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Pittore o architetto?

Amava dipingere, Gianni Retis. Architetto e anche pittore, dipingeva architetture. Girava per le strade, sceglieva i palazzi, le ville, ricercava informazioni sui libri, poi si presentava con la cordella metrica, talvolta  seguito da una schiera di alunni. Raccoglieva fogli e fogli di misure poi si metteva al tecnigrafo e riportava sul foglio le misure esatte. Poi il disegno prendeva vita, quando afferrava il pennello e con gli acquerelli dava colore alle architetture. Talvolta si trattava di una ricostruzione basata su antiche stampe o su foto d’epoca, talvolta si trattava di sue ricostruzioni e allora l’architettura sembrava quasi sognata, facciate possibili in una città colorata.

Aveva raccolto pitture di centinaia di palazzi e ville venete, alcune erano state stampate in libri di pregio, altre erano state raccolte in eleganti fascicoli che le associazioni acquistavano per donarle ai propri iscritti, altre servivano per organizzare mostre. Non si è limitato al Veneto, dato che negli ultimi tempi si era appassionato all’Egitto, ma di questo parleremo in seguito dato che è in corso di organizzazione una mostra delle sue opere.

Un itinerario

… un po’ reale un po’ immaginario quello che si può ricostruire dai suoi disegni, ma iniziamo a esplorarlo.

Villa Xilo

Retis _villa Xilo

Quasi invisibile dalla strada, coperta com’è dalle fronde dei grandi alberi del giardino all’italiana. Si trova in fondo a via Libertà. Ne parla Renato Cevese, il più autorevole degli studiosi delle Ville vicentine.

Quasi all’inizio della tortuosa strada lungo la quale si dipanava l’antico borgo di Piovene, vediamo, un po’ discosta e proprio ai piedi del monte, la neoclassica villa che i Silo costruirono verso la metà del secolo scorso (1800 ndr). L’alta facciata, coronata da frontone triangolare, è tutta aperta, al pianterreno dal portico, che sei colonne tuscaniche, basse e tozze, scandiscono a ritmo affrettato: colonne singolari, prive di base e dal vigoroso capitello, modellato dalla ruvida mano d’un lapicida di provincia. Una finestra – con balcone timidamente sporgente e a eleganti modanature – contribuisce a sottolineare l’assiduità dell’edificio che sembra rientrare nel clima del neoclassicismo vicentino, qui venato di cadenze provinciali. L’interno non ha interesse. A destra della villa, la barchessa formata di due corpi – l’uno a tre, l’altro a due archi: i primi più larghi e alti -appartiene a due momenti diversi, anche se relativamente vicini nel tempo.

Vedi anche: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/12/19/dalla-fontana-della-guarda-allantica-porta-daziaria/

Villa Fraccaroli

Retis_palazzo Fraccaroli

Chiamato anche Palazzo degli spiriti si trova poco distante dalla precedente, sempre in via Libertà. Opera dell’architetto Caregaro Negrin, fu costruita nel 1853, ma non venne mai completata. Mancava l’ala sinistra per chi guarda molte finiture interne. Durante la prima guerra mondiale fu bombardata. E’ ricca di pregevoli opere in pietra. Ne abbiamo parlato diffusamente qui: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2016/01/30/villa-fraccaroli/

Il dipinto di Gianni Retis è una ricostruzione stilistica dato che il palazzo non si presenta intonacato.

Villa Verlato

Retis_villa Verlato

Adiacente a palazzo Fraccaroli è il più bell’esempio di architettura quattrocentesca a Piovene Rocchette. Il piano terreno è caratterizzato da 6 archi a tutto sesto sostenuto da sobrie colonne in pietra. La facciata è solo apparentemente simmetrica dato che il centro è nella terza arcata da sinistra. Il piano primo ha solo 4 finestre. Lo sfalsamento dei piani fa sì che il terrazzino non corrisponda al centro dell’arcata sottostante.

“Il prospetto principale, pur nella sua rusticità e nelle asimmetrie rilevabili nell’ordine inferiore, si riallaccia alla tipologia della casa rurale veneta del tardo quattrocento con il porticato che serviva a ricevere e mettere al riparo i prodotti della terra . Esempi analoghi quello in esame si hanno nelle ville Corner Dall’Aglio ora Gabbianelli a Lughignano sul Sile e Loredana a Posmon”. (1)

Palazzo Capra-Raines ora MunicipioRetis_municipio

Il palazzo municipale ha una lunga storia. Nel 1700 era casa di villeggiatura della famiglia Capra, tra il 18° e il 19° secolo passò alla famiglia Pizzati e, negli anni ’30 dell’ottocento, alla famiglia Canella. Un altro passaggio lo portò nelle mani della famiglia Monico e poi Raines finché non fu ceduto al Comune per diventare sede municipale, probabilmente nel 1856. Un tempo la strada faceva una salita fino al culmine davanti alla chiesetta sulla destra e il palazzo era quindi più basso. Dopo il 1866 la strada venne spianata fino alla quota attuale, in quella occasione venne costruita l’imponente scala che lo caratterizza,

Negli anni 1870-1880 furono eseguiti i lavori di ristrutturazione dell’edificio e di abbellimento della facciata che fu decorata secondo il gusto dell’epoca, dipingendo elementi architettonici come archi e lunette sopra le finestre, lesene e modanature.

Vedi anche: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/09/27/via-maggiore/

Sulla sinistra Casa Pizzati-Rossi oggi occupata dagli uffici municipali, sulla destra la chiesetta dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia che risale al 1452, quando fu ricostruita dal nobile Piovene in luogo di una precedente chiesa risalente al 1262. Anche questa è probabilmente la ricostruzione di una chiesa ancora più antica distrutta dalla terribile alluvione del 1244 che portò una tale massa di detriti dalla strada dell’Angelo che, dal XIII secolo agli anni settanta del XIX secolo, la strada arrivava all’altezza della porta della chiesa (2).

Casa Picta

Retis_casa picta

 

Si trova in via Libertà quasi di fronte al Municipio. Splendido esempio di palazzina urbana decorata. Il nome deriva proprio dal suo aspetto dipinto. Ricadeva tra le proprietà della famiglia Pizzati.

Continua …

 


NOTE

(1) Dalla Relazione storico artistica redatta per conto del Ministero dei Beni culturali e ambientali.

(2) Una piccola imprecisione nel disegno ha omesso gli scalini davanti alla porta della chiesa.

5 thoughts on “I palazzi dipinti di Piovene Rocchette

  1. Pingback: Piramidi e ville venete | Accogliamo le Idee

  2. Pingback: I palazzi dipinti di Piovene Rocchette 3 | Accogliamo le Idee

  3. Pingback: I palazzi dipinti di Piovene Rocchette 2 | Accogliamo le Idee

  4. Ottima descrizione delle belle architetture piovenesi lungo via del Borgo, ora via della Libertà. E ottimo accompagnamento con le facciate dipinte e in parte idealmente ri-costruite.

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