Home

916_ErtoIl tutto è forse partito da una domanda semplice, cosa facciamo di tutte le case in contrada? Le buttiamo giù per fare delle villette un po’ isolate? Le restauriamo, ma allora chi ci andrà in posti così solitari?

Ognuna di queste risposte era insoddisfacente, per quanto sia bello abitare a contatto della natura, alla fine diventa una scelta solitaria, Il tempo in cui queste contrade erano vive e piene di gente non c’è più.

Il fatto è, si sono detti i componenti del gruppo AVVI, che questi problemi non hanno una soluzione caso per caso; per dare sviluppo a quel capitale accumulato per generazioni che sono le case in contrada (e il paesaggio generato dal lavoro di generazioni) occorre pensare a una soluzione generale, avere una visione allargata. Qui è scattata l’idea.

Progetto AVVI

AVVIIl progetto si chiama ATTRAVERSO LE VALLI DELL’ALTO VICENTINO ha un suo sito internet http://www.avvi.it/ e una pagina Facebook https://www.facebook.com/progetto.avvi?fref=ts

E’ una proposta di sviluppo del territorio che abbraccia le valli di Posina e dell’Astico, attraversa i territori dei Comuni di Posina, Laghi, Tonezza, Valdastico, Arsiero, Velo d’Astico e Cogollo del Cengio.

Bisogna partire dalla consapevolezza – dice Teresa – che i confini comunali non sono significativi e che occorre considerare il territorio nel suo insieme. Un visitatore non coglie il confine tra il paesaggio di Velo d’Astico e di Arsiero, coglie le emergenze paesaggistiche, le vette le valli il fiume, e i punti di offerta turistica, le contrade i servizi al turismo. Di per sé ogni progetto turistico è un progetto più vasto del territorio comunale

“Proponiamo una riscoperta del territorio stesso focalizzando e valorizzando gli aspetti storici, culturali, ambientali e sociali con lo scopo di promuovere un’idea di sviluppo locale legata ai temi della sostenibilità (energia, turismo rurale, turismo sostenibile, agricoltura, ambiente, tradizioni, mobilità dolce) in sinergia con i diversi attori del territorio (pubblici e/o privati)”.

Il progetto coinvolge più settori.

Ambito economico

  • il recupero dei luoghi abbandonati, borghi e contrade, degli edifici posizionati in contesti pregevoli, come volano per il recupero dell’identità delle valli, per lo sviluppo del turismo ecosostenibile.
  • Affiancamento alle aziende agricole e silvo pastorali con sviluppo delle attività ricettive legate al turismo.
  • Riqualificazione e potenziamento dei servizi al turismo

Ambito culturale

  • Valorizzazione delle testimonianze di archeologia artigianale ed industriale (magli, mulini, fucine, centri ittici)
  • Valorizzazione della cultura del primo novecento (A. Fogazzaro) e della Grande Guerra (culturale)
  • Valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali

Ambito ambientale e paesaggistico

  • gestione del rischio idrogeologico e dei dissesti, consolidamento delle opere di gestione del terreno

Le emergenze

Il gruppo di lavoro ha iniziato la ricerca individuando quali elementi del territorio abbiano maggiori interesse e potenzialità. E’ partito dalle evidenze paesaggistiche.

AVVI emergenze

Il passo successivo è stato georeferenziare (1) i vari elementi su mappa, alle vette si aggiungono i versanti, le contrade, i centri di servizio.

Solo a questo punto si possono collegare i vari punti. Ecco come escono le prime proposte.

AVVI mappa

Si tratta di una proposta stratificata in più livelli dove coesistono i percorsi montani con quelli equestri, le esigenze le esigenze del cicloescursionismo in mountain bike sono diverse dal cicloturismo soprattutto a fondovalle.

Il coinvolgimento

Un progetto così articolato ha bisogno di coinvolgere più operatori: amministrazioni, gruppi culturali locali, operatori del commercio, operatori del turismo, gli abitanti stessi.

Il primo passo è stato presentare il progetto alle amministrazioni comunali. Tutto bene, per i sindaci, un’altra bella proposta, ma da dove partire? E dove troviamo le risorse?

Occorre cogliere il momento e oggi il tema dominante è la Grande Guerra del 1915-18 visto che quest’anno ne ricorre il centenario.

La Grande Guerra

StraffexpeditionNel 1916 l’area esaminata è stata travolta da un’onda d’urto formidabile: l’offensiva di primavera, poi chiamata Straffexpedition che in meno di un mese ha investito il fronte Italiano portando l’esercito austriaco a occupare Arsiero e spostando il fronte sul Novegno e alle soglie di Piovene. Meda era lì, piccolo caposaldo italiano.

