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L’età della motorizzazione di massa

autoveloceCon lo sviluppo della motorizzazione di massa, diciamolo, l’idea di recarsi a piedi lungo i cammini medievali si era un po’ appannata. Più facile salire su un’auto e fare tutte le tappe in pochi giorni, il tempo di scattare qualche foto, prendere qualche souvenir e tornare trionfanti a casa o farsi una settimana al mare. La maggioranza poi preferiva solo il mare.

Poi le cose sono cambiate. Non sappiamo come, ma il rinunciare almeno temporaneamente alle comodità dell’auto e tornare camminare o pedalare, ha cominciato ad attrarre sempre più persone. Per qualcuno prendersi una vacanza significa staccare dalla vita quotidiana, fare itinerari nuovi, trovare il tempo per stare con gli altri e con sé stessi. Significa intraprendere un cammino, sapendo che si dovrà fare il conto con cose dalle quali la maggior parte delle persone cerca di fuggire come la fatica, la sete, il sudore, il dolore.

conchiglia

Guardiamo il grafico sottostante che si riferisce al numero di persone che hanno affrontato il Cammino di Santiago negli ultimi decenni (1).

Pellegrini sulla via di Santiago 1970-2013

Indubbio il potere moltiplicativo dell’anno santo, ma per tutti gli anni 70 e 80 la sua influenza è stata minima. Il vero significato di questo grafico è che il cammino “lento”, a piedi o in bicicletta, è tornato ad essere praticato dalle persone, da sempre più persone con una tendenza che non ha smesso di crescere.

Si è passati dalle 13 persone del 1978 alle 272.135 del 2010, un successo insperato. Probabilmente un aumento analogo lo si è avuto anche su altri itinerari, dove però è molto più difficile contare la gente.

Una mobilità alternativa

Sono tornati di moda i percorsi lenti.

Ciclisti a Mardefaia

Un indizio indiretto si ha dalla vendita di biciclette. In questo settore l’Italia è uno dei maggiori esportatori e nel 2014 le bici vendute ammontano a 1,65 milioni di pezzi con un aumento del 6,6% sull’anno precedente (2). Tra i produttori di bici e componenti per bici il Veneto svetta, in regione viene prodotto il 30% delle bici fabbricate in Italia (3).

La bici  non viene usata solo per andare al lavoro, ma numerosi segnali mostrano che è aumentato il numero di persone che si muove a piedi o in bici su itinerari lunghi uno o più giorni. Ne sono un sintomo

  • la nascita di aziende che promuovono itinerari in bici
  • il moltiplicarsi di forme di accoglienza bike friendly
  • l’aumento di promozioni turistiche legate al turismo “lento”

Viaggio e letteratura

libroFin dall’inizio il viaggiare si è legato al racconto del viaggio. Non serve risalire fino all’Odissea che è un unico racconto di viaggio, già nel medioevo il connubio tra viaggio e letteratura diventa sempre più intimo e la metafora del movimento conquista l’immaginario degli autori dei cicli bretoni.

Esiste perfino una parola antica per designare il viaggio e il racconto di viaggio: ODEPORICO (4).

Non è un caso se il Cammino di Santiago, quando ormai sembrava dimenticato, abbia avuto un tributo dal regista, anarchico e ateo, Luis Buñuel che vi ha dedicato un intero film LA VIA LATTEA (5).

Cammini veneti

CAMMINI VENETI_logo

Il Veneto è una delle regioni con maggiore variabilità di paesaggi in Europa, si passa dalle Dolomiti bellunesi alla laguna di Venezia e Grado, in mezzo ci sono valli strette, la dolce pedemontana veneta, la centuriazione romana, città turrite e fiumi contornati da salici.

