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Casa a Rocchette

Retis_casa decorata

Rocchette è una “città nuova” nata nella seconda metà dell’ottocento attorno alla nuova fabbrica del Rossi costruita in riva al torrente Astico, Rocchette 1.

A partire dal 1868 le fabbriche si moltiplicarono fino a 4 – una al di là del torrente in territorio di Cogollo del Cengio. Assieme alle fabbriche vennero costruite abitazioni per i tecnici anche stranieri che lavoravano in fabbrica, per i capi operai, per gli operai. Oltre a questi una serie di edifici adibiti a servizi per gli operai, come il forno per il pane, la “cucina economica” ovvero mensa, i bagni pubblici ecc.

L’edificio sopra rappresentato è esistente si trova in via Rossi al civ. 5, di fronte all’edicola.

Villa Rossi-Scotti

Retis_villa Scotti

Retis_villa Scotti 2

Fu costruita da Alessandro Rossi su progetto dell’architetto Antonio Caregaro Negrin (1) tra il 1881 e il 1882. Era destinata ad abitazione del direttore dello stabilimento. All’inizio fu abitata da Gaetano Rossi figlio di Alessandro, poi da Antonio Scotti quando costui divenne il Direttore e con il nome di villa Scotti è ancora ricordata. Nel 1949, trasferita la direzione da Rocchette a Schio, la villa venne utilizzata come casa di riposo per pensionati e in asilo infantile.

La villa appare in eleganti forme dinamiche che le conferiscono l’aspetto di chalet svizzero, incorniciata nelle lussureggianti alberature del parco paesista, elevandosi su tre piani con una struttura molto articolata, sottolineata dal gioco dei piani del coperto a larghe falde e dei vari abbaini, per cui ogni singolo prospetto è connotato da particolari architettonici diversi, ma su tutti domina la torretta belvedere con le tipiche modanature gotiche in mattoncino, a ricordo delle antiche «rocchette» di cui andava orgoglioso il paese. Nella creazione artistica il Caregaro Negrin, infatti, coerentemente con la poetica del tardoromanticismo legata all’ideale rinascimentale, valorizza la storia dei popoli, ne evoca le tradizioni culturali, traducendole in simboli forti capaci di essere capiti e apprezzati dalla gente comune…

Come le rocche medievali si ergevano superbe a difesa della fertile e laboriosa vallata, così la dimora del Direttore del Lanificio Rossi si eleva a rappresentare la potenza dell’impresa tessile che dà un rinnovato impulso all’economia della zona, assorbendo le tradizioni artigianali della popolazione e restituendo, in parte, gli usi agricoli del tempo (Bernardetta Ricatti Tavone, Il paesaggio archeologico di Piovene Rocchette, Piovene Rocchette 2003 pag. 64)

La villa era circondata da un’elegante mura in sasso e fasce di mattoncini, scandita da lesene. Inglobava un parco con piante magnifiche che divennero secolari e serviva a mitigare il dislivello tra il piano della villa e dello stabilimento Rocchette 3 lungo la strada di Rocchette (ora via Rossi) e il piano delle “casette”, l’attuale quartiere operaio.

Chi segue questi articoli già lo sa: nel 1972 al momento di ampliare lo stabilimento popolazione e amministratori non accettarono che questo venisse spostato a Schio. Questo attaccamento alla “fabbrica” si rivelò un errore: l’ampliamento faraonico e sproporzionato della fabbrica comportò la demolizione della parte alta del quartiere di Rocchette con il suo parco ed eleganti edifici. (2)

Rocchette 1908

Il quartiere di Rocchette prima della distruzione del 1972: in fondo a sinistra villa Scotti, in fondo a destra il quartiere operaio

Villa Scotti demolita 615

Ecco il momento della demolizione di Villa Scotti nel 1973, dietro si vede il fabbricato che ospitava le abitazioni degli impiegati e che verrà demolito nello stesso periodo (fotografia proprietà di Lucio Braciola)

Una pianta

Ed ecco dove sono/erano localizzati gli edifici di cui abbiamo parlato in questi 3 articoli

Planimetria Piovene

  1. Villa Xilo
  2. Villa Fraccaroli
  3. Villino Verlato
  4. Palazzo Capra-Raines ora Municipio
  5. Casa Picta
  6. Canonica
  7. Villa Piovene-Benetti (demolita)
  8. Villa Jolie
  9. Casa a Rocchette
  10. Villa Scotti (demolita)

