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Come vanno i conti dell’ULSS4 ?

Un deficit di 64 ml di € in 3 anni.

ULSS4Ma per la dott.ssa Daniela Carraro, ex-direttore generale, l’unico problema sono i costi dell’IVA.

Mentre i canoni ai privati sono indicizzati ogni anno e il project costa all’ULSS come un mutuo al 20%

  • 14 milioni (2013)
  • più 25 (2014)
  • più 25 (2015)
  • fanno 64 milioni di € di perdita in 3 anni;

tanto ha pesato finora il project financing sul bilancio di un’ ULSS che negli anni 2007 – 2011 era stata capace di risparmiare e reinvestire nel nuovo ospedale 20 milioni di € invece dei 7 previsti ancora nel 2008.

Un buco di 64 ml in 3 anni per un ospedale che di milioni ne è costato 170 (previsti 157), i cui costi definitivi però – quelli che ci dovrebbe spiegare un piano finanziario che rimane segreto – rimangono ancora un tabù.

ospedale-santorso-11.jpg

Un bell’affare davvero.

Soprattutto per Summano Sanità, il Concessionario del project financing, che per aver investito 49 milioni di € più IVA nel 2007, riceve in cambio

  • non solo un canone annuo oggi pari a 5.187.000 ml di € – da indicizzare per i futuri 20 anni –
  • ma anche i guadagni previsti dalle gestioni
    • degli spazi commerciali e pubblicitari,
    • dei parcheggi,
    • delle attrezzature medicali,
    • dei mobili e degli arredi,
    • dell’informatizzazione,
  • nonché dalla gestione praticamente di tutti i servizi di cui un ospedale abbisogna.

Un business oggi lievitato a più di 32 ml di euro l’anno (al netto dell’IVA) – erano 26 ml a fine 2007!

Ospedale Santorso.jpgUn business ovviamente per i privati, non per la sanità pubblica dell’Altovicentino, costretta a pagare per i prossimi 20 anni canoni elevatissimi che ne prosciugano le possibilità di investire, per esempio, nel personale (vi hanno mai raccontato certi turni degli ospedalieri?) e che impongono significativi tagli di spesa (v. le liste infinite per visite ed esami …).

Un contratto misterioso

top secretMa di questi costi del contratto che lega l’ULSS a Summano Sanità non sembra preoccuparsi la dott.ssa Daniela Carraro, ex-Direttore generale, la quale, sul numero di ottobre della rivista “USSL4 -Altovicentino”, elencati (ma non tutti) i costi del project financing per il 2014, riguardo alla rivalutazione annua dei canoni previsti dal contratto minimizza che essa vale “complessivamente il 14,94 % : … è l’aumento complessivo in dieci anni”, mentre si lamenta dei costi dell’IVA: “un aumento di ben 2 punti percentuali” e “ciò comporta un aumento di costi di gran lunga maggiore rispetto alla rivalutazione dell’ISTAT.

Ora non è che noi si abbia l’IVA in simpatia, ma son soldi che vanno allo Stato, mentre la rivalutazione dei canoni rivaluta solo i profitti di Summano Sanità (cioè Palladio Finanziaria, Mantovani, Gemmo, Coop. di Carpi e compagnia). E a questi ritmi (15% in 10 anni) nel 2025 i canoni saranno stati rivalutati del 45%! E poi in soli tre anni, tra il 2012 e il 2014, la loro rivalutazione è costata un aumento del 7,1% … quanto peserà dunque nei prossimi 20 anni?

revisione contiE però sulla rivista dello scorso ottobre la dott.ssa Carraro non elenca tutti i costi del contratto, dimentica infatti i ricavi che Summano Sanità ottiene dalla gestione degli spazi commerciali, della pubblicità e dei parcheggi, che sono in verità dei costi per l’ULSS, perché proprio dall’ULSS quei ricavi avrebbero potuto essere incassati se per contratto non finissero nelle casse dei privati.

Poca cosa?

Direi proprio di no:

  • nel 2007 erano previsti 2.568.000 €,
  • nel 2012 erano 2.881.296 €,
  • e oggi?

