Home

Piovene e la peste (11)

Secondo il Mantese nel cinquecento Piovene aveva tra i trecento e i quattrocentocinquanta abitanti (12).

Venne da Trento l’infezione del 1575

Purtroppo fu la festa di S. Giovanni Battista ad attirare gente e quindi a diffonderla.Lungo la valle dell’Astico arrivò a Caltrano dove fece strage, si trasferì a Marano Vicentino e a Schio dove i decessi furono 150.

Piovene era stata stranamente risparmiata, tanto che il vicario di Schio, Nicolò Verlato, si trasferì qui. La città di Vicenza seguiva con apprensione le notizie di questo morbo, diede mandato al conte Caldogno di provvedere ed egli lo fece: ad ogni contagio i malati venivano tenuti separati e ogni inobbedienza punita. Arginata l’epidemia lungo la valle dell’Astico queste si fece strada dalla valle dell’Adige, colpì Verona, Vicenza e giunse a Milano. A Venezia la fine della peste fu celebrata con la costruzione della chiesa del Redentore, su disegno di Andrea Palladio.

Andrea Palladio - chiesa del Redentore

Andrea Palladio – chiesa del Redentore

Più modestamente a Piovene, dove la pestilenza doveva essere ben arrivata seppure in ritardo, la fine della pestilenza fu celebrata con una processione dedicata a San Rocco il 20 febbraio di ogni anno.

L’estate del 1629 …

… fu terribile nel vicentino “per le continue pioggie e tempeste riuscì la estate non dissimile del verno (13) ne seguirono scarsi raccolti, carestia e fame riducendo alla miseria le famiglie più povere. Dopo la carestia venne la peste forse favorita dalla prima. Il morbo veniva dalle truppe tedesche che scesero lungo la Valtellina fino a Milano, dirette a Mantova per sostenere l’uno o l’altro degli eredi alla successione del duca Vincenzo II. colleoni

Partecipò alla guerra anche la Repubblica di Venezia che assoldò soldati anche dal vicentino, ma le milizie venete furono sonoramente sconfitte a Valeggio sul Mincio, l’esercito si sbandò e furono molti che cercarono di trovare la via di casa anche per aiutare la povera economia familiare. Entrando a contatto con i Lanzichenecchi molti di quei soldati si erano infettati e, nel tornare a casa, si apprestavano a portarvi anche la peste.

Il 1 luglio 1630 il Capitano di Vicenza riuscì a intercettare un centinaio di sbandati sulle alture di Monte di Magrè, li implorò di non tornare a casa per non provocare “la rovina di loro patria, parenti e case“. Quelli che non ascoltarono furono catturati e giustiziati “a furor di moschettate” le settimane seguenti.

L’allarme rimase alto: il vicario di Schio, Almerico Piovene, visitò personalmente tutto il territorio da Valli dei Mercanti a Posina, Lastebasse, Tonezza, Marano, ecc. Visitò i malati, interrogò i parroci, a Valli e Cogollo scovò dei disertori e li fece scortare ai confini del vicariato.

Ordinò di bloccare coloro che provenivano da Valdagno perché colà era scoppiata l’epidemia.

Il 5 agosto una solenne processione si incamminò da Schio fino alla chiesa di Sant’Orso a chiedere che l’aiuto divino preservasse la zona dal contagio. Per un po’ sembrò che l’alto vicentino potesse rimanere indenne dalla pestilenza, poi …

monatti40Nell’agosto del 1630 morì a Schio un certo Zambatta Canova e nel suo inguine fu scoperto un grosso bubbone, poi toccò all’operaio Cristoforo Strulo con gli stessi sintomi, la paura cominciò a diffondersi e con questa il morbo.

A settembre a Schio cominciarono a morire 8-10 e fino a 18 persone ogni giorno, si dovette comprare un carro che passasse ogni giorno per le strade a ritirare i cadaveri, si dovettero assumere altri “netezini” (becchini). I documenti sono frammentari: a Schio morirono in quattromila, quattrocentocinquanta a San Vito; il morbo era diffuso da Thiene a Villaverla. Di altri paesi non si hanno notizie. Di Piovene si ha notizia solo nel 1631: la peste aveva provocato la morte di “trenta et più persone“.

