Home

EmissioniNello scorso articolo abbiamo confrontato energia ed emissioni di tre comuni dell’alto vicentino: Schio, Santorso e Piovene Rocchette.

Concentriamoci ora solo su Piovene Rocchette e andiamo ad esaminare quanto contribuisce ogni singolo settore alla produzione di gas climalteranti.

I rifiuti

RifiutiNel 2008 il Comune di Piovene nella sua totalità di abitanti, attività e imprese ha prodotto 592,7 tonnellate di secco non riciclabile, una quantità pari a 3 quintali e mezzo per abitante. C’è però una buona notizia, diminuiscono i rifiuti non riciclabili e aumenta la raccolta differenziata che si aggira sul 68% del totale. Si tratta di una raccolta non del tutto “pulita” ma questo andremo a vederlo in un’altra occasione.

I consumi energetici per settore

I settori valutati dall’Inventario Base delle Emissioni sono:

  • Trasporti privati e commerciali
  • Industrie + Agricoltura
  • Rifiuti + Produzione locale di energia
  • Edifici residenziali
  • Commerciale + Edifici, attrezzature/impianti terziari (non comunali)
  • Riduzioni di energia
  • Consumi comunali divisi in
    • Edifici, attrezzature/impianti comunali
    • Parco auto comunale
    • Illuminazione pubblica comunale

Quali dati sono più interessanti?

Trasporti privati = troppe auto

autoBeati i tempi in cui per Piovene circolava una sola auto, la prima in Italia. Poi è arrivata la motorizzazione di massa e ora…

… nel comune di Piovene Rocchette, nel 2008 circolavano 6.558 veicoli, in pratica 79 veicoli ogni 100 abitanti. Dopo di allora il numero dei veicoli è aumentato del 14% molto più degli abitanti e così al 2013 a Piovene Rocchette ha un primato: possiede più veicoli (1) che altrove

  1. Piovene Rocchette = 90 veicoli/100 ab
  2. Santorso = 86/100 abitanti
  3. Schio = 82/100 abitanti
  4. Provincia di Vicenza = 82 veicoli ogni 100 abitanti
  5. Regione Veneto = 79 veicoli/100 ab

In definitiva a Piovene ha un numero di veicoli più altro del 14% rispetto alla media regionale. In compenso l’industria automobilistica ha fatto progressi e al 2013 la maggioranza dei veicoli è meno inquinante (prevalgono le auto più efficienti: euro 3-4-5)

Come si riscaldavano le case?

cucina economicaFino alla metà del secolo scorso si provvedeva a riscaldare la cucina. Avevano inventato un attrezzo indispensabile molto più efficiente degli antichi caminetti a fuoco diretto: la cucina economica. Una stufa compatta con cerchi di ghisa, andava caricata a legna ed era multifunzione: riscaldava la casa, era fornello per cucinare, produceva acqua calda per lavare/lavarsi e fungeva da asciugatoio per calzerotti e pannolini.

E le altre stanze? Per riscaldare il tinello (soggiorno) bastava aprire la porta e “passava il caldo”. Nelle camere niente caldo, bastava mettere un pò di braci tra le lenzuola tramite la mònega e si dormiva al freddo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAChi era un po’ più ricco metteva delle stufe a legna o carbone anche nelle altre stanze. Un po’ alla volta tra gli anni ’50 e ’70 ha cominciato a diffondersi il riscaldamento a radiatori (non che mancassero prima, ma erano rari). Tubazioni non isolate, vetri singoli, serramenti così e così che lasciavano passare l’aria e, se c’era vento, il giornale appoggiato all’interno veniva soffiato via. Il gasolio costava pochissimo e il gas ancora meno, bastava prendere una caldaia grande come un SUV e la casa era riscaldata.

Domeniche a piedi

Poi venne lo shock petrolifero: la guerra arabo-israeliana ci fece ricordare che il petrolio non era garantito e comunque non era più a buon prezzo. Era il 1973 quando, per risparmiare benzina, la domenica, in tutta Italia, non si poteva usare l’auto e così tutti a piedi in una città poco illuminata e affascinante come doveva apparire un tempo. Qualcuno tirò fuori il vecchio biròcio e il cavallo, qualcuno restò a casa a giocare a carte.

Verso la fine degli anni ’70 venne approvata la prima legge per risparmiare combustibile nelle case. Si imparò così che sul tetto era meglio mettere un po’ di materiale isolante, che i tubi dell’acqua andavano isolati e che i vetri dovevano essere doppi perché non fossero sempre pieni di condensa.

Perché abbiamo parlato di vecchi metodi di riscaldamento?