L’esercito italiano provvide a fortificare la zona, predisponendo opere di difesa che dal Novegno, dal Summano e dall’altopiano di Asiago andavano giù in valle (2).

Un punto di ricerca: Meda

A Meda oggi le opere della grande guerra sembrano cancellate.

AVVI Meda oggi

Il colle è quello di sempre, roccia, alberi e, in cima, i ricordi dell’antico eremo. Dove sono le fortificazioni, le trincee, le postazioni militari, i punti di osservazione che, sicuramente, dovevano avvolgere quella rocca?

Occorre cercare documenti suggerisce lo storico.

E’ così che tre componenti del gruppo si sono recati a Roma all’Istituto di Storia e Cultura del Genio Militare (3). Spuntano fuori le foto che mostrano le intense opere di trasformazione impresse dal genio militare un secolo fa, visibili qui sotto

Meda 1818

Ma la sorpresa diventa grande quando si scopre che a Roma c’è un modellino della Rocca di Meda e delle fortificazioni costruite dal Genio e intere cartelle dedicate al cantiere di Meda-Curegno-Crosare.

Modellino della Rocca di Meda realizzato dall'ISCAG e custodito al museo del Genio militare di Roma

Modellino della Rocca di Meda realizzato dall’ISCAG e custodito all’Istituto di Storia e Cultura del Genio Militare di Roma

A questo punto occorre andare a verificare se quello che è storicamente documentato sia rimasto. Il versante si è imboschito occorre farsi strada tra vegetazione selvaggia e sentieri rovinati dal tempo per poi fare riprese troppo ravvicinate. Ma c’è un modo più semplice ed innovativo per semplificare le ricerche e ottenere una visione inedita.

Il drone

droneOggi la tecnologia viene in aiuto. Sono stati messi a punto dei piccoli velivoli che si muovono nell’aria ad altezze di poche decine di metri, ma sufficienti per vedere le cose da un altro punto di vista.

Ed ecco che nascono questi filmati

La rappresentazione tridimensionale del terreno

Un gruppo multidisciplinare ha una capacità di indagine superiore a quella del singolo studioso. Quando allo storico si unisce un gruppo di tecnici è possibile calare notizie e documenti direttamente sul terreno con l’uso di grafica tridimensionale e strumenti GIS.

AVVI sezione 02

Sezione del terreno passante per la rocca di Meda, si evidenzia la pendenza dei versanti. A sinistra di Meda la sezione passa per Costa La Rancina

AVVI sgi_meda_curegno

Alla fine la presenza di fortificazioni sul versante sud est ella rocca di Meda è confermata, la terza linea di resistenza viene collocata sul terreno è possibile andare in cerca dei segni lasciati sul territorio.

Alla fine di questo lavoro …

… il territorio torna a parlare

Un territorio muto, dove le ultime costruzioni hanno nascosto le tracce precedenti ora sta tornando a parlare.

I segni muti del terreno: quel muretto, quel buco nel monte, quel manufatto ricoperto di muschio tanto da non sapere più cosa sia, tanto più se davanti ci ho messo una cassetta del metano o quella grotta dove ho abbandonato una bottiglietta o una lattina, quei manufatti possono tornare a parlare, dire chi li ha costruiti, quando e a che scopo.

A questo serve la ricerca storica, a dare spessore ai luoghi dove viviamo a far percepire che quello che ci circonda è opera dell’uomo e, come tale, da conoscere se non da ammirare.

La cultura e il turismo

E’ su questa base culturale che si fonda buona parte del turismo in Italia. Si viene certo a cercare il sole, le montagne con riflessi dorati, la natura; ma soprattutto in Italia si viene a cercare la storia, questa è la potente immagine che gli stranieri, siano americani o cinesi o chissà chi altro, hanno di noi.

Questo magnete permea il territorio tutto e non solo le città

  • perché i segni della Repubblica Veneta sono certamente a Venezia, ma il leone di San Marco è su tutti i cippi di confine dell’alto vicentino,
  • perché le ville venete sono state originalmente interpretate nelle ville del Fogazzaro a Velo d’Astico,
  • perché le opere del Palladio sono state costruite utilizzando la pietra delle cave di Piovene,
  • ecc.

 Il progetto AVVI fa parlare di sé

MUSE TrentoL’originalità della proposta si fa notare in ambito interdisciplinare ed ecco che arriva l’invito al MUSE, il celebre Museo delle Scienze di Trento.

