Home

Cos’è

La pelle si gonfia con chiazze del diametro di 4-5 centimetri, compare una febbre alta o altissima, vomito, nausea; talvolta i rigonfiamenti scoppiano e la pelle si apre, talvolta la bolla originaria ne diffonde altre lì intorno destinate ad aprirsi a loro volta. Talvolta invece compare una tosse sempre più forte e la pelle, la bocca, la lingua diventano blu.

Poi la tosse sparisce e con quella il respiro. peste bubbonicaDoveva essere terribile vedere un ammalato di peste, ma quello che faceva paura era che un ammalato ne contagiava altri dieci e ognuno di questi dieci altri dieci ancora così che in poco tempo si era circondati di vomito, sangue, feci, bubboni e, ben presto, di cadaveri che pochi avevano il coraggio di toccare. Se accadeva nella casa vicina ti chiudevi in casa e se bussavano alla tua porta li cacciavi con sassi, minacciandoli con bastoni; se capitava nella tua casa c’era il rischio che ti inchiodassero la porta cosicché non potevi chiamare il cerusico né andare a prendere del cibo, insieme al malato era condannato il sano: il primo moriva di peste il secondo di fame.

Terribile la peste, malattia mortale sia per il corpo sia per i rapporti sociali.

Esemplare la descrizione dell’epidemia e dei suoi effetti scritta dal Manzoni (1).

Le cause della peste

untore

un presunto untore

La prima reazione alla peste era quella di negare il morbo, non si voleva credere che un flagello così orribile serpeggiasse di nuovo tra la gente (2).

Si ostentava ottimismo, si confidava che la propria comunità avrebbe potuto superare l’infezione senza traumi basando le proprie opinioni su elementi impalpabili e sfuggevoli.

Poi, quando l’epidemia colpiva duramente, i religiosi tiravano in ballo la Bibbia, dove non mancavano certo le citazioni in grado di “spiegare” il flagello (3).

Gli esperti di medicina parlavano di cattiva mescolanza dei quattro umori (sangue, flemma, bile gialla, bile nera): un’eccedenza di sangue, umore caldo-umido predisponeva alla putrefazione degli organi interni. La pestilenza entrava nel corpo attraverso l’aria o il cibo, a causarla erano non precisati “miasmi“. Talvolta la peste era associata ai terremoti nei quali lo sconquasso della terra liberava aria pestilenziale.

Non mancavano le teorie basate su complotti:

  • la peste era diffusa dagli ebrei (Firenze XIV secolo)
  • la peste era diffusa dai francesi (Milano XVII secolo)
  • la peste era diffusa dagli untori (Manzoni nei Promessi sposi) che di volta in volta erano un vecchietto colpevole di aver spolverato la panca prima di pregare in chiesa oppure quelli che spargevano una polvere gialla per le strade (4).

La causa della peste venne finalmente scoperta nel XIX secolo: non veniva dall’aria, ma da un batterio (Yersinia pestis) trasmesso tramite le pulci che provengono da topi, ratti, conigli, marmotte, perfino scoiattoli, purché infetti. Solo allora la peste fu sconfitta.

Una lunga storia

Chissà se era peste quella narrata da Tucidide che colpì gli ateniesi nel V secolo a.c.

Chissà se era peste quella che colpì Roma qualche secolo prima, ai tempi di Romolo.

Chissà se era peste quella che colpì l’Europa nel 133 e nel 533 d.c. (5). H. Bosch 1 Era sicuramente peste nera quella che colpì Firenze nel 1347. Non si sapeva allora che probabilmente era originata nel Deserto dei Gobi e, prima di giungere qui, aveva già colpito la Cina e le pianure del Volga e del Don. La peste del trecento colpì duramente Firenze (6) quasi dimezzandone gli abitanti, il 20 agosto del 1348 arrivò a Parigi, il 29 settembre a Londra.

Tutta l’Europa ne fu coinvolta e sconvolta, la popolazione diminuì di un terzo; paradossalmente i sopravvissuti si trovarono più ricchi, anche i salari aumentarono. Ma la società rimase a soqquadro e ci vollero decenni prima che la produzione manifatturiera tornasse ai livelli del primo trecento.

La peste è contagiosa ed è quindi legata ai movimenti di persone e di merci e alle infezioni che in questo modo si trasmettono, ma non è tanto facile evitare il continuo muoversi dell’uomo se già in tempi biblici le infezioni si trasmettevano con esiti talvolta disastrosi (7). Fatto sta che la peste del Trecento, ricomparsa dopo 5 secoli dall’ultima epidemia, non fu mai del tutto debellata e per secoli ricomparve ora qui ora lì e ogni volta portava scompiglio e desolazione.

