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Alle soglie del XX secolo

13 biglietto 1915

Biglietto Arsiero-Rocchette, la corsa costa 65 centesimi.

Piovene alla fine del secolo è l’unica cittadina con due stazioni, una per il centro e una per il quartiere industriale di Rocchette (4). Solo Torrebelvicino, come Piovene, ha una stazioncina-fermata di servizio a Pievebelvicino oltre che a Torrebelvicino.

Nel 1907 la stazione di Rocchette vede aumentare la propria importanza per l’arrivo di un nuovo ramo, la linea proveniente da Thiene-Carré-Chiuppano che è a scartamento normale.

Ma già si sta lavorando per aggiungere una quarta linea.

Una ferrovia per l’Altopiano

Fin dal 1882 Alessandro Rossi propone un collegamento ferroviario con l’altopiano dei 7 Comuni. Il primo progetto, presentato nel 1884, è dell’ing. Crippa incaricato di far proseguire la linea Torrebelvicino-Schio-Rocchette-Arsiero fino a S. Pietro Valdastico; e qui, tornando indietro e piegando verso Castelletto, il tracciato percorre la Val d’Assa e arriva ad Asiago con un tracciato di 32 km in semplice aderenza ovvero senza l’ausilio di cremagliera.

La tratta però è troppo vicina al confine austro-ungarico e il progetto viene osteggiato e abbandonato.

Dell’anno dopo (1885), sempre su iniziativa del Rossi, è un’altra proposta per raggiungere Asiago partendo da Bassano e realizzando quella che dovrebbe essere un’anticipazione dell’attuale pedemontana dato che passava per Breganze-Thiene-Rocchette-Cogollo prima di salire sull’Altopiano.

8b tracciato Arsiero Asiago.jpg

Nel 1886 viene perfino pubblicato un opuscolo dal titolo “Barricata-Kulm” dove viene illustrato il progetto dell’ing. Ferdinand Schäcke (4). Nel 1889 gli ingegneri Saccardo e Dalla Valle presentano un nuovo progetto che sale lungo il Costo e passa presso Canove prima di arrivare ad Asiago. Deve arrivare il 1904 perché venga approvato quello definitivo, con le riconsiderate varianti di percorso. I lavori iniziano finalmente nel 1907 con l’approvazione del progetto esecutivo e la costruzione del viadotto sul fiume Astico tra Piovene e Cogollo.

Una relazione dell’epoca cita:

Il 24 aprile 1909 la vaporiera è partita da Rocchette, ha attraversato il ponte sull’Astico portando l’intera direzione lavori e arriva fino a Conca e Cesuna, accolta da una folla festante e allietata da un banchetto.

Come si vede, a tratta non ancora ultimata, venivano fatte delle corse di carattere tecnico a scopo dimostrativo e pubblicitario.

Il 25 novembre dello stesso anno, il treno entra a Canove, ma solo il 4 dicembre Asiago viene raggiunta, in modo ufficioso, per la prima volta da un treno. La linea viene aperta ufficialmente al pubblico il 10 febbraio del 1910 (5). Con l’arrivo del treno, Asiago festeggia la fine di un isolamento secolare.

Dietro a tutti i progetti c’è sempre stata la mano e l’interesse di Alessandro Rossi, Senatore del Regno, che può più facilmente ottenere la lana delle greggi dell’altopiano; ma sicuramente la nuova ferrovia cambia il corso della storia dell’Altopiano.

Ora Rocchette diventa uno snodo importante dato che ben 4 linee arrivano alla stazione.

11 stazione Rocchette.jpg

La stazione di Rocchette dopo il 1907

Il ponte sull’Astico

La linea per Asiago doveva attraversare l’Astico, ma presso Rocchette il fiume è un orrido profondo 70 metri rispetto alla campagna. E’ necessario un ponte, ardito per quei tempi. Una serie di arcate in muratura partono dalla piana di Cogollo e fronteggiano le rocce a picco dal lato di Rocchette. Occorre forare il monte (la collina dell’obelisco) e superare lo sbalzo di oltre 90 m. Viene scelta una struttura in acciaio a traliccio ad arco inverso. In totale tra parte in muratura e parte metallica la lunghezza superata risultava di m 146,60.

Il progetto è stato approvato il 19 giugno 1906 e il ponte viene completato tre anni dopo. Per costruirlo si dovette ricorrere a una ditta di Milano: la Società Costruzioni A. Brambilla. Qui sotto, la fotografia delle opere al momento del collaudo, conclusosi positivamente con una flessione di soli 5 cm (per i tecnici: inferiore a 1/1800 della luce). L’opera è talmente straordinaria da venire riprodotta sulle cartoline.

9 ponte Astico

Rocchette ha una sua rivista

Attorno alle ferrovie fioriscono attività economiche legate al movimento dei passeggeri. Sulla strada di fronte alla stazione di Rocchette c’era la locanda ”Ronco del Frate” di Giovanni Dalle Ore (oggi via Rossi civico 7) e la “Trattoria alle vasche” di Giovanni Bon (oggi Bar L’Allegrotta al civico 79-81). Lì il 1 gennaio 1900 viene messo in vendita il primo numero di una rivista mensile, si chiama

L’Astico

e ha come sottotitolo Eco mensile di Rocchette. 

Nel primo numero, tra numerosi articoli

  • un Inno a Rocchette,
  • nella sezione per signore un articolo Contro il busto a firma di Amelie,
  • rubriche di cronaca locale e scienza pratica.
  • Tra gli articoli più importanti la politica estera con un articolo Perché i Boeri vincono?
  • E infine un articolo su un problema ancora attuale: La mafia in Sicilia scritta da Aristide.