Il voto del 1631

Il 13 giugno 1631 presso la chiesa di Santo Stefano di Piovene vi fu una riunione dei capifamiglia convocata dal decano Matio Barbiero. Erano presenti

  • il parroco don Leonardo Mantova
  • il sindaco Mattio Zamboriero
  • i governatori Crestofaro Lievore, Batista Zironda, Bortolamio Lievore, Biasio Barbiero, Gerolamo Barbiero e Francesco Tessaro
  • il decano Matio Barbiero
  • gli “estimatori” del maggior consiglio Stefano Castello, Francesco Sartore, Batista Mozo, Batista Panozzo, Francesco Castello, Baldisera Lievore, Gasparo Prandi e Ansoise Bernardi
  • i deputati alla sanità Stefano Boriero, Francesco Lievore e Stefano Gregori
  • il notaio Domenico Bernardi

Fu in questa riunione che venne deciso di festeggiare “il giorno che sucederà la liberazione della peste” con una processione che portasse una statua di San Rocco per il paese e di ripetere la processione il giorno dopo portando la statua del santo fino alla “Gloriosa Vergine Maria di Monte Sumano nostra Advochata“. La processione si sarebbe ripetuta ogni anno, senza una data fissa. E’ con questa riunione che veniamo a conoscere che la liberazione della peste del 1578 era festeggiata il 20 febbraio. Il documento è riportato in appendice.

La peste ritorna

Profilassi e fede corrono però su binari distinti e già nel 1636 la peste colpisce l’Altopiano di Asiago. Anche stavolta le misure preventive mirano a confinarla.

Nei punti di transito vengono istituiti “rastelli (posti di blocco) che fermano quelli che provengono dall’altopiano, prima di passare i pastori sono costretti a tosare e disinfettare le pecore con una soluzione a base di zolfo, incenso, bacche di ginepro e pece.

La paura covava e i “rastellivennero di nuovo istituiti nel 1657, nel 1674, nel 1681. Nel 1713-14 la vigilanza divenne ancora più rigida: nessun “alemanno” doveva scendere nella pianura veneta senza un certificato di sanità. Paradossalmente fu questo il periodo più florido per i frati Girolimini, custodi del santuario del Summano e dell’ospizio di Piovene.

Un'immagine della rievocazione storica di Piovene Rocchette

Un’immagine della rievocazione storica di Piovene Rocchette

Ben 44 comunità ogni anno si spingevano in processione sul Monte Summano a chiedere grazia alla Madonna, la cima era così affollata che in una stessa giornata vi si potevano trovare “da quattro e cinque milla e più persone” (14). La fede era così tenace da non temere il maltempo.

Nell’anno 1667 una confraternita di San Pietro Mussolino (valle del Chiampo ndr) si era avviata in processione verso la cima del Monte Summano come erano solite fare all’epoca molte altre comunità. Arrivati a Schio, i fedeli avevano trovato ad accoglierli un tempo piovoso e freddo. Viste le avverse condizioni climatiche, alcuni avevano pensato di fermarsi a Santorso; altri invece – <più animosi> – avevano voluto comunque proseguire l’ascesa al monte. Sorpresi dalla notte, dal freddo, dal vento e dalla neve, non erano stati capaci di proseguire molto oltre e diciotto di loro, tra uomini e donne, grandi e piccoli, vi avevano trovato la morte.

In seguito a questo grave episodio, i frati del convento di Monte Summano avevano chiesto alla città di Vicenza il permesso di poter costruire, lungo le vie di accesso al santuario, alcuni capitelli capaci di ospitare in caso di bisogno circa 50 persone. (15)

L’esodo dei Girolimini

La crisi della Repubblica di Venezia travolse i custodi del Summano. L’Ordine dei Girolimini venne sciolto, i frati dovettero abbandonare il Summano e Piovene.

falòDomenica 18 maggio 1777 sulla cima del Summano venne fatto un enorme falò dove bruciarono tutte le parti lignee del monastero e della chiesa, la fiamma arse fino a notte fonda. Il lunedì partì una processione che consegnò la statua in pietra della Vergine alla chiesa di Santorso. A Piovene toccò la statua lignea più antica, quella stessa che era stata oggetto del voto del 1631.

Dieci anni restò in paese finché, il 26 luglio 1787, con una processione solenne venne riportata sul Summano, ma nella chiesa dell’Angelo, questa volta. Ed ecco che, nell’ultimo giorno di quell’anno si riunì la convicinìa generale di tutti i capifamiglia, convocati dal decano Isepo Mozzo. Alla presenza del sindaco Antonio Ghirardin si pose in votazione se fissare la processione alla quarta domenica di luglio, una processione che stavolta si sarebbe fermata all’Angelo senza più spingersi alla vetta. Ogni capofamiglia aveva in mano una piccola palla e doveva depositarla o nel “bùsolo verde” o nel “bùsolo rosso“. Vinse il si (bùsolo verde) per 56 a 3.

