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Il 18 febbraio 1301, Vincenzo del fu Toaldino giace sul letto di morte e teme per la salvezza della sua anima: per tutta la vita ha esercitato l’usura, pratica condannata dalla chiesa. Senza assoluzione da parte della Chiesa non potrà andare in paradiso e neppure trasmettere il patrimonio ai figli, un’intera vita sprecata per poi avere l’anima dannata e lasciare i figli poveri. Ma la salvezza c’è: si pente e promette, davanti a un notaio e al presbitero (“Zeronda presbiterum ecclesie Sancte Marie de Tienis”), di restituire 100 e più lire (un’inezia) a coloro cui le aveva sottratte, se presenteranno documenti attestanti il diritto.

Vincenzo

La nostra storia inizia con “Vincenzo del fu Toaldino… che fu di Arsiero ed abita a Thiene”(1) che a partire dal 1280 appare in più atti notarili come creditore di somme di denaro relativamente piccole, per prestiti diretti a varie persone residenti nel thienese per all’acquisto di animali (pecore, capre) e di cereali (frumento, miglio); prestiti a breve termine, contratti in caso di necessità, che spesso finivano con la vendita di beni in cambio dell’estinzione dei debiti. Infatti lo stesso Vincenzo in atti successivi acquista o diviene proprietario di terre coltivate poste tra Thiene, Zanè e Centrale.

Anche i figli …

Vincenzo è un prestatore di denaro ad interesse, un usuraio, come si definisce esplicitamente nel suo testamento del 18 febbraio 1301 (2): con questa pubblica ammissione si garantisce la sepoltura in terra consacrata e trasmette in capitale ai figli Uguccione, Miglioranza e Marco…

… i quali continuano l’attività del padre, e contemporaneamente consolidano e ampliano i possedimenti agrari, e muovono i loro investimenti fino a Vicenza, divenendo in pochi decenni la potente famiglia Thiene.

mappa 1617 Thiene centro.jpg

Mappa del 1617 -Archivio Storico Beni inculti, Venezia

La roggia di Tiene era appena stata costruita

E’ interessante notare che i beni agricoli in territorio di Thiene sono situati lungo la roggia che era stata costruita pochi decenni prima (1281), traendo l’acqua dal Timonchio, a Santorso, e portando a Thiene l’unica risorsa di cui oggettivamente il territorio difettava, dato che poggia su un consistente cuscino ghiaioso proveniente dalla formazione dell’alveo definitivo del torrente Astico: ai vantaggi derivanti dalla possibilità di irrigare si univano quelli derivanti dalla costruzione di mulini e fucine che traevano la  forza motrice dalla roggia, che davano una solida base al mondo artigiano del 1300.

mappa 1699  Thiene

Mappa del 1699 – Biblioteca Bettoliana Vicenza

Non solo usura

Dunque i di Tiene traevano benefici dalle operazioni finanziarie, dai possedimenti agricoli, dall’artigianato e dal commercio che si sviluppava in questa “…città del territorio vicentino, grande e ricca.” (Rolandino, 1259) in anni nei quali ricorrevano le devastazioni e i saccheggi a opera delle fazioni nemiche. I di Tiene ampliarono la loro influenza entrando in contatto con gli Scaligeri, con i quali coprirono ruoli militari, politici ed amministrativi che arrivarono ben al di fuori del solo territorio vicentino fino alla fedeltà con Venezia.

Come era fatta Thiene nei primi anni del 1300? 

Nel XII° secolo si parla contemporaneamente di “castrum”, di “burgum” e di “villa”: “…dobbiamo dunque pensare che Thiene fosse un centro composito, risultante dalla compresenza di tre nuclei: un’area fortificata, il castello, e, al suo esterno, una villa allargata sul territorio, e un borgo accentrato”.

La villa era costituita da più contrade attestate sulle principali vie di accesso al centro: a nord Capovilla (S. Vincenzo, zona ex ospedale) e a sud Codalunga (Conca) e dall’infittirsi dell’abitato man mano che ci si avvicinava al centro del borgo dove si trovava la Pieve di S. Maria e, su quello che era il castello, il palazzo dei Conti Porto, potente famiglia vicentina che si insediò a Thiene dal XIII° secolo. (contrade Malcantone, S. Maria Maddalena, Belvigo, Fratta, Frattina, Bosco dei Preti, Conca…..)