Vedi anche


Note

(1) Antonio Caregaro Negrin è uno dei massimi architetti vicentini e veneti della seconda metà dell’ottocento. Lavorò a lungo per Alessandro Rossi per il quale costruì numerose ville, tra le quali la villa del Senatore a Santorso, parchi e villaggi operai. Un breve biografia si trova anche qui: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2016/01/30/villa-fraccaroli/

(2) Vedi in proposito https://accogliamoleidee.wordpress.com/2014/10/25/rocchette-citta-e-fabbrica/


Gianni Retis

Vi sarà venuta voglia di sapere un po’ di più dell’autore di questi bei disegni.

Gianni Retis

Gianni Retis è nato a Montecchio Precalcino nel 1933. Abbastanza irregolare a scuola, seguiva le sue passioni più che le tabelle di marcia previste dagli ordinamenti scolastici, era capace di abbandonare un corso se non gli piaceva, salvo riprenderlo quando vi trovava un nuovo interesse. Si è diplomato in materie artistiche a Venezia. Attratto dal disegno, si iscrisse a un corso estivo di pittura a Salzburg presso la Internationale Sommerakademie fur Bildende Kunst. Esperienza appassionante dove incontra personaggi importanti nel mondo artistico, ricorda di aver incrociato e conosciuto personalmente Kokoschka.

Prese poi la strada dell’Architettura studiando presso lo IUAV di Venezia e laureandosi nei primi anni settanta del novecento.

Aprì un negozio di scarpe a Bassano, poi prese in gestione una sala cinematografica a Sandrigo. Cambiati anche questi lavori decise di ottenere l’abilitazione all’insegnamento per le scuole medie e poi anche per le superiori. Pur tra tanti ripensamenti dividerà la sua vita tra il disegno, l’architettura e l’insegnamento.

Si appassiona al restauro artistico: a lui sono dovuti la pulizia e il consolidamento dell’altare della chiesa ARACELI e anche di SAN LORENZO a Vicenza.

Si appassiona anche al restauro architettonico ed esegue importanti lavori:

  • restauro di Villa Trissino a Castelgomberto
  • restauro di edifici in via Corpus Domini, via Cornoleo e Contrà S. Lucia a Vicenza
  • restauro Casa dei Canarini a Schio
  • restauro di Palazzo Bonaguro a Bassano

Si dedica alle scuole di restauro dove insegna a schiere di artigiani a riappropriarsi di antiche tecniche di affresco, decorazione e pittura murale.

Organizza mostre nelle quali propone di riportare il colore nelle città dopo l’ascetismo del bianco delle facciate, residuo dell’epoca del razionalismo e della Nuova Oggettività. Nel 1995 organizza una mostra sulle facciate dipinte di Vicenza e ripete la mostra ad Annecy (Francia).

Scrive libri

  • Architettura minore vicentina, nella quale sviluppa una proposta di recupero delle tecniche e dei colori tradizionali, passando in rassegna tutte le tradizioni costruttive locali. 1993
  • Vicenza una città per il futuro. 2001
  •  Architettura e memoria è del 2010
  • Civiltà egizia – Piramidi – come sono state costruite è del 2012

Retis_Piramidi

La sua passione per l’Egitto, per quanto arrivata tardi, lo appassiona. Studia nel dettaglio le pietre delle piramidi anche con sopralluoghi, studi e confronti e arriva a proporre una ricostruzione possibile della tecnica costruttiva delle piramidi.

A Piovene Rocchette espose un imponente modello della tomba di SETIS delle dimensioni di circa 7 m di lunghezza. In questa occasione si avvalse della collaborazione di un abilissimo artigiano piovenese, Marcelliano Passarella la cui passione per il modellismo si può ammirare qui: http://navivelieri.altervista.org/seti-i/

Gianni Retis è morto nel 2015. Ha lasciato una mole imponente di disegni e modelli. In autunno è prevista una mostra a Thiene.

One thought on “I palazzi dipinti di Piovene Rocchette 3

  1. Pingback: I palazzi dipinti di Piovene Rocchette 2 | Accogliamo le Idee

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