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Dal secolo XVII in poi

1642 S_Vincenzo

Mappa del 1642 vista da Zané. Archivio di Stato di Venezia – Beni inculti

 

1707 San Vincenzo.jpg

Mappa del 1707. Biblioteca Bertoliana

La mappa del 1707 mostra la “Vaccaria Thiene” con cortivo e horto triangolare recintato da muri tra la detta strada regia e la strada per Zanè, la casa dominicale dell’illustrissimo Ercole Thiene, organizzata in una corte con barchessa, palazzo e colombara e il brolo a sud, mentre a nord, attraverso un cancello importante si accede al “barchetto “ e al “barco” dei Thiene, “vignale” anche questi recintati da muri e tra i quali scorre la roza de Thiene. A Ovest è indicato il mulino, tuttora esistente, edificato sulla Roggia, e altri edifici della contrada.

(Oggi la situazione è molto diversa: parte del palazzo signorile è inglobata nell’edificio dell’ex Ospedale Civile, le vie Boldrini e Valdastico hanno circa 60 anni, e la via Garziere, verso la Corte di Zanè, ricalca il  tracciato del tratturo che costeggiava la roggia di Thiene. La “strada che va a Zanè” che passava tra il palazzo dei Thiene e la vaccaria Thiene è rimasta per il tratto dell’attuale via Portule ma oltre a questa è andata perduta.)

San Vincenzo mappa

Nella mappa storica la chiesa di S. Vincenzo è in primo piano, composta da una serie di piccoli volumi accostati perché in quel periodo si concludevano le sue principali vicende edilizie e pittoriche.

Interventi

Altre ne sarebbero venute ai tempi nostri: nei primi anni ’80 del XX secolo era stato fatto il restauro degli affreschi al centro della parete di destra.

Successivamente vennero ripuliti e consolidati anche gli altri affreschi. In quell’occasione si scoprirono anche tracce di fori ad arco nel presbiterio, forse una finestrina originaria e un vecchio tabernacolo.

San Vincenzo 1983

La chiesa di San Vincenzo nel 1983. L’antica struttura lignea del tetto era decorata

La struttura in legno del tetto nel 1983 era ancora decorata a rombetti bianchi e rossi: i lavori di risanamento della copertura (1996) hanno sostituito le parti lignee con capriate e travi nuove finite a legno naturale. Infine la costruzione della nuova chiesa negli anni ’90 ha portato al progressivo abbandono della vecchia chiesetta che però è ancora aperta alla mattina, nelle sere del mese di maggio per il “fioretto” e per cerimonie particolari.

I dipinti

Si deve ora fare un breve accenno a due dei dipinti che si trovano nella chiesa di S. Vincenzo:

  • l’icona della Vergine e
  • la pala dell’altare seicentesco.

San Vincenzo Vergine.jpg

La prima è custodita in una teca – altarino ricavata nello spazio della porta a nord originaria (ancora decorata dagli affreschi originali). Rappresenta una Madonna con Bambino benedicente, su un fondo dorato che richiama gli influssi veneziani e soprattutto bizantini.

Gli studiosi hanno collocato l’opera nel XIV° secolo.

San Vincenzo Maganza

Pala del Maganza

 

La pala dell’altare principale fu dipinta nel 1613 da Alessandro Maganza (4): rappresenta la Madonna in trono, tra i Santi Vincenzo e Anastasio, con Vincenzo nell’atto di donare a Maria il “gioiello di Vicenza”, riproduzione in legno rivestito di argento della città di Vicenza, ex voto dei vicentini per la fine della peste.

Nota storica: al termine della peste del 1576/77 che evitò Vicenza,  i vicentini offrirono alla Madonna di Monte Berico un ex voto al quale concorsero tutti i cittadini: era una riproduzione della città di Vicenza, realizzata in legno rivestito di lamine d’argento. L’opera venne autorizzata nel 1577 e fu completata nell’anno successivo, in forma e consistenza tali da poter essere portata in processione. Sfortunatamente i soldati napoleonici nel 1797 razziarono Vicenza e fusero il suo ex voto, ricavando ben poco metallo prezioso. Il “Gioiello di Vicenza” è stato ricostruito, dopo un concorso pubblico e donazioni dei privati, nel 2013 e si trova al Museo Diocesano di Vicenza. Quella di S. Vincenzo è una delle pochissime opere che documentano la forma dell’ex voto: S. Vincenzo, patrono di Vicenza, e il modello di Vicenza, compaiono in un’altra tela del Maganza che è conservata nella chiesa parrocchiale di Poiana Maggiore, e in due tele di Francesco Maffei, del 1625 circa, che fanno parte delle collezioni del Museo Civico di Vicenza e del  Museo Diocesano.

L’altare

San Vincenzo altare.jpg

San Vincenzo altare part.jpg

L’altare è un bel pezzo di scultura barocca. Ha un fondale architettonico poggiante su due colonne corinzie, una nicchia centinata al centro dove è collocata la pala del Maganza e due nicchie minori dove sono collocate due sculture rappresentanti  San Giovanni Battista e San Francesco a destra.