Una cammino attraverso il Veneto avrebbe da offrire un’esperienza molto varia a un viandante. E’ mai venuta in mente a nessuno? Per la verità ad Andrea Cevese l’idea frullava in testa da anni; indipendentemente, era venuta anche a Remo Longin. Ma doveva essere un’idea che girava per l’aria se subito ha coinvolto un gruppo di persone che si sono impegnati a “progettare” una serie di percorsi attraverso il Veneto, meglio citarli tutti:

Andrea Cevese (6), Paola Franco, Vladimiro Riva, Remo Longin, Chiara Faresin, Cecilia Calgaro, Rosanna Cerato, Diego Capitanio, Erik Umberto Pretto, Maurizio Dal Ferro e Giorgio Marchetto.

Così è nata l’associazione Cammini Veneti.

L’associazione intende riproporre, per il Veneto, itinerari in grado di promuovere i percorsi lenti e il territorio.

Percorrendo il Cammino di Santiago in Spagna, la Via Podiensis in Francia, la Via Francigena e il Cammino di Anaunia in Italia, mi son convinto che la stessa sensazione di meraviglia e armonia possa essere vissuta anche nella nostra terra, sebbene molto antropizzata, a condizione di poter camminare in sicurezza per più giorni.

Nel Veneto di campagna e di collina mancano ancora dei cammini lunghi e ben tracciati, mentre la montagna ne è infinitamente più ricca. Creare cammini lunghi in Veneto, scoprire vie verdi che toccano paesi secondari non sfigurati dall’industrializzazione selvaggia, dedicando questi percorsi a persone che si sono distinte nella valorizzazione e/o nella tutela del nostro paesaggio, è, in fondo, un’idea semplice. (http://www.camminiveneti.it/it/cammini-veneti/l-idea-di-fondo)

Fin da subito viene individuato, nel legame tra letteratura e viaggio, l’asse portante dei percorsi.

Il primo Cammino Veneto è così dedicato ad Antonio Fogazzaro e a suo pronipote, il marchese Giuseppe Roi e diventa il

CAMMINO FOGAZZARO ROI

Già la letteratura di Fogazzaro inglobava il paesaggio, non come semplice sfondo delle vicende narrate.  Ecco come, in Daniele Cortis, viene descritta Villa Cortis (Velo) a Velo ‘Astico

“S’avviò al cancello dei giardini e si perdette nelle ombre del bosco. Si perdette nel mistero delle ombre che posano in giro al cancello il loro silenzioso invito, e che si chiudono a pochi passi, dense, sulla via che gira e scompare, sui sentieri che accennano e dileguano. Vi sono là dentro colli e valloni perpetuamente ombrosi, laghi e prati cinti d’ombra, voci di fontane invisibili. Le vette degli alti alberi in giro al cancello annunciano ondulando, mormorando al vento, questo poema dell’ombra e della vita, ne promettono le oscure magnificenze”. (http://tinyurl.com/q8bj29e)

Ed ecco un brano di Piccolo Mondo antico che descrive Vena di Fonte Alta a Tonezza del Cimone

“Un velo era sceso sullo smeraldo dei prati, le ombre degli alberi si erano sciolte nel chiaror diffuso del sole nascosto, il nebbione fumato su dalle valli, si riversava lento per gli alti grembi di Vena, per le vette delle selve, affiochiva nei pascoli i suoni sparsi dei campani, fasciava le pendici nereggianti di Picco Astòre. A Jeanne pareva che un bianco mantello umido venisse avvolgendo silenziosamente lei e Piero, sul prato soffice, dentro le sue lane flosce, venisse dividendoli pian piano dal mondo delle cure umane, dal passato, dall’avvenire, spirando loro il dolce senso di essere anime d’un altro pianeta”. (http://tinyurl.com/nf36w37)

CFR segnaviaA partire dalla letteratura si sceglie il cammino. Da buoni camminatori, i soci fondatori attraversano il territorio che va da Montegalda a Velo d’Astico a Tonezza. Si portano mappe, scelgono alternative, propongono deviazioni, cercano sui libri.

Nel 2013 vengono posati i primi segnavia, quello strano simbolo che d’improvviso è spuntato per le strade di Marano V., Santorso, Piovene Rocchette, ecc.

