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I paesaggi terrazzati considerati più belli in Italia sono quelli della Costiera Amalfitana e delle Cinque Terre (Liguria), declivi quasi a picco sul bel mare ligure in un’area che, per sua fortuna, è scampata alla costruzione di strade e autostrade. Luoghi che è più facile raggiungere in treno che in auto e comunque dove l’auto serve a ben poco se non ad arrivarci, per le Cinque Terre ci si muove a piedi o in bici.

Tuttavia basta una collina o quei luoghi dove la montagna si affaccia al piano per incontrare terrazzamenti e nel Veneto le montagne non mancano.

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Le colline del prosecco. Sono all’esame dell’Unesco per essere segnalate come Patrimonio dell’Umanità

Se le colline del Prosecco sono state segnalate per la tutela dell’UNESCO, non mancano paesaggi terrazzati in tutto il …

Veneto

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Ecco la mappa che deriva da un primo censimento dei paesaggi terrazzati veneti. Sono sparsi un po’ dappertutto nella fascia pedemontana, anche nei colli Berici ed Euganei. Tra tutti non si può non notare una lunga striscia rossa lungo il Canale di Brenta.

I terrazzi della Valbrenta

Cosa è mai possibile coltivare in una valle stretta dove il sole fatica ad arrivare e dove la parete del monte parte da 130 m di altitudine per arrivare in un batter d’occhio a 800-1000 metri con pendenze da brivido?

Valbrenta terrazzi.jpg

Terrazzamenti in Valbrenta

La risposta è il tabacco

Per la verità a partire dal 1500 gli abitanti della valle avevano cominciato a piantare gelsi, le cui foglie nutrivano i bachi che fornivano la preziosa seta. Poi dalle Americhe arrivò questa strana pianta della quale non si utilizza il frutto, ma le foglie e non per cibarsene ma per ridurle in fumo, un fumo che dava soddisfazione, aveva solo il difetto che il fumo non ti lasciava più.

Così il tabacco divenne un prodotto che conquistava sempre nuovi consumatori, mentre i vecchi non riuscivano a privarsene (come ancora succede 4 secoli dopo); un prodotto quasi alla portata di tutti, ma abbastanza redditizio da dare un’opportunità di lavoro agli abitanti della valle.

Così nacquero i terrazzamenti: strette strade per raggiungere il proprio orticello, un piccolo fazzoletto di terra piana tra un muro e il vuoto. Il tabacco richiedeva molto lavoro, bisognava curare le piante recandosi ogni volta sul monte.

Valbrenta terrazzi Campese.jpg

Muri a secco e terrazzamenti a Campese in Valbrenta

Per secoli si coltivò tabacco in Val Brenta, poi la coltivazione del tabacco è andata in crisi. PIù avanzava l’industria, più arretrava l’agricoltura e con essa il reddito di chi ci lavorava. La prima crisi è avvenuta nel 1870-1880 e poi altre fino al secondo dopoguerra. Ad ogni crisi un po’ di gente se ne andava finché non è rimasto più nessuno su quei pendii così scomodi da poterli raggiungere solo a piedi.

Se avete la curiosità di sapere com’era la vita lassù, c’è un sito che fa per voi: http://www.altaviatabacco.it/HTML/tabacco-coltivazione.html

Date anche un’occhiata ai filmati promossi dall’Osservatorio Canale di Brenta. Ve ne segnaliamo uno tra tanti, che ben descrive il duro lavoro di chi, su quei terrazzamenti, ci viveva. L’originale si trova qui:

 

Così coltivazione del tabacco e terrazzamenti sono scomparsi dalla memoria dei giovani, gli orti hanno cominciato a ricoprirsi di piante e di rovi e quasi non si vedevano più. Finché quei terrazzamenti, quelle testimonianze del faticoso lavoro dell’uomo, hanno cominciato a destare nuovo interesse: è nata una rete museale ma soprattutto è nata un’iniziativa del tutto singolare …

Adotta un terrazzamento

E’ un’iniziativa singolare. Chiunque può prendere in gestione (“adottare”) un pezzo di terra a cifre del tutto simboliche. Non diventa proprietario del terreno, ma ne diventa il gestore (1). Così si impegna a:

  • tenere il terreno pulito da erbacce, rovi, rampicanti
  • utilizzarlo a scopi agricoli consoni, niente piante da frutto, meglio ortaggi
  • fare manutenzione dei muri a secco
  • ripristinare le vecchie canalette che accumulavano sul posto l’acqua per l’irrigazione

L’iniziativa ha avuto una certa risonanza promossa dai comuni della Valle del Brenta e ha avuto l’appoggio di

Una strada difficile

Non ci nascondiamo la difficoltà di convincere persone che hanno a disposizione ben altre scelte ad occuparsi un po’ anche dell’ambiente, eppure l’alternativa è seguire l’andazzo dell’ultimo secolo, lasciar abbandonata la montagna a sé stessa, aspettando che uno alla volta i muri a secco cadano e che una pioggia improvvisa faccia rotolare pezzi di montagna giù in valle. Poi un giorno una piena più grossa delle altre arriverà Bassano dove incontrerà sulla sua strada il Ponte Vecchio e il fiume, se ancora gonfio, andrà a fare danni anche più in giù.

