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350.000 birre = 1.150 alberi

Questa strana equazione è comparsa sui giornali nazionali alla fine di EXPO 2015 quando è stato il momento di smantellare i padiglioni (http://www.ilgiorno.it/milano/expo-2015/alberi-birra-1.1513146).

birre=alberi.JPG

Come è nata questa equazione? La ditta di birra Carlsberg ha chiesto agli esperti di quantificare la quantità di CO2 prodotta per spillare le birre vendute in 6 mesi di esposizione. Esiste una formula certificata EPD (Environmental Product Declaration) secondo la quale 3 fusti  = 1 albero. Così, sulla base delle 350.000 birre spillate nell’arco dei 6 mesi di Expo 2015  (l’equivalente di -25.000 kg di CO2), 1.150 alberi prenderanno dimora in Lombardia.

Alberi come moneta di scambio

Il fatto è che sempre più gli alberi diventano moneta di scambio. Premesso che è sempre più opportuno limitare le emissioni di CO2, a livello internazionale è accettata l’idea di compensare le emissioni con la piantumazione di alberi che, com’è noto, assorbono CO2 e liberano ossigeno.

Esiste anche un mercato di certificati verdi nati con il Protocollo di Kyoto.

Si tratta di certificati che corrispondono ad una certa quantità di emissioni di CO2: se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas naturale, carbone ecc.) perché “da fonti rinnovabili”, il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere (a prezzi di mercato) a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili, ma non lo fanno o non possono farlo autonomamente. (https://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_verde)

La piantumazione di alberi riduce il debito di CO2. Prima della Carlsberg, la Città del Vaticano nel 2007 aveva annunciato di aver ricevuto “una foresta in Ungheria in dono: grazie ai 125mila alberi diventava il paese ad emissione zero” (1) e la città di Bari nel 2015 annunciava che avrebbe compensato i maggiori consumi di energia per le feste di  Natale con la piantumazione di 53 alberi (2).

Alberi come arredo urbano

Gli alberi sono molto apprezzati, non solo come elemento insostituibile per la realizzazione di aree a parco o zone gioco. Gli alberi di Piazzale della Vittoria di Piovene Rocchette rendono una la piazza e molto gradito il mercato settimanale.

In presenza di parcheggi sono insostituibili. Ora è inverno ma ricordiamo bene come, d’estate, i posti più pregiati sono quelli ombreggiati, gli automobilisti fanno calcoli complicati per capire come gira l’ombra e scegliere il posto dove l’auto rimarrà al fresco più a lungo.

Gli alberi di piazza degli Alpini

D’improvviso sono scomparsi gli alberi che affiancavano la scuola media di Piovene Rocchette

Alberi 1.jpg

Piazza degli Alpini prima

Alberi 2

Piazza degli Alpini dopo

Sono stati improvvisamente tagliati 9 pini domestici allineati lungo un fronte di oltre 50 m. Erano lì da alcuni decenni (probabilmente 40 anni) ed erano diventati alberi di una certa importanza,  avevano un diametro di circa 55-65 cm alla base, con una circonferenza superiore ad un metro e mezzo.

Il taglio non è piaciuto ai piovenesi che hanno ampiamente criticato la scelta anche perché l’effetto di schermatura funzionava e l’ombra era gradita.

Vedi il confronto tra una nostra foto dell’anno scorso e una di oggi

IMAG0768

2014

scuola media.jpg

2015

Gli echi del mancato gradimento di questo taglio si sono avuti in Consiglio Comunale dove i consiglieri di minoranza hanno manifestato il proprio disappunto.

 

GdV.jpg

La polemica è arrivata anche sul Giornale di Vicenza del 20 novembre http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/schio/piovene-rocchette/pini-tagliati-br-scatta-la-br-protesta-in-paese-1.4455627

Perché?

La responsabilità del taglio è stata assunta dal Sindaco: quegli alberi sarebbero stati tagliati per più motivi:

  1. nascondevano la visuale di due videocamere posizionate per motivi di sicurezza
  2. gli aghi di pino avevano riempito i pozzetti di raccolta delle acque e questo aveva fatto andare sotto acqua l’archivio comunale
  3. le radici stavano mettendo in pericolo il muro di sostegno

1. La sicurezza

Pino domesticoEffettivamente vi sono due videocamere che controllano l’ingresso dell’auditorio e il retro della scuola. La scuola da poco ridipinta è stata deturpata da graffiti e, quando si sono visionati i filmati, ci si è accorti che: – una videocamera ha risoluzione troppo limitata, – l’altra videocamera ha la visuale parzialmente nascosta dalla chioma di un albero.

La soluzione poteva essere trovata comprando una telecamera con migliore definizione e spostando la videocamera con la visuale oscurata, si poteva aggiungere una telecamera per ampliare l’area controllata, si poteva anche tagliare l’albero incriminato. Perché tagliare tutti gli altri alberi che non interferivano con il controllo?

