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La qualità dell’aria


In sintesi

Secondo le misurazioni dell’ARPAV a Piovene Rocchette negli ultimi 15 anni le polveri sottili si sono ridotte di 2/3.

Tuttavia il metodo di misurazione desta dei dubbi: i periodi di misurazione sono troppo limitati, non è chiaro se la media dei valori misurati sia rappresentativa.

L’installazione di alcune centraline private permette ora una misurazione più capillare e più estesa. Il confronto tra centraline e dati ufficiali mostra che, pur con qualche imprecisione, le prime rendono conto del fenomeno.

I primi dati raccolti indicano che l’inquinamento da PM10 varia in modo sincronico in tutto l’alto vicentino. Questo ci porta ad alcune prime conclusioni: 1_ l’aria che respiriamo è la stessa da Schio a Chiuppano e probabilmente anche oltre; 2_ l’inquinamento da traffico ha un ruolo secondario rispetto ad altri inquinanti (stufe a legna, produzioni industriali, combustioni di residui agricoli, …); 3_ interventi limitati sulla viabilità sono ininfluenti sulla qualità dell’aria; 4_ per migliorare la qualità dell’aria serve un approccio integrato ed esteso.



Aria inquinata?

La qualità dell’aria è un tema che comincia ad essere molto sentito, se ne parla sempre associandolo al traffico automobilistico, si arriva perfino a mettere persone con la maschera antigas nei manifesti, paventando una possibile intossicazione di massa.

Cosa c’è di vero? L’aria è davvero così inquinata? E dove è più inquinata: a Schio, a Piovene o nella Valle dell’Astico?

Per saperlo dobbiamo esaminare i dati perché le paure non ci dicono mai la verità.

Premessa. In questa indagine ci limitiamo ai dati delle PM10 ovvero alle poveri sottili, perché sono gli unici dati che possono essere confrontati su un lungo periodo. Degli altri inquinanti non abbiamo una serie recente confrontabile con i dati storici. Circa caratteristiche e pericolosità delle PM10 vedi in appendice.

L’indagine 2003-2004

La prima misurazione della qualità dell’aria a Piovene Rocchette risale al 2003-2004, periodo nel quale i limiti di legge stavano variando. Le misurazioni sono state eseguite per 45 giorni non consecutivi parte nel novembre dicembre 2003 e parte nell’agosto settembre 2004. I risultati sono chiari, l’inquinamento superava i limiti di legge dato che le giornate di superamento erano il 16% del totale (max di legge 9,8%).

Allora i limiti erano più alti, se avessimo giudicato quell’aria con i limiti di oggi l’aria sarebbe ancora più fortemente inquinata (giornate di superamento = 32%).

L’indagine del 2017

Sono passati quasi 3 lustri prima che l’indagine si ripetesse e nel 2017 è stata piazzata una centralina in via Libertà, nei pressi di casa Galiotto. Qui il periodo di misurazione è stato più lungo: 92 giorni non continuativi divisi tra inverno ed estate (per un maggiore dettaglio leggi QUI).

Risultato: l’aria rientra nei limiti di legge.

Tutto bene dunque, in 14 anni l’aria è migliorata, è diventata più pulita.

I dubbi

Va bene leggere i dati dell’ARPAV che lavora con tecnici specializzati e metodiche standard, tuttavia qualche riflessione è d’obbligo.

  • Il periodo di misurazione è breve e i dati vanno poi estesi all’intero anno
  • La brevità delle misurazioni incide sui risultati? 
  • Ad esempio a Valdastico (2010) l’aria è risultata leggermente più inquinata di Piovene Rocchette, a Cogollo del Cengio (2008) l’aria risulta fortemente inquinata, a Chiuppano nel 2008 l’aria risulta fortemente inquinata ma nel 2011 l’inquinamento sembra sparito.
  • Riassumendo il dubbio è questo:

l’aria è pulita è perché abbiamo scelto un periodo fortunato oppure è effettivamente pulita tutto l’anno?

Impossibile saperlo in assenza di un’indagine estesa e continuativa.

2019 le centraline

Quest’anno è sorta una novità che ci permette di approfondire la nostra conoscenza sulla qualità dell’aria. Si stanno diffondendo delle centraline per la misurazione di PM10 e PM 2,5. Nell’alto vicentino risultano installate 5 centraline tra Chiuppano (1), Piovene Rocchette (3) e Schio(1). Ma altre vengono installate ogni settimana e l’elenco sarà da aggiornare fra non molto.