La mensa, in marmi policromi, è molto decorata. Il paliotto (fronte dell’altare) risale al settecento (5). Contiene una nobile cornice di tipo araldico sul cui fondo spicca un marmo colorato.

San Vincenzo quadro san Antonio.jpg

Pala dedicata a Sant’Antonio sulla controfacciata interna. In basso a sinistra è rappresentata la chiesetta. Autore e data sconosciuti.

Particolari dei volti dell’affresco trecentesco sulla parete est.

San Vincenzo oggi

Nonostante i lavori che si sono succeduti in questi anni il degrado, dovuto soprattutto all’umidità di risalita, avanza e mette nuovamente a rischio quel che resta dei suoi preziosi affreschi. La chiesa non è più usata per le funzioni religiose che si tengono nella vicina e nuova chiesa della Pentecoste. Anche la canonica è disabitata da anni e serve come deposito per le attività parrocchiali. Gli intonaci esterni sono in pessime condizioni e l’insieme dà l’idea di un malinconico declino. Il vecchio campanile diffonde sempre più raramente il suono delle campane che scandivano la giornata del borgo circostante, sostituito da un altoparlante che riproduce vari tipi di suono di diversa provenienza.

San Vincenzo foto aerea.jpg

Una chiesetta spaesata

Soprattutto l’ambiente circostante stona con la più antica chiesa di Thiene. L’ambiente che circonda San Vincenzo è lasciato in una indeterminazione che rasenta la sciatteria, a dispetto dei nuovi edifici che sono sorti grazie a un piano particolareggiato variato più volte e non ancora completato. Infatti il collegamento pedonale tra la chiesetta e la nuova chiesa (un marciapiede e un piccolo sagrato lungo via S. Rosa) non è ancora stato realizzato lasciando l’ingresso della chiesa in una pericolosa incertezza.

 

Il Comitato di quartiere ha chiesto all’Amministrazione Comunale una sistemazione definitiva dell’area, proponendo modifiche alla viabilità e la formazione di spazi pedonali e ciclabili distinti dalla sede stradale. Sono interventi limitati, ma che potrebbero migliorare il contesto di questo prezioso edificio quasi dimenticato.

arch. Mariangela Barone

Articoli precedenti:


NOTE

(4) Alessandro Magonza è pittore vicentino che operò tra cinquecento e seicento. Molto attivo nel vicentino operò anche a Padova. Opere sue si trovano nella chiesa di Monte Berico, nella cattedrale di Vicenza, nella Chiesa dei SS Felice e Fortunato, … Opere sue sono custodite al museo di palazzo Chiericati e alla Pinacoteca di Brera a Milano. Per altre notizio, si può consultare https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Maganza

(5) In una visita, 1688, il Vescovo ordinò che l’altare venisse riempito completamente con muro (“mandati de subtus repleri totum muro“). Nel 1733 il Vescovo visitò l’altare che trovò secondo la norma, ma ordinò di riempire il vuoto sotto la mensa. L’altare quindi deve essere stato realizzato in un momento successivo a quest’ultima visita. Notizie tratte da AAVV, Chiesa di San Vincenzo in Thiene, pagg 70-71.

Bibliografia e riferimenti

Mi sono riferita innanzi tutto al libro: AA.VV. “Chiesa di San Vincenzo in Thiene, 1333-1983”, Seghe di Velo d’Astico 1984, in cui vari autori locali, tra cui la sottoscritta, analizzano i vari aspetti storico artistici della chiesa e illustrano il restauro degli affreschi. Da leggere la traduzione in versi, a opera del compianto Don Giovanni Rossin, dei versi latini dell’Inno di Prudenzio che descrive la passione di San Vincenzo Martire.

L’inquadramento storico ha come riferimento l’ottimo e documentato saggio di Francesca Lomastro Tognato “L’età medioevale” in “Storia di Thiene”, vol 1°, Vicenza 1993.

L’attribuzione degli affreschi ai vari autori è nella tesi di laurea triennale di Vittoria Rossi, “San Vincenzo a Thiene e la pittura a Vicenza in età gotica”, Trento, a.a. 2007/2008.

La storia del Gioiello di Vicenza è visibile a questo link: http://www.antiqua.mi.it/A_Trevisan_Vicenza_apr2013.htm

Le mappe pubblicate provengono dall’Archivio Storico di Vicenza, sezione Beni Inculti, e dalla Biblioteca Bertoliana di Vicenza.


 

NOTE BIOGRAFICHE

Mariangela Barone è architetta di Thiene, laureata presso lo IUAV di Venezia, ha lavorato a Urbino con Leonardo Benevolo. Ha partecipato alla redazione del PRG di Thiene.

Attualmente è presidente del comitato di quartiere di San Vincenzo.

Una più compiuta biografia professionale si trova qui: http://tinyurl.com/gp8cg4z.

One thought on “San Vincenzo in T(h)iene 3

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