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Sentiero 461

E’ un sentiero molto panoramico che, da Piovene Rocchette, conduce in cima al monte Summano, dove c’è la baita del GAM di Piovene Rocchette.

Una variante interessante è quella che parte da Meda e sale diritta verso la cima.

Sentiero GAM 461

Carro stravolto

Se partite a piedi dal centro di Piovene sappiate che la strada dell’Angelo, pur asfaltata, è impegnativa, sale con pendenza elevata con una fitta successione di tornanti e tra l’uno e l’altro il dislivello è di una decina di metri. Appena finiscono questi tornanti la strada diminuisce la pendenza, vi è un’ampia curva e a destra vi è l’imbocco del sentiero. La località si chiama Carro stravolto (1).

E’ il punto di partenza del sentiero 461. Ora la strada è sterrata e dopo un’iniziale salita si svolge parte nel bosco parte tra prati. Si costeggia la valle dell’Oca, si supera valle del Brantegnan, procedendo lungo un percorso che ci porta da est verso il versante nord del Summano. In questo tratto vi sono infinite deviazioni che possono condurre a località panoramiche o a ripari in grotta e fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale.

Spia del Vento

Vi accorgete di esservi arrivati perché, di solito, qui venite investiti da una folata d’aria. Da questo costone si vede

Spia del vento

Panorama da località “Spia del vento”. In primo piano la rocca di Meda

la parte bassa della Valle dell’Astico, il Monte Cengio è lì di fronte il monte Cimone, in basso la biforcazione tra il torrente Posina e l’Astico con Arsiero in mezzo. In primo piano la rocca di Meda, uno spuntone isolato sede di un eremo e fortificato durante la prima guerra mondiale.

Da qui si può osservare la linea del fronte quale si era configurata dopo la Straffexpedition nel 1916. L’offensiva austriaca dilagò lungo le Valli del Posina e dell’Astico e in 13 giorni gli austriaci raggiunsero Arsiero. Alla fine dell’offensiva la linea del fronte passava per Priaforà e per l’abitato di Seghe di Velo, Arsiero era in mano all’esercito austriaco e così Asiago, il Monte Cengio e le valli dell’Astico e del Posina.

Solo un’eccezionale resistenza opposta dalle truppe italiane (in particolare sul monte Novegno) impedì all’esercito austriaco di dilagare in pianura.

Continuando la strada si raggiunge val della Nogara e la strada che sale da Meda. Su strada e poi su sentiero si raggiunge la zona fortificata: Costa La Rancina.

99 anni fa

Costa La Rancina è un punto di osservazione formidabile.Il sentiero fu costruito nel 1916 durante la Straffexpedition – ci raccontano gli amici del GAM – poi fu esteso, consolidato e rafforzate le fortificazioni come linea di resistenza contro futuri attacchi austriaci.

Si sviluppa in altezza su un crinale del monte Summano. Il panorama sulla Valle dell’Astico qui è molto chiaro. Si intravvede in alto il sentiero delle Creste (da Colletto di Velo al Summano) l’imbocco della Val Posina, Arsiero, l’imbocco della Valle dell’Astico. Il paesaggio è magnifico e stride con la storia terribile di questi posti.

Leggiamo i bollettini di guerra del 1916

  • “Tra Posina ed Astico la battaglia si va sviluppando: il nemico addensa le forze specialmente nella Valle dell’Astico (a nord di Arsiero – Ndr). Nella mattinata di ieri fu respinto un attacco nella zona di Campiglia. Più ad est l’intenso concentramento di fuoco delle artiglierie avversarie, obbligò le nostre truppe a sgombrare la posizione di Monte Pria Forà. Un accanito contrattacco ci ridava il possesso delle contrastate posizioni. Tuttavia per il violento fuoco delle artiglierie nemiche, le nostre truppe ripiegarono leggermente sulle pendici meridionali del monte ” (bollettino del 31 maggio).
  • “Nel pomeriggio una colonna nemica, passato il torrente Posina, attaccava in direzione di Monte Spino: fu arrestata sulle estreme pendici settentrionali del monte, altra colonna avanzante verso Sant’ Ubaldo, a sud-est di Arsiero, fu battuta e respinta in disordine oltre il Posina” (bollettino del 1° giugno).
  • “All’ala destra forti colonne dell’avversario pronunciarono nel pomeriggio un violento attacco contro il fronte Seghe-Schiri, ma dopo ostinate azioni furono completamente ricacciate” (bollettino del 2 giugno).
  • “Lungo la linea del torrente Posina, bombardamento da entrambe le parti, indi le fanterie nemiche pronunciarono violenti attacchi in direzione del Colle di Posina, fra Monte Spina e Monte Cogolo, contro la sella fra Monte Giove e Monte Brazome sul fronte Seghe-Schiri; furono dappertutto respinte dopo aver sopportato gravissime perdite” (bollettino del 3 giugno).
  •  “Lungo il fronte Posina-Astico la sera del 2 giugno fanterie nemiche che tentavano irrompere in direzione di Onaro, a sud-est di Arsiero, furono contrattaccate e respinte. Nella giornata di ieri vivo duello delle artiglierie. Nel pomeriggio ingenti masse nemiche lanciate all’attacco delle nostre posizioni fra il Colle di Xomo e Colle Posina furono ricacciate con gravissime perdite” (bollettino del 4 giugno).
  • “….la notte del 5 giugno, imperversando la bufera, l’avversario lanciò ancora ingenti masse di fanterie, sostenute da violento fuoco di batterie d’ogni calibro, contro le nostre posizioni fra Monte Giove e Monte Brazome” (bollettino del 6 giugno).Italian_Front_1915-1917