Il vantaggio di essere un gruppo multidisciplinare è che si lavora trasversalmente tra più discipline ognuna con un campo di interesse particolare. Ed ecco che le ricerche del gruppo AVVI destano interessa tra … i geologi.
La società Geologica Italiana organizza al MUSE di Trento un convegno dal titolo IN GUERRA CON LE AQUILE – Geologi e cartografi sui fronti alpini del primo conflitto mondiale.

AVVI MuseA questo convegno partecipa il gruppo AVVI con una relazione sulle sue scoperte.

L’area oggetto dello studio è la frazione di Meda, in Comune di Velo d’Astico (VI); qui insistono due particolari formazioni: il Curegno, collina di origine morenica e la Rocca di Meda, formazione rocciosa calcarea che si erge sulla Valle dell’Astico. Su queste due peculiarità morfologiche, durante la Prima Guerra Mondiale, correva la linea principale di resistenza a fortificare l’area che fu teatro dell’ultima fase della Strafexpedition del 1916.

La strategia difensiva era precisa.

Dal punto di vista logistico il territorio era suddiviso in cantieri organizzati e strutturati, uno di questi era il cantiere Meda-Curegno-Crosare.

Al modificarsi della morfologia del terreno venivano adottati principi tattici e costruttivi diversi. A Meda si concentravano i centri di prefabbricazione e la produzione di fonti energetiche da distribuire in tutta l’area di cantiere.

La progettazione delle linee difensive iniziava dagli schizzi dei luoghi e terminava con il disegno esecutivo, l’avanzamento di cantiere veniva monitorato e verbalizzato nelle relazioni quindicinali degli ufficiali.

Allo studio dei documenti presso l’ISCAG a Roma, è stato condotto un rilievo sul campo di cui i risultati sono archiviati con un sistema di geo-referenziazione.

Il primo passo

Il primo passo è stato fatto: sono stati censiti elementi naturali e paesaggistici, sono stati individuati i segni della Grande Guerra. Occorre passare alla valorizzazione di questi segni e inserirli in percorsi coerenti.

Per questo non basta più un gruppo di studiosi, qui entrano in campo le amministrazioni comunali, gli operatori economici.

Promettenti campi di studio

Le fortificazioni di Meda sono senz’altro una delle scoperte più interessanti e documentate. Danno luogo ad una serie di pannelli espositivi che stanno girando tra le mostre della Grande Guerra. A novembre saranno nella sala consigliare del comune di Velo d’Astico.

Altra scoperta stupefacente è che durante guerra ha avuto inizio una produzione industrializzata di manufatti per le postazioni militari. E’ accertata la presenza in zona di una “fabbrica” (uffici, officina e anche prigioni, dato che era a conduzione militare) che produceva manufatti prefabbricati in calcestruzzo. Un interessante prototipo che serviva a costruire velocemente percorsi in trincea. Tutte scoperte delle quali torneremo a parlare.

Prossimo appuntamento

E’ possibile vedere il lavoro fatto dal gruppo AVVI cercando i rete i loro indirizzi

E’ possibile incontrarli di persona e vedere il loro lavoro

dal 6 al 13 novembre nella sala consiliare di Velo d’Astico


Gruppo AVVI

  • Giorgio Crestanello geometra
  • Teresa Dardo architetto
  • Manola Caselin architetto
  • Stefano Lovat agronomo
  • Robert Maddalena architetto
  • Eric Pavan geologo
  • Silvio Zenere storico

Consulenza storiografica
Luigi Cortelletti storiografo, Giovanni Matteo Filosofo scrittore memorialista


NOTE

(1) Georeferenziare significa collocare una mappa in una certa posizione all’interno delle coordinate geografiche. In questo modo due mappe relative a territori contigui si collocheranno automaticamente una accanto all’altra. Esportando la mappa in un formato apposito è anche possibile collocare la nostra mappa in un atlante generale come, ad esempio Google Earth. Su mappe georeferenziate è possibile anche collocare i dati dei nostri GPS e far apparire, ad esempio, il nostro itinerario su una mappa del terreno. Le potenzialità della georeferenziazione sono enormi e abbiamo appena iniziato a esplorarle.

(2) Opera di fortificazione che collegava il Summano con Meda era Costa La Rancina. Ne abbiamo parlato qui https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/08/29/sentieri-del-summano-costa-la-rancina/

(3) A noi non serve andare a Roma, ci basta fare una visita virtuale

2 thoughts on “Attraverso le valli

  1. Pingback: Città, campagna, sprawl | Accogliamo le Idee

  2. Pingback: La ragazza di Santorso | Accogliamo le Idee

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...