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cultura e società

L’acqua del Summano


Il monte Summano è una specie di faro, ultima propaggine di quella catena montuosa che conduce alle vette delle Piccole Dolomiti.

Nella pianura che è un miscuglio di campagna e capannoni il monte è lì sullo sfondo, facilmente riconoscibile per la sua forma a cono e la caratteristica doppia punta. È il punto per orientare lo sguardo, alla sua destra la valle dell’Astico e l’Altopiano di Asiago, alla sua sinistra il massiccio del Novegno, in fondo la meraviglia delle Piccole Dolomiti.

Summano-9655.jpg

Ai piedi del Summano si trovano 4 comunità:

  • Velo d’Astico a Nord
  • Piovene Rocchette a est
  • Santorso a sud
  • Schio-Tretto a ovest

Non ha praticamente delle valli che diano luogo a ruscelli o torrenti, si riscontrano increspature del terreno che formano delle confluenze naturali, ma solo nei temporali più intensi lì vi scorre l’acqua.

OROGRAFIA DEL SUMMANO.jpg

Tuttavia la Carta Tecnica identifica alcuni corsi d’acqua anche se questi, arrivati in pianura, scompaiono.

Valli del Summano.JPG

16 milioni di mc

Dobbiamo prima capire quanta acqua vi cade. Siamo fortunati, sul Monte Summano vi è una stazione meteorologica dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (ARPAV) che raccoglie dati e li distribuisce gratuitamente.

Veniamo così a sapere che il Monte Summano è zona tra le più piovose della Provincia (1).

Precipitazioni anno 2016 Provincia.png

Possiamo perfino calcolare quanta acqua raccoglie il Summano. Basta conteggiare la sua estensione (circa 11 kmq) escludendo la piana del Tretto e da qui prendere la precipitazione media annuale. La media degli anni 1994-2016 mi dà una precipitazione media annua di 1543 mm di pioggia.

Dunque ogni anno cadono sul monte Summano 16,693 milioni di metri cubi di acqua, pari a 16,693 miliardi di litri. E’ vero che una parte dell’acqua si perde per evotraspirazione, una parte viene assorbita dalle piante, tuttavia si tratta di una quantità non trascurabile che, non scorrendo in superficie, si infiltra nelle cavità della roccia per ricomparire alla base sotto forma di sorgenti.

L’acqua del Summano

Quest’acqua non è distribuita in modo uniforme, come si vede nella piantina sopra, sul lato di Santorso abbondano sorgenti e corsi d’acqua. Vi è una fonte storica, fonte Bonifacia, che in antico alimentava dei mulini.

Santorso mappa 1642

La ricchezza di acque del versante di Santorso è ben rappresentata da questa mappa del 1642 che raffigura la zona dove attualmente si trova il Parco Rossi

Questa stessa acqua è stata sfruttata dall’architetto Caregaro Negrin per produrre i giochi d’acqua del parco romantico

Villa Rossi-2436

Un scorcio del Parco di Villa Rossi a Santorso.

Subito ai piedi del monte dal lato di Santorso nascono due piccoli rii, il torrente Rio (poi Rio Variola) e lo Scolo Cavallaro.

Idrografia Santorso Piovene.JPG

Anche escludendo il Timonchio, che nasce dalla piana del Tretto, non si può non notare l’abbondanza delle acque sul lato di Santorso mentre sul lato di Piovene il torrente Brentegnan è poca cosa.

Le acque di Piovene

Se da Santorso l’acqua era così abbondante da alimentare mulini, a Piovene l’acqua che esce dalle sorgenti faceva poche centinaia di metri per irrigare i campi ma non era sufficiente a dar luogo a ruscelli, rogge o canali. Bastava comunque a dare da bere all’antica comunità alimentando fontane, lavabi e antichi acquedotti.

Un tempo, quando gli acquedotti non erano formati da tubazioni sotterranee ma da fontane pubbliche dove quotidianamente si andava a raccogliere l’acqua (vedi https://accogliamoleidee.wordpress.com/2016/06/11/fontane-della-valle-dellastico/) le fontane di Piovene erano quelle indicate nella mappa sottostante.

FONTANE E BIRRERIE

Acqua preziosa

Così preziosa era l’acqua che se ne censivano accuratamente i diritti, come testimoniata da questa mappa settecentesca copiata dall’originale del 1606.

Abbiamo aggiunto delle indicazioni per rendere più facile l’identificazione dei luoghi.

Natale 2011

Copia settecentesca della mappa del 1606 conservata in Municipio

Uno sguardo più da vicino della parte centrale ci restituisce un assetto viario del tutto simile a quello attuale.

Fontane di Piovene 1606 centro.jpg

Da notare la cura con la quale le acque, dipinte in rosso, venivano incanalate a lato strada perché non ne venisse sprecata neppure una goccia. Così l’acqua del monte ruscellava per decine e fino a qualche centinaio di metri per raggiungere le varie proprietà che venivano accuratamente descritte e censite in modo che venisse riconosciuto un diritto, anche se immaginiamo che non sempre la stagione permetteva all’acqua di servire gli appezzamenti più lontani.

Questo ingrandimento della mappa rappresenta l’attuale via Fabio Filzi e via Braggi. La canaletta che passava lato strada portava l’acqua a ben 56 diverse proprietà.

Fontane di Piovene 1606 canali-1892.jpg

Sulla sinistra la fontana alla mare (ora fontana della Guarda) ne serve quasi altrettanti.

La prossima volta andremo a vedere più da vicino dove sgorga l’acqua di Piovene.


NOTE

(1) i dati sono reperibili qui: www.arpa.veneto.it/bollettini/storico/Mappa_2016_PREC.htm?t=VI


APPENDICE

Monte summano precipitazioni.png

Dai dati ARPAV si vede che l’anno più piovoso è stato il 2014 e il più arido il 1997, il mese mediamente più asciutto è febbraio e quello più umido novembre. Di tutti i mesi il gennaio 2005 e 2006 sono stati i più asciutti (ma attenzione: la neve non viene conteggiata) e il novembre 2014 il mese che ci ha tenuti più “a mollo”. Quanto al mese di agosto, tradizionalmente dedicato alle ferie, il 1996 e il 2002 hanno fatto rimpiangere di non essere andati a lavorare dato che comunque è piovuto assai.

Informazioni su accogliamoleidee

3 commenti su “L’acqua del Summano

  1. Luca Verlato
    24 febbraio 2018

    E’ sempre un piacere leggere qui!

    "Mi piace"

    • accogliamoleidee
      24 febbraio 2018

      Grazie Luca, mi piace scoprire il territorio leggere le sue trame come si leggono le rughe sul viso di un vecchio

      "Mi piace"

  2. Pingback: L’acqua della fontana | Accogliamo le Idee

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