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cultura e società

Il peso dell’aria (2)


Dall’indagine sulla qualità dell’aria (2017) a Piovene Rocchette emergono due dati contrastanti (vedi articolo precedente):

  • la quantità di polveri sottili è molto al di sotto della soglia di legge
  • i giorni a rischio sfiorano il massimo ammesso

Un dato è tranquillizzante e l’altro preoccupante. Perché?

Giorno per giorno

È necessario guardare più da vicino cosa succede giorno per giorno

Piovene_Rocchette_2017 aria inverno.jpg

Dati estratti dall’indagine sulla qualità dell’aria di Piovene Rocchette – ARPAV 2017

La quantità di PM10 di Piovene R. (in rosso) è confrontata con gli stessi valori giornalieri a Schio e Vicenza. Una cosa salta immediatamente all’occhio: l’estrema variabilità dei dati.  Il 12 novembre le polveri sono 40 µg/mc il giorno dopo 9, il 6 dicembre sono 33, il giorno dopo il giorno dopo 58 e poi 73 per precipitare il giorno successivo a poco più di 20.

Vediamo ora il grafico riferito al periodo estivo.

Piovene_Rocchette_2017 aria estate.jpg

Per 2 mesi i valori sono mediamente inferiori a 25 µg/mc e d’improvviso per solo 5 giorni si avvicinano a un valore doppio e superano i massimi di legge per ben 3 volte.

Non si capisce perché, ma basta un cambiamento esile delle condizioni climatiche (nessun evento eccezionale segnalato in quei giorni) o forse un cantiere aperto lì vicino o chissà quale imponderabile evento per passare da una situazione di assoluta tranquillità a una situazione di allarme.

Vento.jpg

Non dimentichiamo che stiamo misurando particelle così piccole che 20 anni fa non riuscivamo neppure a vedere (6). Sentendo i tecnici di ARPAV si capisce che non è facile inquadrare queste dinamiche, una grande importanza sembra avere la situazione microclimatica (ventilazione soprattutto) che, in teoria, dovrebbe avvantaggiare le località delle valli o della pedemontana rispetto a località site in aperta pianura.

La valle dell’Astico

Per verificare questo assunto siamo andati a leggere le analisi sulla qualità dell’aria (7) eseguiti lungo la valle: abbiamo a disposizione i dati di Valdastico (2010) Cogollo del Cengio nel (2008) e Chiuppano (2011 e 2015) .

Partiamo dall’alta valle dell’Astico dove ci aspettiamo di trovare aria più pulita.

Valdastico PM10 2010.jpg

Sorprendentemente non troviamo aria più pulita, i valori sono simili a quelli di Piovene Rocchette (vedi qui), migliori in estate, peggiori in inverno, complessivamente simili.

Valdastico PM10 2010 2.jpg

I limiti di legge vengono superati, ma prima di allarmarsi bisogna considerare

  • che l’indagine è relativa soli 56 giorni sui 365 annuali,
  • che l’indagine invernale è durata 31 giorni e quella estiva solo 25 (giorni validi)
  • anche solo prolungando l’indagine nel periodo estivo il dato si sarebbe presumibilmente abbassato sotto la soglia di legge.

Dunque la qualità dell’aria non cambia tra l’alta valle dell’Astico e Piovene Rocchette.

Uno sguardo complessivo

Vediamo il quadro complessivo (8)

Inquinamento alto vicentino

Il risultato è sorprendente: Schio, Thiene, Piovene Rocchette e Valdastico hanno valori simili nelle PM10, una leggera abbondanza di IPA (ovvero benzo-a-pirene) a Schio ma sempre nei limiti di legge. Dalle indagini emerge una concentrazione di inquinanti a Cogollo del Cengio e Chiuppano.

Possibile che in una situazione di generale di aria pulita l’inquinamento si concentri in soli due punti allo sbocco della valle e quindi in luoghi ventilati?

Ci viene il dubbio che quello che bisogna guardare non è la posizione geografica, ma la data. Le indagini non sono contemporanee ma effettuate in anni diversi.

Analisi attendibili?