Lo scopo del progetto è di elaborare una mappatura indipendente e “open” dell’aria. Un progetto europeo che vede una forte concentrazione nell’Europa centrale, ma che sta diffondendosi nell’Europa meridionale, orientale, nei paesi scandinavi e perfino in Marocco.

Mappa delle centraline Luftdaten in Europa aggiornata al 25 maggio 2019. Valori istantanei. Il colore verde certifica una bassa presenza di PM10.

La mappa può essere visionata QUI.

Il progetto è visibile QUI ma per chi non conosce il tedesco potrebbe essere difficile capirci qualcosa.

Centraline attendibili?

Si tratta di piccole centraline costruite autoassemblando dei pezzi standard. Hanno un costo pari a qualche decina di euro, non sono collaudate e sono posizionate, gestite e manutenute da personale non specializzato.

La prima domanda è: possiamo fidarci dei risultati? Come possono competere, integrare, collaborare con le centraline dell’ARPAV che hanno un costo di decine di migliaia di euro, sono collaudate e gestite e monitorate da personale altamente specializzato?

Per questo abbiamo sottoposto a confronto una centralina Luftdaten con una centralina ARPAV.

La prima si trova a Schio in p.za San Gaetano, la seconda sempre a Schio in via Tiziano Vecellio, ad una distanza inferiore di 400 m. Non c’è dubbio la qualità dell’aria non può differire di molto.

SCHIO La distanza tra la centralina ARPAV e quella Luftdaten è inferiore ai 400 m.

Se ora confrontiamo per un tempo sufficientemente lungo i risultati di entrambe possiamo capire l’affidabilità delle misure.

Confronto esteso nell’arco di circa 3 mesi tra centralina privata e centralina ufficiale

I due grafici quasi si sovrappongono: la centralina privata tende ad amplificare le misure elevate e sottostimare le misure basse. È possibile correlare statisticamente le due misure e il coefficiente di correlazione è 0,944. Valore elevato, significa che i due grafici si muovono in modo estremamente simile, all’aumentare di una misura si ha un comportamento analogo dell’altra.

Questo ci dà una prima risposta alla domanda: le centraline Luftdaten misurano le polveri sottili in modo analogo alle misurazioni ufficiali.

Tuttavia nell’arco di tempo 28 febbraio-22 marzo la media delle misure differisce come nel grafico a fianco.

Le centraline private tendono a sottostimare i valori PM10 di circa il 14%. Potrebbe trattarsi anche di una differenza di qualità dell’aria, ma è più probabile un piccolo errore sistematico di misura da parte delle centraline più economiche.

L’aria dell’Alto Vicentino

Attualmente sono presenti 6 centraline di misurazione dell’aria: una Chiuppano, tre a Piovene Rocchette e due a Schio. Una sola è quella ufficiale e si trova a Schio.

Disponiamo quindi di una rete sufficiente per avere un sguardo più preciso sulla qualità dell’aria nell’alto vicentino e precisamente allo sbocco delle valli del Leogra e dell’Astico.

I dati

Le centraline producono dati in continuo, ma trattandosi di particelle microscopiche (PM10 vuol dire particelle con diametro di 10 milionesimi di metro: immaginate un grano di sale del diametro di un mm, dividetelo in 100 parti e avete l’ordine di grandezza di queste particelle) le misurazioni hanno oscillazioni estremamente elevate. Proviamo a confrontare due centraline con dati riferiti allo stesso periodo di tempo.

  • Nella misurazione oraria la variabilità è molto elevata, si vedano le ore 14 quando un grafico tocca il minimo mentre l’altro arriva al massimo.
  • Se si passa alla misurazione giornaliera i grafici tendono a inseguirsi e somigliarsi.

Ed ora vediamo il grafico dei primi 3 mesi delle rilevazioni.

Confronto dei valori di PM10 rilevati nelle centraline dell’Alto Vicentino

Il grafico a linea punteggiata non riguarda le PM10, ma i mm di pioggia rilevati nella stazione meteorologica ARPAV di Brustolé, aiuta a valutare l’influenza della pioggia nella concentrazione/dispersione delle PM10 nell’aria.

La linea color lilla riguarda i dati ufficiali ARPAV. Come si vede i grafici tendono a inseguirsi e sovrapporsi tranne che in qualche caso limitato nel tempo.

  • Tra febbraio e marzo ben 8 volte sono stati superati i limiti
  • Dal 18 marzo si è susseguito un periodo di valori estremamente bassi di polveri sottili, favorito anche da una condizione meteorologica caratterizzata da vento e acqua.