2. Gli aghi di pino

Gli alberi hanno il fastidioso difetto di perdere le foglie. Quando in novembre i tigli di viale Matteotti hanno perso le foglie quasi d’un colpo grandi e soffici materassi ingombravano strada e marciapiedi, auto e pedoni vi passavano attraverso sollevando un fruscio di grossi coriandoli color marrone.

In confronto gli aghi di pino sono meno ingombranti si possono dimenticare sul marciapiede per un tempo più lungo. Inoltre non marciscono mai per cui si accumulano fino a rendere inefficiente lo scolo delle acque. Il problema si risolve: pulendo i pozzetti.

3. Radici invadenti

L’apparato radicale di un albero svolge un triplice ruolo: sostegno, nutrizione e riserva. L’apparato radicale tende ad esplorare il maggior volume possibile di terreno (3).

La funzione di sostegno viene svolta dalle radici più grosse che hanno una struttura molto estesa e ancorano l’albero al terreno. L’apparato radicale ha un andamento preferibilmente orizzontale. Nei primi 30-35 cm di terreno è compreso il 90% dell’apparato ipogeo poiché in questo strato vi è la maggior disponibilità di ossigeno, indispensabile per la respirazione cellulare, e di acqua.

Il problema del pino domestico

I pini domestici, amati un tempo al punto di essere utilizzati in tutti i climi d’Italia, di solito interferiscono con le pavimentazioni circostanti, hanno radici superficiali che sollevano l’asfalto, spezzano le pavimentazioni rendono pericoloso il transito.

A Piovene Rocchette siamo fortunati,  i Pini domestici di Piazzale Alpini non hanno ma dato nessun problema. Le radici devono aver trovato un terreno molto aerato le radici evidentemente respirano abbastanza da non dover cercare di salire in superficie.

pino domestico.jpgQuanto profonde sono le radici? Dipende dall’albero e dal terreno.

Le radici posso compromettere la stabilità di un muro di sostegno?

SI, però solo quando i muri vanno ad interferire con lo sviluppo delle radici.

Nel nostro caso il muro di sostegno è a una certa distanza dal filare, vedi il disegno allegato (4).

Andiamo a vedere se il muro di sostegno presenta lesioni.

muro 1.jpg

Il muro a valle delle radici, il paramento sembra rovinato, si vedono numerose colature, ma nessuna lesione

muro 3.jpg

La superficie appare alterata, anche qui appaiono numerose colature, non appaiono lesioni visibili

muro 2

In un punto appare una lesione verticale, andiamo a controllare dall’altra parte

muro 4.jpeg

La lesione non corrisponde alla posizione degli alberi, non dipende dalle radici

In sintesi

Vi erano motivi per tagliare qualche albero, potarlo. Non troviamo nessun motivo per rimuovere l’intero filare.

La scelta di tagliare gli alberi è stata una scelta frettolosa e poco meditata. Per risolvere due problemi minimi (la pulizia dei pozzetti e l’efficacia delle videocamere) si sono impoveriti l’immagine della piazza e l’ambiente urbano.

Probabilmente si voleva cambiare tipo di alberi sostituendoli con altre essenze?

C’è un modo migliore per farlo: si sostituiscono uno o due alberi ogni anno. Lentamente crescono gli alberi di nuova piantumazione, lentamente l’immagine della piazza si rinnova senza impoverirsi come è successo (5).


NOTE

(1) Per notizie approfondite e anche per il fallimento di quell’annuncio vedi http://www.agoravox.it/La-puntata-di-Report-del-31-maggio.html

(2) http://tinyurl.com/j7y2wmz

(3) Le radici hanno bisogno di espandersi sia per assicurare la stabilità della pianta contro eventuali ribaltamenti, sia perché “vanno in cerca” di acqua e sali minerali indispensabili per la crescita. Quando non hanno sufficiente spazio e areazione, ad esempio nei casi di filari di alberi con aiuole ridotte al minimo e alberi circondati da superfici impermeabili, le superfici possono affiorare e sollevare l’asfalto e perfino pavimentazioni in calcestruzzo. Nel caso in questione questo non è successo.

(4) Naturalmente si tratta una ricostruzione grafica, non è possibile conoscere l’esatta posizione delle radici.

(5) C’è un ultimo problema. Tagliare gli alberi ha provocato un danno economico? Quanto vale un albero? Qualcuno sostiene che ognuno di quegli alberi vale qualche migliaio di euro. Difficile da sapere se la stima sia corretta. Proviamo ad affrontarla così: quanto costerebbe un albero ben maturo con la sua zolla di terra? 1.000-2.000 €? Aggiungete il costo del suo mantenimento per 30 anni, avrete il valore commerciale di quell’albero.