  • Sicuramente le misure effettuate dall’Agenzia Regionale Per l’Ambiente (ARPAV), sono rigorose e valide, hanno una metodologia che cerca di raccogliere i dati significativi (come l’utilizzo di una campagna invernale e una estiva) tuttavia risentono del limite della limitata estensione temporale.
  • Esaminare i dati per 50-70 giorni e tentare di estenderli a scala annuale dà un margine di incertezza elevato.
  • Se poi le analisi vengono fatte un anno e poi mai più, i dati sono del tutto aleatori. Pretendere di desumere la bontà dell’aria da una sola indagine è per lo meno azzardato. Che cosa dovrebbe aver fatto l’Amministrazione di Chiuppano in seguito ai risultati del 2011: progettare mirabolanti piani del traffico per affrontare il problema? E se l’Amministrazione di Chiuppano avesse in mano solo le analisi del 2015 potrebbe dormire sonni tranquilli?

In conclusione, le analisi sulla qualità dell’aria vanno ripetute con cadenza più o meno regolare in modo da costruire un quadro un po’ più solido sul quale pianificare azioni valide a tutela della salute

Globale o locale?

Una considerazione va fatta. L’alto vicentino è ai margini di una delle zone più inquinate d’Europa, quella vasta pianura padana dove milioni di automezzi si muovono un modo stocastico (casuale) tra punti apparentemente tutti uguali: 2000 zone industriali quasi identiche tra loro dove a caso un subfornitore o un cliente possono essere nel capannone a fianco o a 40 km di distanza.

inquinamento-pianura-padana-città.jpg

Mappa della qualità dell’aria in Europa

Il divieto domenicale di circolazione delle auto (a causa del superamento dei limiti di PM10 per oltre 35 gg) è ripetuto con costanza in tutte le città di Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, ma è una foglia di fico per i Sindaci che così potranno dire di aver fatto qualcosa nel “loro” comune. Come se il problema fosse comunale.

Il fatto è che l’inquinamento che misuriamo a Valdastico è in larga parte inquinamento diffuso che viene da quell’area vasta che é la pianura padana (e forse un po’ anche da Trento che in quanto all’aria non sta molto meglio). Lo si vede da questo grafico dove vengono paragonate le misure giornaliere a Valdastico Vicenza e Schio.

Aria_VALDASTICO_2010.jpg

Come si vede, le PM10 scendono ai minimi a Valdastico quando scendono anche a Vicenza e Schio e salgono in modo molto correlato. Certo ci sono fattori locali che cambiano i valori (dal 13 al 15 marzo a Vicenza o il 25 giugno a Schio) ma i grafici tendono a muoversi in modo molto simile.

Se avete pazienza e voglia di ampliare il confronto potete prendere tutte le altre analisi dell’aria di tutti i comuni e verificare questa correlazione; può bastare anche solo ritornare ai primi due grafici di questo articolo per vedere come l’aria di Piovene Rocchette sia strettamente correlata a quella di Vicenza e Schio.

Alcuni risultati

Tuttavia le analisi locali anche episodiche ci danno alcune informazioni importanti che sembrano essere controintuitive e ci costringono ad abbandonare una certa pigrizia mentale.

Le misure dipendono dalla distanza dalle strade?

Sembrerebbe di no.

  • A Cogollo d.C. la centralina dista 50 m dalla strada provinciale.
  • A Piovene Rocchette la centralina è stata posta a 300 m dalla strada provinciale.
  • A Valdastico il punto di misurazione è a 400 m dalla strada provinciale.
  • A Chiuppano il punto di misurazione è a 550 m dalla strada provinciale.
  • A Schio la distanza della centralina dalla strada provinciale è circa 200 m.

Apparentemente una distanza di qualche centinaio di metri non influisce sui valori rilevati.

via GoriziaE le domeniche estive?

Avete presente quelle domeniche d’estate dove lunghe colonne di auto vengono dall’autostrada e tagliano Piovene da Rocchette come un lungo nastro metallico e alla sera si fermano incolonnate al semaforo di p.le Vittoria mentre la coda arriva a Cogollo e oltre?

Ebbene siamo andati a vedere se e come influiscono sulla qualità dell’aria.

Abbiamo riorganizzato i dati giornalieri in base ai giorni della settimana ed ecco il risultato.PM10 giorni settimana 2017.jpg

 

PM10 giorni settimana 2004

Il dato è impensato, i giorni della settimana più inquinati sono il martedì (2017) e il mercoledì (2004) anche se nel 2004 il valore della domenica era alto pur arrivando al 4° posto.

