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manifesto libro rievocazioneIl libro

Martedì 1 giugno alle ore 20,30 presso la sala della biblioteca di Piovene Rocchette verrà presentato il libro fotografico che racconta la rappresentazione dello scorso anno

La Rievocazione storica di Piovene Rocchette

Si tratta di una rievocazione particolarmente ricca di figuranti che si svolge lungo le vie del vecchio borgo di Piovene Rocchette nella prima settimana di luglio, di solito al sabato. Ha cadenza biennale e si svolge solo negli anni dispari. La prima rievocazione si tenne nel 2004, nel 2015 si è tenuta la sesta edizione.

Vi partecipano entusiasti gli abitanti di Piovene.

E’ preceduta da spettacoli ed esibizioni tra i quali figurano sempre gli Alfieri della Regina. Accompagnati dal suono delle chiarine (le lunghe trombe medievali) e dal ritmo dei tamburi, una nutrita serie di sbandieratori si esibisce nel lancio di grandi bandiere colorate: eseguono il lancio in sincrono, lo scambio delle bandiere e altre prove di abilità.

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Oltre a queste esibizioni, vi sono prove di bravura equestre, tornei di spadaccini, sfilano personaggi in costume.

All’imbrunire i figuranti, circa duecento, si riuniscono lungo piazzale Vittoria: appestati con vesti bianche chiazzate di rosso sangue, popolani con casacche, monaci con il saio nero, nobili con sontuosi vestiti di broccato preceduti dai gonfaloni delle storiche famiglie piovenesi: i Piovene, naturalmente, i Capra, i Caldogno, i Valmarana, i Verlato, …

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E poi cacciatori con cani e pelli di volpe, boscaioli con la gerla, caprai con il loro seguito belante, spadaccini in costume rinascimentale. Arrivano infine i falconieri con i rapaci che muovono il capo di scatto, appollaiati sul guantone di cuoio e legati a una catenella, talvolta incappucciati, secondo le regole della falconeria.

E’ un corteo piuttosto lungo e porta l’azione nel cuore della vecchia Piovene, alla Riva dei Frati, il parco a fianco dell’antico Ospizio dei Girolimini.

Col buio inizia la rappresentazione vera e propria. I protagonisti della rievocazione sono:

  • la peste,
  • i Girolimini,
  • la Madonna del Summano,
  • la comunità di Piovene.

LA PESTE

Maculan_Piovene e la pesteLa Rievocazione si basa sulla realtà storica. In occasione della prima rappresentazione, lo storico Bruno Maculan pubblicò la sua ricerca di documenti storici in un libro I PIOVENESI E LA PESTE – Le origini del voto alla Madonna dell’Angelo.

Le vicende narrate si rifanno tempi nei quali la peste periodicamente si presentava a stravolgere la vita quotidiana. Le date delle pestilenze si susseguono regolari nei secoli.

La peste del primo quattrocento inizia nel 1404. Per oltre vent’anni il contagio si era diffuso e intensificato a Vicenza e nei dintorni quando, il 7 marzo 1426, Vincenza Pasini ebbe una visione della Madonna: solo costruendo una chiesa a lei dedicata la peste sarebbe scomparsa. Difficile credere a una vecchia contadina. Eppure due anni dopo si pose inizio al cantiere sul colle detto Monte Berico sollecitati da una nuova apparizione. Man mano che il cantiere proseguiva la peste attenuò i suoi effetti, coloro che si recavano in pellegrinaggio sul colle “fuerunt mirabiliter liberati” (guarirono). Inizia allora, a Vicenza, il culto della Madonna che sconfisse la peste.

La peste del 1575 a Venezia venne esorcizzata con la costruzione della Chiesa del Redentore su disegno del Palladio. Più modestamente, la comunità di Piovene si limitò a celebrare la fine della pestilenza con una processione dedicata a San Rocco il 20 febbraio di ogni anno.

Rievocazione appestati

Si ripresentò nel 1630 quando i soldati del territorio dell’alto vicentino vennero mandati dalla Repubblica Veneta a combattere contro i Lanzichenecchi (quelli del Manzoni ne I promessi sposi). Sconfitti a Valeggio sul Mincio tornarono, sbandati, verso le loro case ignari di aver contratto il terribile morbo.

L’epidemia scomparve nel 1631, ma già nel 1636 si ripresenta nell’Altopiano di Asiago tanto che, nei punti di transito, vengono istituiti “rastelli“ (posti di blocco) che fermano quelli che provengono dall’altopiano, prima di passare i pastori sono costretti a tosare e disinfettare le pecore con una soluzione a base di zolfo, incenso, bacche di ginepro e pece.

Natale 2011

La paura covava e i “rastelli” vennero di nuovo istituiti nel 1657, nel 1674, nel 1681.

