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Mi diceva che ero brutta, stupida, incapace ed io mi ero convinta che aveva ragione, pensavo che lui non fosse poi così male anzi, che per fortuna mi teneva con sé nonostante il disastro di donna che ero. La depressione mi accompagnava da anni, ero triste e non riuscivo a vedere realmente me stessa, vedevo solo quello che lui voleva che vedessi. Per gli amici, la famiglia, la gente che ci conosceva, per tutti quanti eravamo una famiglia felice, perché al di fuori di casa, lui non mi trattava con disprezzo come faceva sempre. Anzi, era disponibile e carino con me davanti agli altri. Nessuno si domandava perché ero cambiata“.

Poi …

Negli ultimi anni, quando vedevano i lividi nessuno mi domandava cosa fosse successo anche se leggevo negli occhi di mia madre la tristezza nel vedermi così” (1).

Questa è la confessione di una donna che parla di sé e della sua  famiglia.

 Possibile?

Sembra impossibile che avvengano storie di violenza all’interno di una famiglia.

Ma cosa definiamo come violenza? Ad esempio.

spingere mordere
strattonare  causare bruciature di sigarette 
impedire di muovere trattenendo  tirare calci, pugni 
Impedire di mangiare  strappare i capelli 
rompere o danneggiare oggetti nella vicinanza della vittima tagliare i vestiti 
picchiare  essere chiusi in una stanza o fuori casa 
prendere per il collo  essere tenuti forzatamente svegli 
schiaffeggiare essere minacciati con un’arma 

Oppure si può esercitare violenza senza contatto fisico

spaventare con gesti, sguardi e parole  denigrare ed umiliare
minacciare di violenza fisica o di morte il partner  chiudersi alla comunicazione e rifiutare d’ascoltare 
minacciare di far violenza ad altri familiari e/o ai figli essere sarcastici, deridere, disprezzare, mortificare, squalificare 
minacciare di fare violenza agli animali domestici  limitare la libertà personale 
danneggiare gli oggetti personali di valore affettivo per la donna  minacciare il suicidio o di farsi male 
insultare  compiere atti d’infedeltà e vantarsene

Fermiamoci qui, ma per chi vuole andare alla fonte dei dati cerchi qui: http://www.psiconauti.it/Violenza_domestica.aspx

Come si fa a passare dall’incomprensione ai comportamenti violenti?

Difficile da capire o forse ci sono troppe spiegazioni e ognuno conosce la sua, però non dovrebbe succedere e, se succede, bisognerebbe porvi fine, il prima possibile.

Non parliamo di società arcaiche dove la gerarchia dei rapporti sociali costringe alcune persone alla sottomissione e alla legittimazione della violenza nei loro confronti. Parliamo della nostra società orgogliosamente considerata tra le più “avanzate” nel mondo, dove siamo compiaciuti di pensare di avere una civiltà superiore  a quella della maggioranza dei popoli che vivono su questo pianeta.

Eppure pratichiamo la violenza domestica.

Non può essere molto diffusa…

Invece sì, purtroppo (2).

8 milioni 323 mila donne hanno subito violenza psicologica in Italia, e su 31 milioni significa 4 su 10. Per metà di loro la violenza è stata occasionale, ma per l’altra metà è stata continua o è avvenuta spesso.

l-l-sabbadini-la-violenza-contro-le-donne-dentro-e-fuori-la-famiglia-3-638La violenza fisica o sessuale  ha colpito una donna su tre (6 milioni 788 mila) nell’arco della vita. Sono numeri importanti. E’ vero che si spalmano in un arco di tempo lungo (tutta la vita delle intervistate) e alcuni dati potrebbero riferirsi a un tempo lontano.

Se consultiamo i dati più recenti, abbiamo valori più bassi, ma negli ultimi 5 anni è stata soggetta a violenze fisiche una donna su 9.

Da chi proviene la violenza?

l-l-sabbadini-la-violenza-contro-le-donne-dentro-e-fuori-la-famiglia-11-638Solo il 20 % proviene da sconosciuti. Il restante 80% è violenza esercitata, da parenti, amici, familiari, conoscenti, compagni di scuola, amici. Come dire che non ci si può fidare di chi si conosce.

La violenza colpisce in egual misura donne italiane e donne straniere.

Sono più a rischio:

  • l-l-sabbadini-la-violenza-contro-le-donne-dentro-e-fuori-la-famiglia-13-638le donne separate o divorziate (51%)
  • le donne tra 25 e 44 anni (71%)
  • le donne istruite (78%)
  • sono oggetto di violenza più le dirigenti che le disoccupate.

 

Una notizia positiva

Le violenze sono in calo. Non di molto: negli ultimi 5 anni diminuiscono del 2% rispetto al quinquennio precedente.

Se però consideriamo solo le violenze psicologiche il calo è forte (- 15 punti).

Parlarne serve

Parlare di violenza non serve a impedire le violenze peggiori (ferite, stupri, omicidi), per quelli servono altri strumenti che riguardano la legge o le forze dell’ordine.

Parlare di violenza serve per ridurre le violenze “minori”, quelle psicologiche o considerate quasi “ordinarie”.

Aumenta la consapevolezza che i comportamenti violenti anche senza l’uso della forza non sono tollerabili. Si percepisce che, anche se operato in ambito privato, il comportamento violento è un reato.

Diventa più frequente la denuncia, più facilmente la donna che denuncia ottiene aiuto e soddisfazione.

Uno spettacolo

Catene violente 8218.jpg

Lo spettacolo CATENE VIOLENTE presentato ieri a Piovene Rocchette racconta una storia quasi banale. Lei viene ricoverata al pronto soccorso, ha una caviglia dolorante ed ecchimosi sul corpo “è caduta dalle scale” dice lui, lei conferma in silenzio. Una coppia come tante, lui la ama molto, ma non le lascia spazio “sai che penso io a tutto”. Un amore che diventa possesso,la paura di dire qualcosa a lui, di rivelare la propria ricerca di una vita indipendente. I vicini che sentono le urla, ma non intervengono, la figlia che vede tutto.

Qui finisce il pezzo di teatro, tratto da una storia vera.
Si interroga il pubblico come si potrebbe cambiare cambiare questa storia, ci si domanda se l’infermiera, il medico, il vicino, la moglie o la figlia avrebbero potuto modificare il loro atteggiamento per cambiare la storia per evitare che l’amore diventi gelosia prima e violenza poi.
Il pubblico interviene, commenta propone comportamenti diversi, entra in scena e ripete la scena con gli attori cercando di portare la storia, quella storia vera, su un binario diverso.

Un teatro di straordinaria efficacia.
Catene violente_8214.jpg

(1) I brani sono tratti da: http://www.leparoledegliangeli.com/it/articoli-angeli-libri/3758-violenza-domestica-sulle-donne-testimonianze.html

(2) I dati sono quelli di una relazione del 5 giugno 2015 a cura di Linda Laura Sabbadini del Dipartimento Statistiche Sociali e Ambientali dell’ISTAT. I dati sono liberamente consultabili qui: http://www.slideshare.net/slideistat/l-l-sabbadini


Ricordiamo che è possibile ottenere informazioni o assistenza in forma anonima anche per vie istituzionali.

Sportello Donna (2).jpg

 

 

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