La domada non è oziosa. Ne abbiamo parlato perché il consumo energetico negli edifici è dovuto per due terzi al riscaldamento.

Quasi 8 case su 10 sono state costruite quando si costruivano case non isolate termicamente. La prima legge che prescriveva un isolamento blando è la legge 373 del 1976 e ci volle qualche anno prima che cominciasse a produrre qualche effetto. Molto più efficace la legge 10 del 1991.

La stragrande maggioranza degli edifici è stata costruita prima del 1991, vedi tabella sottostante.

 

Se meno di un edificio su 6 è stato costruito con criteri di isolamento moderni, vuol dire che una riqualificazione energetica può dare grandi risparmi (2).

 A Piovene Rocchette si produce elettricità?

FotovoltaicoLa risposta è SI.

Il Comune infatti ha una partecipazione nella centrale idroelettrica di Bressé (Chiuppano). Si tratta di una produzione di 12.000 Chilowattora annui dei quali il 54% è attribuibile al nostro comune.

A questi sia aggiunge la produzione di elettricità tramite pannelli fotovoltaici. Il settore è cresciuto fino al 2012 e nel 2013 la quota di energia prodotta ammonta al 12,3% dei consumi.

Sintesi

Vediamo ora di vedere i dati complessivi dell’analisi fatta per la redazione dell’Inventario Base delle Emissioni (IBE) di Piovene Rocchette.

Consumi emissioni %.png

Nell’ordine le emissioni di gas climalteranti dipendono da

  • trasporti privati
  • edifici privati
  • industria+agricoltura
  • edifici commerciali e terziari (uffici)

Sommati, questi quattro settori pesano per oltre il 95% sull’energia dell’intero comune.

E ora che abbiamo fatto i conti?

20-20-20Con la sottoscrizione del Patto dei Sindaci l’amministrazione di Piovene Rocchette si è impegnata a ridurre le emissioni comunali di oltre il 20% entro il 2020. Abbiamo detto “oltre” perché già i governi europei si sono impegnati ad arrivare al 20%. Noi vogliamo, giustamente, fare la nostra parte e farla meglio.

Come fare visto che le emissioni controllate direttamente dal Comune (edifici pubblici, illuminazione, parco auto comunale) pesano per solo 760 TCO2e (2%) su 34.653?

Se anche il comune riuscisse a dimezzare le emissioni di propria pertinenza abbatterebbe solo 380 TCO2 ovvero le emissioni calerebbero dell’uno per cento!

I risparmi energetici si fanno solo se vengono effettuati nei settori che producono più emissioni

Consumi emissioni % 2
assemblea.jpg

E’chiaro che se Piovene Rocchette vuole ridurre emissioni di oltre il 20% deve chiedere la collaborazione di cittadini e imprenditori.

E’ quello che dovrà fare con delle riunioni pubbliche cui invitiamo tutti a partecipare.

Noi crediamo che l’impegno di ridurre le emissioni in grado di alterare il clima sia meritorio e abbiamo voluto fare la nostra parte (4).

Per curiosità

Qual è il confronto tra Piovene Rocchette e i comuni vicini?

Emissioni %

Da noi incidono di più i trasporti e gli edifici residenziali, meno l’industria come già avevamo detto.

 


(1) I dati sui veicoli sono forniti dall’ACI e sono reperibili qui: http://tinyurl.com/zmuw3ko i dati sugli abitanti sono disponibili sul sito http://www.comuni-italiani.it/index.html. I dati di Piovene si trovano nella tabella seguente

Veicoli 2008-2013


(2) Ora l’edilizia riesce a proporre “case passive” ovvero edifici che, teoricamente, non hanno bisogno di un allacciamento, si riscaldano con pannelli solari e producono quasi tutta l’energia che consumano e talvolta di più. Si tratta di casi rari, ma oggi possibili. E’ vero che il patrimonio edilizio è vecchio, ma è anche vero che negli ultimi anni si è assistito ad una corsa (agevolata dai governi) verso la riqualificazione energetica degli edifici e questa strada è ancora percorribile.

(3) Tutte le tabelle e i dati di questo articolo sono tratti dallo studio sull’Inventario Base delle Emissioni. Il materiale è liberamente consultabile qui: http://www.comune.piovene-rocchette.vi.it/cms/paes_-_piano_per_lenergia_soste 

(4) I consiglieri di minoranza hanno da subito appoggiato l’iniziativa del PAES come si può leggere qui: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/11/15/il-piano-dazione-per-lenergia-sostenibile/

One thought on “Quanta energia consuma un comune? 2

  1. Pingback: Quanta energia consuma un comune? | Accogliamo le Idee

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...