Nel 1713-14 la vigilanza divenne ancora più rigida: nessun “alemanno” doveva scendere nella pianura veneta senza un certificato di sanità.

Solo nel XIX secolo avvenne la scoperta del vero agente della peste: non era causato da miasmi o, peggio, da untori, si trattava di un batterio detto Yersinia pestis e trasmesso tramite le pulci che provengono da topi, ratti, conigli, marmotte infetti. Solo allora la peste fu sconfitta.

I GIROLIMINI

Se il primo protagonista è la peste, il secondo è l’ordine dei Girolimini che ha intrecciato fortemente le sue vicende con la storia di Piovene.

Rievocazione Girolimini

Dal periodo dell’evangelizzazione cristiana, il monte Summano è sempre stato meta di pellegrinaggi e la strada più frequentata per accedervi è sempre stata quella che passava per Piovene. Sulla sommità del Monte fin dal medioevo è testimoniata la presenza di un convento (il primo documento che lo cita risale al 1305). Nei due secoli successivi lo stato del convento e dei religiosi conosce fortune alterne tra rischio di chiusura e rilancio. La vera svolta si ebbe nel 1452 con l’arrivo in zona della congregazione degli eremiti del beato Pietro Gambacorta da Pisa: i Girolimini. Costoro ressero e rilanciarono il convento. Nel 1592, venne costruita la Chiesetta di Santa Maria in Aracoeli e l’Ospizio, vero e proprio ostello per i pellegrini. Qui i pellegrini, trovavano ospitalità, alloggio, cibo e un prato dove potevano far pascolare le capre che si portavano al seguito.

chiesa ospizio

Santa Maria in Araceli detta dell’Ospizio

LA MADONNA DEL SUMMANO

Natale 2011

Il terzo protagonista è la Madonna del Summano amatissima e considerata salvifica.

Alla Madonna è dedicato il Santuario sulla cima del Monte, alla Madonna è dedicata la chiesetta costruita dai Girolimini, alla Madonna ben 44 comunità provenienti da tutta la provincia dedicavano un pellegrinaggio annuale; la cima era così affollata che in una stessa giornata vi si potevano trovare “da quattro e cinque milla e più persone”.

Alla Madonna, infine, è dedicata la Chiesa dell’Angelo costruita sul monte in luogo più vicino all’abitato di Piovene e ampliata nel 1787.

LA COMUNITA’ DI PIOVENE

Nel 1500, secondo il Mantese, Piovene aveva tra i trecento e i quattrocento cinquanta abitanti.

Nel 1797 in una mappa austriaca (Kriegskarte) a Piovene vengono conteggiati

  • 3 religiosi,
  • 1.130 abitanti
  • 81 capi di bestiame tra cui 60 buoi.
Mappa Piovene 1798 Esporta

Kriegskarte, mappa austriaca del 1797

Piovene non è un borgo particolarmente popoloso, è un piccolo aggregato di case disposte a mezzaluna ai piedi del Summano. E’ punto di passaggio obbligato per andare verso il nord. E’ preceduto da alcune cave di pietra, altre si trovano all’altra estremità del paese. A valle dell’attuale via Libertà solo qualche fila di case lungo via del Bo’, oltre questa campi e prati che si estendono fino al prossimo paese, in fondo alla campagna.

AttrezziGli abitanti fanno i cavapietre, coltivano la terra, qualcuno si dedica a piccoli commerci, non vi è ancora il mercato che sorgerà dopo l’epoca napoleonica.

E’ una comunità ancora chiusa in sé stessa in un mondo che comunica poco. Quando arriva una nuova famiglia, attirata dal lavoro della pietra, si creano dissidi perché i forésti arrivano con la famiglia e le bestie, di solito una mucca per il latte, qualche capra probabilmente pollame e conigli. Portano le bestie a pascolare nei campi non recintati, si recano sul monte a far legna e lì sorgono i malumori, le liti, i divieti. Ci vogliono decenni per comporre queste dispute e si risolvono solo quando i nuovi arrivati pagano un contributo acquisendo il diritto ad “essere aggregati ai Comunisti originarij” ovvero a godere l’utilizzo dei beni comuni (1).

Due cose vengono a portare novità in questo mondo dove tutti si conoscono: i pellegrinaggi e la peste.

Natale 2011

IL VOTO

La fine della peste del 1575 venne festeggiata ringraziando San Rocco che, assieme a San Sebastiano era considerato santo protettore dalla peste.

Per la fine della peste del 1630, il 13 giugno del 1631 presso la chiesa di Santo Stefano in Piovene vi fu una riunione dei capifamiglia convocata dal decano Matio Barbiero. Erano presenti il parroco, il sindaco, i governatori, gli estimatori, i deputati e il notaio. Fu in questa riunione che venne deciso di festeggiare “il giorno che sucederà la liberazione della peste” con una processione che portasse una statua di San Rocco per il paese e di ripetere la processione il giorno dopo portando la statua del santo fino alla “Gloriosa Vergine Maria di Monte Sumano nostra Advochata“.

