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Animali

Quand’è che abbiamo cominciato a rappresentare il mondo dove ci muoviamo? All’inizio l’uomo ha disegnato il calco delle sue mani o tratteggiato con semplici segni gli animali che vedeva attorno a sé, scene di caccia o di lotte fra uomini. Ovvero disegnava quello che vedevano i suoi occhi.

Bisonte Lascaux.jpg

Disegno a parete. Grotte di Lascaux (Fr). 16-18.000 anni fa

 

Ma per rappresentare la superficie dove noi ci muoviamo, viviamo, ci spostiamo è necessario un grande salto mentale, dobbiamo immaginarci di volare e con la forza della mente cercare di rappresentare dall’alto le forme del territorio cercando di dare una rappresentazione che renda conto, al di là dell’esperienza personale, delle forme della terra.

Un’ansa del fiume ci appare diversa se la guardiamo da una riva dove ci sembra che arrivi da lontano e poi torni lontano, oppure dalla parte opposta del fiume dove sembra che l’acqua ci circondi. Rappresentare la terra, fare mappe è appunto assumere questi differenti punti di vista confrontarli tra loro e dare un’immagine che non assomiglia a nessuna, ma le comprende tutte.

Oggi sembra facile come passare da Google Street a Google Map, ma non lo era un tempo e la storia della cartografia segna tutta la difficoltà nel costruire questo faticoso punto di vista.

Il cielo

Era più semplice disegnare la mappa del cielo. Bastava alzare gli occhi e tutto ci appariva nelle sue proporzioni, come un lenzuolo o una semicupola dove questi oggetti si muovevano, sorgendo da oriente e tramontando a occidente, ma restavano sempre nella stessa posizione tra loro.

Così nella Grotta di Lascaux si sono scoperti dei puntini che  rappresenterebbero le stelle: vi compare triangolo estivo composto dalle stelle Deneb Vega e Altair, vi compaiono le Pleiadi.

Mappa di Anassimandro.jpgBen più difficile rappresentare la terra, dato che non ci è dato, in modo naturale, staccarci dal suolo.

Anassimandro (VII sec a.C.) rappresentava il mondo come l’insieme delle terre circondate dal mare Oceano e per terre intendeva tutto il mondo da lui conosciuto: la parte meridionale dell’Europa, la parte settentrionale dell’Africa e la parte occidentale dell’Asia.

Dopo il Rinascimento

… inizia una produzione più cospicua di mappe, disegnate con criteri più rigorosi dal punto di vista geometrico e cominciando a intuire che non è possibile trasformare una superficie curva come la terra in un tavoletta piana. Però lo si può fare proiettando e quindi deformando.

D’altronde, dopo Colombo, il mondo è diventato più vasto, un’intero nuovo continente sconosciuto si è interposto tra l’Europa e l’Asia e possedere una mappa significa percorrerlo con più facilità. E’ l’epoca dei mercanti, ingenti ricchezze si stano spostando attraverso il globo e la mappa aiuta ad accumulare ricchezze.

Tralasciamo le troppe cose da dire in proposito, perché l’oggetto di questo articolo è la scoperta di una collezione gigantesca di mappe, di ottima qualità, gratuite e disponibili on line. Si tratta del sito …

www.davidrumsey.com

Contiene decine di migliaia di mappe, ma soprattutto ne permette una consultazione rapida per nomi oppure per area geografica.

Abbiamo trovato interessante un’applicazione che si chiama Maprank search. Si apre una finestra, si seleziona un’area zoomando con il mouse e si può far correre un cursore da oggi  al lontano passato. Per ogni data sulla destra compaiono le mappe riferite a quella regione e a quel periodo.

Facile.

 

Maprank.jpg

 

 

Non solo la ricerca è facile, ma la mappa può essere ingrandita a piacere quasi senza nessun rallentamento.

É inoltre possibile georeferenziare le mappe ovvero sovrapporle in modo che le coordinate coincidano e valutare così le diverse carte.

La macchina del tempo

Com’era percepito e conosciuto il territorio che conosciamo? Tramite il sito è facile fare una carrellata storica per vedere com’è cambiato il territorio e anche com’è cambiato l’occhio che vuole rappresentare questo territorio.

Mappa Bassa lOmbardia 1681.jpg

Questo sopra è un estratto da un atlante e rappresenta la Bassa Lombardia. La descrizione dice

Bassa Lombardia et altre appendici, che spettano a Dominij in essa contenuti, divisa nelle sue parti principali, e subdivisa nelle sue particolari Signorie, e Feudi da Giaca. Cantelli da Vignola … Data in Luce da Gio Giaco. de Rossi in Roma alla Pace all’Insegna di Parigi con Privil. del S.Pont. l’Anno.1681. Georgio Widman sculp. (To accompany) Mercurio geografico overo Guida geografica in tutte le parti del mondo conforme le tavole di Giacomo Cantelli da Vignola … Tomo secondo … l’anno 1692. (Map 115).

