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La prima parte dell’articolo si trova qui

Primo interrogativo

Come può Forziano essere un Monaco (ma non inteso come lo si intende adesso) se il monachesimo nasce con San Benedetto e quindi nel VI secolo?

Don Leone non ha dubbi “il monachismo fiorì assai nei tempi anteriori a S. Benedetto“, S. Atanasio (vescovo di Alessandria d’Egitto) era monaco eremita nel deserto ben prima di Benedetto e si presume che proprio Atanasio, esule a Treviri non lontano da Strasburgo proprio ai tempi di Forziano, abbia indotto quest’ultimo a farsi monaco.

Secondo interrogativo

Ma esisteva poi in quel tempo 〈IV sec〉Piovene“?

Domanda non da poco. Il Passuello (4) trova che il toponimo “de loco Pluvene” venne citato in una fonte scritta del 1100 (5). E prima? Prima possiamo rivolgerci a fonti indirette. Ma seguiamo il ragionamento di don Leone.

Piovene nell’anno 362 non solo sarebbe esistito, ma dal sottosuolo sembrerebbe fosse stato un Municipio romano, che prendeva forse il nome da Giove Pluvio che aveva il suo tempio sulla cima del Monte Summano

La prova chiave è la lapide romana ora murata in piazza Papiria (che però non riporta un nome riconducibile a Piovene), rinvenuta nel 1816 in occasione degli scavi per la costruzione dell’attuale torre campanaria del 1817; inoltre dal ritrovamento di varie monete (victoriati e denarii in argento ed un’asse imperiale di bronzo di epoca databile tra circa il 240 e il 23 a.C.), tegole e cocci di vasellame. Lapide Papiria Iscrizione Papiria

  •  ONORE AGLI DEI MANI
  • PAPIRIA MASSIMA (DEDICA)
  • A LETILIA MACRINA
  • MADRE CARISSIMA

La tavoletta di piombo

L’enigma sull’epoca in cui visse “Forziano de Argentina” nasce dalla tavoletta citata nel primo articolo, rinvenuta dentro il sarcofago di Forziano.

Trascrizione grafica della tavoletta fatta da don Leone Barattoni

Trascrizione grafica della tavoletta fatta da don Leone Barattoni

Non è sicuramente di epoca romana – secondo don Leone – diversi sono i caratteri e le abbreviazioni. E’ citata per la prima volta in un documento del 1427 e poi in una visita pastorale del 1 novembre 1488. Secondo l’arciprete Monaro, risalirebbe al XII secolo. Un rifacimento in marmo della stessa tavoletta esisteva nel 1488, lo stesso marmo che è oggi immurato sulla parete a destra dell’altare di S. Antonio da Padova.

E se la tavoletta fosse stata redatta in due tempi distinti? 

Questa è anche un’’ipotesi di don Leone. Diversa la lingua, diversi i caratteri: un rifacimento di un originale (magari malconcio) che riporterebbe la sola scritta

Sepulcrum Beati Forciani Monachi et Confessoris Argentoratensis, qui obiit IX Kal. Aprilis Juliano Caesare. Miraculis nitet. Deo Gratias.

La parte aggiunta sarebbe quella con la data errata e sarebbe il frutto di una cattiva conoscenza storica o di una licenziosità da parte di una persona che pretendeva di saperne più degli altri, pur di cogliere la fama di “persona dotta”. Per Don Leone tutto propende, come dice, per il IV secolo  e lì va collocata la vita del monaco Forziano:

però sono del parere che gli argomenti già adotti e quelli che si porteranno sono sufficienti a dimostrare che il B. Forziano non appartiene al secolo IX, ma bensì al IV secolo”.

Due traslazioni: nel 1630 e nel 1768

Il nostro Forziano era un tempo oggetto di culto; diversi sono i documenti antichi che testimoniano la devozione verso questo Monaco, che doveva essere di profondo ossequio popolare, come sarebbe testimoniato dal fatto che molti in passato portassero il nome di Forziano. La stessa tavoletta dice chiaramente “MIRACULIS NITET” (risplende per i miracoli) segno di un’inconfutabile santa rinomanza. Le spoglie erano custodite in un sarcofago antico, secondo l’arciprete Monaro, in nicchia sul muro a ponente dell’orto della Canonica.

