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La prima parte dell’articolo sulle dipendenze si trova qui

Un problema emergente: la ludopatia

VideoPokerCon questo termine si intende la dipendenza patologica dal gioco in genere e dal gioco d’azzardo in particolare.
Si può manifestare con qualunque gioco: lotto, superenalotto, video-poker, slot machine, gratta-e-vinci vari, giochi on-line, video-lottery e altri.
E’ solo un gioco si può dire.
Se fosse così non sarebbe un problema. Vediamone i vari aspetti.

Aspetto sanitario

Leggiamo sul sito del Ministero della Salute

“Per continuare a dedicarsi al gioco d’azzardo e alle scommesse, chi è affetto da ludopatia trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti o frodi. Questa patologia condivide alcuni tratti del disturbo ossessivo compulsivo, ma rappresenta un’entità a sé. È una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita.
Durante i periodi di stress o depressione, l’urgenza di dedicarsi al gioco d’azzardo per le persone che ne sono affette può diventare completamente incontrollabile, esponendoli a gravi conseguenze, personali e sociali.
La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio”.

Oltre che un problema psicofisico è un problema economico.

Aspetto economico

Cosa dire quando in provincia di Brescia si gioca così tanto che la somma pro capite è di 2.150 euro all’anno?
Gioco d'azzardo 2004-2012Le cifre si fanno imponenti se allarghiamo lo sguardo a tutta l’Italia.
Il gioco d’azzardo è cresciuto a ritmi elevatissimi e il fatturato del 2012 si è quasi quadruplicato dal 2004. Al 2012 la spesa è pari a 1.575 €/anno per ogni abitante, neonati compresi (1).

payout 2004-2012La cifra di 87,1 miliardi di euro di fatturato è imponente, per comprenderne la dimensione si può fare un confronto: la manovra finanziaria “lacrime e sangue di Monti” ammontava a 30 miliardi di euro, il gettito IMU per il 2013 ammonta presumibilmente a 23,3 mld €.
Il Italia il gioco d’azzardo è la terza industria per fatturato, viene dopo l’ENI, la Fiat e prima di tutte le altre, anche il numero dei dipendenti non è da poco: 120.000 persone ruotano attorno a questo settore.

soldiOccorre anche dire che l’80% delle giocate viene ridistribuito ai giocatori (fonte: Presidenza del Consiglio, Dipartimento politiche antidroga), il che vuol dire che il profitto dei gestori del gioco d’azzardo al lordo delle tasse ha un saggio del 20%.
Insomma il gioco non è solo un gioco ma è un gigantesco prelievo di denaro dalle tasche dei cittadini a favore di alcune concessionarie che si occupano dei giochi, ditte il cui fatturato si gonfia anno dopo anno, non contribuiscono alla crescita del Prodotto Interno Lordo, semplicemente se ne appropriano e lo ridistribuiscono, i profitti in molti casi vanno all’estero come spieghiamo sotto.

Vediamo chi sono i primi dieci gestori del gioco in Italia.
In prima fila Lottomatica e Snai, le uniche totalmente made in Italy.
Le altre sono

  • Cogetech (Lussemburgo)
  • Gamenet (Lussemburgo)
  • Hbg (Lussemburgo)
  • Sisal (Lussemburgo)
  • Codere (Spagna)
  • Cirsa (Spagna)
  • G. Matica (Svizzera)
  • Atlantis, oggi sostituita da B Plus Giocolegale limited (Londra)

Non si tratta di aziende che aspettano gli incassi, ma promuovono i loro “mercato”, nell’anno 2000 il solo gruppo SNAI ha investito “circa 7,2 milioni di Euro per cinque mesi di spot sulle reti Rai, Mediaset, Stream, Snai Sat e 120 emittenti locali collegate a Crai S.r.l.” (http://www.nuvole.it/arretrati/22/pdf/10a-D%27agati-Azzardo.pdf)
Alla mostra internazionale del gioco d’azzardo hanno fatto i conti (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/11/gioco-dazzardo-in-quale-paese-si-spende-di-piu/908394/). In Italia siamo sesti al mondo per dimensioni del gioco d’azzardo. Da noi la parte del leone la fanno le lotterie e le macchine da gioco.

Il ruolo dello Stato

Lo stato si trova in una situazione ambigua, da un lato promuove il gioco perché dalla sua tassazione ricava somme ingenti (7,9 miliardi di € nel 2012) dall’altro si trova a incentivare una modalità di gioco che sta provocando dipendenza e quindi costi che ricadono sugli enti pubblici.
Molti stigmatizzano il ruolo di uno stato che promuove il gioco d’azzardo.

