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Spetta a coloro che in un determinato momento detengono la ricchezza promuovere atti di generosità e di rischio perché solo facendo compiere al capitale un’alta funzione sociale esso può essere benedetto anziché odiato.

Con queste parole, pronunciate il 18 febbraio 1925 Giovanni Treccani fonda l’Istituto Giovanni Treccani. Ha 47 anni, è industriale affermato e ora intende investire nella cultura, non solo nei macchinari (1).

L’Enciclopedia Treccani

Parliamo proprio del fondatore dell’Enciclopedia Italiana, più comunemente nota come “la Treccani” la prestigiosa opera concepita negli anni ’20 del Novecento per portare la cultura italiana al passo dei tempi.

lanerossiMa qui non ci occuperemo del Treccani mecenate, ma del Treccani industriale perché la sua storia si intreccia con quella della Lanerossi.

Un po’ di biografia

Giovanni Treccani nasce il 3 gennaio 1877 a Montichiari (Bs), cinque anni prima che in città arrivi il primo tram a vapore.

Si chiama Giovanni Treccani degli alfieri, ma non è titolo nobiliare: a Montichiari le famiglie Treccani sono talmente tante che si fa fatica a distinguerle e così ognuna ha un nomignolo; la sua famiglia è detta, appunto, “degli alfieri“. Figlio di un farmacista, secondo di 6 figli. La famiglia non è ricca ma abbastanza abbiente da essere in grado di far studiare i figli.telaio Jacquard

A 18 anni si reca a Milano per lavorare. Qui rimane stupito davanti ad una macchina programmata che muove da sola i licci e fa passare ora un filo ora l’altro fino a comporre disegni anche complessi. Si tratta del telaio meccanico Jacquard che si può programmare tramite dei cartoni perforati. Non siamo ancora nell’era dell’informatica, ma il concetto di programmazione è già utilizzato.

Giovanni Treccani prende la decisione di diventare un tecnico tessile.

Una scuola specializzata

Qual è la migliore scuola tessile del continente? Gli indicano la scuola di Krefeld nel nord-est della Germania. E’ costosa, ma Treccani si fa prestare i soldi da uno zio. Ne vale la pena perché si tratta di una scuola completa, oltre alla teoria si fa esperienza su vere macchine.

Lì tra lavoro e studio si impegna “almeno 16 ore tra giorno e notte”. Il giovane Treccani è così stacanovista che finisce gli studi con l’anticipo di un anno.

Ritorna in Italia e trova lavoro in un piccolo cotonificio di Milano. Lì un giorno arriva una notizia: il lanificio Rossi di Schio cerca un tecnico tessile. Il Rossi era allora l’industria tessile più grande d’Italia. Occupava più di 5.000 persone solo a Schio (una cittadina di 12.000 abitanti) e altre migliaia nei paesi attorno.

Così Giovanni Treccani decide di partire con 100 lire in tasca (metà di uno stipendio mensile), tutto il suo capitale.

La stazione di Rocchette

Arriva in treno alla stazione di Rocchette in una calda giornata di luglio del 1898.

Arrivai a Rocchette verso le 12 con un gran caldo. Un giovane impiegato mi venne incontro cerimonioso offrendosi di condurmi in una buona trattoria, da Doro (2). Accettai di buon grado. Mi trovai benissimo: vitto eccellente e a buon prezzo, amabile la compagnia”.

Inizia come disegnatore, ma la sua competenza si fa notare. Giovanni Treccani ha acquisito, all’estero, competenze preziose che lo mettevano in condizione di prendere decisioni d’avanguardia nell’industria che appariva come la più avanzata tra quelle italiane.

Vennero apportate con buoni risultati, al macchinario di tessitura, le modificazioni che andavo man mano promuovendo e Gaetano Rossi, alla chiusura del bilancio mi espresse la sua soddisfazione e mi diede una gratifica di 5.000 lire nominandomi vice direttore della tessitura.

La resa del telaio era la parte più importante. Gli operai lavoravano 12 ore dalle 6 alle 12 dalle 13 alle 19 e i capi dovevano entrare prima e uscire dopo.

Orario lungo e fatica suprema.

Proprio nell’anno del suo arrivo muore il fondatore, Alessandro Rossi. Al giovane che aveva studiato all’estero viene spiegato il problema:  il lavoro operaio non rendeva, la produzione era scarsa, spesso difettosa.  Cosa si può fare per produrre di più e meglio?

