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Il Cammino Fogazzaro Roi passo per passo

fogazzaro_roi copertinaIl Cammino Fogazzaro Roi è un cammino che unisce Montegalda con Tonezza del Cimone e offre una percorso di 60 km tra i campi le valli e i borghi dell’alto vicentino.
Per il territorio di Piovene Rocchette è stata approntata una guida stampata che è possibile acquistare chiedendola a noi oppure consultare liberamente via web a questo indirizzo: http://www.vicenzae.org/ita/component/k2/item/1620-trekking.

Noi pubblicheremo i vari tratti con approfondimenti e dettagli fotografici che nella guida non hanno potuto trovare spazio.

Il primo tratto

Partiamo dall’incrocio tra via Libertà e via Grumello. Teniamoci sulla sinistra. Questa strada è così larga perché  incorpora la sede della vecchia ferrovia Torrebelvicino-Schio-Santorso-Rocchette. Costeggiate questa larga strada per qualche decina di metri finché, sulla sinistra, incontrate vicolo del Monte. Fate un breve tratto in salita, svoltate a sinistra e trovate subito una vecchia fontana incassata sul monte.

tratto 1

 

Fontana della Guarda.

Quella che vedete sulla destra a ridosso del monte è la seicentesca fontana della Guarda.

fontana della Guarda

fontana della Guarda

E’ un manufatto ragguardevole risalente al 1634 come si evince da una data scolpita sul fronte assieme ad una croce. E’ composta di un blocco unico di pietra dura conosciuta come pietra di Piovene. Impossibile da trasportare, deve essere dunque stata scavata sul posto. Infatti alle pendici del monte dietro le case sulla sinistra della fontana si trovano le vecchie cave dei “Moreti“, famiglia di scalpellini che avevano una lunga tradizione di lapicidi.

La fontana raccoglie una delle poche sorgenti del monte Summano nel territorio di Piovene. L’acqua esce da un lungo condotto che nasce nelle viscere del monte. Osservate la canaletta scolpita, i ferri lavorati e ribattuti all’interno dei fori.

La fonte è segnata in un documento del 1605 conservato nella sede municipale, che testimonia con precisione i terreni che venivano irrigati dall’acqua che vi sgorgava, comunicante attraverso una canaletta artificiale con una grotta naturale (Buso della Guarda).

Natale 2011

mappa del 1605

La fontana che vediamo oggi, restaurata dalla Comunità Montana Leogra Timonchio nel 2004, è probabilmente il frutto di un accordo tra i “Governatori del Comune della Villa di PIovene” e un forestiero che con la realizzazione di quest’opera a favore della comunità poteva condividere i benefici di  pascolar e boscar, fare fieno e tagliare l’erba, che erano destinati ai comunisti originarji.

Don Egidio Mozzi, storico piovenese dell’ottocento, ci informa che il prospetto della fontana della Guarda si dice fatto ed eseguito da un Chioccarello, tagliapietra, in obbedienza allo Statuto del Comune. Oltre alla data 1634, scolpita ai lati di una croce, compaiono le lettere C e D che potrebbero essere le iniziali dello scalpellino Chioccarello Dominicho uno dei 92 capifamiglia presenti in una convicinia del 1682, unico avente questo cognome. Se l’ipotesi è corretta si può concludere che la realizzazione dell’opera servì veramente a includere nella comunità piovenese uno dei numerosi forestieri che si erano trasferiti nella Villa di Piovene e che si disputavano l’utilizzo dei beni comuni

E’ un manufatto ricco di storia, ne abbiamo diffusamente parlato qui: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/02/13/fontana-della-guarda/

La warda o Guarda

Il toponimo “Guarda”, di origine longobarda (ward), indica un posto di guardia, soprelevato, destinato al controllo del territorio; in particolare qui, poco sopra, sorgeva Castel Pelluca, forse un antico castelliere.

Questo posto di osservazione era in contatto visivo con altri punti eminenti nel territorio e probabilmente formava una rete di avvistamento. Una ipotetica ricostruzione dei punti di osservazione potrebbe essere quella indicata nella figura seguente.

Rete castellari ipotesi

Le cave di Pietra

Guardando la fontana, sulla sinistra dietro le case si trovavano un tempo numerose cave di pietra attive sicuramente fin dal XVI secolo.

Un tempo Piovene forniva un’ottima pietra da costruzione, la tradizione affonda nei secoli e probabilmente ai tempi romani, ne è testimonianza una lapide che si trova in piazza Papiria, vicina al duomo. La Pietra di Piovene servì al Palladio per realizzare le Logge della Basilica di Vicenza. Ma di questo parleremo poi quando incontreremo altre e più evidenti cave.