Santi e pestilenze

In assenza di documenti scritti, come si può sapere se la peste ha colpito anche le nostre zone?

Angelo-S.Sebastiano e S.Rocco.2

San Sebastiano e San Rocco nella chiesa dell’Angelo

Studiando i santi per esempio. Tradizionalmente San Sebastiano proteggeva dalla peste, le frecce che trafiggevano il suo corpo ricordavano il castigo divino e di conseguenza il morbo. Erigere un capitello, un dipinto, un altare a San Sebastiano era un modo con cui i nostri antenati si “difendevano” dalla peste o almeno pensavano di farlo.

A San Sebastiano si affiancò San Rocco, considerato efficace perché egli stesso fu colpito da peste e si rifugiò sui monti dove un cane veniva quotidianamente a leccargli le ferite e portargli del cibo. E’ rappresentato nell’atto di alzare una veste per mostrare una gamba piagata, spesso affiancato da un cane.

Anche la Madonna di monte Berico era creduta efficace contro la peste. Era rappresentata con un manto abbastanza largo da proteggere i suoi fedeli (8). Trovare statue, dipinti, altari con rappresentazioni di questi santi significa associare la data di costruzione con la presenza o la fine dell’epidemia. E’ una datazione indiretta, non definitiva, ma buon punto di partenza per lo storico.

Nel Territorio di Piovene Rocchette troviamo immagini dei santi collegati alla peste in più luoghi.

  • Chiesa dell’Angelo facciata lato sinistro, chiaroscuro rappresentante San Sebastiano e San Rocco
  • capitello dei Melli in via Libertà, ai lati della Madonna del Carmelo si trovano San Rocco e San Sebastiano (9)
  • statua di San Sebastiano conservata in Canonica
  • dipinto di S. Antonio da Padova tra San Sebastiano e san Rocco nella chiesa di San Stefano (10)
Capitello dei Melli: Madonna con S. Sebastiano e S. Rocco

Capitello dei Melli: Madonna con S. Sebastiano e S. Rocco

Continua con il prossimo articolo: Piovene e la peste


NOTE

(1) promessisposi.weebly.com/peste.html

(2) Vedi i personaggi del Decamerone che, per salvarsi dalla peste di Firenze si rifugiano in un luogo ameno e si raccontano storielle licenziose e divertenti.

(3) “Il Signore manderà contro di te la maledizione, lo scompiglio e la minaccia (…) Il Signore farà sì che la peste si attacchi a te, fino a che ti abbia consunto” – Deuteronomio, 28 vv 20-21

(4) Ancora oggi si invocano complotti ad ogni avvenimento che facciamo fatica a inquadrare: 

  • gli ebrei sarebbero i veri autori dell’attentato alle torri gemelle o in alternativa la CIA, il governo americano, …
  • le malattie moderne sarebbero dovute a un deliberato tentativo di avvelenamento tramite le scie degli aerei (scie chimiche)
  • l’AIDS sarebbe un complotto del governo (quale?) o in alternativa delle multinazionali farmaceutiche
  • ecc.

(5) Detta anche Peste di Giustiniano. Un elenco delle epidemie si trova qui https://it.wikipedia.org/wiki/Peste.

(6) E’ quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone

(7) Nel primo libro di Samuele si racconta di come Dio abbia inviato una pestilenza ai Filistei, colpevoli di aver rubato l’Arca dell’Alleanza ebraica.

(8) Nel vicentino il contagio era iniziato nel 1404. Per oltre vent’anni si era diffuso e intensificato quando, il 7 marzo 1426, Vincenza Pasini ebbe una visione della Madonna: solo costruendo una chiesa a lei dedicata la paste sarebbe scomparsa. Difficile credere a una vecchia contadina. Eppure due anni dopo si pose inizio al cantiere sollecitati da una nuova apparizione. Man mano che il cantiere proseguiva la peste attenuò i suoi effetti, coloro che si recavano in pellegrinaggio sul colle “fuerunt mirabiliter liberati” (guarirono). Inizia allora il culto della Madonna che sconfisse la peste.

(9) Restaurato dal piovenese Giorgio Bernardi dopo la rimozione della pala lignea del Turra che lo proteggeva e nascondeva.

(10) E’ attribuito a Francesco Maffei, artista vicentino del secolo XVII. L’elenco dei capitelli di Piovene Rocchette e delle scene rappresentate è merito dell’arch. Agostino Toniolo.

3 thoughts on “La peste

  1. Pingback: Dalla fontana della Guarda all’antica porta daziaria | Accogliamo le Idee

  2. Pingback: La rievocazione storica di Piovene Rocchette | Accogliamo le Idee

  3. Pingback: La peste a Piovene | Accogliamo le Idee

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...