Il giovane tecnico rispose senza esitazione “Diminuire le ore di lavoro e, una volta stabilito un cottimo, non toccarlo più per nessuna ragione”.

La proposta era  ardita e fu in un primo momento rifiutata. Dopo lunghe discussioni  si decise di fare una prova nel reparto tessitura. Per un periodo limitato si sarebbe sperimentato l’orario di 11 ore mantenendo la stessa paga di 12 ore.

Tutti si aspettavano un disastro invece il successo fu immediato e decisivo. La produzione aumentò e si ebbe una minore percentuale di tessuti difettosi”.

Ecco come Treccani racconta i fatti

Da disegnatore a direttore

Treccani è gran lavoratore e persona con poche esigenze. Allora guadagna 200 lire, scrive nelle sue memorie:  “Per vivere bastano 130 lire. Per un bel vestito, 27: quattro al metro la lana, 5 di fattura“. (3)

Nel 1902, a 24 anni, diventa direttore generale della società e mantiene la carica fino al 1911. Allora la Lanerossi aveva 12 stabilimenti, occupava 12.000 operai e produceva 40 km di tessuto laniero al giorno oltre a filati e coperte.

Nel 1909 diventa anche direttore del Cotonificio Rossi di Vicenza.

La famiglia Rossi

A quel punto la sua storia personale è fortemente intrecciata con la famiglia Rossi. Condivide le esperienze lavorative e le responsabilità, comincia a partecipare agli svaghi della grande famiglia Rossi. La domenica Giovanni Treccani va al Lido a cavalcare con alcuni giovani della famiglia Rossi tra cui due donne. L’intimità provoca chiacchiere.

Girano pettegolezzi sul matrimonio di Giovanni Treccani con una delle ragazze della famiglia Rossi, ma lui non ha intenzione di sposarsi. E non gli piace il ruolo di genero del padrone.

passeggiata_cavalli_Lido_Venezia.jpg

Cotonificio Valle Ticino

Occorre spezzare il circolo vizioso. E’ il 1911 e viene a sapere che il Cotonificio Valle Ticino di Turbigo, presso Milano, è in crisi e cercano un manager che lo rimetta in carreggiata.

cotonificio valle ticino

Fa scalpore la sua decisione di lasciare un posto sicuro per assumere la direzione di un’impresa quasi fallita.

Eppure è la decisione giusta per le sue scelte. Rilancia gli impianti, la produzione riprende e i clienti tornano. Restano i debiti che opprimono ogni possibilità di ripresa. Treccani prende una decisione insolita: convoca i creditori e propone di trasformare i crediti in azioni del cotonificio. E’ una mossa spregiudicata, mai tentata prima. La minaccia è: altrimenti mi dimetto e la fabbrica torna nella situazione di prima.

L’azzardo funziona, i debitori accettano e il cotonificio è salvo. Il salvataggio desta sorpresa per le modalità con cui è repentinamente avvenuto e desta sorpresa anche il giovane manager con capacità così spiccate.

Un’altra crisi

Nel 1914 entra in crisi il Cotonificio Cova. Chi chiamare se non quel giovane così abile? Il ruolo di Treccani stavolta non è quello di rilanciare l’impresa, ma di salvare un po’ di posti di lavoro e così successe.

La ricetta Treccani

A questo punto Giovanni Treccani è considerato una specie di taumaturgo, secondo parole sue.

Si sviluppano le iniziative industriali nel milanese, altre fabbriche sorgono per merito suo. Ma qual è il motivo del suo successo?

Ascoltiamo le sue parole

Nella divisione del lavoro, nella separazione giuridica e di fatto delle aziende commerciali da quelle industriali, consiste il mio sistema”.(Memoriale pag. 12 http://tinyurl.com/hw2s8ex).

Ovvero attorno all’azienda principale vanno costituite “altre aziende, ugualmente importanti e indipendenti con lo scopo prefisso e ben determinato, che risultino l’una dell’altra il necessario complemento di un processo produttivo che può compiersi soltanto traverso una serie di industrie” (Memoriale appendice 22 pag 46)

La guerra, quella grande

Allo scoppio della guerra Giovanni Treccani si offre volontario. Ma non viene mandato in trincea. Fa il corso ufficiali e alla fine viene mandato di nuovo in fabbrica. Le fabbriche erano importanti per la guerra, senza chi costruisse cannoni e proiettili, coperte e divise la guerra non sarebbe durata che pochi giorni.

