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San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla. (1)

Cadono le stelle?

Quelle tracce luminose (2) che attraversano il cielo in alcune notti non sono stelle che ci cadono addosso. Le stelle sono infinitamente più grandi di un pianeta piccolo come la Terra, se si avvicinassero si inghiottirebbero il pianeta e, prima ancora, lo brucerebbero col loro calore fino a far evaporare gli oceani, distruggere le forme di vita e fondere le rocce, sarebbe un abbraccio sconvolgente e definitivo.

Quelle deboli tracce luminose, sono così deboli che, nel troppo illuminato cielo cittadino, neppure vengono viste, sovrastate dalla luce di lampioni, semafori, tabelloni pubblicitari,…

Non sono fatte della stessa materia delle stelle (gas) ma della stessa materia delle comete e degli asteroidi. Si tratta di piccoli frammenti di roccia dell’ordine di un grano di pepe e del peso di pochi grammi che, vagando per lo spazio, intercettano l’atmosfera terrestre. Eppure, pur essendo così piccoli riescono a produrre una traccia sfavillante che ci appare della stessa luminosità delle stelle. Questo perché entrano in contatto con gli strati superiori dell’atmosfera ad una velocità che va da 40.000 a 270.000 km all’ora e così facendo “bruciano” tutta la materia in poco più di un secondo. In quel secondo percorrono una distanza di 11-75 km poi scompaiono.

Quando si vedono le stelle cadenti?

orbita cometaFermo restando che è possibile osservare meteore in qualunque notte dell’anno, di solito le meteore vengono osservate a date pressoché fisse (3):

  • 3 gennaio
  • 7 maggio
  • 10 agosto (perseidi)
  • 13 dicembre

Il perché è presto detto: gli sciami meteoritici (stelle cadenti) si trovano sempre nello stesso posto e la terra si trova proprio in quel punto della propria orbita sempre alle stesse date.

Quello che la terra  intercetta ogni anno è l’orbita di una cometa e la scia di detriti che la cometa si lascia lungo il percorso. Il 10 agosto di ogni anno la terra passa lungo l’orbita della cometa Swift-Tuttle, che ha un nucleo di circa 10 km. Il suo ultimo passaggio al perielio è avvenuto nel 1992, e il prossimo si realizzerà nel 2126. Le meteore che noi vediamo ora sono particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa.

Le prime osservazioni dello sciame delle Perseidi furono fatte dai Cinesi nel 36 d.C. Nel 1866, a seguito del passaggio al perielio della Swift-Tuttle del 1862, l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli scoprì il legame tra gli sciami meteorici e le comete.

Stelle cadenti e mitologia

caduta_di_fetonte,_1595Per i greci le stelle cadenti dell’estate sono il corpo di Fetonte fulminato da Giove che cade dal carro del sole. Secondo il racconto mitologico Fetonte chiese a suo padre Febo di poter guidare il carro del sole. Non avendo la mano ferma di Febo, i destrieri si imbizzarrirono e deviarono il corso del sole, seminando ondate di calore sulla terra. Fu allora che gli abitanti dell’Africa divennero neri, con la pelle bruciata dal sole, la Terra divenne arida, i raccolti seccarono finche Giove non pose fine al troppo caldo facendo cadere Fetonte dal cielo.

Nella tradizione cristiana le stelle cadenti sono le “lacrime di San Lorenzo”, sottoposto a martirio nel 258 d.C. Nel giorno del martirio ogni anno le sue lacrime apparirebbero in cielo come stelle cadenti.

Nell’antica Persia dedita allo zoroastrismo le stelle cadenti erano sintomo di caos, espressione di forze demoniache che volevano turbare l’ordine dei cieli.

Nella cultura indù una stella cadente è solo un’anima che, esaurito il proprio ciclo in un corpo mortale, torna sulla terra per reincarnarsi (4).

Come osservarle?

Dimenticate binocoli o altri strumenti astronomici, le stelle cadenti si osservano a occhio nudo, troppo improvvisa la loro comparsa e troppo aleatoria la loro esatta posizione per sperare di intercettarle in altri modi.

Prendetevi una coperta o una sedia a sdraio e mettetevi in una zona lontana dalle luci della città. Mettetevi comodi e aspettate. La pupilla ci mette una decina di minuti ad adattarsi al buio, ma poi in pochi secondi si restringe di nuovo per cui evitate di accendere torce o telefonini.

Stesi sull’erba in compagnia o da soli basta aspettare, magari conversando o raccontandosi storie. La sera sarà propizia perché quest’anno non ci sarà la luna e disturbare l’osservazione.

