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Più strade meno case

Nell’articolo precedente, abbiamo mostrato come nelle trasformazioni del suolo aumenta il peso delle infrastrutture.

Lo evidenzia sempre l’ISPRA a pag. 46 del suo rapporto.

Nel 2013 la superficie impermeabilizzata per strade ammonta al 45% rispetto al 30% destinato agli edifici. Se si fa la media 2008-2013 gli edifici pesano per il 13% e le strade per il 20% del totale (4).

Andiamo a fare una piccola indagine, non esaustiva, ma significativa.

La Strada Pedemontana Veneta

Si tratta di una strada posta al margine nord della pianura veneta che unisce le provincie di Vicenza e Treviso.

Collega Montecchio Maggiore (VI) con Spresiano (TV) poco più a nord di Treviso. Parte dall’autostrada A4 Milano-Venezia e si innesta sull’autostrada A27 Venezia-Belluno. Non parliamo ora della sua importanza e del suo ruolo, ne accenneremo in appendice, ma delle scelte tecniche fatte e del suo impatto sul territorio.

strada-pedemontana-veneta

Le caratteristiche della strada sono:

  • lunghezza 94,5 km
  • attraversa 36 comuni
  • prevede 16 caselli
  • si sviluppa in rilevato per 26,5 km
  • in trincea per 51 km
  • 33 gallerie artificiali
  • 2 gallerie naturali
  • costa € 2.130 milioni di euro (5)

Quanta superficie?

Secondo i documenti di progetto occupa aree di proprietà privata 8.535.220 mq + 584.466 mq di occupazione temporanea. Il totale supera i 9 milioni di mq (911 ha).

Vengono demoliti 42 edifici.

calcolatriceSe noi facciamo un breve conteggio e dividiamo la superficie totale per la lunghezza avremo …

  • 8.535.220mq/94.500m = 90,3 m

QUESTA INFRASTRUTTURA HA UNA LARGHEZZA MEDIA DI 90 m

Il confronto con altre infrastrutture è preoccupante.

larghezza-strade

Naturalmente si tratta di una larghezza virtuale in quanto  la larghezza effettiva sarà di circa la metà. L’altra metà deriva dall’infinità di svincoli, sottopassi, sovrappassi, rotatorie, ecc. che un’infrastruttura del genere comporta.

Non può non risultare perdente il confronto con la ferrovia. La progettata ferrovia del Brennero (Corridoio 1 Berlino-Roma opera di interesse europeo) prevede una larghezza di circa 10 m per due binari e anche aggiungendo scarpate e rilevati è chiaro che la ferrovia occupa circa 1/6 del terreno necessario per la SPV, infrastruttura di interesse regionale.

Due comuni

Che impatto ha una strada così concepita nel territorio comunale? Abbiamo fatto una piccola indagine in due comuni della provincia di Vicenza.

Thiene

thiene-consumo-sauUna misurazione sulla mappa ci mostra che la SPV consuma ben 67.600 mq. Sono tanti?Controlliamo sul Piano di Assetto del Territorio. Qui troviamo  che il comune di Thiene ha programmato di consumare 70.120 mq di terreno agricolo, per le esigenze di sviluppo dell’edificato (6).

La SPV determina un consumo di suolo pari a 10 anni di attività edilizia dell’intero comune di Thiene.

 

Sarcedo

sarcedo-consumo-sauFacciamo la stessa verifica per il territorio di Sarcedo.

Il risultato è analogo, il peso della strada Pedemontana Veneta è superiore all’intera attività edilizia decennale.

 

 

 

Conclusioni

Non possono essere che parziali dato che non abbiamo esteso l’indagine a tutte le infrastrutture  e a tutti i comuni, un cosa è sicuramente emersa:

La Strada Pedemontana Veneta è un’infrastruttura ad alto impatto sul territorio, progettata con criteri di elevatissimo consumo di suolo.

Si tratta di una constatazione che si trova anche nei documenti della Corte dei Conti

il “semplice allargamento della strada provinciale 111 tra Breganze e Nove-Bassano del Grappa, con pedaggio con vignetta, gratuita per i residenti e semplice raccordo con la viabilità esistente, (…) avrebbe comportato una ipotesi di riduzione dei costi di oltre 150.000.000 euro per la sola tratta da Rosà a Breganze e risparmio di oltre 1.000.000 di metri quadrati di prezioso territorio agricolo (…)“ (7)

pedemontana-veneta-cantiere

Una visione storica

Possiamo seguire su Google Earth l’impatto di questa strada.

 

 


NOTE

(4) “Considerando solo il consumo di suolo tra il 2008 e il 2013, e quindi i cambiamenti da copertura non artificiale a copertura artificiale, senza considerare tutti i cambiamenti all’interno delle stesse classi di primo livello (ad esempio un’area di cantiere del 2008, edificata prima del 2013), si può stimare il contributo della classe degli edifici pari al 13% circa e quella delle infrastrutture pari al 20% del totale“. Ispra, Rapporto sul consumo di suolo 2016 pag 46

(5) Comunicato stampa Regione Veneto n 941 del 11/4/2014. Secondo il sito ufficiale della SPV (http://www.commissariopedemontana.it/commissariopedemontana/index.jsp) il costo è aggiornato a 2.258 milioni di euro con un contributo pubblico di 614,9 milioni di euro.

(6) Vedi NTA del PAT di Thiene art. 30, scaricabile a questa pagina: http://tinyurl.com/hp92jg3. Secondo la nuova legge urbanistica i comuni sono obbligati a conteggiare il suolo agricolo (SAU = Superficie Agricola Utilizzata) che verrebbe sottratto per le nuove costruzioni/edificazioni. Ogni PATI deve avere un conteggio di SAU trasformabile massimo, è calcolata in percentuale della superficie esistente. Può essere maggiore per comuni con una superficie maggiore.