  • Stato biscazziere” lo chiama Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 6/5/2013
  • Nel 2012 lo stato ha incassato 7,9 miliardi … c’è da sottrarre ancora i costi delle conseguenze sociali del gioco tra spesa sanitaria diretta, cure mediche e psicologiche, costi indiretti, come perdita del lavoro e quindi del reddito, costi di perdita della qualità della vita, ovvero quelli che ricadono sulla famiglia del giocatore, come violenza in famiglia. La stima del Conagga è tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di costi sociali all’anno” questo il parere di Radio Radicale.
  • Se è vero che lo Stato potrebbe incassare quest’anno 8 miliardi di euro, grazie alle tasse versate dai concessionari dei giochi, la campagna promossa da ACLI, ADUSBEF, … stima in una cifra compresa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro annui i costi sociali e sanitari che il gioco d’azzardo patologico comporta per la collettività. A questi vanno aggiunti 3,8 miliardi di euro di mancato versamento dell’iva, nel caso in cui i 18 miliardi di euro che non tornano ai giocatori in forma di montepremi fossero stati spesi in altri consumi (con iva al 21%)” così dice Libera, associazione antimafia.
  • Secondo stime attendibili sono 760 mila gli italiani “ammalati di gioco”, ognuno dei quali punta in media 1.600 euro l’anno. Solo una tragica fatalità? Non è proprio così, anche perché il primo colpevole di tali situazioni di grave disagio personale e sociale è lo stato stesso” così si esprime La Difesa del Popolo organo della curia di Padova in un articolo in cui pubblicizza gli “slot-mob” contro il gioco d’azzardo.

E si potrebbe continuare …
Economisti però sottolineano che se lo Stato si ritirasse dal gioco d’azzardo lascerebbe spazio alle mafie e al gioco illegale.
Un bel problema.

Come si muovono le regioni

Se lo Stato ci guadagna le regioni ci rimettono. Così si può sintetizzare il fatto che le regioni sono dalla parte opposta della barricata rispetto allo Stato. Infatti i benefici del gioco (tasse) vanno allo Stato, ma i costi delle dipendenze ricadono sul sistema sanitario cioè sulle regioni.
La spesa regionale per giochi d’azzardo è così ripartita.

Spesa regionale gioco azzardoNel Veneto nel 2012 si sono spesi 5 miliardi di euro, cifra molto inferiore alla Lombardia, ma sufficiente a collocare la nostra regione al 5° posto.
Se però andiamo a studiare la spesa pro capite la nostra posizione in questa poco invidiabile graduatoria ci vede tra gli ultimi posti con “soli“ 1.004,25 euro/anno.

Spesa regionale pro capite gioco azzardoOgni persona ricoverata in struttura protetta costa da 18.000 a 25.000 euro all’anno. Non è un caso se le regioni cominciano a promuovere leggi per contrastare la ludopatia.
Stanno promuovendo atti legislativi: la provincia di Bolzano, quella di Trento, l’Emilia Romagna, la Lombardia, l’Emilia Romagna, l’Abruzzo, anche il Veneto sta discutendo una legge in merito (2).

Gioco d’azzardo a Piovene Rocchette

Piovene slot machineDiversamente dalle altre dipendenze, nella ludopatia sono le donne e gli anziani i soggetti più a rischio (3).
L’ipotesi è confermata da un’indagine da Fipac Confesercenti: il 23,7% delle persone tra i 65 e i 75 anni è interessata dal gioco d’azzardo e la spesa dei giocatori over 65 in Italia ammonta a una media di 3.200 €/anno per giocatore (266 €/mese).
I soldi vengono spesi prevalentemente in

  • Slot machine (31%)
  • Lotto e Superenalotto (27%)
  • Gratta e vinci (14%)
  • Giochi di carte (11%)

A Piovene Rocchette non mancano le occasioni di imbattersi nel gioco. Ci sono 2 locali dedicati ai video giochi d’azzardo e altri almeno 9 locali che ospitano giochi d’azzardo.
Lotterie, gratta e vinci e simili sono disponibili in altri 11 locali.
A Piovene Rocchette ci sono circa 45 slot machine distribuite un po’ ovunque.

Un’amministrazione attenta

E’ solo un gioco, dice qualcuno.
Se fosse così non meriterebbe di occuparsene, ma se si verificano dipendenze è opportuno intervenire per non lasciare sole le famiglie davanti a dramma.
I primi passi sono: prevenzione e informazione.
La prevenzione può avvenire in vari modi:

  • promuovendo attività associative, sportive, occasioni di incontro e di scambio (alcune dipendenze sono figlie della solitudine)
  • promuovendo informazione tramite la scuola
  • promuovendo informazione tramite riunioni pubbliche
  • sollecitando la discussione pubblica per prendere coscienza di questi problemi
  • adottando un regolamento che proibisca l’installazione di slot machine in prossimità di scuole e altri edifici sensibili
  • promuovendo e favorendo le attività commerciali che rinunciano ai videogiochi (bollino di qualità)

Ma prima di tutto è necessario approfondire la vera portata del fenomeno a Piovene Rocchette e le risorse vanno spostate dove il problema è più serio e dove ci sono più probabilità di riuscita.
Spetta quindi all’assessorato alla famiglia predisporre una documentazione conoscitiva sul problema approfondendo specificatamente la realtà di Piovene Rocchette.
Solo dopo sarà possibile decidere come intervenire sul problema.