Le meteore di agosto sono dette Perseidi perché sembrano provenire da quella costellazione. L’orario perfetto sarà dopo mezzanotte, ma anche prima si possono osservare. Perseo si trova basso sull’orizzonte a nord est (cercate di non avere monti o altri ostacoli in quella direzione). Lo potete individuare cercando prima Cassiopea una caratteristica costellazione a forma di W facilmente riconoscibile in prossimità del nord celeste.Perseo costellazione

Il cielo di Agosto

Alzate la testa proprio in verticale, lì in alto potete riconoscere il grande triangolo estivo: 3 stelle molto luminose:

  • Vega costellazione della Lira
  • Deneb costellazione del Cigno
  • Altair costellazione dell’Aquila

triangolo estivo

Appena fa buio a sud ovest è possibile osservare Saturno, ma con il passare della notte diverrà sempre più basso fino al tramonto che accadrà verso mezzanotte.

Facile da osservare Arturo, una stella gigante arancione che verso le 22 si troverà a ovest.

Facili da riconoscere anche le costellazioni circumpolari: Orsa Maggiore e Cassiopea dalla caratteristica forma a W. Più difficile perché meno luminosa l’individuazione dell’Orsa Minore, ma la stella polare all’estremità della stanga del carretto può essere vista da tutti.

Fotografare le stelle cadenti

piccolo carro

Dimenticate i telefonini e le macchine compatte, per fotografare le stelle cadenti occorre una macchina fotografica che abbia la possibilità di scattare in manuale, scegliendo tempi diaframmi e sensibilità. Serve anche un treppiede. Il flash è ovviamente inutile, non c’è nulla che possa essere illuminato.

Posizionata la macchina sul cavalletto si scelga una sensibilità che può variare da 800 a 3200 ISO. La foto va scattata con l’uso di un cavetto o di un apposito accessorio per lo scatto remoto. Non l’avete? Fa nulla, basta usare l’autoscatto, l’importante è non toccare la macchina durante lo scatto che durerà da 5 a 30 secondi a seconda delle vostre scelte. Più lungo è il tempo più le stelle tenderanno a lasciare una piccola scia che è il risultato della rotazione terrestre.

E’ necessario fare delle prove sul campo e scegliere il diaframma e il tempo, se vi basate sulle indicazioni dell’esposimetro interno, ricordate di sottoesporre di circa 2 stop altrimenti il cielo diventerà inevitabilmente troppo chiaro. Ricordate anche di fotografare in RAW e non in JPG, sarà più semplice correggere poi le inevitabili imperfezioni.

Includete nello scatto una parte dell’orizzonte, il profilo frastagliato delle montagne o la chioma di un albero darà un’inquadratura più suggestiva. Circa la possibilità di riprendere una stella cadente è pura questione di fortuna. Occorre scattare con tempo lungo e sperare che una piccola luminosa scia appaia prima che lo scatto finisca. Potreste essere fortunati, ma non prendetevela se non succede, catturare una stella cadente senza un inseguitore è decisamente poco probabile.

Osservazione Guidata

Se non volete impegnarvi troppo e preferite un’osservazione guidata al cielo d’agosto avete l’opportunità di un’uscita con accompagnatore esperto.

Basta comunicare la propria adesione alla biblioteca di Valli del Pasubio (tel 0445-630495) entro il 7 agosto. L’appuntamento è per il giorno

lunedì 10 agosto ore 19,30 a Pian delle Fugazze

Da lì è prevista un’escursione a piedi verso il rifugio Campogrosso.

E’ opportuno portare una coperta e abbigliamento idoneo per il freddo. L’osservazione verrà coordinata da Gianluca di Luccio, presidente del Gruppo Astrofili di Piovene Rocchette.

Volantino Valli


Articolo scritto con la collaborazione con il Gruppo Astrofili di Piovene Rocchette


NOTE

(1) Giovanni Pascoli, X agosto

(2) Quelle che chiamiamo poeticamente “stelle cadenti” sono definite meteore dagli astronomi. Se sono molto luminose, si chiamano bolidi, se infine, invece di bruciarsi completamente nell’atmosfera, cade a terra un corpo solido questo si chiama meteorite.

(3) Per la verità le date variano di qualche giorno da un anno all’altro, infatti il nostro computo dell’anno prevede un anno bisestile ogni 4, ogni anno l’appuntamento si sposta. Ad esempio, nel 2015 il giorno in cui è più probabile vedere sciami meteoritici cade il 12 e non il 10 agosto. Non così l’anno prossimo quando il 29 febbraio rimetterà a posto la data. Altri sciami minori sono osservabili d’estate. Potrete trovare indicazioni e bellissime fotografia anche qui: http://www.wired.it/scienza/spazio/2015/07/28/stelle-cadenti-meteore-estate-2015/

(4) Una raccolta di miti sulle stelle cadenti si può trovare qui  http://anticamadre.altervista.org/blog/10-agosto-la-notte-delle-stelle-cadenti-le-leggende-del-cielo-stellato/

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