Ponte di Bassano.jpeg

Terrazzamenti nell’alta valle dell’Astico

Ma dove sono i terrazzamenti nella valle dell’Astico (2)? Solo qualche muretto a secco, come ce ne sono tanti, ma nulla che faccia pensare a un paesaggio diffuso e caratteristico.

Questo è il primo pensiero di chiunque.

Vuoi vedere che le tracce di quel lavoro immane sono state così ben cancellate da risultare ormai dimenticate?

Oggi però abbiamo molti strumenti per indagare il passato e il presente.

Sotto gli alberi

Facciamo un giro virtuale per le valli di Posina e Laghi. Apriamo le mappe digitali, straordinari strumenti che hanno quasi soppiantato gli atlanti.

Diamo un’occhiata alla zona di Laghi su quel pendio che fa da sfondo alle fotografie e ai selfie di chi si reca ai laghetti.

Laghi GE.jpg

Prato, bosco, un torrente e qualche strada; in alto a sinistra contrà Menara, in basso a sinistra l’abitato di Laghi a destra le tracce del laghetto con l’acqua al livello più basso.

Se però cerchiamo un rappresentazione digitale in grado di “vedere” il terreno al di sotto degli alberi ecco l’immagine che appare.

Laghi.jpg

Si vedono le rugosità del terreno, ma soprattutto un pendio cosparso di centinaia di terrazzamenti modellati lungo le curve di livello.Tracce dell’immane lavoro delle generazioni passate che sono ancora lì presenti, ma invisibili perché coperte dal fogliame.

Prendiamo ora un’altra zona lì vicino, il pendio meridionale del monte Gamonda tra l’abitato di Posina e quello di Fusine.

Posina GE.jpg

Si vede la strada serpeggiante che segue le anse del torrente, alla sinistra contrà Rotonda a destra Fusine e Bazzoni, sopra, incombente, le rocce del Gamonda e bosco giù fino alle case.

Cerchiamo nuovamente l’aerofotogrammetria in grado di misurare il terreno sotto gli alberi ed ecco cosa appare.

Posina Fusine.jpg

La prova inconfutabile che il piano inclinato era terrazzato e coltivato fin dove possibile, fin dove le rocce prevalgono sulla terra.

Se estendiamo la ricerca le intere valli di Tovo, della Giara (Laghi) e di Posina erano letteralmente rivestite di terrazzamenti.

Gli abitanti del posto …

… lo sanno bene, quando arriva l’inverno e cadono le foglie, compare l’antico paesaggio di prima che il bosco sopraffacesse le terre coltivate, quando, tra Posina e Laghi vi erano quasi 7.000 abitanti, mentre oggi sono meno di 700.

Ed ecco le foto di chi conosce il territorio.

Omar Oliviero contra Brunelli.jpg

Contrà Brunelli quando sono cadute le foglie. Foto di Omar Oliviero

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La neve mette in risalto i muri a secco in un pendio che d’estate è nascosto dagli alberi. Foto di Omar Oliviero.

Terraced Lanscapes

Terraced landscapes.jpegOvvero “Paesaggi terrazzati”. E’ il titolo del terzo convegno mondiale sui paesaggi terrazzati nell’ottobre 2016. La sede principale era Venezia, ma si sono svolti seminari a

  • Trieste
  • Val d’Ossola
  • Canale di Brenta
  • Trentino
  • Valpolicella e Valdobbiadene
  • Topolò
  • Valle d’Aosta
  • Cinque Terre
  • Costiera amalfitana
  • Pantelleria

Un’importante convegno, citiamone la premessa.

I paesaggi terrazzati sono presenti in tutto il mondo e rappresentano l’evidenza concreta e tangibile di come la vita possa svilupparsi fin nei declivi più scoscesi delle aree montane e costiere di ogni parte della terra.

Negli ultimi decenni i terrazzamenti sono stati poco apprezzati e valorizzati. Dalla fine del secolo scorso si registra tuttavia un interesse crescente nei confronti di una comprensione più profonda di questi paesaggi.