“Questa facciata del sepolcro fatta quasi a forma d’altare (senza mensa) fu veduta dal Commendatore G.no Speluzzi di Milano, membro della Società Storica Lombarda, Pittore in Araldica e Genealogia Storiche, cavaliere di più Ordini, il quale dì 10 Ottobre 1876 (presente me) la dichiarò preziosa e le diede il valore di Itale Lire 4000 e forse anche di £ 6000.

Altare Il sarcofago anticamente conteneva i resti del monaco, poi, nel 1630, con occasione di modernar et ingrandir la detta chiesa parrocchiale fu edificata una cappella, e sotto l’altare di quella collocate le ossa del B. Forziano con una fenestrella per la quale possono essere vedute e venerate dal popolo che vi concorre in gran numero, et io pure lo vidi e venerai l’anno 1644(6). Nel 1768 i resti vennero di nuovo traslati e deposti dove stanno ancora oggi, sotto l’altare dedicato a S. Antonio, dietro ad una porticina di ottone.

Reliquie del

Reliquie del “Beato Forziano” in nicchia dentro l’altare di S. Antonio

Beato o no?

Altare S.AntonioUn tempo Forziano era venerato come Beato e questo significa che gli si attribuivano almeno 2 miracoli per essere tale; ma il tempo e la devozione che veniva meno lo avrebbero relegato nell’oblio, poichè la gente ha bisogno di dimostrazioni miracolose tangibili per credere e per continuare a ricorrere a Lui per ottenerne grazie.

Nel frattempo la Chiesa, in reazione alla riforma luterana, dopo il Concilio di Trento rafforzò il controllo sulla devozione popolare. Così quando nel 1904 l’Arciprete don Luigi Rigoni (fautore della costruzione della chiesetta della Madonna di Lourdes) domandò alla Curia di Padova la possibilità di esporre le reliquie del Beato, come avveniva in tempi antichi in occasione della Festa della S.S. Trinità, tale opportunità gli fu negata, perché gli si rispose con quanto decretato nel 1625 da papa Urbano VIII:

papa Urbano VIIIalicuius hominis sanctitatis seu martyrii fama, quantacumque illa sit, defucti immagines … et quodcumque aliud venerationem et cultum praeferens et iudicans in oratoriis aut locis pubblicis vel privatis; vel ecclesiis tam saecularibus quam regularibus cuimscumque religiosiis, Ordinis, Institutis, congregatione, aut Societatis opponantur, antequam ab Apostolica Sede canonizantur aut Beati declarentur et quae appositae sunt, amoveantur”.

Traduzione

Qualsiasi uomo ritenuto santo, anche se con fama di martire, e per quanto grande essa sia; immagini di defunto … e qualsiasi altro tipo di venerazione e culto preferenziale da ritenersi degno d’esser esposto negli oratori e luoghi sia pubblici che privati; ovvero nelle chiese siano esse secolarizzate, che regolarizzate ai religiosi, Ordini, Istituti, congregazione, oppure Comunità, o che siano stati dichiarati Beati e qualificati tali prima della canonizzazione da parte della Sede Apostolica, dovranno essere rimossi”.

In altre parole, non basta la devozione popolare per dichiarare Beato qualcuno, ma serve un Atto di canonizzazione da parte della Sacra Congregazione dei Riti, organo ufficiale della Chiesa.