(7) Corte dei Conti – LA SUPERSTRADA A PEDAGGIO ‘PEDEMONTANA VENETA’ – Deliberazione 30 dicembre 2015, n. 18/2015/G pag 64. Si può leggere qui: http://docplayer.it/21127853-La-superstrada-a-pedaggio-pedemontana-veneta.html


APPENDICE

La SPV è un’infrastruttura inutile?

Crediamo di no. Rispecchia un’idea che nasce da molto lontano, dai primi anni ’80. Un testo elaborato dal prof. Sandonnini riportato nel libro AAVV, La viabilità regionale, Regione Veneto 1980, faceva notare come l’incipiente sviluppo manifatturiero veneto si situava prevalentemente lungo la Pedemontana, in quell’arco di comuni che andava da Valdagno a Montebelluna.

Queste aree produttive erano carenti dal punto di vista delle infrastrutture, dato che la viabilità regionale è impostata in direzione nord sud: dalle valli alle città.

Realizzando un collegamento est-ovest si sarebbero connesse tra di loro le aree produttive e favorito lo sviluppo.

La nuova Gasparona realizzata negli anni ’80 collegava solo Thiene con Bassano, ma doveva essere il primo tratto della SPV; se gli amministratori regionali fossero stati efficienti, avrebbero dovuto aggiungere le parti mancanti, il tratto da Bassano a Treviso.

Sappiamo quel che è successo. Il Veneto ha avuto uno sviluppo manifatturiero formidabile nonostante le carenze infrastrutturali. La strada che serviva allora non venne più completata.

Tuttavia l’idea maturata negli anni ’80 permaneva, vedete l’arco tracciato a tratteggio tra Vicenza e Treviso.

Piano regionale Trasporti Veneto 2004.jpg

Si è cominciato di nuovo a pensare alla Strada Pedemontana quando è venuto in auge il PROJECT FINANCING, ovvero l’idea che le strade non doveva più farle l’ente pubblico ma un privato che si sarebbe pagato con i pedaggi.

L’idea, apparentemente ragionevole, non ha mai funzionato bene. Lo dimostrano gli ospedali di Mestre e di Santorso (Un ospedale in Project Financing) dove la parte pubblica paga cifre spropositate per garantire un adeguato compenso all’investitore privato.

Anche nel caso della Strada Pedemontana Veneta gli errori si sono accumulati, li riassumiamo brevemente:

  • L’infrastruttura non ha un traffico sufficiente per mantenersi e quindi sarà sempre in deficit; una clausola garantisce che, in caso di perdita, pagherà la Regione
  • La strada ha una larghezza eccessiva per il traffico previsto e il suo impatto sul territorio è stato descritto in questo articolo
  • La società privata non è in grado di completare l’opera con mezzi propri, non paga i subappaltatori e neppure i proprietari espropriati
  • C’è il serio rischio che questa strada non verrà mai completata
  • Questa SPV, invece di affiancarsi alla viabilità esistente (la Nuova Gasparona da Thiene a Bassano) si è sovrapposta a questa, distruggendola e imponendo così il pedaggio a chi poteva farne a meno; prima della SPV avevamo una semplice strada abbastanza scorrevole per andare verso Bassano, ora non abbiamo neppure quella.

 

Vale la pena di riprendere il discorso, per ora basta leggere qualche articolo di giornale per capire che questa strada potrebbe non essere mai completata.

 

 

2 thoughts on “Lo spazio delle strade

  1. Pingback: La seicento | Accogliamo le Idee

  2. Sulla Strada Pedemontana Veneta in data 8 novembre è uscito un articolo di Renzo Mazzaro su la Nuova Venezia. Conferma i problemi di sostenibilità economica dell’opera.
    “L’orgoglioso Veneto che invoca l’indipendenza o almeno l’autonomia, sta bussando fieramente da mesi alla porta dell’Anas, per convincerla a intervenire in soccorso”.

    “È in ballo perfino Veneto Strade: la Regione potrebbe retrocedere all’Anas la competenza sulla viabilità regionale, chiudendo l’ente aperto nel 2001 da Giancarlo Galan assieme alle Province e alle società autostradali. Dietrofront. Politicamente un disastro, da non far sapere in giro”.

    “La Società Pedemontana Veneta (Spv) ha provviste finanziarie fino a dicembre. Il rischio blocco cantieri è elevatissimo. Per evitarlo, il grido che si alza dal Veneto è uno solo: o Roma o morte. Maggioranza e opposizione unite. Luca Zaia e Alessandra Moretti in camicia rossa, se ci passate la battuta, come i Mille centocinquant’anni dopo Garibaldi”.

    Renzo Mazzaro è molto informato, ha già scritto I PADRONI DEL VENETO che è diventato un best seller, rivelando i retroscena degli scandali dell’era Galan e senza ricevere nemmeno una denuncia a testimonianza di quanto era corretto quanto scritto.

    Insomma anche questo project financing non è sostenibile. Le ditte private che intervengono non sono in grado di realizzare l’opera.

    Le domande che ci poniamo sono:
    – Se un’autostrada non ha abbastanza traffico per ripagarsi, perché non fare una strada a scorrimento veloce (occupando anche meno suolo)?
    – Se il partner privato non è economicamente affidabile perché non si annulla il contratto e non si riparte o con soldi propri o con un partner più affidabile?
    Di solito nell’iniziativa privata si fanno questi conti, non si capisce perché l’amministrazione pubblica si comporti in modo così bizzarro.

    Per chi vuole leggere l’articolo di Mazzaro il link è:
    http://nuovavenezia.gelocal.it/regione/2016/11/08/news/pedemontana-soldi-finiti-la-regione-bussa-all-anas-1.14382576

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