Per maggiori informazioni sulla pietra di Piovene rimandiamo a questi approfondimenti: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/06/02/percorsi-culturali-la-pietra-di-piovene-1/

Cave via del Monte

Ora possiamo girarci e tornare indietro tenendo il monte sulla sinistra. Dove la strada si immette sulla strada principale osservate l’affresco al civico 168.

E’ un affresco risalente al 1513 ed è probabilmente il più antico di tutte le immagini sacre di Piovene Rocchette. Rappresenta una Madonna con Bambino affiancata da San Prosdocimo con il Vangelo e Santa Giustina con la palma di prima martire padovana.

affresco 1513

Affresco del 1513

Siamo ora tornati sulla strada principale, via Libertà.

A sinistra, in fondo a un giardino, villa Xilo . Si tratta di una costruzione neoclassica risalente alla metà dell’Ottocento.

La villa è menzionata nel catalogo del prof. Renato Cevese, Ville della Provincia di Vicenza che, modificandone il nome in modo da adattarsi alla pronuncia veneta, dice:

Villa Silo

Quasi all’inizio della tortuosa strada lungo la quale si dipanava l’antico borgo di Piovene, vediamo, un po’ discosta e proprio ai piedi del monte, la neoclassica villa che i Silo costruirono verso la metà del secolo scorso (1800 ndr). L’alta facciata, coronata da frontone triangolare, è tutta aperta, al pianterreno dal portico, che sei colonne tuscaniche, basse e tozze, scandiscono a ritmo affrettato: colonne singolari, prive di base e dal vigoroso capitello, modellato dalla ruvida mano d’un lapicida di provincia. Una finestra – con balcone timidamente sporgente e a eleganti modanature – contribuisce a sottolineare l’assiduità dell’edificio che sembra rientrare nel clima del neoclassicismo vicentino, qui venato di cadenze provinciali. L’interno non ha interesse. A destra della villa, la barchessa formata di due corpi – l’uno a tre, l’altro a due archi: i primi più larghi e alti -appartiene a due momenti diversi, anche se relativamente vicini nel tempo.

La villa, schiacciata com’è sotto il monte dal viale d’accesso, ha profondità ridotta e non sviluppa in profondità gli spazi che appaiono in facciata.

Natale 2011

L’antica porta daziaria

Proseguiamo lungo la strada. Sull’angolo con via Filzi il capitello dei Meli con nicchia centinata rappresentante la Madonna del Carmelo con San Sebastiano e San Rocco.

Capitello dei Melli

Capitello dei Meli: Madonna con S. Sebastiano e S. Rocco

Il Capitello è posto dove un tempo vi era la porta daziaria. Quella che oggi è via Libertà un tempo era via Maggiore, la principale strada di accesso a Piovene e alla valle dell’Astico. Carri, persone, bestiame ecc. passavano tutti di qui.

Fino a qualche anno fa il dipinto murario, scolorito, era protetto da una tavola di conglomerato ligneo dipinto dal Turra. Poi, cominciando a rovinarsi proprio la tavola che doveva proteggere le immagini, è stata staccata e ora è conservata in canonica. L’originaria pittura è stata restaurata, rinfrescata da Giorgio Bernardi.

San Sebastiano e San Rocco sono tradizionalmente collegati alla peste. San Rocco fu colpito dalla peste e bandito dalla comunità, solo un cane pietoso venne a leccargli le piaghe. Miracolosamente guarito, divenne testimonio di guarigione della peste.

San Sebastiano, martire ucciso a colpi di freccia, le ferite sparse per il corpo ricordavano le macchie della peste. Sugli altri simboli della peste vedi anche https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/06/27/la-peste/

Se vi girate indietro, la casa al civico 160 era un tempo l’osteria dei Meli (dal nome della famiglia che la gestiva) e il marciapiede antistante ospitava una pesa.

Sulla facciata della casa di fronte al capitello appare lo stemma (ridipinto) dei conti Capra, nobile famiglia originaria di Carré che aveva in Piovene numerose proprietà.

Natale 2011

stemma famiglia Capra rifatto nel 1969

 

Continua …


Vedi anche: il Cammino Fogazzaro Roi lungo il tracciato dell’antica Pista dei Veneti.

3 thoughts on “Dalla fontana della Guarda all’antica porta daziaria

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