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Premessa

Oggi non sembra possibile, ma un tempo Rocchette era una stazione di un certo peso. Ad un certo punto della sua storia, ai primi del Novecento, era il nodo ferroviario più importante dell’alto-vicentino.  Vi arrivavano ben 4 linee ferrate:

  • da Torrebelvicino-Schio
  • da Thiene-Chiuppano
  • da Arsiero
  • da Asiago.

Oggi, una alla volta, tutte le linee sono state smantellate e alla strada ferrata si è sostituito l’asfalto per le auto. E’ interessante ripercorrerne la storia che parte dalla seconda metà del XIX secolo.

Nell’Ottocento

… la ferrovia era sinonimo di modernizzazione: costruire le ferrovie significava unire i mercati locali in un unico mercato nazionale e quindi dava lo sbocco necessario per le industrie. Tutto questo dopo la costruzione dello stato nazionale italiano, dato che sotto l’Austria il Veneto era terra prevalentemente agricola e economicamente arretrata.

E’ da notare che la Marghera-Padova fu completata sotto il Regno Lombardo-Veneto nel 1842, la Padova-Vicenza (e ponte lagunare) nel 1846 e la Vicenza-Verona nel 1849; tuttavia le infrastrutture potevano essere costruite solo in ambito regionale dato che i confini dell’Impero austriaco escludevano metà dell’alta Italia e tutto il resto della penisola.

01_ Ferrovia Mestre-Padova.jpg

Ferrovia Ferdinandea Padova-Mestre

Avvenuta l’unificazione d’Italia, si diede impulso alla costruzione di ferrovie sull’asse nord-sud fin dal primo anno (1861).

Alessandro Rossi

A_Rossi

Alessandro Rossi

E’ stato il vero artefice dell’industrializzazione dell’alto vicentino ed uno dei principali industriali dell’Ottocento. Prima del Rossi, la località Rocchette era aperta campagna, neppure un edificio, solo campi e prati, qualche sporadico molino e una cartiera lungo l’Astico (Casa Brusà e località Calappi – talvolta denominata Caloppi o Cà Lapi).

A partire dal 1868 Alessandro Rossi comincia a costruire la prima fabbrica di Rocchette sul greto dell’Astico e, in meno di due decenni, sorgono altre 3 fabbriche (la numero 2 nel territorio del comune di Cogollo al di là del torrente, la n. 3 adiacente la stazione, la n. 4 convertendo la ex cartiera dei Calappi); costituisce anche le abitazioni per gli operai (le casète) e per gli impiegati.

Le lavorazioni di Rocchette facevano parte del ciclo produttivo del Lanificio Rossi e dovevano essere trasportate negli altri stabilimenti vicentini prima di diventare prodotto finito.

Da qui il forte interesse dell’industriale a mettere in comunicazione tutti i suoi opifici.

La Vicenza-Schio

02_Umberto I

Principe Umberto

Siamo nel 1876 quando la Società Veneta (1) costruisce il tronco Vicenza-Schio. La ferrovia viene inaugurata alla presenza del principe Umberto di Savoia (2).

E’ un passo importante perché da questo momento le industrie del Rossi saranno collegate con la rete ferroviaria nazionale e quindi anche con i porti.

La Ferrovia è lunga 31,184 km e serve principalmente Dueville Thiene e Schio.

La gestione è affidata alla “Società Anonima Cooperativa di Schio” che, poco tempo dopo, sarà rilevata e sostituita dalla Società Anonima per le “Ferrovie Economiche di Schio”.

La ferrovia si ramifica

Qualche anno dopo si comincia a pensare a una ferrovia che, dipartendosi da Schio, unisse le altre realtà produttive pedemontane.

Il primo progetto di una ferrovia economica è del 1880 (ing. Gio Batta Saccardo) e prevede una linea Schio-Piovene-Arsiero. Il tutto sarebbe passato per Santorso (allora Sant’Orso) dove l’industriale aveva costruito il Podere Modello (3) e stava costruendo la sua villa. Si tratta di una Relazione di progetto preliminare con stima dei costi.

Il Progetto finale si estenderà fino a Torrebelvicino e il tratto Torrebelvicino-Santorso venne inaugurato il 15 giugno 1884, il rimanente tratto fino ad Arsiero fu inaugurato il 16 marzo 1885.

03_Ferrovia Schio Arsiero.jpg

Planimetria estratta dai documenti del progetto del 1880 rielaborata a colori da Romano Borriero

Era a scartamento ridotto con specifiche “tranviarie” e con  caratteristiche di economicità. Doveva eseguire un “servizio a navetta”, ovvero percorreva l’intera tratta ferroviaria di 23 km senza incrociare altri convogli.

Dove passava la ferrovia? 

A fianco dell’attuale Strada Provinciale 346 (detta allora Strada Consorziale).