Boca del Lovo

Boca del Lovo (2) è una sella a quota 800. Era un a postazione per mitragliatrici in posizione strategica, ora il posto offre un panorama invidiabile. Tutte le fortificazioni qui attorno sono state recentemente sistemate, pulite dai volontari del GAM di Piovene Rocchette.

Boca del Lovo

Vista da quota 800. Velo d’Astico in primo piano poi Arsiero e la costa di Tonezza. Sullo sfondo i rilievi dei monti Maggio e Majo

Tutto questo spigolo del monte è un posto d’osservazione formidabile. Ora il sentiero sale a zig zag unendo camminamenti, posti d’osservazione e di tiro; la visuale verso nord rimane chiarissima

Costa La Rancina

Una deviazione

A quota 1150 si incontra la deviazione per il sentiero 460 di cui abbiamo già parlato qui https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/04/25/sentieri-del-summano/. Chi preferisce può tornare al piano per questa strada.

Il nostro sentiero sale ancora con stretti tornanti nel bosco, ma ogni tanto offre scorci impagabili verso la valle o le montagne vicine.

Le

Le “creste del Summano” viste dal sentiero 461

Ancora uno sforzo e siete arrivati alla Baita gestita dal GAM di Piovene Rocchette, solitamente aperta. Siete a quota 1202. Da qui potete scendere al Santuario, o salire sulla cima del monte e decidere per quale strada scendere.


NOTE

(1) Il nome CARRO STRAVOLTO accenna ad antichi avvenimenti, quando pressoché tutte le famiglie di Piovene avevano una “isola” che è una specie di carretto lungo e basso che si poteva trainare anche a mano. L‘isola era ottima per la raccolta di legna, fascine, foglie per lettiera e prodotti del bosco. Se volete farvi un’idea, eccone uno parcheggiato proprio nel mezzo dell’antica via Maggiore (vedi il nostro articolo dell’anno scorso: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/09/27/via-maggiore/)isola

(2) Lovo = lupo. Fotografie d’epoca di questa zona si trovano sul sito del Gruppo Alpini di Piovene Rocchette http://www.gruppoalpinipiovenerocchette.it/immagini.php


LA GRANDE GUERRA E LA STRAFFEXPEDITION

Si chiama Straffexpedition o Battaglia degli Altipiani la grande offensiva scatenata dall’esercito austriaco nel 1916 che mirava a sfondare la linea italiana sui monti del vicentino. Se l’offensiva fosse riuscita l’esercito austriaco avrebbe dilagato in pianura spostando la guerra dalle impervie montagne alle fertili pianure, avrebbe minacciato Vicenza Padova e in definitiva, se fosse riuscita avrebbe tagliato il Friuli.

Verso la fine dell’inverno del 1915, dopo la sconfitta dell’esercito serbo, il Comando Supremo austro-ungarico concentrò nel Trentino meridionale un intero gruppo d’esercito, in preparazione di un’offensiva. Base di partenza di questa offensiva di primavera del 1916, conosciuta comunemente come “Strafexpedition“, era l’altopiano di Folgaria, dove le truppe potevano essere ammassate senza rischi nelle immediate retrovie del fronte, protetto dai forti corazzati.

Straffexpedition

L’attacco delle fanterie nemiche partì alle ore undici del 15 maggio 1916, che si diresse verso Malga Pioverna e Costa d’Agra. Nel settore occidentale, il giorno seguente (16 maggio) le truppe austro-ungariche occuparono il Passo della Borcola. Il 17 conquistarono il Monte Maggio e il giorno dopo anche il Coston d’Arsiero. L’attacco è incalzante.

Alle due del pomeriggio del 18 maggio la popolazione civile delle vallate e dell’altopiano di Tonezza ricevette l’ordine di abbandonare entro due ore le proprie case e di trasferirsi nella pianura.