A partire dal 1600 parecchie mappe descrivono l’abitato di Thiene, e una tra queste, del 1699, illustra i beni dei Conti Thiene nel territorio dal Summano, con Piovene, a Thiene.

La Pieve di S. Maria era l’unica chiesa esistente nel borgo (alcuni studi parlano di una chiesa intitolata S. Vito che potrebbe indicare la presenza di monaci benedettini. Il toponimo era presente nella mappa IGM del 1887, ma la chiesa era scomparsa già in tempi molto più antichi).

Il 5 maggio 1333

Nel 1300 i tre fratelli Thiene possedevano in contrada Capovilla (= inizio della città) di Thiene un edificio in muratura con coperto in coppi, con un brolo con alberi da frutto e un prato, e la roggia di Thiene attraversava le loro proprietà.

All’esterno del recinto dell’abitazione, alla confluenza tra la via principale, che saliva dal centro e che nel 1707 troviamo chiamata “Strada Reggia che va in Germania” e una stradina della contrada che portava a Centrale, nel 1333  i fratelli Uguccione, Miglioranza e Marco Thiene fecero erigere la cappella intitolata a San Vincenzo, in ricordo del padre defunto nel 1304. Il fatto è documentato dalla scritta posta sulla facciata della chiesa.

San Vincenzo targa.JPG

Iscrizione sulla facciata della chiesa

“Questa cappella in onore del Beato Vincenzo fu costruita ad opera dei signori fratelli Miglioranza Uguccione e Marco, figli del defunto Signor Vincenzo da Thiene, cittadini vicentini, patroni di detta cappella, nell’anno 1333, prima indizione, mercoledì 5 maggio

Questa fu la seconda chiesa di Thiene, ma è certamente la più antica della città.

Fu anche un modello urbano, visto che nel secolo seguente i palazzi nobiliari di Thiene furono completati da chiese o oratori che sarebbero diventati, come San Vincenzo, il cuore spirituale delle loro contrade.

arch. Mariangela Barone

Continua …


Note

(1) Nei documenti antichi il nome della città appare senza “h”. Nei documenti successivi si alternano le due grafie, anche se prevale quella senza “h”. L’usanza continua fino a metà dell’ottocento. Poi prende piede la grafia odierna e Tiene diventa Thiene.

(2) Un tempo l’usura era condannata dal diritto canonico. Il pentimento sul letto di morte di Vincenzo è ben descritta nel saggio di di Francesca Lomastro Tognato, pagg. 43-47, citato alla fine di questi articoli.


APPENDICE

Breve cronologia delle chiese di Thiene esclusa la pieve di S. Maria che poi diverrà il Duomo: 

  • 1333 – chiesa di S. Vincenzo
  • 1382 – costruzione di una chiesetta, tra Villaverla e Thiene, sul luogo di un evento miracoloso, dedicata a S. Antonio dalla metà del sec. XIV°
  • 1470 – Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, anche detta Chiesetta Rossa, cappella della famiglia Porto, all’esterno del palazzo omonimo
  • 1472 – Consacrazione della Chiesa di S. Girolamo, cappella di famiglia adiacente al palazzo del conte Giacomo Thiene ora Palazzo Cornaggia
  • 1592 – Chiesa di S. Lucia annessa all’ospedale di Santa Maria Maddalena
  • 1604 – Chiesa di Santa Maria della Neve accanto ai beni che la famiglia Porto possedeva a Rozzampia
  • 1610 – fondazione del santuario della Madonna dell’Olmo
  • 1631 – Chiesa di S. Rocco dopo la pestilenza vicino al Prà dei Morti
  • 1685 – Chiesa del Rosario (accanto aveva la Chiesa di S. Martino che fu demolita per aprire Via Roma)

Dove si trova la chiesa di San Vincenzo? Di fronte all’ex ospedale Boldrini di Thiene. Ecco una mappa riportante alcune indicazioni storiche.

San Vincenzo mappa.jpg

4 thoughts on “La chiesa di San Vincenzo in T(h)iene

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