Entrata a Piovene si sviluppava a sud dell’abitato (lungo l’attuale via Trento) e aveva una fermata che serviva il centro di Piovene in località Carosseta (deriva da Ca’ rosseta, ovvero ”Casa di colore rossiccio”). Allora era in aperta campagna e la fermata si raggiungeva prendendo Via del Bo’.

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La stazione di Piovene oggi: è lo stabile ottocentesco ristrutturato

La stazione di Piovene

La fermata era dotata di un edificio principale, il Fabbricato Passeggeri, e dei servizi igienici esterni, detti cessi; lo stabile-stazione,  è tutt’ora esistente. Pochi lo sapranno, ma la stazione ferroviaria è il vecchio edificio che si trova oggi al civico 88 di via Trento. La superficie di pertinenza, secondo il progetto, occupava uno spazio di metri 185×25 circa, ma il progetto venne realizzato solo in parte (omettendo il magazzino merci) e dei tre binari previsti venne posato solo quello principale di transito. E’ un semplice edificio a pianta rettangolare a due piani, che aveva una sala d’aspetto grande, un ufficio con biglietteria e telegrafo ed un corridoio centrale, detto vestibolo, che metteva in comunicazione l’area di accesso posteriore con quella di attesa esterna, adiacente all’unico binario. Al piano superiore, l’abitazione del personale di servizio e dei loro famigliari.

6 binari Piovene.jpg

5 ferrovia via Trento

La fermata di Rocchette

Secondo il Progetto preliminare, Rocchette doveva avere solo una fermata di servizio, con un edificio a due piani, detto Casello, e una tettoia annessa di tipo ottocentesco per i passeggeri, simile a quella di Sant’Orso (questo il nome ottocentesco); inoltre doveva essere dotata di una cisterna e di un rifornitore d’acqua.

7 binari Rocchette 1884.jpg

Nient’altro… il tutto compreso in un’area di 70 x 20 metri. Rispetto al progetto di tre binari previsti (vedi immagine) ne vennero realizzati solo due, di cui uno morto per il servizio di carico/scarico merci. Man mano che cresceva l’importanza dei lanifici, sarebbe cresciuta la potenzialità della stazione. che venne ampliata in due successive fasi, 1907 e 1933, arrivando a coprire una superficie di 370 x 110 metri !!!

Essendo il suo scopo quello di servire il sito industriale dei Lanifici Rossi, da semplice scalo venne subito promossa a Stazione primaria, comprendente

  • uno stabile simile a quello di Piovene, il Fabbricato Passeggeri,
  • un Magazzino Merci coperto con piano scoperto di carico-scarico,
  • una cisterna ed un braccio rifornitore acqua,
  • un deposito di carbone a torre
  • una Casa cantoniera che fungeva da abitazione per il personale di servizio (il Custode ed i suoi famigliari) staccato dallo stabile ferroviario e posto a mezzavia tra di esso e la sede delle vecchie Poste e Telegrafi. Nella fotografia compare anche lo Spaccio Cooperativo aziendale per i dipendenti.
8 panorama ROcchette fine 800

Panoramica di Rocchette a fine ‘800. La stazione è indicata dalla freccia (fotomontaggio di Romano Borriero)

Agli inizi del nuovo secolo la Società per le “Ferrovie Economiche di Schio” fallisce (1906) e viene sostituita con una nuova società finanziata dalla Società Veneta stessa, la ”Ferrovie Nord Vicenza”.

Romano Borriero

Renzo Priante

Continua …

 


NOTE

(1) La SOCIETA’ VENETA  PER  IMPRESE  E  COSTRUZIONI  PUBBLICHE è stata  costituita il giorno 11 Gennaio 1872. Si tratta di una società per azioni che emette 32.000 azioni al prezzo di 1,6875 lire. I sottoscrittori sono 30, tra essi l’ing. comm. Vincenzo Stefano Breda che sottoscrive 8.000 azioni e sarà il primo presidente, altri azionisti di una certa rilevanza sono Jacob Levi e figli di Venezia con 2.600 azioni, il dott Eugenio Forti di Padova con 2.550 azioni, Errera M. A. e Compagni di Venezia con 2.000 azioni. Il comm. Alessandro Rossi ne acquista solamente 800 azioni.

(2) Figlio del re Vittorio Emanuele II

(3) Il nome esatto era Podere-Scuola ”Alessandro Rossi” in S. Orso

 

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5 thoughts on “La Stazione di Rocchette

  1. Pingback: Le forme della Terra 2 | Accogliamo le Idee

  2. Pingback: La Stazione di Rocchette (3) | Accogliamo le Idee

  3. Pingback: La Stazione di Rocchette (2) | Accogliamo le Idee

  4. Grazie per queste informazioni che raccontano il passato dei nostri bellissimi luoghi e paesi,in paticolare Piovene rocchette,luogo di storia e dai nostri giovani mai conosciuta,per esempio:esisteva anche un trenino elettrico che raccordava i vari stabilimenti lanerossi con tanto di traforo inclinato.

    Bravi!!! Continuate e grazie

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