350.000 euro annui per il parcheggio

santorso manifesto parcheggioOggi sappiamo solo che l’ULSS versa almeno 350.000 € all’anno a Summano Sanità per la riduzione delle tariffe di parcheggio; cioè noi paghiamo 0,30 € per un’ora di parcheggio perché l’ULSS ci mette il resto, mica per generosità di Summano Sanità! E sono altri 350.000 € tolti ai servizi socio-sanitari: un’intuizione di alcuni nostri sindaci assai avveduti.

Se dunque sommate 2.881.296 € ai 5.187.000 € del canone annuo – anche senza considerare la loro rivalutazione per i prossimi 20 anni – potrete constatare che il ricavato corrisponde ad un tasso di interesse tra il 16 e il 17 % (v. a riguardo il nostro Esposto alla Corte dei conti).

Ma guadagna forse solo questo Summano Sanità?

Assolutamente no. A questi ricavi dovete aggiungere quanto Summano Sanità si garantisce attraverso gli altri canoni (gestione servizi, attrezzature, mobili, informatica) che valgono oggi 24 ml di € “lordi”: un onesto 15% di guadagno garantirebbe altri 3,5 ml all’anno, pure indicizzati (mica sono come i nostri stipendi o le nostre pensioni!).

Insomma, Summano Sanità, per 49 mln di € più IVA investiti, ricaverebbe almeno 11 milioni netti all’anno. Un ottimo affare per Summano Sanità; una follia invece per le già misurate risorse della nostra ULSS. Ma evidentemente del tutto congruenti per la dott.ssa Carraro, ferita invece dall’IVA.

E pensare che se…

ospedali Thiene Schio.jpg… avessero realizzato l’ospedale a Schio oppure a Thiene (tra il 1999 e il 2005 avevano già speso 40 ml di € in ristrutturazioni!) sarebbero bastati i soldi della Regione (72 ml) e dell’ULSS (20 ml) – per Schio il “Piano Plicchi” ne prevedeva infatti 62, e non 170 più “interessi” al 20%! E l’ULSS non avrebbe dovuto impegnare parte del bilancio per pagare i debiti contratti con i privati; e noi avremmo ottenuto almeno 11 ml (anzi quasi 18 ml, perché non si sarebbe pagata l’IVA!) in più di servizi socio-sanitari ogni anno!

Ma il presidente Galan,

l’assessore Tosi e il direttore gen. Caffi mica avevano avuto il tempo di studiare un razionale piano di fattibilità sulle due strutture. La legge l’avrebbe previsto? Il buon senso certamente sì; il buon governo regionale certamente no. Ed è per questo che

oggi un ospedale con 380 posti letto ordinari costa ben più di due ospedali che ne offrivano 560, personale compreso!

E Caffi spergiurava sui grandi risparmi …

Tutto va bene

Certo ora è soprattutto importante “dimostrare che tutto va bene”, che le colpe, se mai ce ne sono state, sono sempre di altri.

Dunque, che sia maledetta l’IVA!

E non importa se gli esagerati profitti dei privati incidono di fatto sulla qualità dei servizi socio-sanitari perché affossano il bilancio dell’ULSS e impongono tagli e risparmi esasperati:

  • le cooperative non profit stringeranno ancor di più la cinghia,
  • gli ospedalieri sbufferanno ancora un po’ per i superturni,
  • i pazienti pazienteranno di più oppure se ne andranno ad altre cliniche, ad altre ULSS, ad altre città.

E non importa se fra 20 anni, quando terminerà questa esosa micidiale impresa, e l’ospedale tornerà dell’ULSS, i nostri figli ne dovranno costruire un altro di ospedale, e chissà con quali denari, chissà con quali interessi… In fondo, tutto fa PIL.

Rinegoziare il contratto

Certo non chiediamo certo che sia la Dirigenza dell’ULSS a richiedere la rinegoziazione del contratto: noi lo chiediamo dal 2010 e ora lo chiede, ma con legge dello Stato, anche il presidente Zaia! Che tuttavia sulla rivista dell’ULSS siano davvero chiariti davvero i costi costosetti del contratto, ci azzardiamo a chiederlo senz’altro. Perché, anche se finora la Regione, almeno per il 2013 e il 2014, ha ripianato il deficit, son comunque soldi nostri e dei Veneti tutti, e ci teniamo che vengano spesi bene.