Paradossalmente, dopo il disastro di Caporetto, l’industria italiana funziona a pieno regime. Non solo l’industria siderurgica e meccanica (Ansaldo, Fiat, …) ma anche l’industria tessile e questo è uno, tra gli altri, dei motivi della vittoria italiana. Giovanni Treccani è instancabile, capisce le esigenze dell’industria si adopera per soddisfarle.

Nel 1915 fa nascere la Società Anonima Tintoria Italiana nel 1916 diventa presidente della Società Anonima Tessuti Candidi, negli stessi anni fa sorgere tre aziende che commercializzano tessuti. Tra il 1915 e il 1918 fa sorgere la Amideria Subalpina per la produzione di appretti, poi l’Anonima Autotrasporticon 120 camion per sopperire alle deficienze delle ferrovie impegnate nella movimentazione delle truppe“, fa sorgere la Thermosanitas per la costruzione di impianti idraulici e di riscaldamento in favore di fabbriche e case operaie.

Poi impianta una società per costruzione di macchine tessili e una Società per il commercio con l’oriente in contatto con la banca Assayas di Costantinopoli, … infine si occupa anche di fabbriche chimiche. (Memoriale pag. 12 http://tinyurl.com/hw2s8ex)

Un dopoguerra difficile

occupazione 1920.jpg

La crisi del primo dopoguerra porta scompiglio. La crisi sociale è forte, gli operai vogliono “fare come in Russia” dove è scoppiata la “rivoluzione proletaria”. Gli scioperi durano un tempo infinito. Ad un certo punto parte l’occupazione delle fabbriche da parte delle maestranze.

La situazione è critica, gli azionisti del Cotonificio Valle Ticino sono preoccupati e indecisi sul da farsi. In quel momento così incerto, Giovanni Treccani decide di acquistare le azioni dai soci. E’ un’altra mossa azzardata, ma alla fine della crisi si trova proprietario del Cotonificio Valle Ticino.

Treccani mecenate

treccaniTornando all’inizio di questo articolo il 18 febbraio 1925 Giovanni Treccani, industriale affermato e facoltoso, fonda l’Istituto Giovanni Treccani. E’ l’inizio della sua avventura culturale che lo porterà a stampare la più importante enciclopedia d’Italia.

Ecco come viene raccontato dallo stesso protagonista

Ma questo aspetto è noto e non vogliamo approfondirlo qui.

Un’ultima notizia.

A partire dal 1934 Giovani Treccani diventa presidente del consiglio d’amministrazione della Lanerossi e rimane membro dello stesso per molti anni.


NOTE

(1) C’è una distanza abissale tra un imprenditore come Treccani e i tempi attuali. Treccani e anche Rossi si sentono responsabili nei confronti delle maestranze. Non esitano a imporre ritmi di lavoro di 12 ore, ma si preoccupano di tutto il mondo che attornia la fabbrica. Sono convinti che l’industria debba occuparsi delle condizioni di vita dei dipendenti che occorra investire in scuole, asili, mense, bagni pubblici. Sono convinti che il “progresso” si stia affermando e che nel futuro un’era di prosperità andrà a diffondersi partendo dalle posizione più alte via via scendendo fino agli strati più umili della società. Anche la cultura fa parte di questo processo. Diversamente da alcuni politici recenti Treccani è convinto che conviene investire in cultura perché con la cultura si mangia.

(2) La trattoria “da Doro” è stata attiva fino agli anni ’50 e si trovava dietro l’attuale sede della Banca Popolare che un tempo era cortile. Si trovava a fianco della prestigiosa Villa Benetti (ora sostituita dal Patronato) e aveva dei tavolini in strada di fronte all’attuale gioielleria. La trattoria deve essere diventata tale nella seconda metà dell’ottocento dato che il vecchio Catasto del 1850 alla particella 951 censiva una casa colonica di proprietà di Piovene Nobili Parmenione e Marco-Antonio fratelli quondam Giacomo. La gestione “Doro” evidentemente era attiva ancora nel XIX secolo.

Catasto 1850.png

(3) http://tinyurl.com/glgz4py


Appendice

Consigliamo anche di dare un’occhiata al canale YOU tube della Treccani.

https://www.youtube.com/user/TreccaniChannel/videos

Si trovano dei video sui mestieri antichi come

Ma anche video sui temi attuali e culturali come

 

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