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Potenziamento della linea Rocchette-Arsiero

Lo scartamento ridotto non era adeguato alle esigenze dell’industria e, all’inizio degli anni 30, si decide di potenziare la linea portandola allo scartamento normale. E’ questa l’occasione per ridefinire il tracciato rendendolo più veloce. Questa nuova progettazione, da un lato completa l’idea originaria di prolungamento ad Arsiero con scartamento normale, dall’altro rispecchia le esigenze dell’industria che la Società Veneta coglie quando effettua i suoi investimenti. Il Fascismo vede di buon occhio queste iniziative dato che gli permettono di celebrare se stesso imponendo i propri simboli nelle nuove opere. Compaiono così le date dell’era fascista sulla chiave di volta di ogni galleria e i fasci littori sulle targhe affisse su ogni manufatto.

Il nuovo tracciato abbandona quello tortuoso ottocentesco (l’attuale strada verso Velo d’Astico) costruisce 3 nuove gallerie e un nuovo ponte sulla valle del Brantegnan, ovvero sul Rio dell’Orco come si chiama il proseguimento della prima.

Con l’occasione la stazione di Rocchette viene, per l’ennesima volta, potenziata con la costruzione di nuove officine di riparazione, magazzini, rimessaggio, abitazione del capostazione; vengono anche ampliati i binari.

Arriva il Principe

Nel 1933 alla stazione di Rocchette arriva il principe Umberto di Savoia, futuro Re d’Italia seppure solo per un mese (dal 9 maggio 1946 al 13 giugno dello stesso anno). Nello stesso anno avviene il potenziamento del nodo di Rocchette per i collegamenti ferroviari in questa parte dell’alto vicentino.

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Il principe Umberto di Savoia scende alla stazione di Rocchette per recarsi in auto sull’Altopiano dei 7 Comuni

Una nuova guerra

Stavolta il fronte non è vicino a casa come nella prima. E’ lontano migliaia di chilometri verso la Russia, l’Africa, la Grecia, ecc. Si avvicina quando, deposto Mussolini, i tedeschi invadono l’Italia e la lotta tra chi parteggia per i tedeschi e chi li combatte diventa una guerra paese per paese, contrada per contrada.

La stazione di Rocchette non subisce bombardamenti; ma le armi circolano e così, il 29 agosto del 1944 il giovane Stefano Dal Bosco (detto Lino) giocando con l’amico Giancarlo Bondioli trova uno strano oggetto metallico presso le latrine della stazione: era una bomba a mano che, maneggiata incautamente, uccide Stefano (11).

I treni comunque erano preziosi per la guerra e  diventavano obbiettivi militari. Fu così che, mentre un convoglio passava in località Campiello sull’Altopiano, un mitragliamento aereo lo colpì uccidendo Raimondo Bertuzzo e Domenico Panozzo (Pojaco). Non furono gli unici, ma erano di Piovene e qui li citiamo.

Un mitragliamento

Infine nel gennaio del 1945 tocca alla stazione di Rocchette ad essere il prossimo obiettivo.

21 cacciabombardiere americano Thunderbolt.jpgDue cacciabombardieri americani P-47 D Thunderbolt picchiano sulla stazione mitragliandola. Arrivavano da est colpendo i convogli. Le persone fuggono in tutte le direzioni cercando di mettersi in salvo dentro la stazione. Fu lì che Sebastiano Fochesato (detto Bimbo) ormai dentro la porta con tutto il corpo, venne colpito a un polpaccio. Fu subito soccorso dall’ing. Licinio Bonat, ispettore presso la stazione di Rocchette, ma questo non bastò ad evitargli la perdita della parte inferiore della gamba sinistra.

Quando la guerra sta per finire …

soldati tedeschiSiamo arrivati al momento della ritirata dei tedeschi. La guerra è ormai finita, i tedeschi hanno perso e vogliono ritirarsi verso la Germania. Nei giorni del 27-28-29 aprile 1945 occupano la stazione di Rocchette. Fanno sgomberare il personale civile e costituiscono un presidio di sicurezza per le loro truppe obbligate a transitare da Rocchette per andare a nord lungo la Valle dell’Astico. Incalzate dalle truppe alleate e dai partigiani fanno saltare il ponte Pilo nella notte successiva all’entrata degli alleati nella città di Vicenza, avvenuta il 28 aprile (12).

22 ponte Pilo ricostruito 1947

Il cantiere per la ricostruzione di Ponte Pilo (1946-47)

Intanto il personale civile è relegato nel rifugio antiaereo allora costituito dalla galleria di collegamento tra lo stabilimento n. 1 presso l’Astico e lo stabilimento n. 3, dentro il tunnel che serviva per il trasporto di pezze.

Grandi lavori

Il dopoguerra porta novità tecniche. Progressivamente le vecchie macchine a vapore vengono accantonate.

23 vecchia vaporiera che passa presso cim vecchio '60

Non più depositi di carbone e rifornimenti d’acqua sparsi per le stazioni, non più fuochisti e volti anneriti dal fumo.

Ora le locomotive hanno un motore diesel e si possono guidare stando in cabine più confortevoli. Anche le prestazioni migliorano, più veloce l’accelerazione e anche la velocità media. Le nuove trattrici si chiamano littorine ed erano già state introdotte prima della guerra, ma a Rocchette arriveranno negli anni cinquanta e conviveranno con le locomotive, per un breve periodo.

Ora i mezzi ferroviari sono forniti dalle Ferrovie dello Stato, ma sul fabbricato della stazione campeggia la scritta SOCIETA’ VENETA FERROVIE, che gestirà i servizi e la manutenzione delle linee ferrate e, quando le prime tratte verranno soppresse, sostituirà il treno con le sue autocorriere sul fianco delle quali campeggerà la scritta:

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Corriere in stazione.jpg

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Alcuni degli ultimi ferrovieri (14)

La fine di un’epoca

Avanza potente il nuovo mezzo di spostamento: l’auto. La sua entrata in scena travolge quello che resta della ferrovia.