_______________________________________
APPENDICE MATEMATICA. LA PROBABILITA’ DI VINCERE

Giocare al gioco d’azzardo vuol dire cercare di vincere. Da dove vengono i soldi per le vincite? Da tutti quelli che giocano: tutti sperano di vincere, ma alla fine vincono in pochi e vincono tanto più quanto più gente partecipa al gioco.
In una tombola casalinga il totale va in pareggio, nel senso che si distribuiscono esattamente i soldi raccolti e quindi prima o poi tutti dovrebbero recuperare le somme che hanno investito.
Non così nei giochi d’azzardo, perché una quota delle somme investite va al gestore, una quota va in spese, una quota va allo Stato, … quindi, alla lunga, non si può mai vincere: quel che vince è il banco, cioè Stato e gestori.
Rendimento giochiCi sono giochi che hanno un rendimento più alto?
I calcoli li ha fatti il Ennio Peres professore di matematica e informatica (http://www.laroulette.it/conoscere/la-matematica/le-probabilita/speranza-matematica).
I risultati sono riassunti qui a fianco. La colonna rendimento ci dice quale percentuale dei soldi investiti viene restituita.
La tabella sfata molti miti, infatti si evince:

  • roulettetutti i giochi sono svantaggiosi e comportano una perdita certa sul lungo periodo
  • il gioco più “equo” è la roulette che comporta perdite contenute
  • col gratta e vinci si perde oltre la metà dei soldi investiti
  • il lotto è il gioco più iniquo giocando un terno si perdono due terzi del capitale, una cinquina ha un rendimento ridicolo
  • il totocalcio comporta una perdita di 2/3 del capitale.

Eppure si gioca perché si è convinti che a perdere saranno gli altri, perché investendo una somma piccola si può ottenere una somma molto maggiore.
Ma quant’è l’effettiva probabilità di vincere il massimo premio?

Non serve essere matematici per conoscere le probabilità, la legge obbliga le società concessionarie a dichiararlo. Le trovate qui  oppure qui.
Riassumiamo ancora una volta i risultati.probabilità giochi

Dalla tabella si vede che alla roulette 1 giocatore vince e 36 perdono, ma al Superenalotto per ognuno che vince ci sono ben 622 milioni di giocatori/giocate che devono perdere per poter finanziare quella vittoria …. ogni giocatore spera di essere l’unico fortunato (su 622 milioni), è per questo che gioca.

Fate il nostro gioco.

fateilnostrogiocoE’ un’associazione, promuove incontri e mostre con gli enti locali, realizza corsi. L’obiettivo è quello di svelare le regole, i piccoli segreti e le grandi verità che stanno dietro all’immenso fenomeno del gioco d’azzardo in Italia. La convinzione è che il modo migliore per farlo sia usare la matematica come una specie di “antidoto logico”, per creare consapevolezza intorno al gioco e svelare i suoi lati nascosti.


NOTE

(1) La spesa pro capite raddoppia se si tiene conto solo della popolazione con più di 65 anni secondo una ricerca di Fipac Confesercenti (http://images.auser.it/IT/f/img_biblioteca/img89_b.pdf pag 9)

(2) Per la legislazione sulla ludopatia e le varie sentenze dei tribunali vedi anche http://dirittiregionali.org/2012/11/12/il-punto-sugli-interventi-regionali-e-locali-contro-la-ludopatia/

(3) Lo dice un’indagine effettuata da Francesca Rascazzo e Monica Reynaudo e promossa dal gruppo Abele, Auser e Libera dal titolo “L’azzardo non è un gioco“ (2013). Comunque i giovani non sono immuni dal gioco, sembra siano più propensi alle giocate di poker on line. “Secondo un’indagine svolta da Kaspersky Lab l’Italia è il primo paese per visite di bambini sui siti di gioco d’azzardo. Secondo la relazione del DPA, … il 7,2% dei giovani tra 15 e 19 anni ha un rapporto problematico con il gioco, mentre il rimanente 3,2% ne è dipendente” (Altreconomia n 162 luglio/agosto 2014)

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5 thoughts on “Tendenze: ludopatia

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