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Come cambia il paesaggio!

Il paesaggio cambia spontaneamente, ma con tempi molto lunghi. E’ spinto da fattori climatici, presenza di nuove specie vegetali e animali, in base all’abbondanza o meno di acqua …

Quando arriva l’uomo il cambiamento si fa più veloce, nel giro di alcuni decenni già si vedono le differenze. Basta qualche modifica colturale e al posto del campo di orzo compare un frutteto, una modifica nel reddito delle famiglie contadine comporta l’abbandono di terre che diventano incolte e un bosco selvatico e ostile può crescere..

Il maggiore agente modificatore dell’ultimo secolo è però stata l’urbanizzazione. Quella che viene chiamata “cementificazione” e che è la trasformazione da terreno produttivo a terreno che ospita altre funzioni: abitazioni, officine, negozi, uffici, con il loro complemento di scivoli, strade, parcheggi, rotatorie, …

L’urbanizzazione è un cambiamento più radicale rispetto a tutti gli altri per almeno 2 motivi:

  • E’ un cambiamento a senso unico. Dove prima coltivavo l’orzo e poi l’avena e poi le ciliegie non è molto complesso tornare alla coltivazione iniziale. Ma provate voi a trasformare un parcheggio in un campo coltivato! Non è possibile perché non avete più quella risorsa preziosa che è il suolo fertile (si forma molto lentamente: 500 anni per 0,5 cm) (*). Vedi qui: https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/09/19/suolo-e-paesaggio/
  • E’ un cambiamento costoso. La gestione dell’acqua piovana diventa molto più complessa. L’acqua che cade su un terreno agricolo permea lentamente il terreno, scende in profondità e rispunta fuori al di sotto della linea delle risorgive mesi o anni dopo. L’acqua che cade sul suolo impermeabilizzato ruscella velocemente si incanala lungo tubazioni che arrivano velocemente e tutte assieme nei torrenti e poi nei fiumi. Basta una pioggia abbondante a Valli del Pasubio e dopo poche ore Vicenza è sott’acqua.

Un confronto tra mappe

binocoloOggi c’è una grande disponibilità di foto aeree. Qualunque motore di ricerca vi mette a disposizione una fotografia dall’alto di tutto il globo per cui possiamo, volendolo, vedere  da casa nostra la 5th avenue di Manhattan oppure la Vasantarao Naik Marg di Mumbai.

Abbiamo allora confrontato alcune antiche mappe con la situazione attuale.

Thiene Aeroporto

Thiene Villaverla

Sarcedo zona Moraro

 

Velo d’Astico

La foto aerea riprende la piana dell’Astico nel punto in cui il torrente Posina si getta nell’Astico in prossimità dell’attuale zona industriale di Seghe di Velo (1).

Velo d'Astico 1918

La piana dell’Astico 1918

Velo d'Astico 2016

La piana dell’Astico 2016

Della stessa zona esiste un’altra foto scattata dalla parte austriaca. Anche da questa si può cogliere la profonda differenza tra una valle quasi del tutto libera da costruzioni e le estese urbanizzazioni di oggi.

Panorama vom Artillerie-Beobachter § 1151 Cimone gegen Monte Cengio und Asticotal, Summano , Teil 1

Panorama vom Artillerie-Beobachter ¤ 1151 Cimone gegen Monte Cengio und Asticotal, Summano 23.2.1918

Uno sguardo più ampio

Ecco una mappa del 1797 che comprende l’area di Thiene, Sarcedo, Marano Vicentino, Isola Vicentina. Una vasta porzione di territorio dell’alto vicentino. Come vedete gli abitati erano piccoli borghi rispetto ad oggi.

mappa 1798 Thiene

Mappa austriaca del 1798

Ed ecco la stessa area oggi

mappa 1916 Thiene

L’uso di colori diversi può rendere difficile la sovrapposizione delle mappe. Facciamo un confronto grafico.

Nel 1798 risultava urbanizzato il 3% nel 2016 il territorio urbanizzato è il 35% (escluse le infrastrutture).

  • Superficie urbanizzata nel 1798 ettari 433,9
  • Superficie urbanizzata nel 2016 ettari 4.615,5

In 218 anni abbiamo consumato una superficie agricola di 4.181,6 ettari pari a un consumo di  19,18 ettari all’anno. Se però ipotizziamo, com’è probabile, che il 90% del consumo di suolo sia avvenuto a partire dagli anni 50 il conto diventa (4.181,6*90%/66):

57 ettari all’anno.

In 66 anni se n’è andato circa un terzo del suolo fertile.


(*) Una curiosità, sembra che in Cina abbiano scoperto un metodo per fertilizzare la sabbia e trasformarla in terreno coltivabile, vedi http://tinyurl.com/zvltg3l. Temo che sarà difficile fare la stessa cosa partendo dall’asfalto.

 

One thought on “Suolo consumato

  1. Pingback: La seicento | Accogliamo le Idee

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