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CHIESETTA DI SAN MARTINO DI SCHIO


Abbiamo un patrimonio inestimabile. Me ne sono reso conto strada facendo, quando ho cominciato a mettere assieme emozioni e materiale.

Vi propongo così, un viaggio storico visivo alla ricerca delle nostre radici con ventuno tempietti sparsi nel territorio vicentino, molti dei quali sconosciuti alla maggior parte di voi o solo conosciuti a livello locale.

Ho preso in considerazione, solo ed esclusivamente, le chiesette campestri affrescate e un periodo limitato di tempo, tra il XII e il XIV secolo, perché più vicine alla vita quotidiana della gente comune, a chi lavorava i campi o perché ormai in stato di abbandono. Non voglio che vengano dimenticate. In questo percorso si potranno ammirare affreschi in stile bizantino, dal Romanico al Gotico e in stile giottesco.

Sarà un viaggio più visivo che storico perché valorizzare la Bellezza con i colori della Fede, rende più armonico e totale la visione ancestrale di chi viveva 600 – 700 anni fa in quelle valli e contrade, perché così, si dà giustizia a tutte quelle piccole realtà che sono grandi opere.

Ammireremo

  • il ciclo di affreschi forse altomedievali, della chiesa di S. Giorgio a Velo d’Astico
  • quello della chiesetta di Santa Margherita ad Arcugnano, nei quali si nota la mano di Battista da Vicenza.
  • Vedremo gli affreschi di S.Michele a Caldogno e
  • S. Lorenzo a Castelnovo,
  • da ricordare l’Immacolata Concezione di San Vito di Leguzzano, con la Madonna circondata dagli arnesi di lavoro,
  • S. Dionigi a Santorso,
  • le misteriose chiese di S. Martino, a Poleo e a Brogliano,
  • San Giorgio alle Acque a Bassano,
  • S. Vittore a Priabona,
  • S. Pietro in Castelvecchio a Montecchio Precalcino,
  • S. Maria Etiopissa a Vicenza,
  • S. Maiolo a Lumignano,
  • le chiesette romaniche di Zugliano
  • e poi S. Maria a Nanto e S. Vincenzo a Thiene, queste ultime forse le più delicate per la conservazione architettonica.

Insomma, per me è stato un bel viaggio che mi ha impegnato tutti i week end per alcuni mesi, spero lo sia anche per voi e che vi stimoli a prendere la bicicletta e andar per campi a visitare le vecchie chiesette campestri del vicentino.                                                      Renzo Pietribiasi

A Schio

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Continuiamo il viaggio alla ricerca degli affreschi medievali delle nostre chiesette campestri del vicentino. Oggi andremo a visitare la chiesetta di San Martino, si trova a Schio salendo sul colle che porta verso Poleo, si trova  con una deviazione da via Leonardo da Vinci in località Aste.

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Le origini

È probabile che la chiesa di San Martino sia stata eretta sulle fondamenta di un tempietto pagano dedicato alle Ninfe, lo testimonierebbe un’iscrizione risalente al VI secolo della quali si parla ancora in un testo di fine settecento

“In Schio, appresso la Chiesa di San Martino vedesi un marmo per cui si conosce, che Pomponio Corneliano consacrò un tempio alle ninfe, e alle Dee delle acque; e ciò fece per voto a causa di qualche siccità.” (Storia della città di Vicenza di Silvestro Castellini volume 1 pag 91, Vicenza MDCCLXXXIII per Francesco Vendramini Mosca)

Questa struttura pre cristiana sarebbe confermata anche da numerosi cronisti dell’ottocento che che ricordano numerosi resti archeologici.

Una prima edificazione di un tempio cristiano risale al VII secolo, cui fece seguito una ricostruzione intorno all’anno mille. La prima menzione documentaria della chiesa risale al 1185 e la chiesa è considerata tradizionalmente la più antica dell’alto vicentino.  Per il Mantese (1) “dalla struttura che presentano gli attuali edifici non è possibile dedurre un’origine anteriore al 1000“. L’edificio sarebbe dunque romanico pur con interventi successivi, lo stesso dicasi del campanile.

La chiesa ospitò un priorato fino alla soppressione napoleonica del 1810, da quel momento la chiesa di San Martino venne acquisita dalla famiglia Clementi, alla quale ancor oggi appartiene. Essendo di proprietà privata, risulta piuttosto difficile visitare l’interno dell’edificio sacro.

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Esterno

La chiesa presenta una conformazione a capanna. L’antico intonaco lascia vedere i resti di sobrie decorazioni, ormai scomparse. La facciata presenta solo un portale d’accesso, fiancheggiato da una lapide che riassume la storia della chiesa. Il muro rettilineo di fondo presenta invece delle finestrelle romaniche. Il campanile, anch’esso romanico, presenta una cella definita da bifore, esso custodisce una antica campana del 1492.

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Gesù Cristo crocefisso

Interno

L’interno della chiesetta è caratterizzato da un soffitto a capriate lignee, una statua della Madonna del Rosario del 1940, opera di Romano Cremasco, sono inoltre visibili tracce della fondazione dell’abside primitivo ai lati dell’altare. All’interno è conservata una copia della epigrafe romana che originariamente era qui collocata (oggi l’originale è custodita presso il Museo naturalistico archeologico di Vicenza); il testo recita:

NYMPHIS LYMPHISQ(UE) / AUGUSTIS OB REDITUM / AQUARUM / P(UBLIUS) POMPONIUS / CORNELIANUS / C(LARISSIMUS) I(UVENIS) / UT VOVIT

(traduzione: Alle sacre ninfe e alle linfe per il ritorno delle acque. Publio Pomponio Corneliano, giovane dell’ordine senatorio, offrì in voto)

L’elemento di maggior interesse della chiesa sono tuttavia gli affreschi posti sulla parete rettilinea di fondo, posta alle spalle dell’altare, risalenti alla fine del Trecento/inizi Quattrocento, di autore ignoto e ben conservati. Tra i vari soggetti raffigurati spiccano Gesù Cristo crocefisso

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San Martino e il dono del mantello

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Madonna del latte

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Madonna ante partum

Gli affreschi presentano affinità con quelli presenti nella chiesa di Santa Maria Maddalena di San Vito di Leguzzano e con quelli che ornavano le pareti esterne della antica chiesa di Magrè, distrutta nel 1945.

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Dove si trova

Per raggiungerla bisogna giungere a Schio e dall’ospedale vecchio prendere la strada che porta in salita a Poleo, appena via Leonardo da Vinci comincia a salire, terminate le ultime case sulla destra una strada porta alla contrada Aste e alla chiesa.

Essendo privata è piuttosto difficile visitarla per questo le foto sono una testimonianza preziosa.

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Sul culto di San Martino, che divise il mantello con un povero vedasi


(1) G. Mantese, Storia di Schio, Schio 1977 pagg. 123 e segg.

Renzo Pietribiasi

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