I tagli di spesa

taglio soldiQuanto poi ai tagli di spesa che si sono resi e si renderanno in ogni caso necessari, che dire? Difficilissimo averne il quadro. Chi davvero potrà mai verificarli quei tagli?

  • I medici e i tanti dipendenti dell’ ULSS? Mica hanno diritto di parola!
  • E i nostri sindaci? Accettano il rischio di una sanità declassata, di serie C?
  • E si lamenteranno mai le nostre Associazioni di categoria, che pure rappresentano per il Veneto e per l’Italia un tessuto imprenditoriale che rende tanto alla nostra Regione, al nostro Paese?

Accetteranno ancora di pagare gli sprechi delle provincie che contano (Verona, per esempio) e del malgoverno che abbiamo finora subito? Difficile saperlo.

“Azienda Zero”: una riforma accentratrice

ULSS VenetoE più difficile ancora sarà tentare di verificare i bilanci e le scelte conseguenti (anche per i sindaci volenterosi) se passerà la riforma voluta dal presidente Zaia, che – dicono sempre “per risparmiare”… 90 milioni a regime! – prevede una sola ULSS per provincia ed una “Azienda Zero” regionale che a tutto sovrintenda: – dicono ancora “per risparmiare” ! – prevede una sola ULSS per provincia: in un unico calderone, del resto, si trita e, si mescola e si amalgama centrifuga perfettamente ogni ingrediente; e gli ingredienti saranno scelti altrove e controllati altrove, prima a Venezia, poi a Vicenza o Bassano (complice Bassano?); non certo nell’Altovicentino.

Un’ “ottima” mistura, super centralizzata; altro che terra di autonomie il Veneto!

Insomma, addio, cara sanità pubblica dell’Altovicentino, addio!

A noi non resta che ringraziare l’ex Direttrice generale che ringraziamo per la stimolante, ambigua chiarezza; e soprattutto perché ci ha donato una speranza: chissà che per questi dieci anni trascorsi così magri, anche i nostri stipendi, le nostre pensioni possano essere indicizzati tutti, come il project di Santorso, di un bel 14,94%.

communitas

per Associazione Communitas

Pietro Veronese

Confronto fra i Canoni 2012 e 2014 al netto di IVA

Ospedale Santorso canoni 2012-14.pngFonti dei dati: per il 2012, la relazione della dott.ssa Tommasella alla V Commissione consigliare regionale presieduta da Leonardo Padrin; per il 2014, la rivista “ULSS4 – Altovicentino”, ottobre 2015 (pag.5)


Gli antefatti

Il nuovo ospedale di Santorso è stato costruito tra il 2008 e il 2012.
1. Negli anni ’80 l’alto vicentino aveva 3 ospedali: Malo, Schio, Thiene. Rispetto all’idea di ospedali diffusi sul territorio, in quegli anni stava maturando l’idea che l’ospedale dovesse essere specializzato e, dato che i mezzi di trasporto individuale si stavano diffondendo, era possibile concentrare l’assistenza ospedaliera anziché diffonderla. Meno ospedali ma più specializzati fu la parola d’ordine. Questo ha comportato la chiusura dell’ospedale di Malo, trasformato in una struttura per lungo degenza.

2. Unificare gli ospedali di Thiene e Schio è risultato molto problematico, anni di dibattiti su dove dovesse essere situato l’ospedale dell’Alto Vicentino (Thiene o Schio?) hanno portato a un impasse e a una divisione di reparti tra le due sedi finché non è nata la proposta di costruire un ospedale nuovo non a Schio né a Thiene, a Santorso per l’appunto.
Scelta costosa, ma che ha troncato le discussioni.

3. Il nuovo Ospedale è stato costruito col metodo della finanza di progetto (project financing) (1). Finanza di progetto significa che l’ospedale viene costruito da una società privata e la parte pubblica lo riscatta in un numero elevato di anni (24 anni, una intera generazione)

4. Un contratto segreto. Cosa abbia firmato effettivamente il Direttore dell’ULSS 4 e la cordata di imprenditori che ha costruito il nuovo Ospedale è uno dei segreti  meglio custoditi. Però alcuni dati devono essere resi pubblici e si scopre che i privati hanno investito all’incirca la stessa somma della parte pubblica. (2)

5. Un ospedale proprietà di privati: muri e attrezzature, sale operatorie, macchine per esami medici, bar, edicola, perfino la mensa. I responsabili dell’ULSS e svariati politici hanno detto che era conveniente così, l’ospedale sarebbe stato un’eccellenza: invece che pagare tutto subito l’ULSS avrebbe riscattato un po’ alla volta e a costi ragionevoli.

