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Arriva l’autostrada?


Un nuovo progetto

A metà settembre 2017 è stato presentato il progetto dell’autostrada A31 1° lotto. Alcuni Sindaci hanno esultato (non tutti). E’ bastato loro leggere i titoli di giornale per rilasciare interviste alle TV locali senza nemmeno aprire il progetto.

Se avessero dato anche solo una scorsa ai documenti ufficiali si sarebbero accorti che il tracciato di 17,84 km si svolge in galleria per una lunghezza complessiva di 13,327 km. Due gallerie lunghe oltre 13 km (il tunnel del Monte Bianco è lungo “solo” 11,6 km ed è a una canna) comportano una quantità esorbitante di materiale da scavo. Quanto? 7,1 milioni di metri cubi (1).

Natale 2011

Un cumulo di ghiaia lungo la SPV

I Sindaci dovrebbero avere gli incubi solo al pensiero che una tale quantità di materiale si muova lungo la valle, ma basta non pensarci per sentirsi più tranquilli.

Tuttavia …

neanche con questo progetto

…  l’autostrada verrà completata fino a Trento per una serie di motivi.

  1. Il governatore Zaia e il presidente Rossi (Veneto e Trentino) hanno firmato un protocollo d’intesa secondo il quale a Trento arriverà una strada e non un’autostrada (al massimo una superstrada).
  2. L’autostrada arriverà a Casotto (comune di Pedemonte provincia di Vicenza) e si fermerà lì.
  3. Il secondo tratto non è ancora progettato e potrebbe tardare o anche non arrivare mai

C’è il rischio concreto che l’originaria autostrada incompiuta Vicenza-Piovene Rocchette si stia trasformando nell’autostrada Badia Polesine-Pedemonte, incompiuta anche questa.

Perché è così difficile?

Perché è così difficile costruire questa autostrada?

Invece che cercare dietrologie e complotti da parte dei vicini trentini, converrebbe esaminare la geografia e scoprire che qualche problema effettivamente c’è.

Lo spazio, per esempio.

Lo spazio

… per un’autostrada oggi è carente per due motivi:

  1. l’urbanizzazione che ha investito gli spazi un tempo liberi
  2. il tracciato in una valle

1_ Urbanizzazione diffusa

Quando è stata costruita l’autostrada Brescia Padova, nel 1956, è stata realizzata tutta in piano. La pianura tra Lombardia e Veneto era tutta una campagna, bastavano pochi cavalcavia per superare la ferrovia e qualche strada, per il resto era tutta pianeggiante.

Cinquant’anni dopo, quando hanno costruito il passante di Mestre (2008), si sono accorti che lo spazio cominciava a diventare scarso e allora buona parte del tracciato è costruito in trincea o addirittura in galleria in una zona dove le montagne si vedono col binocolo.

Solo 10 anni dopo il passante, la nuova Superstrada Pedemontana Veneta è un delirio di scavi. Perché? Perché non c’è più spazio libero e un’autostrada è parecchio ingombrante.

pedemontana-veneta-cantiere

2_ Lo spazio in valle

Costruire in valle non è la stessa cosa che costruire in pianura, lo sanno bene in Alto Adige e in Trentino dove tutti vivono nelle valli. Lo sanno meno i politici veneti che stanno per la maggior parte in pianura (2).

La valle dell’Astico ha la forma di una “zeta”con due bracci est-ovest e uno nord-sud.

Valle Astico.JPG

Il tratto più ampio è il tratto Piovene Arsiero lungo circa 8 km e largo 1.500-1.700 m.

Poi la larghezza progressivamente cala a 500, 250, 80 m.Valle Astico 3D 2.jpg

Qualche slargo in territorio di Valdastico (qualche centinaio di metri), poi …

Valle Astico 3D 3.jpg

la valle si restringe, scende sotto i 250 m finendo a imbuto ai primi tornanti.

Valle Astico 3D 4.jpg

Ci sta?

In valli come queste un’autostrada non ci sta, dato che è larga circa 50 m. Quando abbiamo tolto l’alveo del torrente, la statale e le zone già urbanizzate, per più di metà della valle l’autostrada non passa.

Cosa si fa in questi casi?

Prendiamo ad esempio due casi non troppo lontani.