Il 20 maggio reparti austro-ungarici raggiunsero il ciglio nord dell’altopiano di Tonezza, la 9ª divisione italiana si ritirò scendendo ad Arsiero.

Il 21 maggio le truppe austriache penetrarono nell’abitato di Tonezza, che trovarono deserto.

Il 28 maggio, truppe austriache occuparono il paese di Arsiero e tentarono di attraversare il torrente Posina per dirigersi su Sant’Ubaldo.

Risalendo la dorsale, il giorno 30 maggio raggiunsero la vetta del Priaforà.

Il 2 giugno, le truppe nemiche del 3º corpo d’armata attaccarono il Monte Cengio e riuscirono ad espugnarlo nella tarda serata del giorno 4.

L’11 giugno attaccarono sul Monte Novegno in direzione del Monte Giove, ma non riuscirono ad infrangere la tenace resistenza delle truppe italiane e perciò la sera del 13 furono costrette a desistere. L’insuccesso segnò la fine dell’offensiva nemica.

Controffensiva italiana

Per altre due settimane, le truppe austro-ungariche mantennero le posizioni conquistate, che dal ciglio settentrionale del gruppo del Novegno attraversavano il versante sud del Priaforà, scendevano a Sant’Ubaldo, La Montanina, Campigoli e Schiri, per poi risalire sul Monte Cengio e costeggiarne il ciglio superiore, proseguendo in direzione nord lungo il versante destro della Val Canaglia. Nella notte tra il 24 e il 25 giugno abbandonarono indisturbate le proprie linee. 

La nuova linea austro-ungarica, detta “Winterstellung” (linea invernale) scendeva dalle difese del Pasubio lungo la Costa della Borcola, attraversava l’alta Val Posina per risalire alla Cima del Coston e seguire tutta la dorsale fino al Monte Majo, per poi scendere ad ovest dell’abitato di Laghi, tornava a risalire sul Cimone dei Laghi, proseguiva per Stalle Campiello fino al Monte Seluggio, attraversava l’alta Val di Riofreddo, raggiungeva il ciglio occidentale dell’altopiano di Tonezza, che costeggiava in direzione sud fino alla sua estremità meridionale, formata dal Monte Cimone, per poi continuare per un lungo tratto in direzione nord lungo il ciglio opposto fino a Coste del Vento, dove scendeva in Val d’Astico lungo il caposaldo “Tiger”, attraversava il torrente a sud di Forni e risaliva il versante opposto, dove si trovava il caposaldo “Gibraltar” che dominava dall’alto la vallata, costeggiando poi il ciglio settentrionale della Val d’Assa.

Il 25 giugno le truppe italiane avanzarono senza incontrare resistenza e rioccuparono il paese di Arsiero, per poi salire sul Monte Cavioio e giungere il giorno dopo fino alla base delle pareti del Cimone.

Le perdite di entrambi gli eserciti durante questa breve e intensissima offensiva ammontarono a circa 230.000 uomini.

Dall’autunno del 1916, entrambi i contendenti impiegarono le proprie truppe per rafforzare ulteriormente le loro sistemazioni difensive, scavando numerose postazioni in caverna e ricoveri sotterranei per i soldati. In quel periodo, il Genio militare italiano realizzò una seconda linea, di massima resistenza, completata nella primavera del 1917, che scendeva dal Pasubio, seguiva le creste che delimitavano il versante destro della Val Posina e raggiungeva il Monte Summano, dal quale scendeva a valle lungo Costa La Rancina, attraversando in direzione nord-est il torrente Astico in corrispondenza del Castello di Meda, trasformato in un robusto caposaldo con numerose postazioni in caverna per artiglierie, e percorrendo le campagne di Cogollo per poi risalire sul Monte Cengio lungo una cresta fortificata che dominava lo sbocco della Val d’Astico nella conca di Arsiero. Dopo una visita compiuta in zona dal generale Cadorna il 9 aprile 1917, questa linea di massima fu modificata e fatta scendere dal Priaforà fino ai piedi del Monte Aralta, dove attraversava il torrente Posina in corrispondenza della Montagnola, per poi risalire a Cima Vangelista e collegarsi alle trincee del Monte Cavioio, protetto dal caposaldo avanzato di Quota Neutra.

Vedi anche http://www2.regione.veneto.it/cultura/grande-guerra/include%5Crelazioni%5Crelazioneasticoposina.pdf

Per un elenco dei beni censiti dalla Regione Veneto e riguardanti la Grande Guerra vedi la classificazione reperibile qui: http://www2.regione.veneto.it/cultura/grande-guerra/lista.asp?page=4&db=BEasticoposina&dbfs=FBEasticoposina

One thought on “Sentieri del Summano: Costa La Rancina

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