6. Piero Veronese e Communitas hanno da subito denunciato che l’Ospedale sarebbe costato troppo, ne stanno monitorando i costi e scoprono che i conti non tornano, come Piero Veronese ha spiegato più sopra.

Avevamo parlato del problema anche in un’altro articolo: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/06/21/ospedale-centro-polivalente-e-assistenza/

 


NOTE

(1) “L’espressione “finanza di progetto” identifica un sistema di realizzazione di lavori pubblici attraverso l’opera e il finanziamento privato. Si tratta di un sistema che consente l’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione di un’opera pubblica mediante il concorso di un investitore privato, il cui capitale sarà remunerato da entrate derivanti, in linea di principio, dalla gestione dell’opera per un arco temporale contrattualmente determinato” (http://territorieinnovazione.mit.gov.it/tipologie-di-ppp/project-finance.html).

Costi 1(2) La questione appare un po’ intricata, ma cerchiamo di  sbrogliare la matassa. Ufficialmente è stato sempre affermato che Summano Sanità avrebbe investito 49 ml di € (più IVA) per la realizzazione dell’ospedale e altri 21 ml di € (più IVA) per dotarlo di tutte le attrezzature necessarie (macchinari medicali e informatici, arredo etc.). In verità i canoni che l’ULSS paga per le attrezzature sanitarie, per mobili e arredi e per l’ hardware e che prevedono anche la loro manutenzione, sono definiti “canoni a noleggio”. Significa che questi 21 ml di € non sono un reale finanziamento, ma di fatto una forma di remunerazione ulteriore: Summano Sanità non avrebbe infatti anticipato questi soldi per dotare l’ospedale, ma avrebbe procurato il necessario attraverso contratti di noleggio con le aziende fornitrici, svolgendo cioè semplicemente una funzione di intermediazione commerciale tra le aziende produttrici e l’ULSS, naturalmente ottenendone un corrispettivo economico.


Per approfondire.

Communitas rende disponibile l’esposto alla Corte dei Conti del 2006 con le integrazioni del 2013, può essere scaricato qui: Integrazione_Esposto_CortedeiConti


 

Un lettore ci segnala questa pagina tratta dal libro di Renzo Mazzaro “I padroni del Veneto” pubblicato da Laterza, vendutissimo e arrivato alla 10° edizione.

Mazzaro_I padroni del Veneto

Secondo la ricostruzione del giornalista, mai smentita, la costruzione dell’Ospedale sarebbe stata tutta politica e presa sopra la testa di chi avrebbe dovuto decidere effettivamente la sua convenienza: ULSS 4 e Sindaci. L’articolo getta anche un’ombra sulla “strana” assegnazione al Consorzio che ha effettivamente vinto il project financing.

Vedi anche:

 

 

4 thoughts on “Un ospedale in Project Financing

  1. Pingback: Trentasei013 | Accogliamo le Idee

  2. Pingback: Lo spazio delle strade | Accogliamo le Idee

  3. Interessante analisi degli effetti dell’applicazione del cd “patto di stabilità” sulla carne viva del paese…. quando il progetto dell’ospedale di Sant’Orso venne varato il project financing era solo una possibilità tra le altre; oggi è reso obbligatorio dal patto di stabilità.

    Nella breve analisi che segue si commenterà un’applicazione di finanziarizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica (che cioè producono reddito) dove il costo delle prestazioni e la pressione fiscale lievitano per effetto di norme statali che rendono obbligatorio e strutturale il ricorso al credito, trasformandolo così da strumento discrezionale a finalità ex lege dell’investimento pubblico….

    I veicoli normativi che concorrono a questo esito sono il patto di stabilità e la finanza di progetto o project financing. Due realtà di cui le cronache lamentano di tanto in tanto gli eccessi (?) e le distorsioni (??) senza perciò coglierne la natura funzionale e complementare all’obiettivo finale della finanziarizzazione.

    http://ilpedante.org/post/l-elefante-nella-stanza

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