Un’altra ipotesi circa la l’interpretazione della data

E’ questa una mia ipotesi. Nella tavoletta risulta un VIII sormontato da una piccola C che ne moltiplicherebbe per 100 il valore, diventando così 800 Se però la V ( o Y che possa essere) non fosse un numero, ma una lettera che fa parte della parola tronca precedente DOM-(in)V che per motivi di spazio fisico è stata trasferita a capo (come risulta essere stato fatto anche con la lettera S sottostante di APLLIE-s ed altre parole successive  IV-LLIO, ALEMAI-E, STEPH-ANI, MI-RACLIS) la data sarebbe 372, leggermente successiva alla morte del papa e dell’imperatore, ma comunque in cronologia con il contesto, dipanando così il dubbio dell’errore macroscopico dei 500 anni, facendo pensare più ad una mala-esecuzione del testo nella realizzazione della tavoletta, in tempi in cui il computo degli anni era un fatto aleatorio. Il tutto si interpreterebbe sommariamente così:

  • HOC EST SEPULCRV
  • BEATY FORCIANI MONACV
  • KOFESORIS Q OBIIT AN DOM-
  • -V III LXXII VIIII KL APLLIE-
  • -s   SVB IVLIANO CESARE IV-
  • -LLIO PP ROMANE ECC-E Q
  • FVIT D ARENTINA ALEMAI-
  • -E I HAC QVIESCIT S STEPH-
  • -ANI D CAST PULVENIE MI-
  • -RACVLS NITET D GRA AME

ovvero anche in modo più esteso

  • HOC EST SEPULCRV(M)
  • BEATY FORCIANI MONACV
  • KO(N)FES(S)ORIS Q(UI) OBIIT AN(NO) DOM-
  • -(IN)V III LXXII VIIII K(A)LENDIS AP(RI)LLIE-
  • -S     SUB IVLIANO CESARE IV-
  • -LLIO P(A)P(A) ROMANE ECC(LESI)E Q(VI)
  • FVIT D(E) AR(G)ENTINA ALEMA(N)I-
  • -E I(N) HAC QVIESCIT S(ANCTI) STEPH-
  • -ANI D(E) CAST(RO) PVLVENIE MI-
  • -RACVL(I)S NITET D(EO) GRA(TIA) AME(N)

Questa V usata un po’ malamente nell’idioma parlato del tempo, che tendeva a storpiare il Latino oramai decaduto, potrebbe essere una spiegazione. Non soltanto: la tavoletta di piombo (metallo molto tenero) risulta consunta e deformata, con fori di chiodature di fissaggio ed ammaccata perfino nelle lettere di testo (V = Y) (7) tanto da fuorviarne l’interpretazione. Perfino i caratteri usati per simboleggiare le stesse lettere sono dissimili, come qualche M simile ad H maiuscola, la H stessa in forma minuscola (che allora però si poteva anche rappresentare così),la D come una P, la A di APLLIE-S e la B che si trova in forma sia maiuscola che minuscola: basta osservare con attenzione.

Se ne deduce che in ambito di rappresentazioni “artistiche” l’autore si concede spesso e volentieri delle licenziosità che vanno fuori dai canoni di unificazione interpretativa ed abbreviativa: brutta caratteristica, questa, degli artisti che sanno come fare per complicare la semplicità di ciò che sarebbe di fatto scontato. La mia è una congettura frutto di studi personali e di un attento esame dei pochi documenti (tutti quelli disponibili per ora) che ho potuto consultare. Desidererei che questa mia supposizione venisse valutata da un attento epigrafista. Occorre quindi aspettare prima di risolvere questo difficilissimo interrogativo, riguardante fatti troppo distanti dall’epoca in cui sono accaduti e quindi con il plausibile dubbio sulla speranza di ottenere risultati soddisfacenti.

 Romano Borriero – 2015


NOTE

(4) F. Passuello N. Panozzo, Piovene Rocchette Cenni storici, Piovene Rocchette 1977

(5) La diocesi di Padova 1972, Padova 1973, pag. 421

(6) Storia ecclesiastica, Francesco Barbarano de’ Mironi, 1653

(7) F. Passuello N. Panozzo, Piovene Rocchette Cenni storici, Piovene Rocchette 1977

3 thoughts on “Forziano de Argentina (parte seconda)

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