  • 20 giugno 1949. Viene soppresso il servizio ferroviario Schio-Rocchette
  • Settembre 1955. Vengono rimosse le rotaie della stessa linea
  • 31 luglio 1958 la linea Rocchette-Asiago viene soppressa, sostituita dal servizio autobus.
  • 31 marzo 1964 viene soppressa la linea Thiene-Rocchette-Arsiero (13) e con questo atto la ferrovia scompare da Piovene Rocchette.
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Operai al lavoro per la demolizione delle locomotive a cremagliera (1964)

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Chi può si compra i vagoni venduti a basso prezzo, li mette su un carro e se li porta via (15)

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Senza più treni né binari la stazione ferroviaria diventa stazione delle corriere

Una distruzione inutile

L’ardito ponte costruito 70 m sopra il torrente Astico dalla Società Brambilla di Milano diventa inutilizzato. E’ un ponte eccezionale che ha dato una prova di efficienza nelle operazioni di collaudo. Si potrebbe pensare di riutilizzarlo o di conservarlo come cimelio?

L’idea non passa neppure per la testa dei politici: l’Italia va fatta nuova, basta con il passato e al passato appartengono queste nostre ferrovie con tutto il loro vecchiume.

Non si è fatto però i conti con la nostalgia che ritornerà presto ad emozionarci con i ricordi.

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Con l’uso della fiamma ossidrica si tagliano le putrelle (16)

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Il ponte caduto sul greto dell’Astico dove si andrà a recuperare il ferro per rifonderlo (17)

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1973 Un nuovo ponte stradale si affianca al vecchio ponte ferroviario

Si arriva al paradosso di dire che il ponte ferroviario è pericolante, ma non è vero: con un minimo di manutenzione e di verniciature poteva durare altrettanto.

E’ così che il 9 dicembre 1966 il ponte sull’Astico viene tagliato con la fiamma ossidrica e fatto precipitare sul fondo del torrente.

A che scopo? Per venderlo come ferrovecchio.

Costruire strutture ardite e poi buttarle via è un modo di pensare errato e speriamo che appartenga al passato. Una struttura come quella oggi sarebbe stata un’attrazione turistica e anche un mezzo stupendo per collegare le due rive dell’Astico.

La stazione e i suoi fabbricati

28 Siamic logoResta una stazione ormai inutile e un’area immensa un tempo occupata dai binari. Resta il servizio autobus, ma ha bisogno di uno spazio infinitamente più piccolo e Rocchette non è più un centro di scambi.

Nel 1967 alla SOCIETA’ VENETA subentra la SIAMIC.

Anno dopo anno i fabbricati degradano. Qualche tettoia ancora serve a riparare qualche autocorriera o qualche camion. Il fabbricato che ospitava biglietteria, uffici e alloggi verrà dismesso e chiuso. Il vecchio rimessaggio delle attrezzature del treno per Asiago diventa sala da ballo e si chiama CAPANNA AZZURRA.

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La Capanna Azzurra: l’ex rimessaggio alla fine degli anni ’60 trasformato in balera (18)

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Capanna Azzurra alla fine degli anni ’60. Al beat si alterna il “liscio”, sempre di moda. (19)

L’area si trasforma, la Lanerossi si espande prendendosi la sua parte e nel 1972-73 occupa la porzione a ovest con il suo nuovo gigantesco stabilimento. L’area restante diventa sede di una trasformazione urbanistica che inizia negli anni ’80 con la costruzione di un nuovo quartiere.

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L’area est della ex stazione di Rocchette negli anni ’80 poco prima dell’inizio della demolizione (20)

35 ruspa anni 80

Inizio anni ’80 le ruspe demoliscono l’ex stazione per fare largo al nuovo quartiere di case popolari (PEEP quartiere Dalla Chiesa) (21)

La demolizione della stazione si completa agli inizi del 1982 ad opera della ditta Schiro di Seghe di Velo.

E’ finita un’epoca e Rocchette non è più quella che era prima.

Romano Borriero

Renzo Priante

Le puntate precedenti si trovano qui:


NOTE

(11) L’episodio è stato ricostruito da Romano Borriero raccogliendo la testimonianza di Pier Giuseppe Marigo. Il giovane Bondioli era figlio del vice capostazione, sopravvisse allo scoppio avendone però il fianco devastato dalle schegge. Si salvarono anche il giovane Pier Giuseppe Marigo di cinque anni e l’ancor più giovane Giuseppe Dal Bosco (chiamato Bepi dal popolo e anche Bepi màndola – recentemente scomparso), fratello della vittima, di soli due anni. Allora in ogni paese esisteva un presidio medico permanente ed era il medico condotto, allora il dr. Domenico Rebeschini, a curare il giovane Giancarlo asportando le schegge.

(12) Il ponte non venne completamente distrutto, ma reso inagibile al transito di mezzi. A piedi si riusciva a passare seppure con difficoltà. Poco più di un anno dopo iniziarono i lavori di ricostruzione, ultimati nel giugno 1947.

(13) La chiusura di tutte le linee viene ufficializzata con legge 26/02/1977 n. 60 G.U. 71 del 15/03/1977

(14) (15) Proprietà Dal Santo

(16) (17) Proprietà Giorgio Rosa

(18) (19) Proprietà Dal Ferro

(20) Proprietà Bruno Meda

(21) Proprietà Ditta Schiro

 

3 thoughts on “La Stazione di Rocchette (3)

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