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Quando, nel 1777 la Repubblica Veneta scioglie l’ordine dei Girolimini, sulla cima del monte Summano i frati fanno un grande falò dell’Ospizio che per secoli aveva ospitato pellegrini. Le due statue della Madonna vengono cedute: la statua di pietra viene portata a Santorso, quella di legno, più piccola e di fattura più antica, viene portata a Piovene.

Dieci anni la statua restò in paese finché, il 26 luglio 1787, con una processione solenne, venne riportata sul Summano, ma nella chiesa dell’Angelo, questa volta.

Ed ecco che, nell’ultimo giorno di quell’anno, si riunì la convicinìa generale di tutti i capifamiglia, convocati dal decano Isepo Mozzo. Alla presenza del sindaco Antonio Ghirardin si pose in votazione se fissare la processione alla quarta domenica di luglio, una processione che stavolta si sarebbe fermata all’Angelo senza più spingersi alla vetta. Ogni capofamiglia aveva in mano una piccola palla e doveva depositarla o nel “bùsolo verde” o nel “bùsolo rosso“.

Vinse il si (bùsolo verde) per 56 a 3.

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LA RAPPRESENTAZIONE

Queste le vicende che vengono raffigurate nella rievocazione storica.

  • La vita di una comunità con gente che svolge lavori comuni e bimbi che giocano con palle di pezza.
  • La preoccupazione quando giunge la notizia di pestilenze nei paesi vicini.
  • L’arrivo della peste raffigurata da un nero mantello sopra un cavallo che si aggira in un cerchio di fuoco.
  • La processione dei frati e poi degli appestati, i carretti con gli ammalati posati sulla paglia.
  • L’arrivo del messo della Repubblica che ordina la quarantena.
  • Il voto alla Madonna e la promessa della processione dopo la peste del 1630.
  • La felicità per lo scampato pericolo, poi la processione con la madonna lignea, identica a quella vera, portata a spalle.
  • Il momento clou è la convicinìa del 31 dicembre 1787 con il dibattito dei capifamiglia e la votazione finale.

Tutto questo e altri episodi si succedono durante la rievocazione che impegna la comunità di Piovene Rocchette per un giorno intero fino a notte.

Natale 2011

In questo libro gli autori hanno raccolto le immagini più significative della rievocazione del 2015 e dare la possibilità a chi non vi ha partecipato di vedere la complessità di una macchina scenica che dà luogo a una rappresentazione molto suggestiva.

GLI ALFIERI DELLA REGINA

La rievocazione storica  con i suoi costumi colorati è stata l’occasione per far nascere un gruppo di sbandieratori che si chiamano “gli Alfieri della Regina”. Il nome richiama, ancora una volta, la Madonna dato che è proprio Lei la “Regina” del titolo. Il gruppo è composto da sbandieratori, suonatori di chiarìne (le lunghe trombe medievali) e di tamburi. Sbandieratori e musici sono caratteristici della provincia di Padova e, siccome Piovene Rocchette fa parte della diocesi di Padova, è nata la volontà di avere un gruppo in costume che accompagnasse le manifestazioni pubbliche.

Il gruppo è nato nel 2007. Dopo un periodo di apprendistato presso gli sbandieratori di Migliarino San Fidenzio della cinta di Montagnana, il gruppo piovenese si è reso autonomo, ha aderito alla Federazione Italiana Sbandieratori e ora svolge manifestazioni in zona e fuori, portando con sé l’antica arte degli strumenti rinascimentali e l’abilità di far volteggiare le bandiere.

IL LIBRO

Il libro fotografico, composto di 80 pagine a colori e in bianco e nero verrà posto in vendita la sera della presentazione al prezzo suggerito di € 12,00. Successivamente sarà possibile comprarlo nelle edicole di Piovene Rocchette.

rievocazione 2015 libro


  • Pubblicato dal Gruppo per la Rievocazione storica di Piovene Rocchette

  • Patrocinio del Comune di Piovene Rocchette
  • in collaborazione con Pro Loco e Unità Pastorale di Piovene Rocchette
  • Curatori del libro: Silvio Grotto, Renzo Priante, Sergio Zorzi
  • Fotografie di: Renzo Priante, Marco Sambugaro, Sergio Zorzi
  • Impaginazione e grafica: Giulia Fabris
  • Assistenza tipografica: Silvia Pianalto

 


(1) Il rapporto difficile tra nuovi arrivati e abitanti di Piovene è scolpito sulla pietra della Fontana della Guarda; vedi la ricostruzione del dott. Renato Grotto pubblicata qui: Fontana della Guarda.

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