Perché abbiamo parlato di peste?

Perché la cerimonia si è rinnovata e si celebra ancora oggi, seppure con spirito e finalità diverse: si chiama Rievocazione Storica del Voto alla Madonna del’Angelo 1631-1787

Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

La prima parte dell’articolo si trova QUI


NOTE

(11) Le notizie storiche derivano dal libro di Bruno Maculan Piovene e la peste – Le origini del voto alla Madonna dell’Angelo, Piovene Rocchette 2004. Attraverso l’incrocio di diversa documentazione storica ricostruisce le vicende legate alla peste, ben sapendo che alcune lacune non sono ancora state  colmate. Si rimanda al testo per il dettaglio delle fonti.

(12) G. Mantese, Popolazione e vita religiosa a Piovene nella prima metà del secolo XVI, in Scritti di storia vicentina, II, Vicenza 1982, pp. 208-210

(13) Così nel testo del Castellini Storia della città di Vicenza, XVIII, Vicenza 1822 pp206-207, riportato nel libro di Bruno Maculan sopra citato

(14) Giordano, Monte Summano repurgato, Padova 1652 citato in Bruno Maculan Piovene e la peste – Le origini del voto alla Madonna dell’Angelo, Piovene Rocchette 2004

(15) Notizie riportate dallo storico locale Mozzi, citate, tra l’altro sul retro della mappa dei sentieri del Summano predisposta dal GAM di Piovene Rocchette.


APPENDICE DOCUMENTARIA

Documenti tratti dal libro di Bruno Maculan citato

IL VOTO DEL 13 GIUGNO 1631 

Al nome del Signore Iddio, l’anno della Sua Santissima Natività 1631, indizione 14°, giorno di venere, 13 del mese di zugno, nella chiesa di S. Stefano di Piovene, il giorno di S. Antonio da Padova Quivi ridoti li governatori del Comune di Piovene, cioè m. 46 Matio Barbiero degano, m. Mattio Zamboriero sindicho, m. Crestofaro Lievore, m. Batista Zironda, m. Bortolamio Lievore, m. Biasio Barbiero, m. Gerolamo Boriero, m. Francesco Tessaro in sequestro ma con sua parola, tuti nel numero di governatori del Comune di Piovene, nech non [nec non] Stefano Castello quondam Zampiero, m. Francesco Sartore, m. Batista Mozo, m. Batista Panozzo, m. Francesco Castello, m. Stefano Gregori quondam Gregorio, m. Baldisera Lievore, m. Gasparo Prandi e m. Ansoise Bernardi sequestrati, dalli quali sia [= si ha] parolla, fati tuti del numero di estimatori magior consilgio, insieme con m. Stefano Boriero quondam Francesco, et m. Francesco Lievore et il suddetto m. Stefano Gregori deputati alla sanità, con la presenzia del molto reverendo Monsignor Don Leonardo Mantova arciprete, et me Domenico Bernardi quondam Zuane nodaro infrascritto, tuti qui presenti, che fano per tuta la università di detto suo Comune, non reducendo convicinia generale per causa del contagio – ma ben ha havuto il degano parola dalla magior parte alle loro case, et dove sono stati quali tuti li suddetti concordi, unanimi et uniti – conosendo che tuto quello che viene, così bene come male, tuto viene dala mano del Signore, et esendo al presente questo povero locho ferito di peste con morte di trenta et più persone, hano prochurato et prochurano di richorere al agiuto di Iddio et della Gloriosa Vergine Maria, a S. Stefano et S. Rocho et S. Sebastiano benedeti; hano terminato, concluso et stabilito, tuti a voce promeso al Signore Iddio avanti suddetti, che il giorno che sucedarà la liberazione dalla peste nel locho nostro, di andar procesionalmente per il locho con un S. Rocho, a questo fine et effeto di farlo fare, et esendo tempo al proposito andar poi il giorno susequente alla Gloriosa Vergine Maria di Monte Sumano nostra Advochata, et ivi sopra un altare aponere il suddetto Santo e cantarli una mesa solene pro graziarom razione [= pro gratiarum razione], et così di anno in anno sempre andare procesionalmente in detto locho et far l’isteso, non obligandosi né a mese né a giorno, ma che sia  pro tempore ogni anno dali governatori terminato il giorno et tempo al proposito, con quella elemosina che li parerano in una torcia; di più il giorno di S. Rocho gli 16 agosto, il giorno di santi Fabiano et Sebastiano gli 20 genaro, et li 20 febraro giorno altre volte dedichato per la liberazion dal contagio che fu l’anno 1578, et il giorno che sucederà la liberazione dal presente contagio, celebrarà tuti li reverendi sacerdoti, che oficierà in detta chiesa mese et altri divini oficii al altar di S. Rocho nella nostra chiesa; et dopo il vespero, e come tornerà più al proposito, far in ogni uno di detti giorni una procesione pro graziarom razione [= pro gratiarum ratione], et nel fine cantare il Te Deum laudamus. 

