpretazione fatta da Don Leone Barattoni, secondo l’interpretazione di persone dotte.

  • HOC•EST•SEPULCRUM
  • BEATI•FORTIANI MONACI
  • CONFESSORIS•QUI•OBIIT•ANNO•DOMINI
  • DCCCLXXII•IX•KAL•APRILIS
  • SUB•IULIANO•CAESARE
  • IULIO•PONTIFICE•ROMANAE•ECCLESIAE
  • QUI•FUIT•DE•ARGENTINA•ALEMANIE
  • IN•HAC•QUIESCIT•S•STEPHANI
  • DE•CASTRO•PULVENIE
  • MIRACULIS•NITET•DEO•GRATIA•AMEN

Una traduzione che in lingua attuale dice così:

  • QUESTO E’ IL SEPOLCRO
  • DEL BEATO FORZIANO MONACO
  • CONFESSORE 
  • CHE MORÌ NELL’ANNO DEL SIGNORE 872
  •  IL NONO GIORNO (ante) LE KALENDE DI APRILE 
  • (morto cioè il di 24 MARZO)
  • REGNANDO GIULIANO CESARE IMPERATORE 
  • E GIULIO PAPA DELLA ROMANA CHIESA .
  • NATIVO DI ARGENTINA D’ALEMANIA 
  • QUI RIPOSA IN SANTO STEFANO
  • DELLA FORTIFICAZIONE DI PIOVENE. 
  • RISPLENDE PER I MIRACOLI. DEO GRATIA. AMEN

Il problema che sorge, secondo don Leone Barattoni, è che la data dell’872 sarebbe errata dato che Giuliano imperatore (Juliano Caesare) e papa Giulio (Julio pontifice romanae ecclesiae) [Giuliano l’Apostata, così nominato dai cristiani, e  papa Giulio I ] sarebbero morti rispettivamente nel 363 e il secondo nel 352, quindi ben più di 500 anni prima.

Giuliano apostatapapa Giulio I
.

Questa è l’ipotesi avvallata da don Leone, che va in cerca di corrispondenze storiche.

Chi era il monaco Forziano?

Era originario “de Argentina Alemanie“. Non tragga in inganno il nome: Argentina sta per Argentoratum, nome romano dell’odierna Strasburgo, in terra alemanna di dominio romano appunto (1), vicino alla quale avvenne l’omonima battaglia vinta dai romani comandati dall’ancora Generale Giuliano, avente il titolo di Cesare, poi proclamato dai suoi soldati imperatore a seguito di una contestazione con l’imperatore in carica Costanzo II.

Argentina Strasburgo

Era “monaco confessore“, ovvero eremita, solitario che professava con fermezza la propria fede cristiana.

San Prosdocimo

Come sarebbe arrivato a Piovene? Di preciso non si sa, così pure non si sa il vero motivo (varie sono le supposizioni anche addotte da don Leone).

Di certo già nel IV secolo era assai diffuso il culto mariano sul Summano che risalirebbe addirittura leggendariamente circa al 70 dopo Cristo quando San Prosdocimo “da S. Pietro fu mandato ad evangelizzare il territorio padovano e vicentino” (2).

La presenza del monaco Forziano è data per assodata da Padre Eusebio Giordano nel libro “Monte Summano repurgato” (3).

E’ questo luogo di Piovene in veneratione, perché in esso si riposa il corpo del Beato Forciano d’Argentina Alemano nel tempio Archipresbiterale; ch’imperando Giuliano Imperatore venne in queste parti, per visitare la detta Chiesa del Monte Summano, e nel medesimo luogo passò a miglior vita, onde beatificato vi riposa.

Altra conferma viene dal Sajanello, generale dei Girolimini, nella sua relazione della visita fatta nel 1750 ai vari monasteri dell’ordine

Ad hanc sanam aedem fama est accessius temporibus Iuliani Apostatae Forcianum Argentinensem, et temporibus Caroli Magni Imperatoris Sanctum Ursium

(trad. “In questa sede di sana fama arrivò, ai tempi di Giuliano Apostata, Forziano di Argentina e, ai tempi di Carlo Magno Imperatore, Sant’Orso”)

Immagine16

Altra citazione si trova in un libro edito a Venezia nell’anno 1761Notizie storiche delle Apparizioni e delle Immagini più celebri di Maria Santissima nella città e dominio di Venezia”,

“Con uguale pietà (cioè simile a quella di S. Orso) benché a solo scopo di devozione, portossi a visitare la Chiesa di Monte Sumano il B. Forciano nativo di Argentina di Germania, il quale nei funesti tempi di Giuliano l’Apostata imperatore santamente vivendo volò, presso quel Santuario agli estremi riposi e fu sepolto nella Chiesa Parrocchiale del Villaggio nominato Piovene dove tutt’ora il suo sacro corpo con decoro si custodisce”.

Romano Borriero, 2015

…. segue …


NOTE

(1) Oggi in Francia dato che la sua regione, l’Alsazia, è sempre stata contesa tra Francia e Germania.

(2) Così sta scritto nel quaderno dei Don Leone Barattoni che si rifà ad altre fonti.

(3) Libro edito a Padova nel 1652

One thought on “Forziano de Argentina

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