Ben poche considerazioni si possono fare su questi dati: se l’anno scorso passeggiare di mercoledì o di sabato significava respirare l’aria più pulita della settimana 14 anni prima significava esporsi al peggior inquinamento. In realtà non c’è relazione immediata tra emissioni e quantità di PM10 misurate.

Riassumendo

  • Pur essendo attraversata da due strade stradali Piovene Rocchette non appare essere più inquinata di altri paesi della Valle dell’Astico (Valdastico ad esempio).
  • Misure episodiche e saltuarie non sono adeguate ad indagare la qualità dell’aria. Sollecitiamo misurazione ripetute e sistematiche in modo da raccogliere dati sufficienti a fornire un quadro più certo.
  • Le misurazioni di Piovene Rocchette hanno analizzato solo PM10 e IPA (benzo-a-pirene), sarebbe utile estendere le misurazioni agli altri elementi che caratterizzano la qualità dell’aria (NOx, SOx, CO, …)
  • Il traffico contribuisce solo per il 25% all’inquinamento atmosferico, un ruolo ancora più pesante è dovuto al riscaldamento a legna.
  • All’interno della componente traffico gran parte dell’inquinamento è dovuto ai motori diesel e agli automezzi pesanti. L’assenza di camion alla domenica potrebbe spiegare il basso effetto inquinamento che si registra nel fine settimana.
  • L’atmosfera è in perenne movimento e la concentrazione di alcuni inquinanti in una zona piuttosto che in un’altra risente di dinamiche non facilmente decifrabili.
  • L’inquinamento da PM10 è estremamente variabile, i valori si possono quintuplicare in un paio di giorni ed è sempre latente la possibilità di un superamento dei limiti.
  • trenoÈ chiaro che esiste un inquinamento di fondo in tutta la pianura padana dovuta a un insediamento disperso e a una prevalenza del traffico privato su quello pubblico. I problemi locali non potranno mai essere risolti senza politiche di vasta scala. Per migliorare la qualità dell’aria a Valdastico, ma anche a Piovene R. e Cogollo dC., la trasformazione della linea ferroviaria Schio Vicenza in una metropolitana di superficie con cadenza di 30 minuti darebbe più vantaggi di qualunque rotatoria o divieto di traffico.

E per finire

  • I problemi del traffico non si limitano all’inquinamento atmosferico ma comprendono anche la qualità della vita, cioè la possibilità che le persone possano vivere decorosamente lungo strade trafficate avendo la possibilità girare per le strade del paese in sede propria e in tutta sicurezza.

 

 

 

La prima parte di questo articolo si trova quiIl peso dell’aria (1)


NOTE

(6) Nelle analisi si trovano i dati relativi alle PM10 solo dopo il 2000. In un documento sulla qualità dell’aria nella Provincia di Vicenza del 1992-3 si parla genericamente di “particelle sospese“.

(7) Tutte le analisi possono essere liberamente scaricate qui: http://www.arpa.veneto.it/arpav/chi-e-arpav/file-e-allegati/dap-vicenza.

(8) Schio è dotato di una stazione di misura permanente e pertanto si hanno misurazioni degli inquinanti nell’aria per tutti i giorni dell’anno. Qui abbiamo preso i valori misurati nello stesso periodo dell’indagine a Piovene Rocchette (2017).


Appendice

Il dettaglio delle analisi dell’aria a Cogollo del Cengio e Chiuppano

PM10 Cogollo Chiuppano.jpg

Situazione tutt’altro che tranquillizzante, a Cogollo si superano i limiti giornalieri medi, a Chiuppano no.

PM10 Cogollo Chiuppano b.jpg

 

Benzoapirene Cogollo Chiuppano.jpg

Sia nel numero di giorni di superamento della soglia di legge sia nella presenza di Benzo(a)pirene nell’aria i due comuni risultano nettamente fuori dai termini di legge.

Per quanto riguarda Chiuppano l’indagine successiva del 2015 riporta i valori nella normalità.

  • PM10 valore medio 22µg/mc (25 e 18 i valori invernali ed estivi)
  • PM10 solo il 3% dei giorni hanno superato i limiti di legge
  • Benzo(a)pirene concentrazione di 0,4 ng/mc meno della metà dei limiti di legge.

A Cogollo del Cengio non hanno più fatto indagini, se abitassi a Cogollo del Cengio le solleciterei.

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Un commento su “Il peso dell’aria (2)

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