La valle dell’Adige tra Bolzano e Merano è una valle ricca di vigneti e frutteti e vi si trovano i più importanti centri della provincia. E’ larga in media 2.700 metri con un minimo di 2100 m in corrispondenza di Vilpiano. E’ la strada più trafficata della provincia ed è percorsa da circa 36.000 veicoli/giorno, più di quelli  previsti per la A31.

Ad assorbire tale volume di traffico vi è una strada a scorrimento veloce con due carreggiate separate e due corsie per carreggiata. La larghezza della strada è circa 18 m che diventa 21 m comprendendo le scarpate.

Bolzano-Merano

Superstrada Bolzano-Merano.jpg

La SS 38 dello Stelvio tra Bolzano e Merano

Non si sognerebbero mai di costruire un’autostrada, lo spazio è prezioso e va salvaguardato per il futuro, una superstrada basta e casomai potenziano la ferrovia che ha un consumo di suolo poco superiore a una pista ciclabile.

In territorio trentino la valle del Brenta è larga circa 900-1.000 m all’altezza di Ospedaletto, circa 1.200 m all’altezza di Novaledo, 1.900 m dopo Levico. E’ servita da una strada a due carreggiate e due corsie per senso di marcia con una larghezza di 15-17 m più le scarpate. Il traffico arriva a 40.000 veicoli giorno. Per razionalizzare il flusso in previsione di possibili aumenti si pensa di rilanciare la ferrovia Bassano Trento finanziando una sua elettrificazione.

Valsugana.jpg

Cosa si fa nel Veneto?

La valle è stretta? No problem: passiamo dentro il monte, forandolo. Così ha fatto il progetto del 2012: su 39 km ben 29 erano in galleria (4), così si ribadisce nel progetto appena presentato dove le gallerie sono lunghe 13 km su 17,8 totali.

Problema risolto?

No, con i tunnel il problema si ingrandisce ancora di più.

Problemi di falde.

Se il traforo attraversa delle faglie fratturate è probabile intercettare vene d’acqua. In tal caso, soprattutto per la galleria di valico, la linea piezometrica (5) indica un’altezza di oltre 1.000 m. L’eventuale vena uscirebbe a una pressione di 100 atmosfere. Impossibile da tamponare, se andasse male bisognerebbe inventarsi una vera e propria roggia che scorre in galleria a fianco della carreggiata. Non è lungimirante sprecare acqua di questi tempi.

Problemi di costi.

Con questo progetto metà autostrada (Piovene – Casotto 17,8 km) viene a costare come i 54 km della Valdastico sud.

Eppure questi costi, elevatissimi, sono nulla rispetto ai costi di gestione.

Vi ricordate l’incendio nel tunnel sul Monte Bianco?

Il 29 marzo 1999 il tir “Volvo Fh12“, condotto dall’autista belga Gilbert Degrave, carico di farina e margarina entrò nel tunnel dal lato francese, prendendo fuoco poco dopo e fermandosi dentro il traforo.

Ne scaturì un incendio di proporzioni enormi, tanto che i Vigili del fuoco impiegarono 53 ore per domarlo e le 39 vittime morirono carbonizzate.

Camion incendiato.jpg

Camion incendiato nel tunnel del Monte Bianco

 

Fu un macello che bloccò per anni il tunnel del Monte Bianco e dettò normative severissime sulla costruzione dei tunnel.

Dopo di allora ogni tunnel che superi la lunghezza di 999 m è soggetto a norme severissime.

Serve:

  • Impianto di illuminazione
  • Impianto di pressurizzazione bypass
  • Bypass pedonali ogni 250 m
  • Impianto di ventilazione meccanica a 690 V con resistenza a 400°C per 90’
  • Impianto sonoro nelle vie di fuga
  • Impianto di ritrasmissione del segnale radio
  • Impianto di segnalazione soccorso
  • Impianto TCC e controllo traffico
  • Impianto rilevazione e spegnimento incendi
  • Cartellonistica retroilluminata
  • Semafori
  • Impianto di telecontrollo e trasmissione dati

Per mantenere in funzione tale apparato serve un’intera centrale elettrica o quasi.