Poi l’idea è stata finanziata dalla Regione Veneto, ha ottenuto l’appoggio di Vicenzaé e ha trovato sinergie nelle attività commerciali e ricettive.

Così, un po’ alla volta il primo dei Cammini Veneti è diventato realtà.

L’itinerario

Va da Montegalda a Tonezza del Cimone.

CFR mappa

segnavia-metallici CFRI comuni attraversati sono:

  • Montegalda,
  • Longare
  • Vicenza
  • Caldogno
  • Dueville
  • Villaverla
  • Malo
  • Marano Vicentino
  • Schio
  • Santorso
  • Piovene Rocchette
  • Cogollo del Cengio
  • Velo d’Astico
  • Arsiero
  • Valdastico
  • Tonezza del Cimone

L’itinerario è percorribile a piedi in 4 tappe. Basta seguire i segnavia

E’ possibile farsi dare la credenziale e, passando dai punti di timbratura, riempire il tesserino di tutte le tappe.credenziale-fronte

Dove si può timbrare? L’elenco è qui http://www.camminiveneti.it/it/la-credenziale

Ville e monumenti lungo il Cammino

Si passa da

  1. Villa Fogazzaro-Roi-Colbachini
  2. Villa Capra (la Rotonda del Palladio)
  3. Santuario di Monte Berico
  4. Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati e un’infinità di monumenti entro la città di Vicenza
  5. Villa Valmarana Ciscato a Seghe di Velo d’Astico
  6. Villa Velo e La Montanina a Velo d’Astico
  7. I luoghi fogazzariani di Tonezza del Cimone

E tra Vicenza e Velo d’Astico possibile che non ci sia nulla? Lungo tutto l’itinerario oltre al bel paesaggio veneto (ove non sia stato coperto da zone industriali), c’è un patrimonio storico artistico noto solo ai locali e che attende di essere messo in rete e diffuso.

Si tratta di una forma di arte capillarmente presente, che passa dai manufatti maggiori (ville, palazzi, monumenti, …) ai manufatti cosiddetti minori (fontane, capitelli, affreschi, ecc.). Un patrimonio godibilissimo che ci pone in relazione con il nostro passato, con la nostra storia.

Il Cammino a Piovene Rocchette

E’ stata appena pubblicata una guida storico artistica di Piovene Rocchette che illustra tutto quanto si può scoprire lungo il Cammino.

Ne parleremo la prossima volta

Vedi anche https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/11/07/cammini-e-viandanti/


NOTE

(1) http://www.camminando.eu/wordpress/dati-statistici-pellegrini-giunti-a-compostela-dal-1970-a-oggi/

(2) http://www.repubblica.it/economia/2015/05/20/news/biciclette_vendite_2014_eicma-114816414/?refresh_ce http://www.tgcom24.mediaset.it/green/articoli/1096686/boom-di-vendite-la-bici-sorpassa-l-auto.shtml

(3) http://www.sportindustry.com/site/Home/SportFitness/Sporteturismo/articolo1008005.html

(4) A proposito di viaggi e racconti di viaggi, consigliamo la visita di questo sito http://www.viaggioadriatico.it/ViaggiADR oltre a itinerari, vi troverete una ricchissima biblioteca digitale sui racconti di viaggio dal XV secondo in poi, libri scaricabili gratuitamente, antiche mappe, ecc.

(5) Il film LA VIA LATTEA si può vedere qui https://youtu.be/V8oF6RuLfYM

(6) Andrea Cevese porta un cognome importante, suo padre, Renato Cevese è storico dell’arte tra i più rinomati del dopoguerra. Il suo libro Ville della provincia di Vicenza (Rusconi 1971), con il suo censimento delle innumerevoli ville, costruisce nell’opinione pubblica la consapevolezza della presenza di un imponente patrimonio artistico. Orientato alla tutela dei beni architettonici, contribuisce alla nascita del CISA, Centro internazionale studi di architettura Andrea Palladio, prestigiosissimo ente di valenza internazionale. Vedi, tra gli altri http://tinyurl.com/q4znzkc

4 thoughts on “Cammini veneti

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