5 thoughts on “Alberi e piazze

  1. Pingback: E’ l’ora di piantarli | Accogliamo le Idee

  2. Il Masero non e’ nuovo a queste scelte nei confronti del verde pubblico: negli anni del suo primo mandato amministrativo, come assessore ai lavori pubblici, ha fatto sradicare una decina tra tigli ed aceri piantumati anni prima lungo via Trento, un maestoso pino domestico al camposanto. Restiamo in attesa, vista l’ attitudine del soggetto, di un Suo intervento analogo in altre zone. Per esempio i filari di pini domestici di fronte al cimitero in via Caltrano ed i platani lungo via Trieste. Poi ,alla prossima riunione si riempira’ la bocca di giornate ecologiche e di qualita’ dell’ aria. La sensibilita’ ( come il coraggio per Don Abbondio) se uno non ce l’ha non se la puo’ dare.

    Maurizio Magni

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  3. Sono amareggiata, e pure offesa come cittadina. Sarebbe cosa buona e giusta, a questo punto, sradicare ciò che rimane dei poveri pini e reimpiantarne di nuovi. E sarebbe cosa buona e giusta, ficcare nella testa di chi ha avuto la stolta idea di tagliare quei pini, che si poteva fare molto per preservarli, evitando pure gli eventuali danni dovuti alla loro presenza.
    Per la legge del contrappasso, dovremmo condannare detti “amministratori pubblici” a rimanere in eterno appesi agli alberi, magari con rami spinosi.
    Daniela Z.C.

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  4. Parlando a gioco ormai fatto, mi è difficile tentar di esprimere un’opinione e/o dare un consiglio su come si doveva operare necessariamente; però se avessi dovuto io decidere sul da farsi, avrei tentato prima un intervento di sfrondatura per aprire la visuale alla telecamera/telecamere di cui non ho capito bene quale fosse la funzione primaria di servizio: se monitorare anche tutta la Piazza degli Alpini oppure la sola zona di pertinenza della Biblioteca/Scuole Medie. Se l’installazione doveva servire inizialmente per il solo monitoraggio della zona Biblio/Scuole non si dovrebbe a questo punto tirare in ballo la questione della funzione di monitoraggio Piazza perché l’impedimento delle piante avrebbe condizionato, già in partenza, la funzione della finalità stessa, cioè del monitoraggio di un’area ben più vasta di quella prevista, con la constatazione “intelligentemente ovvia” della presenza degli alberi che esistevano già ancora da tanto tempo prima del progettato intervento. Se ne sarebbe dedotto, ripeto intelligentemente dedotto, che il numero delle telecamere da installare sarebbe stato insufficiente o compromesso (si controlli sulla delibera approvata quale fosse lo scopo).
    La questione dei tombini intasati: anche qui è assai facile parlare… Quando piove, in quel marciapiede ci sono degli avvallamenti proprio dove, guarda caso, non ci sono dei tombini di scolo (i tombini sono là dove non servono: onore al tecnico di controllo che ha presenziato ai lavori di realizzazione !!!!!!! , se ce n’era uno…), si formano dei laghetti che per evitarli bisogna camminate sull’aiola laterale. Ho constatato sì che gli aghi dei pini concorrono all’intasamento (ma non solo quelli), però la causa maggiore – a mio avviso – risulta l’omissione dell’intervento di “pulizia ordinaria” da parte degli operatori preposti, cosa piuttosto grave. Gli aghi dei pini cadono sì sul marciapiede, ma non penetrano direttamente nel vano di scolo; dentro c’è tutta la sporcizia che la griglietta (20×20 cm) di chiusura non riesce a trattenere: il terriccio dell’aiola adiacente, i filtri delle sigarette e sporcizie del genere gettate a terra dai “bravi cittadini”, la polvere portata dal vento ecc. Tutto il resto sono solo scuse e chiacchiere; l’ho constatato di persona perché ho voluto metterci dentro le mani !!! quando erano pieni d’acqua ed ho fatto pure delle fotografie…
    La rimozione degli alberi ha comportato anche l’eliminazione (speriamo temporanea) dei lampioncini a terra, che sicuramente saranno costati in termini di denaro pubblico: il classico “fà e desfa” di coloro per i quali non c’è né morale né valore per il denaro che non è quello delle proprie tasche.
    In questo caso è doveroso ricordare che NON SONO GLI ALBERI I RESPONSABILI DELL’EVENTO IN CONTESTAZIONE, MA L’UOMO CHE NON GESTISCE SAPIENTEMENTE L’EQUILIBRIO DELLE COSE DA LUI STESSO CREATO, vuoi per mancata sensibilità, vuoi per debolezza, vuoi per superficialità, vuoi per incompetenza, vuoi per insensato tornaconto ma soprattutto per ignoranza civica e civile. Insomma, è una questione di ACCIDIA.

    ROMANO BORRIERO.

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