Quello che colpisce di più è che i valori sono molto simili tra loro e che soprattutto si muovono in modo quasi sincrono. Questo è visibile anche a scala più dettagliata nel grafico con dati ogni 6 ore, dal quale si può distinguere il giorno dalla notte.

Grafico PM10 dettagliato ogni 6 ore

Se il valore aumenta a Schio, contemporaneamente si ha una variazione simile in tutte le altre centraline anche a distanza di oltre 9 km.

Aria comune

Le polveri sottili sono particelle più piccole dei grani del borotalco e permangono nell’atmosfera per giorni e giorni fluttuando al minimo movimento dell’aria. Per loro natura si distribuiscono. La loro produzione è continua, ma la loro concentrazione varia in base alle condizioni atmosferiche. Se tra gli strati dell’atmosfera si ha inversione termica le particelle inquinanti non possono salire verso gli strati superiori e quindi diluirsi. La bizzarria dei grafici sta in gran parte nelle mutevoli condizioni atmosferiche. Al variare delle condizioni di ventilazione e scambio le PM10 si addensano o diluiscono e dato che le condizioni atmosferiche cambiano poco tra un luogo e l’altro anche le concentrazioni si comportano analogamente.

Da questo quadro emergono le seguenti considerazioni:

  • la presenza di PM10 è diffusa e cambia poco da un luogo all’altro
  • la produzione di PM10 non è puntuale, ma dovuta a un’infinità di “punti di produzione” ormai pervasivi sintomo di un modo di vivere uniforme e onnipresente
  • il movimento dell’aria diffonde le PM10 a distanza di km dal luogo di produzione e possiamo dire che non conosciamo luoghi indenni (sarebbe interessante scoprire se ce ne sono, chi ha voglia di installare una centralina su una montagna elevata?)

Di conseguenza

  • le politiche locali hanno un’influenza minima sulla concentrazione di PM10: l’installazione di un semaforo non modifica le concentrazioni di polveri sottili e neppure la sua eliminazione. Probabilmente neppure l’eliminazione di 100 semafori dà risultati, mentre l’eliminazione di 1.000-5.000 auto si o anche l’eliminazione di 500-1.000 stufe a legna di vecchia costruzione.
  • Serve un approccio integrato e globale per affrontare più seriamente il problema. Nonostante l’aumento di auto circolanti dal 2003 al 207 l’inquinamento si è ridotto per 2/3 per l’utilizzo di auto meno inquinanti, stufe di concezione più moderna.

Dove?

Dove l’aria appare più inquinata, seppur moderatamente? A Piovene in via Laguna mentre a Schio in centro storico e al Grumello in via Lengore le concentrazioni sono più basse. Difficile però sapere se le cose stanno effettivamente così oppure se la centralina di via Laguna contiene un errore sistematico di misura. Come si vede la vicinanza a strade di grande traffico non sembra produrre concentrazioni più elevate di PM10.

Quando?

Proviamo a raggruppare i dati per giorno della settimana ed ecco i risultati.

In via Laguna, presso il centro di Piovene, il giorno più inquinato è sabato; in via Trento è il mercoledì; in via Lengore è il mercoledì. I giorni in cui ci si aspetterebbe il massimo inquinamento da traffico sarebbe la domenica e il venerdì e invece… Si conferma il legame debole tra PM10 e traffico.

Conclusioni

  1. Le centraline private riescono a misurare la variazione di concentrazione di PM10 in modo analogo alle misurazioni ufficiali effettuate dall’ARPAV. Non possono dare valori assoluti precisi, ma possono essere un segnale importante delle condizioni dell’aria.
  2. Le misurazioni ad oggi sono limitate a tre mesi, solo nel lungo periodo (almeno un anno) sarà possibile trarre delle conclusioni meno provvisorie su eventuali criticità.
  3. Già da subito è facile capire che l’aria che respiriamo è unica con minime variazioni locali e che un miglioramento della qualità dell’aria si ottiene solo attraverso politiche di largo respiro.
  4. La diffusione di centraline di monitoraggio autogestite può avere un grande ruolo educativo nel comprendere la qualità dell’aria e le criticità della situazione attuale. Proprio per questo motivo sarebbe interessante acquistare delle centraline per darle in gestione ad alcune scuole, il monitoraggio quotidiano e la trascrizione dei dati su un tabellone potrebbe avere una grande importanza per l’educazione dei giovani, come proposto dalla lista civica Officina’19.