Consumi elettrici Valdastico nord.jpg

Progetto preliminare 2012 – elaborato 2505_060701007_0101_0PP_A0

I costi di gestione esplodono: 8 milioni di Kwh al mese, un costo stimato di 650.000 € al mese (solo per consumi elettrici) contro i 75.000 dei restanti 247 km gestiti (6).

Un buco finanziario

Costruendo l’autostrada in tunnel i costi esplodono e l’autostrada sarà permanentemente in perdita (7).

Le alternative dunque sono costruire l’autostrada sopra il torrente oppure costruirla dentro la montagna con costi doppi rispetto alla Strada Pedemontana Veneta che già farà fatica ad arrivare a pareggio.

Eppure questa strada è stata scelta con entusiasmo.

Ci sono alternative? SI. Ma ne parleremo un’altra volta

 

Vedi anche: Perché non la fanno?


(1) Per la precisione si tratta di 7.121.798 mc di roccia. Il dato è riportato a pag. 230 della Relazione generale. Se fate fatica a immaginarvi di quale quantità si tratti, immaginatevi una villetta a un piano, il suo volume sarà circa 500 mc. Prendete questa villetta moltiplicatela per due. Queste due villette le moltiplicate per mille e adesso queste duemila villette le moltiplicate per 7. Insomma il volume di 14.000 villette, naturalmente tutte piene di pietre fino al soffitto.

(2) Purtroppo lo sanno poco anche alcuni Sindaci locali che non conoscono abbastanza l’ambiente nel quale vivono.

(3) Vedi il documento finale del comitato paritetico firmato da Ministero Infrastrutture e Trasporti, Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento reperibile qui: https://tinyurl.com/y8adr4mb

(4) Le gallerie previste nel progetto del 2012 sono 10, di queste 7 superano i 999 m di lunghezza. Nel progetto attuale (metà tracciato) le gallerie sono 5 di cui 4 superano i 999 m.

(5) In parole semplici è l’altezza della colonna d’acqua imprigionata tra le rocce della montagna. Questa altezza fa sì che, se a Lavarone scavo un pozzo posso trovare l’acqua 50-100 m sotto terra. Se alla base della montagna, 800-1000 m più in basso, scavo e intercetto quella vena, l’acqua uscirà con una pressione incontenibile.

(6)  Le tratte gestite comprendono la tratta Brescia Padova, la Valdastico sud, la Vicenza-Piovene, e numerose complanari urbane.

(7) Il dato è ammesso dalla stessa società concessionaria anche se in documenti di non facile accesso. Ne ha parlato il giornale online Venezie Post il 21 gennaio 2015. I dati ufficiali sono contenuti nel Piano finanziario 2012-2046 presentato nel gennaio 2013.

 

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2 commenti su “Arriva l’autostrada?

  1. Antonio
    8 ottobre 2017

    “Costruire in valle non è la stessa cosa che costruire in pianura. … Lo sanno meno i politici veneti che stanno per la maggior parte in pianura”…
    Vorrei conoscere quale amministratore, supinamente favorevole alla A31 nord per chissà quali interessi, ha visto e capito il progetto e l’impatto che questo avrebbe.
    Forse un incontro pubblico con un po’ di dati farebbe svegliare, se non gli amministratori, almeno quella parte di popolazione che ora si basa solo sul sentito dire.

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  2. DXE
    9 ottobre 2017

    Caro Antonio.. Nel 2012 si fecero tante e tante riunioni per la collettività, proprio per approfondire l argomento A31 e per far conoscere alla gente lo scempio ambientale ed economico che si nascondeva dietro alla frase facile “la Xe tutta in galleria”. Si chiese anche l interventi di amministratori e sindaci della valle, chiaramente a favore dell opera che, gentilmente, preferirono lasciare le sedie vuote… Si riuscì a sensibilizzare tanta gente, proprio snocciolando un po’ di numeri per niente banali… Ora è tempo di ricominciare, consci purtroppo che chi governa le nostre piccole realtà (eccetto qualche Mosca Bianca come il Sindaco Occhino di Arsiero) è chiaramente a favore della devastazione della nostra valle… C è modo e modo di far politica…Denise

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Questa voce è stata pubblicata il 8 ottobre 2017 da in Ambiente territorio con tag , , .
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