Mappa Bassa Lombardia 1681 dedica.jpgE’ una mappa sommaria e imprecisa e riflette lo scopo per il quale è stata costruita: lo si legge nella dedica, riportata in alto a destra che qui ingrandiamo.

All’ Em.mo e Rev.mo Prencipe Il sig.re Card.l Pamfilio.

Tra gl’applausi, che di continuo accrescono le glorie di V.Emi.za vengono anco riverenti gl’ossequij della mia hum.ma servitù in questa Geografica impressione, che solo è degna di comparirle avanti, perche e fregiata con il suo celebrat.mo nome. Confido ….

In un’epoca in cui il mercato è fragile e ben pochi avrebbero potuto permettersi un atlante, tutto si basa sulle sovvenzioni dei potenti che si ottengono solo solleticandone la vanità e rispondendo ai loro bisogni.

Quali sono i bisogni del potente mecenate? Lo si vede dalla legenda che riporta:

  • Arcivescovado
  • Vescovado
  • Feudo imperiale
  • Feudo della Chiesa
  • Feudo del Tirolo
  • Gran’ Duca
  • Fortezza

Ovvero quello che interessa sono le proprietà, i confini e la posizione delle opere di difesa (utili anche per l’attacco).

Andiamo ad ingrandire la mappa sulla zona che meglio conosciamo

Mappa 1681 Vicentino.jpg

Mappa del 1681

Mappa molto approssimativa, sono riportati i fiumi, ma non le strade. Le montagne sono segnate sommariamente senza distinguere tra colli e vette, senza indicare i passi. E’ una mappa statica, indica uno stato di fatto ritenuto poco suscettibile di mutazione, spiccano i confini tra Veronese, Vicentino, Marca Trevisana; il trentino è costellato di piccoli feudi e signorie.

I centri abitati sono indicati a caso, compaiono i principali, ma tra i maggiori manca Asiago che a fine settecento è più grande di Thiene (vedi Il mercato di Piovene). Nella valle dell’Astico compare solo Cogolo.

1692

Mappa del 1692.jpg

Questa mappa è stata disegnata solo 11 anni dopo. Il territorio è evidentemente lo stesso, ma ora il dettaglio è maggiore, vengono rappresentate anche le strade, ma solo quella che unisce Verona Vicenza e Padova è meritevole di essere disegnata. I centri abitati sono riportati con maggior dettaglio.

Nella Valle del Leogra compaiono Schio, Val’ de Signori, Belvesin, Pieve; compare S. Orso; nella valle dell’Astico si va da S.to Pietro d’Astica a Arsiero a Cogolo e Caltrano. Un po’ più a nord, al di là del confine, Brancafora (Pedemonte). Stupisce l’assenza di Asiago tra i comuni dell’altopiano dove sono riportate località come Gallio, Roana, Campoverde e Casenove.

1817

E’ passato oltre un secolo dalla mappa precedente. Questa volta il cartografo è inglese, John Thompson di Edimburgo. Gli inglesi si muovono per mare, descrive bene le coste e tutti i principali centri marittimi. Sono interessati a tutto quello che si raggiunge navigando, poco importa l’entroterra e si vede.

 

Mappa 1817 Stati Veneziani.jpg

É nella rappresentazione dell’entroterra qui che il povero cartografo si perde. La mappa è redatta probabilmente su racconti o ricavata da altre mappe altrettanto imprecise. Divertenti gli errori.

  • Casenove è diventata Casenore e non si trova presso Tresche, ma dalle parti di Tonezza
  • Al posto di Laghi vi è lo strano abitato di Scaraziosa (?)
  • S. Orso sembra sul ciglio di un monte
  • Shio ha perso la lettera “c”
  • Seghe è riportata come Seghedi tutto attaccato senza che il povero scozzese capisca che dopo il “di” in italiano serve ancora qualcosa

1856

Sono gli austriaci tra i migliori cartografi di questo periodo. Conoscono il Veneto perché lo dominano, ne ricavano rendite e tasse abbondanti:

Spesso sono costretti a intervenire perché gli italiani sono riottosi e aspirano all’indipendenza, gli intellettuali italiani (da Manzoni in poi) marcano la loro diversità rispetto all’impero austriaco, sottolineano la loro comunanza ideale con Roma e la Toscana, territori indipendenti da Vienna; perfino i musicisti sono contro l’austriaco imperatore, come quel Giuseppe Verdi e la sua aria del Nabucco.

Per questo devono conoscere il territorio, per controllarlo.

Mappa austriaca 1856.jpg

Ecco la mappa puntigliosa e precisa dove sono riportate strade principali e secondarie, i rilievi rappresentano bene l’orografia. Eppure parlano una lingua diversa e ogni tanto scivolano sui suoni più dolci della lingua italiana: compare Là Caltrano, una minuscola località Passa Mosche (sotto Sarcedo), Zuggiano, Castegnamoro (sopra Mason), …

Ora che avete visto come funziona, provate a esplorare, troverete sicuramente qualcosa di interessante.

Vi suggeriamo di dare un’occhiata a

Continua …

One thought on “Le forme della Terra 1

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