APPENDICE

A proposito di PM10

Le sorgenti di emissione delle polveri

Le polveri PM10 e PM2,5 sono prodotte da un’ampia varietà di sorgenti sia naturali che antropiche. Una volta emesse, le polveri PM10 possono rimanere in sospensione nell’aria per circa 12 ore, mentre le particelle aventi diametro pari a 1 µm rimangono in circolazione anche circa un mese. Mentre le particelle più grossolane derivano principalmente dal suolo e da altri materiali, le particelle più fini sono prodotte, in misura prevalente, dalla combustione di combustibili fossili utilizzati nei trasporti, nell’industria e per la produzione di energia.

Le sorgenti naturali più rilevanti sono:

  • aerosol marino (sali, …) 
  • suolo risollevato e trasportato dal vento 
  • aerosol biogenico (spore, pollini, frammenti vegetali, …) 
  • emissioni vulcaniche 
  • polveri derivanti da incendi boschivi

Le sorgenti antropiche più rilevanti sono:

  • emissioni prodotte dal traffico veicolare
  • emissioni prodotte da altri macchinari e veicoli (attrezzature agricole, navi…)
  • processi di combustione di carbone ed oli (centrali termoelettriche), legno, rifiuti,…
  • processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …)
  • combustione di residui agricoli
  • riscaldamenti civili (impianti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legname)

Effetti sulla salute umana e sull’ambiente

Le polveri PM10 e PM2.5 possono costituire un serio pericolo per la salute umana. Le particelle che si depositano nel tratto respiratorio superiore o extratoracico(cavità nasali, faringe e laringe) possono causare effetti irritativi quali secchezza ed infiammazione di naso e gola. Le particelle che si depositano nel tratto tracheobronchiale (trachea, bronchi e bronchioli più grandi) possono invece provocare costrizioni bronchiali, aggravare malattie respiratorie croniche (asma, bronchite, enfisema) ed eventualmente indurre neoplasie.

Quando preoccuparsi per le polveri?

La normativa italiana (D.Lgs. 155/2010) ha fissato i seguenti valori limite  per le polveri PM10 e per le polveri PM2.5:

PM10Valore limite annuale= 40 µg/mValore limite giornaliero = 50 µg/m(da non superare più di 35 volte l’anno)
PM2.5Valore limite (dal 2015) e obiettivo (dal 2010) per la protezione della salute umana = 25 µg/m3

Come limitare i livelli di concentrazione delle polveri PM10 e PM2.5?

Diverse sono le soluzioni che si possono adottare. Alcune, elencate di seguito, presentano caratteristiche di innovazione tecnologica, altre di “educazione” ad un uso alternativo del mezzo di trasporto privato o alla riduzione dei consumi energetici.

  • Incentivazione di forme alternative di mobilità urbana, come il trasporto pubblico, il car-pooling (condivisione del mezzo privato da parte di più passeggeri) e l’uso della bicicletta.
  • Riduzione delle emissioni per km di strada percorso, attraverso l’impiego di veicoli e di carburanti più puliti (veicoli a metano, a GPL).
  • Utilizzo di mezzi di trasporto elettrici e di autoveicoli più piccoli e leggeri, in modo da ridurre il consumo di carburante e dunque le emissioni di natura inquinante.
  • Contenimento delle polveri risollevate dalla carreggiata attraverso un frequente lavaggio delle strade, specie durante i periodi nei quali le concentrazioni in aria sono più elevate e le precipitazioni piovose scarse.
  • Controllo periodico delle emissioni dallo scarico dell’automobile per monossido di carbonio, ossidi di azoto ed idrocarburi.
  • Controllo della pulizia delle canne fumarie delle stufe ed esecuzione della manutenzione degli impianti termici.
  • Incentivazione alla rottamazione delle stufe obsolete caratterizzate da un elevato fattore di emissione di PM10.
  • Applicazione del Codice Buone Pratiche Agricole in ambito agricolo.
  • Divieto di combustione all’aperto di biomasse e/o rifiuti.
  • Riduzione dei consumi energetici.
  • Incentivazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e degli impianti di riscaldamento e condizionamento.
  • Incentivazione all’utilizzo delle energie rinnovabili.

Estratto dalla pubblicazione ARPAV: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/a-proposito-di-polveri-atmosferiche

Informazioni su accogliamoleidee

2 commenti su “La qualità dell’aria

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Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2019 da in Ambiente territorio.
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