IL VOTO DEL 31 DICEMBRE 1787 

In Christi nomine amen. Dall’anno della Sua Santissima Natività 1787, indizione V, giorno di lunedì, li 31 Xbre [= dicembre] in Piovene, territorio vicentino, nella publica camera di detto loco, presenti li Zuane Gregori Prandi di Antonio e Giacomo Gasparin quondam Antonio, ambi del loco suddetto, testimoni noti e rogati ad hoc ec. Nel qual loco fu convocata la publica e general vicinia da Antonio Ghirardin sindaco, unitamente alli suoi collega governatori, e muniti tutti li capi di famiglia alle proprie case per Isepo Mozzo degan, previo anche il suono della campana more solito e radunati li qui sottoscriti, il suddetto sindaco manda la seguente parte. Stante la divozione, che dimostra ognuno di questo luoco verso l’Immacolata Imagine di Maria Vergine regalataci dalli Reverendi Padri di Monte Sumano in occasione della sua sopressione e partenza de’ medemi da quel luogo, trasportata li 26 dello scorso luglio nella nostra chieseta dell’Angelo esistente sopra il nostro monte di Monte Suman, la qual fu ampliata con le elemosine di questa popolazione per maggior suo decoro. Per continuar verso la stessa sempre più la devozione, acciò ci continui la sua protezione appresso il Signore Iddio, per ottener quelle grazie che ne’ nostri bisogni ci potrano occorrere. Perciò si pensa bene d’ogni anno portarsi procissionalmente la quarta domenica di luglio di cadaun anno alla visita della medema, e colla far celebrar una messa cantà in onor della stessa, coll’offerigli una qualche elemosina in onor della medema e decoro di quella Sacra Imagine, e perciò si dimanda la facoltà di eseguir quanto sopra, e di supplir alla spesa colla nostra entrata, e però chi assente ponga il suo vuoto nel busolo verde, che dice di sì, e chi non assente ponga il suo vuoto nel busolo rosso, che dice di no. Ballotata ottene pro voti n. 56, contra n. 3. 

8 thoughts on “La peste a Piovene

  1. Pingback: Valle dell’Astico: come ci si muove | Accogliamo le Idee

  2. Bellissimo lavoro. Segnalo però che la rievocazione e’ cosa diversa dalla festa del Voto. Nella quarta domenica di luglio l’amministrazione comunale mantiene fede al voto dai tempi lontani mentre la rievocazione è una bellissima ma molto piu’ recente manifestazione che ricorda questi fatti storici con costumi e attori.

    Mi piace

    • È vero. Nel parlare di rievocazione storica ci è sfuggito di ricordare la permanenza del voto.
      Ogni anno, la quarta domenica di luglio, dal centro di Piovene parte una processione che sale lungo la ripida strada che porta alla chiesa dell’Angelo. In testa il Sindaco porta il tradizionale cero, a fianco il parroco, dietro una folla di persone che rinnovano, anno dopo anno, il voto.
      La processione si ferma ai capitelli della via crucis e arriva infine all’Angelo. Qui si aggiungono molte altre persone che non se la sono sentita di fare la salita a piedi e si celebra la messa. Di solito è così affollata che alcuni devono assistere dall’esterno.
      Questa è la permanenza del voto stabilito nella convicinia del 1787.

      La rievocazione storica è festeggiamento laico su basi storiche, promosso dal Comitato che riunisce la Parrocchia, il Comune e ha l’appoggio di Pro Loco e di numerosi cittadini.

      Mi piace

  3. Pingback: Cammini e viandanti | Accogliamo le Idee

  4. Pingback: La rievocazione storica di Piovene Rocchette | Accogliamo le Idee

  5. Pingback: La peste | Accogliamo le Idee

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...