Alcuni di essi hanno ricevuto riconoscimenti internazionali 

  • i terrazzamenti di Ifugao nelle Filippine;
  • i terrazzi Yuanyang nello Yunnan, Cina;
  • l’isola di Bali in Indonesia;
  • le Cinque Terre e la Costiera Amalfitana in Italia, inseriti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Nonostante tali riconoscimenti, e il crescente interesse a livello mondiale, molti paesaggi terrazzati rimangono abbandonati o si trovano a fronteggiare rischi di crollo, banalizzazione, urbanizzazione pervasiva, perdita del loro sapere intangibile e del patrimonio spirituale che ad essi si connette.

Il terzo Incontro mondiale sui Paesaggi Terrazzati intende dare un forte impulso all’impegno internazionale per proteggere e valorizzare questi paesaggi nella loro polifunzionalità. Offrirà ai partecipanti, provenienti da stati e continenti diversi, una conoscenza del notevole e variegato patrimonio di paesaggi terrazzati esistente in particolare in Italia e nei vicini paesi del Mediterraneo e dell’Europa Centrale.” (http://www.terracedlandscapes2016.it/)

Cataloghi e Atti del Convegno sono scaricabili qui: http://www.terracedlandscapes2016.it/outcomes/

Anche l’alta valle dell’Astico

AVVI… ha partecipato al convegno esibendo l’importanza dei terrazzamenti nel paesaggio vallivo e pedemontano.
Merito di AVVI, un gruppo di studiosi e professionisti dei quali abbiamo già parlato (http://www.avvi.it/progetti/paesaggi-terrazzati/) che hanno aggregato una serie di studiosi, operatori economici, gruppi culturali.

Merito di Vaghe Stelle, una singolare esperienza di conoscenza del territorio che si avvale essenzialmente dell’esperienza diretta. vaghestellelogowebCamminare per giorni e giorni portando gli zaini a dorso di mulo è uno dei modi di conoscere/esplorare luoghi sconosciuti anche se a due passi. Nel 2015 ha attraversato le valli di Posina, Laghi, Arsiero ogni sera incontrando persone che raccontavano degli antichi e moderni mestieri, ogni sera ascoltando esperienze di chi abita in luoghi che non fanno rumore (3). Nel 2016 hanno camminato tra Calvene e Lusiana sotto l’insegna di Meneghello, VOLTA LA CARTA è stato il titolo del percorso esperienziale (4).

Intorno a questa iniziativa si è condensato un gruppo di lavoro che comprende anche:

Arriva ad Arsiero

La mostra associata al terzo convegno mondiale sui paesaggi terrazzati arriva in zona. Sabato 4 febbraio viene inaugurata ad Arsiero e rimarrà esposta per un mese. Chi non ha potuto godersela a Venezia se la può osservare con calma qui vicino.

Grazie anche agli studenti del Liceo Zanella di Schio che si sono offerti di tradurre in italiano i pannelli esplicativi rigorosamente scritti in inglese.

terraced-landscapes-manifesto.jpg

E poi?

Poi una sfida: trovare il modo di recuperare i paesaggi terrazzati.

Ma come fare se

  • le proprietà sono frazionate e qualche pezzetto è a carico di persone che sono emigrate 50 anni fa?
  • la resa dei prodotti di monte è incomparabilmente inferiore rispetto ai prodotti da supermercato?

Qui è la sfida, una sfida che altri territori hanno già raccolto.

Giovedì 23 febbraio si confronteranno operatori economici che vogliono “fare impresa nelle nostre valli

Sabato 11 marzo il prof. Andrea Cavallero dell’Università di Torino spiegherà proprio gli aspetti giuridici e pratici del recupero coadiuvato dall’associazione ASFO di Erbezzo (VR) e Terre Vegre.

Sabato 8 aprile un dibattito con più punti di vista.

Ci saremo anche noi di Accogliamo le idee, a parlare di paesaggio. Chi è interessato ci troverà venerdì 24 marzo.

 

TERRAZZIAMO_locandina_20170129.1.jpg

 

Vedi anche: Terrazzi sul mondo


NOTE

(1) Singolare la notizia apparsa in questi giorni sui giornali: i comuni della Valbrenta prendono in tutela i richiedenti asilo per farli collaborare al recupero dei terrazzamenti. La notizia sul Gazzettino del 2 febbraioIl Gazzettino 2017-02-02.jpg.

(2) Per maggiore precisione il territorio che stiamo indagando è quello della val di Tovo (Arsiero), valle La Giara (Laghi), val di Posina.

(3)  http://www.equistiamo.org/vaghe-stelle/edizione-2015.html

(4) http://www.equistiamo.org/vaghe-stelle/edizione-2016.html

 

 

One thought on “Terrazzi sul Veneto

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