La rivista costa 15 centesimi, l’abbonamento annuale costa lire 2. La pubblicità non manca, ma si chiama reclame, alla francese (6).

10 rivista L'Astico.jpg

Frontespizio della rivista la cui redazione aveva sede in una delle locande summenzionate, probabilmente al Ronco del Frate. Veniva venduta anche a Schio

La Grande Guerra

La stazione di Rocchette è opera strategica e vicina al fronte. A meno di 5 mesi dall’inizio della guerra arrivano le prime bombe, non sono di cannone dato che “la fronte” (veniva chiamato proprio così, al femminile) è ancora lontana, ma sono sganciate da piccoli biplani biposto, nel nostro caso partiti dall’aeroporto di Cirè di Pergine in Valsugana.

Il momento peggiore è nel giugno del 1916 quando, con la Strafexpedition, il fronte si avvicina minacciosamente. Gli stabilimenti di Rocchette vengono cannoneggiati e, con questi, la stazione. La popolazione viene evacuata e mandata in profugato, cioè ospitata in paesi lontani dal fronte.

12 bombardamento lanifici 1° guerra

Il fumo dei lanifici bombardati visto dalla strada che da Piovene va a Chiuppano (7)

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La squadra antincendio nel fumo del bombardamento (8)

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La ciminiera colpita (9)

La ferrovia resta importante e, fallita l’offensiva degli Austro-ungarici a fine giugno 1916, dato che il ponte sull’Astico non ha subito danni, viene completamente riattivata: i convogli viaggiano solo di notte per sfuggire ai controlli nemici. Allo stesso scopo sulla strada per Arsiero, la linea viene mascherata con teli e canne perché è importante celare al nemico il movimento di mezzi e di uomini.

17 lanifici bombardati.jpg

Lanifici bombardati (10)

18 ripristino telegrafo 1916.png

Le bombe hanno colpito anche le case di Rocchette: in primo piano i binari, il palo della linea telegrafica ripristinata e, oltre la recinzione, la strada per Arsiero (oggi via Rossi) con il muro del campo da bocce del Circolo Lanerossi

.

Durante la guerra, la ferrovia viene potenziata,  nella campagna tra Piovene e Chiuppano  la linea è ampliata: vengono apprestate 9 ”spighe di tiro”, binari curvi scavati in trincea sui quali scorrevano i potenti cannoni francesi da 320 mm su affusto ferroviario che potevano eseguire solo l’alzo; spostando il cannone lungo il binario curvo, cambiava l’angolo dello sparo (il brandeggio). I militari erano consapevoli dell’importanza della ferrovia, non solo per utilizzare i cannoni che si muovevano su rotaia ed erano in grado di sparare proiettili fin sul monte Ortigara, ma anche per rifornire l’altopiano dei 7 comuni che rimaneva uno più importanti scenari strategici di contenimento dell’offensiva austro-ungarica che minacciava l’aggiramento e la presa alle spalle del fronte orientale italiano dell’Isonzo.

Spighe di tiro

Quattro binari a “spighe di tiro” costruiti nella campagna di Piovene in una foto aerea del 1918 (riportato nel libro recensito QUI)

19 cannone francese 320 mm spara.jpg

Il cannone francese da 320 mm al momento dello sparo nella campagna di Chiuppano (in lontananza la cuspide del campanile di Caltrano) La foto è riportata nel libro di Brazzale e Sperotto recensito QUI

Il primo dopoguerra

Nel dopoguerra riprendono le attività produttive, tornano gli sfollati e tutti quelli che avevano abbandonato il territorio minacciato dagli eventi bellici. Il momento è difficile, lo Stato è preso dal problema della ricostruzione, dei risarcimenti dei danni di guerra e da una pace che non lo premia. I prezzi delle materie prime aumentano e la F.N.V. (società gestrice delle linee dell’alto vicentino) va incontro a un dissesto finanziario che cerca di tamponare con un aumento delle tariffe; ma i soldi mancano per tutti. I biglietti rincarati scoraggiano l’uso del treno e la società è costretta a retrocedere dalle sue scelte. Questo non evita il fallimento: il 1 dicembre 1925 i treni si fermano. Il movimento passeggeri viene garantito dalla stessa Società Veneta, che subentra alla sua controllata, mediante corse di autobus e finalmente, il 12 settembre 1926, viene riattivato il servizio ferroviario con grande soddisfazione generale.

Romano Borriero

Renzo Priante

Continua …

La prima parte dell’articolo si trova qui: La Stazione di Rocchette

 


NOTE

(4) L’ingegnere era di Graz (Austria) e aveva già progettato la linea Arth-Righi in Svizzera

(5) Per maggiori dettagli vedere: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Rocchette-Asiago

(6) La consultazione de L’Astico riserva notevoli curiosità. Sempre nel primo numero si annuncia la chiusura temporanea della ”strada provinciale di Rocchette” (tratto Rocchette-Arsiero) per la collocazione di ”nuovi cannoni a tiro precipitevolissimo, piazzati sul forte pure di nuova costruzione” che ”si vede dalla strada provinciale e sorveglia le gallerie del tram in caso di un’invasione austriaca”. Evidentemente 15 anni prima della guerra i rapporti con l’Austria, pur alleata nella Triplice Alleanza, erano già di grande diffidenza.

(7) (8) (9) (10) Le fotografie sono tratte dall’archivio del Museo Centrale del Risorgimento. Molte foto sono consultabili on line a questo indirizzo http://www.14-18.it/album.

 

3 thoughts on “La Stazione di Rocchette (2)

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